Diocesi di Canosa
| Canosa Sede vescovile titolare Dioecesis Canusina Chiesa latina |
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|---|---|
Cattedrale di San Sabino |
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| Arcivescovo titolare | Celestino Migliore |
| Istituita | 1986 |
| Stato | Italia |
| Regione | Puglia |
| Diocesi soppressa di Canosa | |
| Eretta | IV secolo prime fonti |
| Soppressa | 1986 |
| dal IX secolo al 1986 Arcidiocesi di Bari-Canosa |
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| Dati dall'annuario pontificio | |
| Lista delle sedi titolari della Chiesa cattolica | |
La diocesi di Canosa (in latino: Dioecesis Canusina) è una sede soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.
Indice |
Storia [modifica]
Non è certa la data di erezione della diocesi di Canosa, la quale risulta essere tra le prime sedi episcopali della regione imperiale - e dunque ecclesiastica - Apulia et Calabria. Le prime notizie sull'esistenza della diocesi e dei primi vescovi con cattedra nella città risalgono al IV secolo; in particolare all'anno 343, quando si ha notizia della partecipazione del presule canosino Stercorius al Concilio di Sardica. Tuttavia non è da escludere che la nascita della diocesi debba essere fatta risalire al secolo precedente, poiché è attestata la presenza di un primo nucleo di cristiani nel territorio fin dal II secolo.
Di certo dal IV secolo in poi le notizie sono più puntuali ed attendibili, anche grazie alla prosperità di cui gode la città. Nel V secolo conosciamo la presenza del vescovo Probo il quale nel 465 prese parte con altri tre vescovi pugliesi al concilio romano convocato da Papa Ilario. Probo di Canosa intervenne con decisione contro un tentativo di abuso di un vescovo spagnolo che pretendeva di scegliere il suo successore. L'attività di Probo legò in modo netto la Chiesa canosina alla sede romana, tanto da renderla una delle più prestigiose.
Certamente un ruolo dominante nella diocesi spetta al vescovo San Sabino, patrono della città, il cui governo diocesano si colloca nel cuore del VI secolo. Alla sua morte segue un periodo difficile per la città e per la diocesi, soprattutto ad opera delle incursioni longobarde nel territorio pugliese durante il VII secolo; in questo periodo, come si apprende da una lettera di papa Gregorio Magno del 591, la diocesi è affidata al vescovo di Siponto. Nel IX secolo subisce la distruzione da parte dei saraceni. L'ultimo vescovo di cui si ha notizia è Angelario, che si rifugiò a Bari; papa Sergio II gli conferisce il titolo di Bari e Canosa, e da quel momento la diocesi è inglobata in quella di Bari come arcidiocesi di Bari e Canosa.
Il 9 giugno 1916 con il decreto Ad examen revocato della Congregazione Concistoriale fu conferito alla basilica canosina di San Sabino il titolo di cattedrale, titolo che perderà nel 1986, in seguito alla riorganizzazione delle diocesi italiane che porterà il titolo diocesano a diventare Bari-Bitonto.
Oggi Canosa è sede vescovile titolare, e l'attuale arcivescovo titolare è monsignor Celestino Migliore, nunzio apostolico in Polonia.
Cronotassi dei vescovi [modifica]
- Stercorio † (menzionato nel 342/344)
- Probo † (prima del 465 - dopo il 474)
- Rufino † (prima del 494/495 - dopo il 499)
- Memore † (501 - dopo il 502)
- Sabino † (514 - 566)
- Sede vacante
- Pietro † (IX secolo)
- Angelario † (? - 844)
- Sede unita a Bari
Cronotassi dei vescovi titolari [modifica]
Fonti [modifica]
- Dati riportati sul sito Catholic Hierarchy alla pagina [1]
- Dal sito di informazione turistica di Canosa
- Francesco Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII (an. 604), vol. I, Faenza 1927, pp. 288-295
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