Diocesi di Canosa

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Canosa
Sede vescovile titolare
Dioecesis Canusina
Chiesa latina
Sede titolare di Canosa
Cattedrale di San Sabino
Arcivescovo titolare Celestino Migliore
Istituita 2002
Stato Italia
Regione Puglia
Diocesi soppressa di Canosa
Eretta attestata nel IV secolo
Soppressa IX secolo
dal IX secolo al 1986 il titolo fu appannaggio degli arcivescovi di Bari
Dati dall'annuario pontificio
Lista delle sedi titolari della Chiesa cattolica

La diocesi di Canosa (in latino: Dioecesis Canusina) è una sede soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Non è certa la data di erezione della diocesi di Canosa, la quale risulta essere tra le prime sedi episcopali della regione imperiale - e dunque ecclesiastica - Apulia et Calabria. Le prime notizie sull'esistenza della diocesi e dei primi vescovi con cattedra nella città risalgono al IV secolo; in particolare all'anno 343, quando si ha notizia della partecipazione del presule canosino Stercorius al Concilio di Sardica. Tuttavia non è da escludere che la nascita della diocesi debba essere fatta risalire al secolo precedente, poiché è attestata la presenza di un primo nucleo di cristiani nel territorio fin dal II secolo.

Di certo dal IV secolo in poi le notizie sono più puntuali ed attendibili, anche grazie alla prosperità di cui gode la città. Nel V secolo conosciamo la presenza del vescovo Probo il quale nel 465 prese parte con altri tre vescovi pugliesi al concilio romano convocato da papa Ilario. Probo di Canosa intervenne con decisione contro un tentativo di abuso di un vescovo spagnolo che pretendeva di scegliere il suo successore. L'attività di Probo legò in modo netto la Chiesa canosina alla sede romana, tanto da renderla una delle più prestigiose.

Certamente un ruolo dominante nella diocesi spetta al vescovo San Sabino, patrono della città, il cui governo diocesano si colloca nel cuore del VI secolo. Alla sua morte segue un periodo difficile per la città e per la diocesi, soprattutto ad opera delle incursioni longobarde nel territorio pugliese durante il VII secolo; in questo periodo, come si apprende da una lettera di papa Gregorio Magno del 591, la diocesi è affidata al vescovo di Siponto. Nel IX secolo subisce la distruzione da parte dei saraceni. L'ultimo vescovo di cui si ha notizia è Angelario, che si rifugiò a Bari; papa Sergio II gli conferisce il titolo di Bari e Canosa, e da quel momento la diocesi è inglobata in quella di Bari come arcidiocesi di Bari e Canosa.

Il 9 giugno 1916 con il decreto Ad examen revocato della Congregazione Concistoriale fu conferito alla basilica canosina di San Sabino il titolo di cattedrale, titolo che perderà nel 1986, in seguito alla riorganizzazione delle diocesi italiane che porterà il titolo diocesano a diventare Bari-Bitonto.

Oggi Canosa è sede vescovile titolare; l'attuale arcivescovo, titolo personale, titolare è Celestino Migliore, nunzio apostolico in Polonia.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Cronotassi dei vescovi titolari[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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