Concilio di Troyes

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Concilio di Troyes è il nome con cui sono noti diversi concili provinciali della Chiesa cattolica tenuti nella città francese di Troyes.

In particolare si ricordano i concili degli anni seguenti:

  • nell'867 - stabilì che nessun vescovo potesse essere deposto senza l'assenso della Santa Sede
  • nel 1104 - esaminò la causa di Uberto, vescovo di Senlis, accusato calunniosamente di simonia
  • nel 1107 - per esaminare il diritto dei principi nelle nomine vescovili
  • nel 1129 (secondo alcune fonti nel 1128)[1] - convocato da papa Onorio II.
Furono presenti: il cardinale Matteo vescovo di Albano (rappresentante del Papa); gli arcivescovi di Reims e di Sens; dieci vescovi; otto abati cistercensi di Vézelay, Cîteaux, Chiaravalle (si trattava di san Bernardo), Pontigny, Troisfontaines e Molesmes; e alcuni laici come Tebaldo II, conte di Champagne, André de Baudemont, il siniscalco di Champagne, il conte di Nevers e un crociato del 1095.
Il concilio riconobbe e confermò i Templari e risolse alcune dispute riguardo al vescovo di Parigi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ M. Barber, op.cit.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

  • Malcolm Barber, The New Knighthood: A History of the Order of the Temple, Cambridge University Press, 1995, p. 14. ISBN 0521420415.