Docetismo

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Il docetismo è una dottrina cristologica, ovvero una concezione sulla vera natura del Cristo. Il suo nome deriva dal verbo greco dokéin, che significa apparire. Essa si riferisce alla convinzione che le sofferenze e l'umanità di Gesù Cristo fossero apparenti e non reali.

Origine[modifica | modifica sorgente]

Questa dottrina nasce e si sviluppa principalmente nell'ambito delle comunità gnostiche nei primi secoli dell'era cristiana. In effetti spesso gli gnostici utilizzarono questa dottrina per rimuovere quello che essi consideravano lo "scandalo della crocifissione". Tale concezione fu il frutto della riflessione di vari maestri gnostici; già Simon Mago aveva elaborato il concetto che il Cristo non avesse sofferto sulla croce, perché sostituito da altri (secondo Basilide, lo sostituì un tal Simone Cireneo) o perché l'intero episodio della crocifissione sul Calvario era stato soltanto un'illusione.

Dottrina[modifica | modifica sorgente]

Secondo i docetisti, non era concepibile che in Gesù Cristo potessero convivere contemporaneamente natura umana e divina, essendo queste rappresentazioni, rispettivamente, del Male e del Bene. Da questa considerazione deriva che Cristo non poteva avere un corpo umano reale, ma soltanto un corpo etereo (o apparente), e quindi non sarebbe potuto nascere da Maria, né morire, e neppure resuscitare. Infine nell'eucarestia non vi potrebbe essere il corpo di Cristo; tutto ciò che riguarda la natura umana di Gesù si risolverebbe allora in una pura illusione dei sensi.

Data l'opposizione tra spirito (il bene) e male (la materia) la redenzione dell'uomo passa attraverso la purificazione progressiva dalla materia al fine di trasformarsi in puro spirito. Solo così il Verbo divino non si sarebbe degradato diventando carne o materia.

Nel Vangelo secondo Giovanni una tesi opposta:

« i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d'uomo, ma sono nati da Dio. E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre. »   (Giovanni 1,13-14)

Sant'Ignazio di Antiochia fu uno dei primi e più strenui oppositori del docetismo.

Il docetismo nel Cristianesimo[modifica | modifica sorgente]

Avendo un'origine gnostica, il docetismo fu propugnato principalmente dai grandi maestri gnostici, come Saturnino, Cerdone, Basilide, Valentino e da altri teologi come Marcione, Apelle, Bardesane, Giulio Cassiano. Nella storia del Cristianesimo tuttavia il docetismo ricompare periodicamente, sotto varie sfumature, in molte sette in genere considerate eretiche, come gli Elcasaiti, i Priscilliani, i Pauliciani, i Tondrachiani, i Seleuciani, i Bogomili, per arrivare fino ai Catari.

Ancora nel periodo della riforma, gli Anabattisti coltivavano alcune vedute docetiche ed infine, in tempi più recenti, alcuni concetti del docetismo hanno fatto parte della dottrina teosofica.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]