Concordato di Worms

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il Concordato di Worms, anche noto come Pactum Calixtinum, fu un patto stipulato a Worms (in Germania) il 23 settembre del 1122 fra l'imperatore Enrico V di Franconia (quarto imperatore della dinastia salica del Sacro Romano impero) e il Papa Callisto II (Guy de Vienne).

Il Concordato[modifica | modifica sorgente]

Facendo seguito agli sforzi del cardinal Lamberto Scannabecchi (futuro Papa Onorio II) e della Dieta di Würzburg (1121), il concordato sancì delle precise regole in materia di investiture ecclesiastiche, ponendo quindi fine alla cosiddetta "lotta per le investiture" iniziata tra Papa Gregorio VII e l'imperatore Enrico IV. In base ai termini dell'accordo, l'imperatore rinunciava al diritto di investire i vescovi dell'anello e del bastone pastorale, simboli del loro potere spirituale, riconoscendo solo al Pontefice tale funzione, e concedeva che in tutto l'impero, l'elezione dei vescovi fosse fatta secondo i canoni e la loro consacrazione fosse libera.

Il Papa, a sua volta, riconosceva all'Imperatore il diritto, in Germania, di essere presente alle elezioni episcopali, purché compiute senza simonia né violenza (e anzi come garante del diritto e sostenitore del vescovo metropolitano), e di investire i prescelti dei loro diritti laici (feudali). Inoltre, sempre e soltanto in Germania, l'investitura feudale precedeva quella episcopale, diversamente dall'Italia e dalla Borgogna, dove la consacrazione episcopale precedeva quella feudale, con un divario massimo di sei mesi. Questa diversificazione negli accordi ebbe come conseguenza che mentre in Germania gli eventuali contrasti insorti tra l'episcopato e l'Imperatore venivano trattati attraverso la mediazione dei Vescovi Metropoliti e dei loro suffraganei, nei "regni" d'Italia e di Borgogna, mancando queste figure intermedie, il rapporto tra l'episcopato e la Santa Sede era diretto, per cui i Pontefici potevano intervenire in prima persona in tutti i casi di elezioni contrastate.

Ciò significava che dove c'era un regime di "governo" imperiale si votava per prima l'imperatore e viceversa nei confronti dei luoghi con governo ecclesiastico. Logica conseguenza del concordato di Worms fu la convocazione del concilio Lateranense I, convocato a Roma circa tre secoli dopo l'ultimo concilio, il Concilio di Costantinopoli VI, e primo concilio celebrato in Occidente (il decimo della storia). Il Papa, a sua volta, riconosceva all'Imperatore il diritto, in Germania, di essere presente alle elezioni episcopali, purché compiute senza simonia né violenza (e anzi come garante del diritto e sostenitore del vescovo metropolitano), e di investire i prescelti dei loro diritti laici (feudali). Inoltre, sempre e soltanto in Germania, l'investitura feudale precedeva quella episcopale, diversamente dall'Italia e dalla Borgogna, dove la consacrazione episcopale precedeva quella feudale, con un divario massimo di sei mesi.

Questa diversificazione negli accordi ebbe come conseguenza che mentre in Germania gli eventuali contrasti insorti tra l'episcopato e l'Imperatore venivano trattati attraverso la mediazione dei Vescovi Metropoliti e dei loro suffraganei, nei "regni" d'Italia e di Borgogna, mancando queste figure intermedie, il rapporto tra l'episcopato e la Santa Sede era diretto, per cui i Pontefici potevano intervenire in prima persona in tutti i casi di elezioni contrastate. E ciò significava che dove c'era un regime di "governo" imperiale si votava per prima l'imperatore e viceversa nei confronti dei luoghi con governo ecclesiastico.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]