Città giardino

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Con il termine città giardino si indica una città ideale a misura d'uomo. Il nome "città giardino" deriva dall'inglese "garden city", che stava ad indicare dei quartieri immersi completamente nel verde.

Indice

Origine del nome [modifica]

L'idea di Città Giardino ha origine in Inghilterra durante la metà del XIX secolo. In quel periodo, il crescente sviluppo delle industrie e l'aumento della popolazione nei centri urbani avevano creato un forte degrado alle città con conseguenti disagi e abbrutimenti che mal si conciliavano con la vita dell'uomo.

Questa originaria idea fu ripresa e sviluppata da Ebenezer Howard, che aveva come principale obiettivo quello di salvare la città dal congestionamento e la campagna dall'abbandono.

Lo scopo era raggiungere contemporaneamente due vantaggi: gli agi e le comodità della vita urbana e gli aspetti sani e genuini della vita di campagna. La progettazione di questo nuovo tipo di città doveva quindi tener conto di tutti gli aspetti della vita umana, rispettando le esigenze primarie dell'individuo. Si pensò quindi a nuclei abitativi formati da residenze unifamiliari, attorniate dal verde, collegate tra loro, con servizi, negozi, teatro, chiesa, zone produttive e zone amministrative, in modo tale da rendere questi centri completamente autosufficienti.

La prima città giardino [modifica]

Letchworth[1] è stata la prima città giardino, fondata nel 1903 a circa 50 km da Londra. Questa distanza doveva garantire la creazione di una fascia verde con un duplice scopo: fornire tutto il necessario alla sopravvivenza dei cittadini e frenare di conseguenza l'espansione incontrollata della città stessa.

Altre città sono state progettate e sviluppate su questo principio (ad esempio Milanino, in provincia di Milano, o Milano Marittima, in provincia di Ravenna), ma non sempre l'idea originaria ha dato i risultati sperati. In molti casi la vicinanza con un grande centro ha finito per inglobare la città giardino, in altri l'ha resa semplicemente un quartiere dormitorio o una borgata.

C'è da dire che non sempre l'idea originaria veniva rispettata: il concetto di giardino non era solo puramente estetico, ma doveva servire principalmente a rendere autosufficiente il nucleo abitativo.

L'idea viene normalmente considerata abbandonata negli anni trenta, anche se è stata di ispirazione a grandi architetti come Le Corbusier, che ne hanno tratto principi ispiratori, e soprattutto per la successiva - 1946 - costruzione di New Towns (le eredi delle Città-giardino, fra cui Harlow, dislocate per lo più, ma non solo, intorno a Londra), con la collaborazione dei migliori urbanisti dell'epoca, da Raymond Unwyn a Lewis Mumford.[2]

In Italia [modifica]

Un importante esempio di città giardino in Italia è Milano Marittima nel comune di Cervia in provincia di Ravenna. La fondazione di Milano Marittima è da far risalire all'azione di importanti famiglie borghesi milanesi, interessate a sviluppare una nuova zona balneare da cui deriva il nome, in accordo con il comune di Cervia. L'accordo siglato tra il comune di Cervia e la società milanese il 14 agosto 1912, sanciva la nascita di una delle più importanti località balneari italiane, che sin dal primo piano regolatore, sotto l'impulso del pittore milanese Giuseppe Palanti, s'ispirò al modello della "Garden City" dell'inglese Ebenezer Howard. Milano Marittima, rispetta fedelmente l'idea originaria di una città a misura d'uomo totalmente immersa nel verde, a distanza di 100 anni uomo e natura convivono in armonia e perfetto equilibrio. L'urbanistica delle strade, con le numerose rotonde, i larghi viali, i grandi spazi, la costante presenza dei pini, l'elegante sviluppo di villini ed hotel di prestigio, ne hanno fatto uno degli esempi più importanti di città giardino. Durante il 2012, il comune di Cervia ed la pro-loco di Milano Marittima, organizzano una fitta serie di eventi, per festeggiare il centenario dalla fondazione di Milano Marittima, ed in ottobre si terrà un congresso internazionale sulle esperienze di città giardino in Europa, presso il locale centro dei congressi di Milano Marittima.

Un altro esempio italiano di città giardino è il Villaggio Solvay a Rosignano Solvay, realizzata negli anni venti del Novecento.

La Città-giardino è una zona del quartiere di Monte Sacro nel IV Municipio a Roma. I paesi di Castell'Umberto e di Acquedolci in provincia di Messina, costruiti nei primi decenni del Novecento, rappresentano altrettanti esempii di Città-giardino.

Anche Treviso ha una quartiere chiamato Città-Giardino, situata dentro le mura del centro storico, vicino a Porta Santi Quaranta.

Anche il rione dell'Isolotto a Firenze è stato costruito ispirandosi ai canoni della città giardino.

Dopo la costruzione del lungomare di Salerno negli anni '40 del XX secolo, definito dagli inglesi il più bel lungomare del Mediterraneo, anche alla città campana fu dato l'appellativo di Città giardino, poi ripreso nel primo decennio degli anni duemila, in seguito al primato nazionale nella raccolta differenziata ed altri importanti successi e riconoscimenti in campo ambientale ed ecologico.

Viareggio [modifica]

Città-giardino è un quartiere di Viareggio (comune versiliese), situato nella zona nord-ovest della città. Si caratterizza per i numerosi giardini che circondano le case del quartiere.

Città giardino di Montesacro a Roma [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Città Giardino Aniene.

Quando nel 1919 cominciò a sorgere il primo nucleo abitativo del quartiere di Montesacro tramite un'iniziativa di un comitato delle ferrovie dello stato si cercò di seguire un modello inglese di edificazione che prevedeva di rendere ai cittadini una vita meno disagevole. L'idea fu di creare una Garden City (la più grande del mondo), da cui il nome della città in italiano. L'edificazione fu commissionato al "Consorzio Città-Giardino Aniene" su progetto di Gustavo Giovannoni, ma l'ideazione del nuovo quartiere si deve a Alberto Calza Bini ed a Filippo Cremonesi. Il progetto prevedeva sull'asse Ponte Tazio-Corso Sempione-Piazza Sempione l’inserimento dei servizi indispensabili alla popolazione che sarebbe andata ad abitare nel nuovo quartiere di Roma:

  • una chiesa;
  • un ufficio postale;
  • un cinema-teatro (forse corrispondente o al Cinema Espero o al Cinema Giardino);
  • dei negozi (storici furono i supermercati della Standa e dello "Zio d'America");
  • ed un parco (oggi inglobato nella Riserva Naturale dell'Aniene.

Nella zona del IV Municipio degli anni trenta-quaranta vennero così realizzate le zone di Val Melaina, della Cecchina e del Tufello e tra gli anni quaranta-cinquanta fu iniziato a costruire il Grande Raccordo Anulare.

Così i primi edifici del Tufello furono edificati sull'allora moda della Garden City cioè palazzine di pochi piani immerse nel verde.

Ma la grande espansione urbanistica della città creata dopo la seconda guerra mondiale vide l'edificazione di palazzine di 6-7 piani a discapito del verde, si vide così morire, dopo solamente qualche decennio dall’ideazione, la Garden City di Giovannoni, Calza Bini e Cremonesi.

Successivamente vennero creati i nuovi quartieri di Monte Sacro Alto, Vigne Nuove, Bufalotta, Conca d'Oro, Serpentara, Nuovo Salario e di Talenti. Anche Fidene fu interessata da questo fenomeno, sebbene all'epoca la zona fosse interessata a scopo agricolo. Fidene venne definita "la zona dove i palazzi crescono come funghi".

Nonostante la creazione del vicino Parco di Aguzzano, non si riuscì a fermare l'espansionismo dell'area fra la Nomentana, Via Gaspara Stampa e Via di Casal Boccone, dove, nel periodo tra il 1995 ed 1998, e in seconda ondata dopo il 2000, venne edificato un nugolo di palazzoni.

Le zone di verde rimaste nella zona sono:

Bibliografia [modifica]

  • G. Sozi, Montesacro. Antico e nuovo, Roma, 1994.
  • F. Coarelli, Roma, Roma-Bari, Laterza, 1980.
  • F. Coarelli, Dintorni di Roma, Bari, Laterza, 1993.
  • Armando Ravaglioli, Roma anno 2750 ab urbe condita, Roma, Newton Compton, 1997.
  • Quilici-Gigli, Roma fuori le mura, Roma, Newton Compton, 1986.

Note [modifica]

  1. ^ Letchworth.com
  2. ^ Di quest'ultimo, una descrizione approfondita del fenomeno Città-giardino / New town, si trova nel libro "La città nella storia", Ed Bompiani, Ed orig. 1961. Qui è possibile, specialmente nel cap. XVI (Suburbia... e oltre), esaminare il vero substrato e le reali intenzioni, assai meno sbrigative e semplicistiche di come solitamente esse vengono liquidate, dell'intero movimento sotteso all'operazione urbanistica qui presa in considerazione.

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