Milano Due

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Milano 2
frazione
Milano 2 – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Milano-Stemma.png Milano
Comune Segrate-Stemma.png Segrate
Territorio
Coordinate 45°29′57″N 9°15′55″E / 45.499167°N 9.265278°E45.499167; 9.265278 (Milano 2)Coordinate: 45°29′57″N 9°15′55″E / 45.499167°N 9.265278°E45.499167; 9.265278 (Milano 2)
Altitudine 127 m s.l.m.
Abitanti 6 087 (31 dicembre 2010[1])
Altre informazioni
Cod. postale 20090
Prefisso 02
Fuso orario UTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Milano 2

Milano 2 (abbreviato MI2) è un centro residenziale nel comune di Segrate in provincia di Milano. Fu costruito negli anni settanta dalla Edilnord, società di Silvio Berlusconi.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Milano 2 sorge in territorio di Segrate, a est del centro di Milano. La frazione è racchiusa tra il complesso dell'ospedale San Raffaele, a nord, il Parco Lambro a ovest il Golfo Agricolo a est e la strada provinciale Cassanese a sud, che la separa dalla frazione di Lavanderie. A ridosso di Milano Due, a sud-ovest, sorge la moschea di Segrate.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'intero centro residenziale fu costruito tra il 1970 e il 1979. Il quartiere è stato interamente progettato dagli architetti Giancarlo Ragazzi, Giuseppe Marvelli, Antonio D'Adamo, Giulio Possa, che hanno curato la parte architettonica, ed Enrico Hoffer, che si è occupato di quella paesaggistica.[2]

Nei tardi anni sessanta la società Edilnord Sas di Lidia Borsani e C. (nella quale la cugina di Berlusconi compariva come socia accomandataria, mentre Silvio Berlusconi aveva il ruolo di socio accomandante) aveva acquistato 712 000 m² di terreni nel comune di Segrate. Con una dichiarazione del 1971 il consiglio dei Lavori Pubblici dichiarava ufficialmente residenziale il suolo e il comune di Segrate concesse le licenze edilizie. La vicenda con cui Berlusconi ottenne a Roma il cambio di talune rotte aeree dell'aeroporto di Linate - le cui intollerabili onde sonore, superiori a 100 decibel, rendevano arrischiato l'investimento e difficoltosa la vendita degli appartamenti - fu ricostruita da Camilla Cederna come frutto di un'intensa attività di lobbying presso i Ministeri competenti.[3]

Nel 2010, il dichiarante di mafia Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco di Palermo Vito, in una deposizione rivela che Cosa Nostra avrebbe investito ingenti somme nella realizzazione di Milano Due.[4]

Modello residenziale[modifica | modifica wikitesto]

Milano 2 venne presentata come proposta alternativa ai modelli di sviluppo residenziale dell'hinterland milanese di quegli anni.[5] Le linee guida del "modello Milano 2" furono:

  • ampi spazi verdi, in contrapposizione alla scarsità di verde nelle città di quel periodo
  • un triplice sistema viario (pedonale, ciclabile e veicolare), in cui le parti ciclabili e pedonali non intersecano quasi mai la parte veicolare; la strada veicolare centrale è inoltre situata ad un livello inferiore rispetto alle aree urbane, limitando l'impatto del traffico
  • una struttura con un asse centrale, la strada di spina, lungo il quale è stato sviluppato il quartiere e sono stati concepiti e posizionati i vari servizi
  • una pianificazione integrata del quartiere, che tenesse conto non solo delle esigenze abitative ma anche della disponibilità e della fruibilità dei servizi all'interno del quartiere

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere è composto da 28 residenze che costituiscono un Supercondominio che è proprietario delle parti comuni del centro residenziale, un centro direzionale (costituito da 7 edifici, ciascuno intitolato ad un artista rinascimentale), uno sporting club, un albergo e un residence, un centro religioso, un "centro civico" e un complesso scolastico. Si completa con il Modulo Campione (sede dell'Ufficio Postale) e un parco giochi.[5][6]

La struttura generale del quartiere è rimasta sostanzialmente invariata nel tempo, pur adattandosi all'evoluzione demografica e alle sopravvenute esigenze.

Centro religioso "Dio Padre"[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene la costruzione di un edificio liturgico cattolico fosse prevista dal progetto originario, il progetto particolareggiato per la chiesa venne presentato solo nel 1976, pochi mesi prima della fondazione della parrocchia. Fu progettato dall'architetto Giancarlo Ragazzi e dall'architetto Giuseppe Marvelli sulla base dei criteri ispiratori, orientati alla multiconfessionalità[senza fonte]. Il 5 marzo 1986 il cardinale Carlo Maria Martini presiedette la cerimonia di dedicazione del centro religioso multiconfessionale, intitolato a Dio Padre, per rispetto agli abitanti delle altre religioni.

Milano 2 e la televisione[modifica | modifica wikitesto]

Grazie al fatto di essere un "supercondominio" e alla presenza di un sistema di distribuzione dei canali televisivi via cavo (per evitare le antiestetiche antenne) nel 1974 nacque grazie a Giacomo Properzj (futuro sindaco di Segrate) una piccola tv via cavo, Telemilanocavo.

In seguito l'emittente rilevata da Silvio Berlusconi diventerà prima Telemilano 58 (58 era il numero della frequenza utilizzata per trasmettere), poi Canale 5, dell'allora Fininvest. Molti spot e promo di programmi televisivi vengono girati con lo sfondo del laghetto. Tuttora Mediaset dispone di cinque studi televisivi presso il Palazzo dei Cigni del Centro direzionale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Segrate - Dati Demografici 2010 (PDF), p. 6.
  2. ^ Ragazzi ed Hoffer si occuperanno in seguito di progetti quali Milano 3 e Lacchiarella.
  3. ^ Camilla Cederna, "Un faccino tondo e un nasetto da bambola", L'Espresso, aprile 1977.
  4. ^ Salvo Palazzolo, Ciancimino: "Provenzano garantito da accordo" "Mio padre investì soldi con i boss in Milano 2" in La Repubblica, 1º febbraio 2010. URL consultato il 1º febbraio 2010.
  5. ^ a b Milano 2 - una città per vivere, Edilnord Centri Residenziali, 1976.
  6. ^ Milano2 - piantina.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]