Vandana Shiva

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Vandana Shiva 2014

Vandana Shiva (Dehra Dunh, 5 novembre 1952) è un'attivista e ambientalista indiana. Nel 1993 ha ricevuto il cosiddetto Premio Nobel alternativo, cioè il Right Livelihood Award.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1978 Shiva consegue il dottorato di ricerca in fisica alla University of Western Ontario, Canada, con una tesi intitolata "Variabili nascoste e località nella teoria quantistica"[1]. Successivamente si occupa di ricerca interdisciplinare (scienza, tecnologia e politica ambientale) all'Indian Institute of Science e all'Indian Institute of Management di Bangalore. Nel 1982 fonda il Research Foundation for Science, Technology and Natural Resource Policy, un istituto di ricerca da lei diretto.

Attivista politica e ambientalista, si è battuta per cambiare pratiche e paradigmi nell'agricoltura e nell'alimentazione; si è occupata anche dei diritti sulla proprietà intellettuale, di biodiversità, biotecnologie, bioetica, ingegneria genetica e altro.

Nel 1993 ha ricevuto il Right Livelihood Award. È tra i principali leader dell'International Forum on Globalization.

La sua capacità dialogica l'ha spesso portata in giro per il mondo e spesso anche in Italia. Il 20 gennaio 2008 ha partecipato alla trasmissione Parla con me di Serena Dandini. Il 23 maggio 2010 ha partecipato alla trasmissione Che tempo che fa di Fabio Fazio. Il 9 aprile 2013 ha partecipato alla trasmissione Ballarò. Il 10 aprile è stata intervistata da Rai News 24.

Tra le sue battaglie, che l'hanno resa famosa anche in Europa, vi è quella contro gli OGM e la loro introduzione in India.

Attualmente è la vicepresidente di Slow Food e collabora con la rivista di Legambiente La Nuova Ecologia. È anche membro del Comitato consultivo ad interim dell'Organizzazione per una società partecipativa (IOPS).

Il 9 aprile 2013 ha ricevuto dall'Università della Calabria la laurea honoris causa in Scienza della nutrizione[2].

È vegetariana[3].

Povertà e globalizzazione[modifica | modifica sorgente]

Vandana Shiva nel 2007 a Rishikesh

Nel breve saggio Povertà e globalizzazione[4] Shiva correla la povertà del terzo mondo agli effetti della globalizzazione. In esso si ritrovano in sintesi i punti chiave del suo pensiero, che ha esposto in altri libri.

« Noi possiamo sopravvivere come specie solo se viviamo in accordo alle leggi della biosfera. La biosfera può soddisfare i bisogni di tutti se l'economia globale rispetta i limiti imposti dalla sostenibilità e dalla giustizia. Come ci ha ricordato Gandhi: "La Terra ha abbastanza per i bisogni di tutti, ma non per l'avidità di alcune persone". »
(Vandana Shiva)

La desertificazione del territorio agricolo[modifica | modifica sorgente]

Lei sostiene che il ricorso diffuso alle monocolture, pur garantendo rese agricole elevate, altera gli equilibri del territorio e costringe ad usare dosi elevate di insetticidi, che provocano la scomparsa di insetti indispensabili per l'impollinazione delle piante (ad esempio api e farfalle). Inoltre, nel suo libro "le guerre dell'acqua", critica l'utilizzo improprio delle riserve di acqua, le quali, invece di venir utilizzate a fini civili dalla popolazione, vengono sfruttate fino all'esaurimento per la coltivazione da parte di alcune aziende di piante idrovore quali la canna da zucchero e l'eucalipto. La Shiva sottolinea anche come gli OGM utilizzati durante la "Rivoluzione Verde" indiana, forniti dagli Stati Uniti che desideravano così allontanare l'India da possibili influenze sovietiche, hanno causato una forte perdita di fertilità del suolo a causa dei concimi chimici necessari alla crescita delle piante che hanno fortemente salinizzato il terreno[5].

La distruzione della biodiversità[modifica | modifica sorgente]

Secondo la Shiva, la ricchezza di specie animali e vegetali presenti nel territorio (la biodiversità), è minacciata, soprattutto in campo agricolo, dalle multinazionali che incoraggiano i contadini a coltivare raccolti a cosiddetto "alto rendimento", impiantando monocolture, a detrimento delle centinaia di varietà tradizionali che stanno scomparendo.[6] Nel suo libro "vacche sacre e mucche pazze" denuncia come causa della scomparsa delle razze locali anche l'allevamento intensivo delle mucche e quello dei gamberetti.

Il debito[modifica | modifica sorgente]

Le coltivazioni che le aziende multinazionali sementiere propongono ai contadini innescherebbero una dipendenza da semi di ibridi o di piante OGM, fertilizzanti chimici e fitofarmaci, con costi elevati per gli agricoltori. Le nuove colture tenderebbero infatti a essere più sensibili agli attacchi dei parassiti. I costosi semi, sostiene la Shiva, non si adatterebbero alle condizioni locali e richiederebbero quindi più investimenti in sostanze chimiche e irrigazione.[6] In questo modo i contadini si impoverirebbero a vantaggio delle aziende di sementi, perché alla lunga i maggiori introiti non coprirebbero le maggiori spese. Ciò avrebbe portato centinaia di coltivatori indiani, sommersi dai debiti, al suicidio.[6]

La questione del brevetto[modifica | modifica sorgente]

Secondo Vandana Shiva i brevetti di varietà agricole ibride consentirebbero alle multinazionali del settore agricolo di appropriarsi di saperi millenari ed espropriare progressivamente i contadini del loro sapere. Inoltre il livello legislativo non è sufficiente a garantire una protezione a coloro i quali gli OGM contaminassero i campi. In America non sono mancati casi in cui il proprietario danneggiato dalla presenza di piante OGM nel proprio terreno ha dovuto pagare un cospicuo risarcimento alla multinazionale proprietaria del brevetto.[senza fonte]

La questione del Golden rice[modifica | modifica sorgente]

Un'altra tesi sostenuta dalla Shiva è che, a causa di un impoverimento nel numero delle varietà vegetali coltivate, si ridurrebbero le fonti di sostanze nutrienti e di vitamine. Controverso è il caso del Golden Rice, un riso GM arricchito con pro-vitamina A che, secondo uno studio pubblicato su Science,[7] aiuterebbe a combattere la VAD (Vitamin A Deficiency, carenza di retinolo). Secondo stime dell'OMS, la VAD genera ogni anno tra i 250.000 ed i 500.000 casi nel mondo di cecità in bambini, la metà dei quali poi muore entro un anno[8].

Il golden rice nell'ottica di Shiva sarebbe solo un palliativo, se non un danno, non in grado di sopperire alla perdita di biodiversità causata dalle monocolture e dai fitofarmaci in quanto le colture locali non solo contengono una quantità uguale/superiore di vitamina A ma per produrre lo stesso quantitativo di cibo le colture selezionate dai contadini indiani necessitano di un minor quantitativo di acqua. Esso, secondo la Shiva, sarebbe pertanto il proseguimento di un modello di sviluppo che avrebbe finora impoverito i contadini e le risorse naturali (a partire da quella idrica).[4] La Shiva, tuttavia, fu molto criticata in occasione di una sua invettiva in cui sottolineava il rischio di ipervitaminosi legato al consumo di questo riso[9], cosa contestata in quanto nel riso non è presente Vitamina A, che può in effetti causare ipervitaminosi, ma il suo precursore beta carotene che invece non dà questo problema; d'altro canto bisogna sottolineare che il beta carotene si può assimilare anche mangiando altri ortaggi che lo contengono già naturalmente, come le carote[10], o varietà di patate ottenute attraverso normali incroci quali la Osp, coltivata in Africa dal gruppo di ricerca Harvest Plus[11].

Critiche[modifica | modifica sorgente]

In netta contrapposizione con le tesi espresse da Vandana Shiva si è posta in particolare la scuola di pensiero che fa riferimento al premio Nobel per la pace e padre della Rivoluzione Verde Norman Borlaug, che, pur riconoscendo la necessità di risolvere le ingiustizie che creano difficoltà di accesso al cibo per molte persone nei paesi poveri, sottolineano come, senza un aumento delle rese basato sull'innovazione agricola ed un uso più efficiente della terra non sia possibile rispondere ai problemi di nutrizione del pianeta né tantomeno proteggere l'ambiente[12]. Più precisamente, Vandana Shiva viene criticata da chi ritiene le sue posizioni ingenue[6] e il suo modello di sviluppo impraticabile su scala globale. Il modello di agricoltura cui essa fa riferimento, secondo i suoi detrattori, riporterebbe il sistema agricolo indiano a livelli pre-industriali riducendo significativamente le rese e impedendo alle persone di migliorare le proprie condizioni di vita. È emblematico il caso di Chipko, un'associazione himalaiana usata dalla Shiva come modello, che, con l'obiettivo di preservare l'ambiente himalaiano, avrebbe reso più difficile la vita agli abitanti della regione tanto da generare localmente forti tensioni sociali[senza fonte]. Inoltre, secondo Michael Fumento[13], la drammatica riduzione delle rese causata dall'applicazione dei modelli agricoli proposti dalla Shiva porterebbe con sé anche una riduzione delle derrate alimentari disponibili, rifacendo precipitare l'India nello storico ciclo di carestie.

Sulla stessa posizione è anche Antonio Saltini[14] In un articolo pubblicato su Giannella Channel: Il trionfo bolognese dell’ambasciatrice mondiale della fame indiana,[15] asserisce che se la posizione di Vandana Shiva venisse adottata dal governo, l’India ritornerebbe

« all’insufficienza alimentare che le imposero tanto i padroni musulmani, i terribili despoti Moghul, quanto gli spregiudicati funzionari della East India Company, quindi i viceré dell’Impero di Vittoria »

.

Hanno fatto inoltre discutere alcune sue prese di posizione sul tema degli OGM. Ad esempio, in seguito all'uragano Orissa che colpì l'India nel 1999, chiese che fossero "immediatamente ritirati" gli aiuti umanitari inviati dall'Oxfam non certificati come OGM-free.[16][17] Sta facendo tuttora discutere, infine, la presunta correlazione invocata da Vandana Shiva tra suicidi di agricoltori ed introduzione degli OGM in India, questo soprattutto alla luce della rapida adozione da parte degli agricoltori della tecnologia OGM in quel paese[18] e dei dati sui suicidi in India presentati dall'International Food Policy Research Institute, da cui si evidenzia come, dopo l'introduzione degli OGM, i suicidi tra gli agricoltori non siano aumentati, ma abbiano piuttosto subito un leggero calo mentre è duplicato il numero dei braccianti che non posseggono terra. Il fatto che sia l'estensione dei terreni coltivati con semenze ad alta resa sia la resa di queste siano in aumento non implica però che sia in aumento anche il numero dei partecipanti al benessere generale in quanto sono pochi coloro che avendo a disposizione il capitale di partenza necessario godono di questo arricchimento[19][20][21].

Opere[modifica | modifica sorgente]

Ha scritto numerosi saggi, alcuni tradotti in italiano, fra cui:

  • Terra Madre.'Sopravvivere allo Sviluppo', UTET 2002, ISEDI 1990
  • Monoculture della mente. Biodiversità, biotecnologia e agricoltura scientifica, 1995
  • Biopirateria. Il saccheggio della natura e dei saperi indigeni, 1999
  • Vacche sacre e mucche pazze. Il furto delle riserve alimentari globali, DeriveApprodi 2001
  • Campi di battaglia. Biodiversità e agricoltura industriale, Edizioni Ambiente, 2001
  • Il mondo sotto brevetto, 2002
  • Le guerre dell'acqua, Feltrinelli 2004
  • Le nuove guerre della globalizzazione, UTET 2005
  • Il bene comune della terra, Feltrinelli 2006
  • Dalla parte degli ultimi. Una vita per i diritti dei contadini, Slow Food 2008
  • India spezzata, Milano, il Saggiatore 2008, ISBN 978-88-428-1507-5
  • Ritorno alla terra, Fazi Editore 2009, ISBN 978-88-6411-029-5
  • Campi di battaglia, Edizioni Ambiente 2009, ISBN 978-88-96238-17-2

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Hidden variables and locality in quantum theory / by Vandana Shiva (microform), Department of Philosophy, Graduate Studies, University of Western Ontario, 1978, 18 luglio 2008. URL consultato il 22 settembre 2012.
  2. ^ Unical, laurea honoris causa a Vandana Shiva (html). URL consultato il 22 marzo 2013.
  3. ^ Lorenzo Guadagnucci, Restiamo animali, Terre di mezzo, Milano, 2012, p. 232. ISBN 978-88-6189-224-8
  4. ^ a b Vandana Shiva, Poverty and Globalization. Reith lessons 2000. BBC Radio (trascrizione)
  5. ^ ["Vittorio Rinaldi - Anatomia della fame"]
  6. ^ a b c d Meenakshi Ganguly Seeds of Self-Reliance. Time online
  7. ^ Ye et al. Engineering the Provitamin A (β-Carotene) Biosynthetic Pathway into (Carotenoid-Free) Rice Endosperm. Science; Jan 14, 2000; 287, 5451; Academic Research Library, pg. 303
  8. ^ World Health Organization Micronutrient deficiencies
  9. ^ La denuncia della Shiva
  10. ^ Environmentalists Make Wrong Case Against Enriched. March 27, 2000. Dennis T. Avery
  11. ^ A. S., La patata dolce che salva la vista, in "il Venerdì" di "Repubblica" del 7 settembre 2012
  12. ^ Shiva the Destroyer?
  13. ^ The Villainous Vandana Shiva. A False Environmental Prophet. Michael Fumento. National Review Online, August 27, 2002
  14. ^ Nella propria Storia delle scienze agrarie si è occupato espressamente delle produzioni alimentari in India sulla base della storia millenaria dello squilibrio, in India, tra produzione alimentare e domanda della popolazione analizzato , in cui rievoca la brutale imposizione inglese di coltivare oppio anziché derrate alimentari(volume settimo, Nuova Terra Antica, 2013 pagg. 595-607
  15. ^ ora disponibile anche su Wikisource,
  16. ^ Nel comunicato stampa la Shiva affermava "We call on the government of India and the state government of Orissa to immediately withdraw the corn-soya blend from distribution". RFSTE. 2000. US Government Dumping Genetically Engineered Corn-soya Mix on Victims of Orissa Super-cyclone. New Delhi: Press Release, Diverse Women for Diversity, The Research Foundation for Science, Technology and Ecology, 2 June
  17. ^ Social Issue Research Center Un'analisi delle implicazioni sociali di alcune delle tesi sostenute da Vandana Shiva
  18. ^ Rapporto ISAAA sulla diffusione delle colture OGM a livello mondiale
  19. ^ Vittorio Rinaldi, Anatomia della fame
  20. ^ Giovanni Spataro. La versione (sbagliata) di Vandana. Piazza Vittorio - Le Scienze Blog
  21. ^ Roberto Defez, Il gusto democratico per la miseria genuina - Left Wing

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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