Riserva naturale Salina di Cervia
| Riserva naturale Salina di Cervia | |
|---|---|
| Tipo di area | Riserva Naturale di Popolamento Animale |
| Codifica EUAP | EUAP0074 |
| Stati | |
| Regioni | |
| Province | |
| Superficie a terra | 765,00 ha |
| Provvedimenti istitutivi | D. M. 31 gennaio 1979 |
| Gestore | Corpo Forestale dello Stato |
| Sito istituzionale | |
La Riserva naturale Salina di Cervia è un'area naturale protetta dell'Emilia-Romagna[1]. È stata istituita a Riserva naturale di popolamento animale con un Decreto ministeriale del 1979.
L'importanza storica di Cervia è legata al suo "oro bianco" ed è documentata da varie testimonianze. Nei pressi della salina sorgono le Terme di Cervia, che ne utilizzano tuttora l'acqua salata per la cura di malattie articolari e respiratorie.
Indice |
Storia [modifica]
L'origine più antica della salina di Cervia è etrusca. L'attività di produzione del sale fu continuata in epoca romana. Cervia è talmente legata alle sue saline che alcuni studiosi ritengono che il suo nome sia legato al sale: il toponimo Cervia potrebbe derivare dalla parola latina acervus (cumulo), in riferimento ai mucchi di sale che facevano mostra di sé come veri e propri monumenti[2].
Per capire bene l'importanza che ebbe sale dall'epoca antica fino all'invenzione del frigorifero, basti pensare che era l'unico elemento che permettesse di conservare i cibi (specialmente pesce e carne), oltre ad essere indispensabile all’organismo umano. Veniva usato anche per la concia dei cuoi e del pellame. Il sale era prezioso ed importantissimo a tal punto che fu sovente causa di guerre.
Attività umane [modifica]
All'interno del Parco si trovano lo stabilimento di produzione del sale a raccolta industriale ("Salina di Cervia") e l'antica Salina Camillone, dove si continua a raccogliere il sale artigianalmente. In quest'ultima, il procedimento di lavorazione si è tramandato di padre in figlio fino dall'età antica. Oggi viene chiamato «metodo cervese».
L'antica salina Camillone [modifica]
È formata da più di 10 vasche per l'estrazione del sale ma oggi se ne utilizza solo una. Ultima delle 144 salinette di produzione attive fino al 1959, quando il sistema di produzione divenne industriale e le salinette vennero accorpate in grandi vasche di evaporazione e di raccolta. Oggi la Salina Camillone resta l'ultima originale salinetta[3], parte integrante del Museo del sale [4] ed è lavorata a scopo dimostrativo per far conoscere il duro lavoro dei salinari. Il fondo può produrre dai 500 ai 2000 quintali di sale a stagione.
La produzione nella Salina Camillone, avviene ancora artigianalmente, con gli attrezzi in legno e le procedure tradizionali, prelevando il sale di giorno in giorno man mano che affiora. Il processo industriale prevede invece una sola raccolta a fine stagione (a settembre). Il sale cervese è detto “sale dolce”, in quanto privo dei sali amari che, per il clima e per la raccolta giornaliera non riescono a depositarsi.
Il «Sale marino artigianale di Cervia» dal 2004 è presidio Slow Food. [5]
Flora [modifica]
Le piante delle saline sono conosciute sia per la loro spiccata bellezza che per le loro proprietà culinarie e medicinali utilizzate ancor'oggi in erboristeria, ma anche perché sono piante "nutrici" di stupende farfalle. Ricordiamo la salicornia (Halocnemum strobilaceum), la vetriola di mare (Suaeda maritima), la porcellana di mare (Atriplex halimus), il limonio (Limonium sp.), l'astro di mare (Tripolium pannonicum), il colchico autunnale (Colchicum autumnale), il fiordaliso (Centaurea cyanus), il cardo asinino (Onopordum acanthium), l'iperico (Hypericum perforatum), il caglio (Galium verum), la mentuccia (Clinopodium nepeta), il latte di gallina (Ornithogalum umbellatum), le artemisie (Artemisia vulgaris), i prugnoli (Prunus spinosa), le tamerici (Tamarix spp.).
Fauna [modifica]
Fra la fauna acquatica che abitualmente frequenta questo ambiente si trovano: l'avocetta (Recurvirostra avosetta), il cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus), la pettegola (Tringa totanus), la pittima reale (Limosa limosa), la rondine di mare (Sterna hirundo), il fratino (Charadrius alexandrinus), il fraticello (Sternula albifrons), il corriere piccolo (Charadrius dubius), il martin pescatore (Alcedo atthis), il gabbiano comune (Chroicocephalus ridibundus) ed il gabbiano reale (Larus michahellis), che nidificano qui, ed altre specie di uccelli quali l'airone cinerino (Ardea cinerea), la garzetta (Egretta garzetta), il fenicottero (Phoenicopterus roseus), il piro piro (Actitis hypoleucos), il cormorano (Phalacrocorax carbo), la spatola bianca (Platalea leucorodia), il combattente (Philomachus pugnax), il piovanello (Calidris ferruginea). Sono inoltre presenti più di 35 specie di trampolieri, ed oltre 10 specie di anatre sia di tuffo che di superficie quali il germano reale (Anas platyrhynchos), l'alzavola (Anas crecca), il fischione (Anas penelope), il codone (Anas acuta), il mestolone (Anas clypeata), la volpoca (Tadorna tadorna), la marzaiola (Anas querquedula). Nella stagione opportuna, è anche possibile osservare folti gruppi di oche selvatiche (Anser anser), lungo gli argini o in volo da una parte all'altra della salina.
Note [modifica]
- ^ Elenco ufficiale delle aree protette (EUAP) 6º Aggiornamento approvato il 27 aprile 2010 e pubblicato nel Supplemento ordinario n. 115 alla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 31 maggio 2010.
- ^ Tommaso De Biase, Sale, l'oro bianco benessere di Cervia, Il Resto del Carlino (Ravenna), 15/08/2012, p. 18.
- ^ Turismo Comune di Cervia - Parchi e riserve naturali
- ^ Salina di Cervia - Il Museo
- ^ Sale marino artigianale di Cervia in Presidii Slow Food. URL consultato in data 5 febbraio 2012.
Voci correlate [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
- Riserva naturale Salina di Cervia su Parks.it, il Portale dei Parchi italiani
- http://www.salinadicervia.it