Rubus ulmifolius

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Rubus ulmifolius
Blackberries on bush.jpg
Rovo comune
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Rosales
Famiglia Rosaceae
Sottofamiglia Rosoideae
Genere Rubus
Specie R. ulmifolius
Nomenclatura binomiale
Rubus ulmifolius
Schott, 1818
Sinonimi

Rubus rusticanus
Mercier
Rubus discolor
sensu Syme, non Weihe & Nees
Rubus amoenus
Port., non Köhler
[1]

Il rovo (Rubus ulmifolius Schott, 1818) è una pianta spinosa appartenente alla famiglia delle Rosaceae.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Si presenta come pianta arbustiva perenne, sarmentosa con fusti aerei a sezione pentagonale lunghi fino a 6 metri ed anche più, provvisti di spine arcuate.

È una semicaducifoglia, infatti molte foglie permangono durante l'inverno.

Le foglie sono imparipennate, variabilmente costituite da 3-5 foglioline a margine seghettato di colore verde scuro, ellittiche o obovate e bruscamente acuminate, pagina superiore glabra e pagina inferiore tomentosa con peli bianchi.

I fiori bianchi o rosa, sono composti da cinque petali e cinque sepali. Sono raggruppati in racemi a formare infiorescenze di forma oblunga o piramidale. Il colore dei petali varia da esemplare a esemplare con dimensioni comprese tra i 10 e 15 mm. La fioritura compare al principio dell'estate.

Il frutto commestibile è composto da numerose piccole drupe, verdi al principio, poi rosse e infine nerastre a maturità (mora), derivanti ognuna da carpelli separati ma facenti parte di uno stesso gineceo. In Italia il frutto è maturo in agosto e settembre; il gusto è variabile da dolce ad acidulo.

La moltiplicazione della pianta avviene per propaggine apicale o talea.

Spine
Infiorescenza
Fiore

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Rubus ulmifolius in Europa

Il suo areale comprende quasi tutta l'Europa, il Nordafrica ed il sud dell'Asia. È stata introdotta anche in America e Oceania.

La pianta è indicativa di terreni profondi e leggermente umidi. La riproduzione è sessuale attraverso i semi contenuti nelle drupe, ma anche vegetativa attraverso l'interramento di rami che danno origine ad una pianta nuova.

È considerata una infestante in quanto tende a diffondere rapidamente e si eradica con difficoltà. Né il taglio né l'incendio risultano efficaci. Anche gli erbicidi danno scarsi risultati. Poiché è una pianta eliofila, tollera poco l'ombra degli altri alberi, pertanto si riscontra ai margini dei boschi e lungo i sentieri, nelle siepi e nelle macchie.

Spesso nei boschi i rovi formano delle vere barriere intransitabili. Specialmente in associazione con la vitalba, essi possono creare dei grovigli inestricabili spesso a danno della vegetazione arborea che viene in pratica aggredita e soffocata. Tali situazioni sono quasi sempre l'espressione di un degrado boschivo.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Foglie

Il nome scientifico di questa specie è composto dal nome di genere Rubus e da quello di specie ulmifolius.

Rubus (dal latino ruber, rosso) potrebbe far riferimento al colore dei frutti maturi di altre specie dello stesso genere, come il lampone, o direttamente alla forma immatura del frutto di questa specie stessa.

Ulmifolius (dal latino ulmus, olmo e folia, foglia) deriva dalla similitudine con le foglie dell'albero Ulmus minor.

Torta di more

Usi[modifica | modifica sorgente]

La pianta è utilizzata per delimitare proprietà e poderi con funzione principale difensiva. Altre funzioni delle siepi a rovo sono nella fornitura di nettare per la produzione del miele (in Spagna), nella associazione di specie antagoniste di parassiti delle colture (ad esempio le viticole), nella formazione di corridoi ecologici per specie animali.

Il frutto, annoverato tra i cosiddetti frutti di bosco, ha discrete proprietà nutrizionali con marcata presenza di vitamine C e A. Cento grammi di more fresche contengono infatti 52 kcal, 0,7 gr di proteine, 0,4 gr di lipidi, 12,8 gr di glucidi, 32 mg di calcio, 0,6 mg di ferro, 6.5 er (equivalente in retinolo) di vitamina A, 21 mg di vitamina C. Presenta indicazioni in erboristeria per le sue proprietà astringenti e lassative.

Si tratta di un frutto delicato che mal si presta a lunghe conservazioni. È commercializzato per scopi alimentari al naturale e come guarnizione di dolci, yogurt e gelati, oppure nella confezione di marmellate, gelatine, sciroppi, vino e acquavite (ratafià).

Nell'uso popolare, i giovani germogli, raccolti in primavera, sono ottimi lessati brevemente e consumati con olio, sale e limone al pari di molte altre erbe selvatiche primaverili.

I germogli primaverili, colti quando il sole è alto, lavati e lasciati a macerare in una brocca di acqua fredda tutta la notte, danno una deliziosa e aromatica acqua depurativa, tradizionalmente usata per favorire le funzioni intestinali e depurare l'organismo dalle tossine accumulate durante l'inverno.

Nutrienti[modifica | modifica sorgente]

Nutrienti nei frutti[modifica | modifica sorgente]

Le more presentano un contenuto nutrizionale significativo in termini di fibra alimentare, vitamina C, vitamina K, acido folico - una vitamina B, e il minerale essenziale manganese (tabella).

Nutrienti nelle more fresche crude[2]
Nutrienti Valori per 100 grammi  % Dose giornaliera
Energia 43 kcal
Fibre alimentari totali 5.3 g 21%
Zuccheri totali 4.9 g
Calcio, Ca 29 mg 3%
Magnesio, Mg 20 mg 5%
Manganese, Mn 0.6 mg 32%
Rame, Cu 0.2 mg 8%
Potassio, K 162 mg 5%
Sodio, Na 1 mg 0%
Vitamina C, acido ascorbico totale 21 mg 35%
Vitamina A, IU 214 IU 4%
Vitamina K, µg 20 µg 25%
Acido folico, µg 36 µg 9%
Carotene, beta 128 µg ne
Luteina + zeaxantina 118 µg ne

ne: Dose giornaliera non fissata

Nutrienti nei semi[modifica | modifica sorgente]

Le more rappresentano un'eccezione tra le altre bacche (più propriamente drupe) della specie Rubus per via dei semi grandi e numerosi, non sempre apprezzati dai consumatori. Essi contengono grandi quantità di acidi grassi omega-3 (acido alfalinolenico) e omega-6 (acido linoleico), proteine, fibra alimentare, carotenoidi, ellagitannini e acido ellagico.[15]

Farmacognosia[modifica | modifica sorgente]

Dalla parte aerea di Rubus ulmifolius sono stati isolati 3 nuovi antroni: rubantrone A, B e C. Il rubantrone A ha mostrato di possedere attività antimicrobica verso Staphylococcus aureus.[3].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Flora Europaea: R. ulmifolius
  2. ^ Nutritiondata.com, dati sui nutrienti per questo elenco forniti dalla USDA SR20
  3. ^ Flamini G, Catalano S, Caponi C, Panizzi L, Morelli I. Three anthrones from Rubus ulmifolius. Phytochemistry. 2002 Apr;59(8):873-6.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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