Diocesi di San Marino-Montefeltro

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Diocesi di San Marino-Montefeltro
Dioecesis Sammarinensis-Feretrana
Chiesa latina
Pennabilli.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Ravenna-Cervia
Regione ecclesiastica Emilia-Romagna
Stemma Diocesi San Marino-Montefeltro.jpg  
Vescovo Andrea Turazzi
Vicario generale Elio Ciccioni
Sacerdoti 81 di cui 58 secolari e 23 regolari
790 battezzati per sacerdote
Religiosi 25 uomini, 55 donne
Diaconi 7 permanenti
Abitanti 67.541
Battezzati 64.004 (94,8% del totale)
Superficie 800 km² a San Marino
Parrocchie 81
Erezione IX secolo
Rito romano
Cattedrale San Bartolomeo
Concattedrali San Leone, San Marino
Santi patroni San Marino
San Leo (Leone)
Indirizzo Piazza Giovanni Paolo II 1, 47864 Pennabilli [Rimini], Italia
Sito web www.diocesi-sanmarino-montefeltro.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2011 * *
Chiesa cattolica a San Marino

La diocesi di San Marino-Montefeltro (in latino: Dioecesis Sammarinensis-Feretrana) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Ravenna-Cervia appartenente alla regione ecclesiastica Emilia-Romagna. Nel 2010 contava 64.004 battezzati su 67.541 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Andrea Turazzi.

I patroni diocesani sono san Marino diacono e san Leo (Leone) sacerdote.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio appartiene a due diversi stati: l'Italia e la Repubblica di San Marino.

Oltre a tutto il territorio sammarinese, la diocesi comprende l'Alta val Marecchia e la frazione di Pieve Corena in provincia di Rimini (per un totale di 7 comuni), la Val Foglia e la Val Conca in provincia di Pesaro e Urbino (per un totale di 13 comuni).

Sede vescovile è la città di Pennabilli, dove si trova la cattedrale di San Bartolomeo. A San Leo sorge l'omonima concattedrale e a San Marino la basilica concattedrale di San Marino.

La diocesi è suddivisa in 81 parrocchie, di cui 69 sono in Italia e 12 nella Repubblica di San Marino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi di Montefeltro esisteva già nell'VIII secolo. La prima menzione risale al 785, quando Carlo Magno, con l'approvazione di papa Adriano I, la istituì come sede suffraganea, all'arcidiocesi di Ravenna. Tuttavia la prima menzione di un vescovo di Montefeltro risale all'826, anno in cui il vescovo Agatone partecipò al sinodo romano indetto da papa Eugenio II. Per tutto il IX secolo la presenza di vescovi sulla cattedra montefeltrina è ben attestata, mentre si ignora se nel secolo successivo la sede rimase vacante, poiché non ci sono pervenuti i nomi dei vescovi fino ad Arduino all'inizio dell'XI secolo.

Un documento del 964, all'epoca di papa Leone VIII, e uno del 7 luglio 997, durante il pontificato di papa Gregorio V, confermano che il Montefeltro era diocesi suffraganea dell'arcidiocesi di Ravenna. Nel 1050 la diocesi fu sottratta all'autorità metropolitica di Ravenna, ma poi vi fu assoggettata nuovamente. Nel 1154 fu dichiarata immediatamente soggetta alla Santa Sede.

Nel 1125 papa Onorio II, con la bolla Officii nostri[1], confermava al vescovo Pietro Carpegna tutte le giurisdizioni e i possedimenti della Chiesa di Montefeltro; questo documento è importante perché per la prima volta vengono elencate tutte le pievi, le chiese e le cappelle della diocesi.

All'inizio del XV secolo il vescovo Giovanni Seclani abbandonò la sede storica della diocesi a San Leo e pose la sua residenza in Talamello, dove nel 1437 fece costruire un palazzo episcopale.

Il 4 giugno 1563 entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidocesi di Urbino (oggi arcidiocesi di Urbino-Urbania-Sant'Angelo in Vado).

Negli ultimi trent'anni del XVI secolo ebbe inizio il travagliato problema della residenza vescovile. Il vescovo Sormani con l'autorizzazione di papa Pio V e la conferma di Gregorio XIII mediante la bolla Aequum reputamus[2] del 25 maggio 1572 spostò la sua residenza da San Leo a Pennabilli. Questa traslazione fu propugnata da Guidobaldo della Rovere, che bramava avere il dominio assoluto di San Leo, senza la presenza di ecclesiastici. Nello stesso anno 1572 in un sinodo diocesano si decise di accettare l'offerta di Macerata Feltria di finanziare il seminario diocesano, che sorse in tale paese. Quanto ai sinodi del vescovo Sormani, essi si tennero in vari luoghi della diocesi: Sant'Agata Feltria, l'abbazia di Valle Sant'Anastasio, Pennabilli, San Marino, Macerata Feltria.

Al vescovo Sormani succedette Consalvo Duranti che dopo aver risieduto sette anni a Pennabilli, nel 1614 si trasferì nell'abbazia di Valle Sant'Anastasio, ma dopo altri sette anni, nel 1621, fissò la sua residenza a Macerata Feltria.

Anche il vescovo Scala risiedette in diversi luoghi: dal 1643 al 1644 a Pennabilli, poi a Valle Sant'Anastasio, a Macerata Feltria e a San Marino, per fare infine ritorno a Pennabilli.

Negli anni Settanta del XVII secolo il vescovo Buoni tentò di ristabilire la chiesa di San Leo come cattedrale della diocesi al posto della nuova cattedrale di Pennabilli, la cui costruzione era cominciata sotto il vescovo Sormani ed era proseguita sotto il vescovo Duranti. Ma questo tentativo fallì per il ricorso presentato alla Santa Sede dai cittadini di Pennabilli; il vescovo ottenne il trasferimento ad altra sede.

A partire dal vescovo Belluzzi è attestata la consuetudine di prendere possesso della diocesi prima in Pennabilli e poi in San Leo. Anche questo vescovo, quantunque risiedette principalmente a Pennabilli, mutò spesso residenza, girando in tutte le sedi già citate.

Il 25 marzo 1729 papa Benedetto XIII con il motu proprio Nuper nobis innotuit[3] volle ripristinare come cattedrale la chiesa di San Leo e ridurre la cattedrale di Pennabilli a chiesa collegiata. Ma per l'opposizione degli abitanti di Pennabilli questa decisione non ebbe effetto.

Il 22 febbraio 1977, con il decreto Proprius dioecesis della Congregazione per i Vescovi, la diocesi ha assunto il nome attuale e ha subito alcune variazioni territoriali: ha ceduto due parrocchie alla diocesi di Sarsina e altre dieci alla diocesi di Rimini; tutte queste parrocchie si trovavano nella provincia di Forlì; ottenne dalle suddette diocesi quattro parrocchie che si trovavano in provincia di Pesaro e altre due nella Repubblica di San Marino che erano appartenute alla diocesi di Rimini. Contemporaneamente la diocesi è tornata ad essere suffraganea dell'arcidiocesi di Ravenna.

Dopo circa trent'anni di restauri, il 17 giugno 2000 è stata riconsacrata la cattedrale di Pennabilli.

Negli ultimi decenni due papi hanno visitato la diocesi: papa Giovanni Paolo II nel settembre 1982 in visita apostolica alla Repubblica di San Marino; e papa Benedetto XVI il 19 giugno 2011 in visita pastorale alla diocesi.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Calendario liturgico proprio della diocesi[modifica | modifica wikitesto]

Data Celebrazione Grado
3º venerdì di marzo Beata Vergine Madre delle Grazie Festa
5 maggio San Pio V Memoria
17 giugno Dedicazione della basilica cattedrale Festa
Solennità in cattedrale
23 luglio Sant'Apollinare, patrono dell'Emilia-Romagna Festa
1º agosto San Leone, patrono della diocesi Festa
3 settembre San Marino, patrono della diocesi Festa
11 settembre Beato Domenico Spadafora Memoria
22 ottobre Dedicazione della propria chiesa[9] Solennità
8 novembre Santi e Beati della Chiesa locale Memoria
10 dicembre Beata Vergine Maria di Loreto, patrona delle Marche Festa

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2010 su una popolazione di 67.541 persone contava 64.004 battezzati, corrispondenti al 94,8% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 72.000 72.000 100,0 166 126 40 433 40 130 123
1969 49.780 49.800 100,0 119 89 30 418 32 114 74
1980 55.250 55.500 99,5 92 68 24 600 27 83 118
1990 56.500 57.100 98,9 81 54 27 697 28 80 81
1997 56.810 57.000 99,7 82 52 30 692 1 42 65 90
2000 57.162 59.470 96,1 78 49 29 732 1 31 66 81
2001 59.000 59.442 99,3 79 52 27 746 1 29 66 81
2002 61.620 62.271 99,0 78 51 27 790 1 31 67 81
2003 63.130 65.725 96,1 76 49 27 830 1 29 70 81
2004 60.734 62.590 97,0 75 49 26 809 1 28 65 81
2010 64.004 67.541 94,8 81 58 23 790 7 25 55 81

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Testo della bolla in Cappelletti, op. cit., pp. 290-292.
  2. ^ Testo della bolla in Cappelletti, op. cit., pp. 309-315.
  3. ^ Testo del motu proprio in Cappelletti, op. cit., pp. 326-331.
  4. ^ Il 2 gennaio 1075 la sede feretrana era vacante e papa Gregorio VII sollecitava il popolo feretrino ad eleggere il proprio vescovo. Cfr. Cappelletti, op. cit., p. 290.
  5. ^ Pino degli Ordelaffi era vescovo eletto di Pafo, ma non poté mai prendere possesso della sua sede, che era di obbedienza avignonese; ricevette perciò in commendam la diocesi di Montefeltro e poi quella di Cervia, di cui divenne vescovo nel 1394.
  6. ^ Nominato dall'antipapa Clemente VII.
  7. ^ Gams e altre cronotassi menzionano un Andrea, vescovo dal 1456 o 1457 al 1458.
  8. ^ Durante la vacanza della sede fu amministratore apostolico Emilio Biancheri, vescovo di Rimini.
  9. ^ Per le chiese dedicate di cui si ignora il giorno della dedicazione.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]