Storia di Vicenza
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Vicenza, l'antica Vicetia, ha origini preromane ed è nominata per la prima volta nel 135 a.C. È possibile tracciare la sua fondazione da parte prima degli Euganei e poi dei Paleoveneti attorno al II-III secolo a.C.: i Galli certamente la occuparono in epoca successiva, dominandola fino al 157 a.C., anno in cui fu annessa a Roma.
Giovanni da Schio nel suo Zodiaco etrusco, Pietra euganea, Ustrino romano ipotizza che fossero presenti nel vicentino i Medoaci, un popolo euganeo che prendeva il nome dalla zona che abitavano, tra i fiumi Medoacus Major (Brenta) e Medoacus Minor (Bacchiglione).
Indice |
[modifica] Epoca romana
In seguito i Veneti si allearono con i Romani e la città divenne municipium romano, denominato Vicetia o Vincentia, sviluppandosi lungo la Via Postumia e ottenendo la cittadinanza nel 49 a.C. Sotto la dominazione romana Vicenza si trasforma da semplice insediamento a città, crocevia importante nella via tra Mediolanum e Aquileia.
In questo periodo Vicetia si arricchì di templi, ville, un grande teatro (il Teatro Berga) ed un acquedotto (Lobia). Vicetia fu organizzata secondo lo schema del castrum. Il decumano massimo, che attraversava la città da Ovest a Est, potrebbe identificarsi con l'attuale Corso Palladio ed era intersecato in corrispondenza alle attuali Contrà Porti e Contrà del Monte.
Nel luogo in cui ora sorgono piazza delle Erbe e Piazza Biade sono stati ritrovati numerosi resti e si presume che lì sorgesse il Foro della città. A sud di esso, lungo via SS. Apostoli, Piazzetta S. Giuseppe e via del Guanto è ben visibile il perimetro di quello che fu il Teatro Berga, e nei sotterranei dei palazzi si notano gli antichi archi dello stesso, alcuni dei quali accessibili dall'interno di proprietà private. In piazza Duomo si trova, in ottimo stato di conservazione, il Criptoportico Romano, parte di una domus patrizia. Sotto alla cattedrale sono conservati e visitabili i resti di antiche abitazioni e strade. A nord di Vicenza in zona Lobbia sono visibili i resti degli archi dell'antico acquedotto.
Con il diffondersi del Cristianesimo vennero costruite alcune grandi chiese al di fuori dell'area urbana, la Basilica dei SS. Felice e Fortunato, San Giorgio e l'Abbazia di Sant'Agostino.
[modifica] Medioevo
In epoca medievale la città fu devastata dai barbari (in particolare eruli), ma risorse con gli ostrogoti sotto il regno di Teodorico il Grande (493-526). Il periodo di stabilità non durò tuttavia a lungo: vi furono pestilenze e carestie, come d'altronde nel resto d'Italia, durante il periodo della guerra gotica (535-553), combattuta tra bizantini e ostrogoti. I bizantini, vittoriosi, conquistarono tutta Italia ed eliminarono il regno degli ostrogoti. La città non rimase per molto nelle mani dei bizantini: nel 568 i longobardi scesero in Italia e conquistarono Vicenza, riportando alla fioritura della città, che eressero a ducato, per essere infine soppiantati dai Franchi.
A Vicenza trovarono sede molti benedettini che proseguirono, tra l'altro, la bonifica del territorio; la città in origine sorgeva infatti su un terreno acquitrinoso e subito a nord confinava con un lago che andò progressivamente prosciugandosi durante l'epoca medievale. La presenza di due corsi d'acqua (gli attuali Bacchiglione e Retrone) e la scarsa elevazione del terreno favorirono il verificarsi di frequenti alluvioni fino ad epoche recenti.
Nell'899 la città subì la devastazione da parte degli Ungari. Nel 1001 divenne principato vescovile; si istituì comune libero, muovendo varie guerre alle città vicine (particolarmente accesa la rivalità con la vicina Padova); partecipò attivamente alla fondazione della Lega Veronese del 1164 nonché della Lega Lombarda (tra 1164 e 1167).
Dal XII al XIV secolo cadde sotto il controllo di diverse signorie. Un ruolo importante lo ebbero i vescovi e i vari rappresentanti della famiglia degli Ezzelini . Dopo una travagliata lotta contro la signoria di Ezzelino III da Romano, Vicenza capitolò ai padovani; successivamente passò sotto il dominio degli Scaligeri di Verona e a quello dei Visconti di Milano, finché nel 1404 si diede spontaneamente alla Repubblica di Venezia.[1]
[modifica] Età moderna
In età moderna, fino al 1797, il lungo dominio della Serenissima garantì quattro secoli di pace e benessere, le arti raggiunsero livelli eccelsi e l'economia prosperò. Vicenza fu candidata ad ospitare il Concilio di Trento (correva il 1545), ma fu scartata (come Mantova) per l'eccessivo attaccamento all'Impero.
Il Cinquecento fu il secolo del grande architetto tardo-rinascimentale Andrea Palladio, che lasciò in eredità a Vicenza e al mondo intero un insostituibile patrimonio costituito soprattutto dei palazzi che arricchiscono il centro storico e da sontuose ville venete. Tra le opere principali la Basilica Palladiana nella centrale Piazza dei Signori, il Teatro Olimpico, Palazzo Chiericati e Villa Capra detta la Rotonda posta appena fuori dall'abitato. La tradizione palladiana venne proseguita a Vicenza da Vincenzo Scamozzi e da altri architetti fino al XVIII secolo, mentre il palladianesimo si propagò in tutta Europa.
Nel 1815, dopo la caduta di Napoleone, la città passò al Regno Lombardo-Veneto, uno stato satellite dell'Impero d'Austria. Nel 1848 i vicentini insorsero presso Monte Berico, esprimendo con la forza il dissenso nei confronti del dominio asburgico. Successivamente la città prese parte al Regno Lombardo-Veneto, per unirsi nel 1866 al Regno d'Italia, in seguito alla terza guerra d'indipendenza.
[modifica] Storia contemporanea
Vicenza durante la Prima guerra mondiale subì alcuni bombardamenti aerei, ma si combatté soprattutto nella provincia. La Seconda guerra mondiale invece colpì duramente la città, che fu gravemente danneggiata dai bombardamenti alleati. Nel novembre del 1944, in due giorni furono scaricate sul quadrante nord della città 25 000 devastanti bombe a spillo che provocarono 500 morti. Molti vicentini ricordano molto bene la sera del 18 marzo 1945, quando un'incursione aerea martellò a lungo la città con spezzoni incendiari e fu più intensa nel centro storico. In quel bombardamento fu colpito il cuore di Vicenza: la torre Bissara e la Basilica Palladiana, la cui copertura arse tutta la notte e crollò rovinosamente; fu una grave ferita per l'orgoglio vicentino. Alla fine della guerra si contavano più di 2.000 vittime civili durante i bombardamenti alleati. A guerra finita, fu intrapresa senza indugio l'opera di ricostruzione per ridare alla città di Vicenza il volto che ancor oggi ha.
Nel dopoguerra a partire dagli anni cinquanta un forte sviluppo economico ed industriale ne ha fatto una delle città più ricche d'Italia.
Vicenza Città del Palladio è stata nominata dall'UNESCO patrimonio dell'umanità il 15 dicembre 1994. Il Comitato per il patrimonio mondiale UNESCO, riunito a Phuket, in Thailandia, ha inserito la città nella lista sulla base di due criteri:
- Vicenza costituisce una realizzazione artistica eccezionale per i numerosi contributi architettonici di Andrea Palladio, che, integrati in un tessuto storico, ne determina il carattere d’insieme.
- Grazie alla sua tipica struttura architettonica, la città ha esercitato una forte influenza sulla storia dell'Architettura, dettando le regole dell’urbanesimo nella maggior parte dei paesi europei e del mondo intero.
[modifica] Avvenimenti rimasti nella memoria dei vicentini
- 238 d.C. - Vicenza viene spaventosamente danneggiata da un violentissimo terremoto.
- 1379 - Messa in scena di uno dei primi spettacoli pirotecnici in Italia: il volo della colomba, in occasione della festa dell'Ascensione, un fuoco sulla corda che dalla torre del Palazzo vescovile vola verso l'effigie di Maria e degli apostoli[2], celebrando la riconciliazione tra Scaligeri e Visconti.
- 8 settembre 1935 - In occasione della festa patronale viene inaugurato il nuovo stadio. Nella partita inaugurale esordisce tra le file del Vicenza un sedicenne, Romeo Menti che dal 1949 dopo la sua tragica scomparsa a Superga darà il nome allo stadio.[3]
- 25 settembre 1938 - Benito Mussolini fa visita alla città e alla provincia. A Vicenza, in piazza dei Signori si raduna una folla immensa (forse 20.000 persone) arrivata per acclamare il duce. Mai così tanta gente si è ritrovata assieme in piazza. Per l'arrivo di Mussolini viene innalzato un grandioso palco; drappi pendono dal torrione di Porta Castello, sulla Torre Bissara troneggia una grande "M", in viale Roma viene spostato il seicentesco arco del Revese nei pressi dell'entrata dei giardini Salvi.
- 1944 - 1945 - Sono gli anni che, anche a Vicenza, vengono contraddistinti dai bombardamenti. I primo tra più gravi è quello del 2 aprile 1944 quando vengono distrutti l'auditorium "Canneti" e i due teatri della città: il "Verdi" (costruito nel 1869) e l'"Eretenio" (eretto nel 1784). Il solo 18 novembre 1944 si contano 1000 morti causati dalle bombe "a spillo" che colpiscono una delle zone più popolose della città, il quartiere di San Bortolo. Il 18 marzo 1945 viene colpita la Basilica Palladiana, la cui copertura a carena di nave rovesciata collassa. Alla fine della seconda guerra mondiale si conteranno 150 milioni di euro di danni (attualizzati) e 2000 morti.
- 23 settembre 1956 - il Patriarca di Venezia Angelo Roncalli (futuro papa Giovanni XXIII) chiude il congresso eucaristico diocesano. Un grande altare viene eretto a Campo Marzo, nell'area dell'ex teatro "Verdi" dove si raduna una folla di 100.000 vicentini.
- 4 novembre 1966 - una data che resta nella memoria per la disastrosa alluvione che colpisce tutta la provincia. Vicenza è sommersa dal fango portato dallo straripamento del Bacchiglione. Molte strade sono interrotte e alcuni ponti sono crollati. I danni in tutta la provincia vengono valutati in svariati miliardi del tempo, con un bilancio di 3 morti e alcuni feriti gravi.
- 10 marzo 1973 - Terrore in città per un fatto che susciterà enorme commozione in tutta Italia. Dopo una fallita incursione in un'oreficeria a ponte San Paolo, in pieno centro, tre rapinatori prendono in ostaggio un'impiegata e una cliente e si danno alla fuga a bordo di una "Giulia". Arrivati a Tavernelle l'auto, inseguita dalla polizia, esce di strada e si disintegra contro un platano. Nel terribile schianto muoiono tutti e cinque gli occupanti. Le foto del sequestro, che ritraggono le donne che a mani giunte pregano i rapitori di liberarle, fanno il giro dei maggiori quotidiani e settimanali commuovendo tutti gli italiani. Vicenza sale alla ribalta della cronaca nazionale e si rende conto di non essere più un'isola felice. L'attività produttiva per cui la città è famosa, l'oreficeria, attira anche la criminalità organizzata. [4]
- 20 luglio 1982 - L'orrore dei delitti "Ludwig" (sigla neonazista che si macchia di molti omicidi in Italia e sotto cui si celano due giovani insospettabili veronesi: Wolfgang Abel e Marco Furlan) colpisce anche Vicenza. Due frati del Santuario della Madonna di Monte Berico, usciti per una passeggiata, vengono uccisi a colpi di martello. Le indagini portarono poi ad attribuire ai due giovani anche la morte di un'ex prostituta uccisa ad accettate nel 1980.
- Gennaio 1985 - la città viene sommersa da un'eccezionale nevicata (oltre mezzo metro [5]) che la paralizza per quasi una settimana a causa della difficoltà di sgombero della neve. Tutte le scuole vengono chiuse e forti critiche si sollevano per la pessima gestione dell'emergenza. Questo evento spingerà gli amministratori a dotarsi di un vero e proprio "piano neve".
- 11 - 12 maggio 1991 - Vicenza ospita la 64º Adunata nazionale degli Alpini. La festa coinvolge la città per tre giorni, con 300.000 persone giunte da tutta Italia. La marcia dura otto ore (dalle 8.40 alle 16.40) e passa sotto il palco delle autorità (tra cui il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga).
- 7 - 8 settembre 1991 - Visita di papa Giovanni Paolo II. Dopo un primo incontro in piazza dei Signori dove lo attendono in 5.000, il Papa si sposta nella vicina chiesa dei Filippini dove incontra una folla di bambini e poi a Monte Berico dove passerà la notte dai frati. La mattina dopo è la festa della Madonna di Monte Berico e in 70.000 attendono il Papa a Parco Querini dove si crea una scenografia d'eccezione per la messa all'aperto. Nel pomeriggio Giovanni Paolo II è atteso allo stadio Romeo Menti dov'è accolto da 20.000 giovani che ascoltano il suo discorso, condotto a braccio.
- 1995 - La città viene insignita della seconda Medaglia d'oro dal Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.
- 29 maggio 1997 - Il Vicenza Calcio raggiunge un traguardo storico conquistando la Coppa Italia dopo aver sconfitto il Napoli per 3 a 0.
- 29 aprile 2001 - Parte della città viene evacuata (oltre 60 000 abitanti) e completamente chiuso per permettere il disinnesco di una bomba di 1500 chilogrammi di esplosivo ritrovata il 15 marzo durante lavori di escavazione presso il Cimitero Monumentale.[6][7] Si tratta, ad oggi, della più grande evacuazione mai avvenuta in una città italiana.
- 17 febbraio 2007 - Manifestazione contro la costruzione della base americana all'aeroporto Dal Molin. Straordinarie misure di sicurezza vengono attuate in città per paura di disordini (alcuni avevano prospettato una replica dei fatti del G8 di Genova). La manifestazione, alla quale partecipano esponenti politici e numerose persone arrivate da tutta Italia (70/80 000 per la questura, 100/150 000 per gli organizzatori), prevede un corteo che percorre 6 km lungo i viale della circonvallazione interna e un raduno a Campo Marzo dove salirà sul palco Dario Fo per recitare uno spettacolo creato ad hoc per l'occasione. Nonostante i timori della vigilia, la manifestazione si svolge senza disordini o danni rilevanti.
- 1 novembre 2010 - Piogge eccezionali causano l'esondazione il Bacchiglione che sommerge alcune zone del centro cittadino tra cui Piazza Matteotti. Numerosissimi i danni.
[modifica] Note
- ^ Legge Regionale 16 agosto 2002, n. 23, Celebrazioni per il sesto centenario dell'ingresso di Vicenza, città del Palladio, nella Repubblica Veneta, Bollettino Ufficiale Della Regione Del Veneto - 20-8-2002 - N. 82
- ^ Cristina Grazioli. Luce e ombra - Storia, teorie e pratiche dell'illuminazione teatrale, Laterza, Biblioteca Universale Laterza, 2008, ISBN 9788842086475
- ^ Gli avvenimenti dal 1935 al 1997 sono tratti dal libro di Antonio Di Lorenzo, Il Novecento nel Vicentino, Editrice Athesis, Verona, 1999
- ^ l'Unità.it - Archivio storico - 11 Marzo 1973, Edizione Nazionale
- ^ Il Giornale di Vicenza del 16 e 17 gennaio 1985
- ^ Articolo del Corriere della Sera sull'evacuazione
- ^ Pieghevole Bomba Day
[modifica] Voci correlate
- Fraglie di Vicenza (corporazioni di arti e mestieri dal XIII secolo)
- Resistenza vicentina
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