Valdastico

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Valdastico
comune
Valdastico – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Vicenza-Stemma.png Vicenza
Amministrazione
Sindaco Claudio Gugliemi (lista civica) dal 25/05/2014
Data di istituzione 05/06/2014
Territorio
Coordinate 45°53′00″N 11°22′00″E / 45.883333°N 11.366667°E45.883333; 11.366667 (Valdastico)Coordinate: 45°53′00″N 11°22′00″E / 45.883333°N 11.366667°E45.883333; 11.366667 (Valdastico)
Altitudine 405 m s.l.m.
Superficie 23,95 km²
Abitanti 1 424[2] (31-12-2010)
Densità 59,46 ab./km²
Frazioni Forni, Pedescala, San Pietro (sede comunale)[1]
Comuni confinanti Arsiero, Cogollo del Cengio, Lastebasse, Luserna (TN), Pedemonte, Roana, Rotzo, Tonezza del Cimone
Altre informazioni
Cod. postale 36040
Prefisso 0445
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 024112
Cod. catastale L554
Targa VI
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti valdasticensi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Valdastico
Posizione del comune di Valdastico all'interno della provincia di Vicenza
Posizione del comune di Valdastico all'interno della provincia di Vicenza
Sito istituzionale

Valdastico (Valdastego o Val d'Astego in veneto) è un comune italiano di 1.480[3] abitanti della provincia di Vicenza in Veneto.

L'origine del nome del fiume Astico, della valle e quindi del Comune omonimo derivano probabilmente da astacus, gambero d'acqua dolce, presente in alcuni tratti della valle. I paesi che formano il comune di Valdastico hanno sempre goduto di una certa autonomia politica e di una certa rilevanza economica derivante dalla favorevole posizione geografica, essendo posti lungo l'antica "strada per la Germania", a cui oggi corrisponde la Strada statale 350.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Toponimo

Epoca antica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del territorio vicentino#Preistoria e Storia del territorio vicentino#Epoca romana.

Fin dall'epoca romana la Valdastico era percorsa da una strada che, proveniente da Vicenza, portava verso nord.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 917 e il 921 tutto il territorio compreso tra la riva sinistra dell'Astico e quella destra del Brenta, incluso l'Altopiano di Asiago, fu donato dall'imperatore Berengario al vescovo Sibicone di Padova, con l'obbligo di costruire castelli e opere di difesa contro le incursione degli Ungari[4].

A partire dal XII secolo vi si stanziarono popolazioni di lingua tedesca. In seguito il territorio alla destra del fiume passò a Vicenza, mentre quello a sinistra seguì le vicende di Asiago.
1204- nella vicinia tenutasi nella chiesa di S. Agata presso Cogollo (ora Cogollo del Cengio) vengono stabiliti i confini delle comunità della valle dell'Astico. In quel documento, e in molti altri anche del secolo successivo, San Pietro, allora composto da una quarantina di individui e 5 famiglie, non viene citato. Vengono citati invece Brancafora, Forni, Meda, Mosson, attualmente frazioni di diversi comuni.
1264- la strada lungo la val d'Astico fu costruita dopo il 1264 su ordine del comune di Vicenza. Partiva da Caltrano, passava per Cogollo e si manteneva sempre sulla riva sinistra del torrente, dividendosi in due rami poco prima di San Pietro dove il ramo sinistro, strada cavallara (attuale via Cavallara), proseguiva lungo i prati vicino all'Astico e quindi verso Casotto risalendo la valle verso il confine con l'Austria, mentre l'altro ramo, il sentiero delle Vegre, saliva al centro di San Pietro, passava per le contrade Rocchetta, Lucca e Baise e diventava la Cingella fino a camporosato ora Campo Rosà, la montagna di Rotzo.
1392- prima citazione di Pedescala, del suo ponte sull'Astico e della strada verso Rotzo al cui comune Pedescala apparteneva.

Epoca moderna[modifica | modifica wikitesto]

1404- entra a far parte della Repubblica di Venezia, è paese di confine prima con il Trentino e poi con l'Austria fino alla fine della prima guerra mondiale.
1578- il 26 giugno la comunità di San Pietro entra a far parte del comune di Rotzo in conseguenza del Lodo Piovene, un accordo tra le due comunità che serviva a mettere fine alle dispute sulla montagna di Campo Rosà, di proprietà di Rotzo, ma di cui i sampieresi avevano fatto uso per almeno un secolo.
1759- il ponte sull'Astico di Pedescala viene rifatto in pietra ma abbattuto quattro anni dopo da una alluvione, lo si ricostruì in legno e nel 1889 in ferro ma questo sarà distrutto nella guerra del '15-'18.

Epoca contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

1816- allargamento della strada da Pedescala a San Pietro e della pontara, la via che scende verso la ex dogana sulla strada per Casotto.
1848- insurrezione contro l'Austria.
1866- annessione del Veneto all'Italia.
1878- 1883- costruzione della strada da Arsiero a Lastebasse lungo la destra Astico.
1898- costruzione in legno del ponte Maso da parte di un privato, il ponte nel 1950 sarà rifatto in calcestruzzo da parte del comune.
1898- costruzione della strada del Piovan che da Pedescala porta a Castelletto di Rotzo penetrando nella val d'Assa. La precedente, detta strada vecia tracciata sopra antichi sentieri, partiva dalla frazione dirigendosi verso nord fin sopra la frazione Settecà per poi innalzarsi verso la voragine delle Banchette e arrivare a Castelletto. Dichiarata strada provinciale nel 1964 fu asfaltata nel 1969 e ammodernata alla fine degli anni '90.
1940- costituzione del comune di Valdastico.
1969- costruzione della passerella di Settecà. Le precedenti erano state distrutte dalla guerra del '15-'18 e dall'alluvione del 1966.
1970- sistemazione della Cingella.
1976- rifatta la strada da San Pietro a Castelletto di Rotzo.
1980- separazione di Casotto.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Persone legate a Valdastico[modifica | modifica wikitesto]

Variazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è stato costituito nell'anno 1940 riunendo il territorio censuario degli ex comuni di Forni di Val d'Astico (vedi Tonezza del Cimone) e Casotto, e delle frazioni di San Pietro Val d'Astico e Pedescala, già appartenenti al comune di Rotzo (Altopiano di Asiago), nonché i centri abitati di Settecà, Soglio, Forme Cerati, Valpegara e Sella.

Il 21 giugno 1980, a seguito di un referendum, la frazione di Casotto è stata aggregata al comune di Pedemonte (Censimento 1971: pop. res. 215).[6]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Valdastico - Statuto.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ Fonte: ISTAT - Bilancio demografico al 28/02/2007 [1].
  4. ^ Mantese, 1952, p. 53
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Liverio Carollo, Sui sentieri della Val d'Astico, Caerano di San Marco (TV), Danilo Zanetti Editore, 2005, ISBN 978-88-87982-64-0.
  • Giovanni Mantese, Memorie storiche della Chiesa vicentina, I, Dalle origini al Mille, Vicenza, Accademia Olimpica, 1952
  • Mons. Antonio Toldo, Valdastico ieri e oggi, Battaglia Terme, ed. La Galiverna, 1984.
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