Caterina Visconti

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Signoria dei Visconti di Milano
(1277-1395)
Arms of the House of Visconti (1277).svg
Stemma dei Visconti dal 1277 al 1395
Ottone
Matteo I
Galeazzo I
Azzoneco-signore con gli zii Luchino e Giovanni
Matteo II co-signore coi fratelli Galeazzo II e Bernabò
Galeazzo II co-signore coi fratelli Matteo II e Bernabò
Bernabò co-signore coi fratelli Matto II e Galeazzo II
Gian Galeazzo
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Messale di Anovelo da Imbonate raffigurante, inginocchiata, Caterina Visconti

Caterina Visconti (Milano, 12 luglio 1362Monza, 17 ottobre 1404) era figlia di Bernabò Visconti, signore di Milano, e Beatrice della Scala.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Matrimonio[modifica | modifica sorgente]

La prima trattativa matrimoniale inerente Caterina fu nel 1378 e riguardava un possibile matrimonio con il re Riccardo II d'Inghilterra[1], il quale però in seguito sposò Anna di Boemia. L'anno successivo tuttavia Bernabò rinunciò al progetto e pose interesse su Gian Galeazzo Visconti, figlio di suo fratello Galeazzo II Visconti e vedovo di Isabella di Valois.

Le nozze tra Caterina ed il cugino avvennero a Milano il 15 novembre 1380 presso la chiesa di San Giovanni in Conca, sebbene quel giorno fosse morto Azzone, figlio dello sposo[1]

A Caterina il marito donò il castello di Monza, precedentemente concesso a Bianca di Savoia. Nel 1388 Gian Galeazzo diede alla moglie anche la Signoria di Vicenza[1].

Il colpo di stato di Gian Galeazzo[modifica | modifica sorgente]

Il 6 maggio 1385, per impadronirsi della signoria di Milano, Gian Galeazzo catturò e rinchiuse nel castello di Trezzo Bernabò e i due figli Ludovico e Rodolfo che morirono in prigionia. Tolse inoltre ai cugini superstiti ogni diritto sulla signoria di Milano[1]. Presso gli altri signori italiani legittimò il colpo di stato accusando lo zio di volerlo assassinare ed inoltre di avere costretto al matrimonio sia lui che sua sorella Violante Visconti[1].

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Caterina diede a Gian Galeazzo due figli[2]:

Essendo andata male la prima gravidanza (una figlia era nata e morta nel giugno 1385), la coppia fece voto alla Madonna di mettere ad ogni figlio come secondo nome Maria[1]. L'8 gennaio 1390 Caterina perse un altro bambino ma, avendo fatto voto di costruire una certosa se fosse sopravvissuta al parto, furono iniziati i lavori per la costruzione della certosa di Pavia; per il progetto fu contattato anche Giovannino de Grassi. La prima pietra fu messa il 27 agosto 1396 [1].

Duchessa di Milano[modifica | modifica sorgente]

Bernabò Visconti e Beatrice, genitori di Caterina

L'imperatore Venceslao concesse l'11 maggio 1395 il titolo di Duca di Milano a Gian Galeazzo. Per l'occasione i nuovi duchi incaricarono Anovelo da Imbonate di creare un Messale da donare alla basilica di Sant'Ambrogio; in esso compare anche un ritratto di Caterina insieme ad alcuni cortigiani[1].

Vedovanza[modifica | modifica sorgente]

Il 3 settembre 1402 Gian Galeazzo morì e lasciò alla moglie Caterina la tutela dei suoi figli legittimi, anche se peraltro era sempre stata tenuta all'oscuro dal governo[1]. La reggenza spettò ad un consiglio che avrebbe governato fino alla maggiore età sia di Giovanni che di Filippo[1].

Per far fronte ai debiti lasciati da suo marito, Caterina si affidò ai consigli del guelfo Francesco Barbavara, conte di Valsesia e membro del consiglio reggente. Antonio Visconti di Giovannolo (discendente di Uberto Visconti), accusò Barbavara di mal governo e, radunati alcuni dissidenti, mise in tumulto la città nel giugno del 1403. I rivoltosi posero accanto a Giovanni Maria un altro consiglio, di cui faceva parte lo stesso Antonio. I tumulti di Milano, conclusi nell'agosto dello stesso anno, avevano però scatenano la ribellione delle città infeudate ai Visconti[1].

Con l'aiuto di Pandolfo Malatesta, Jacopo dal Verme e Facino Cane, Caterina fece arrestare il 6 gennaio 1404 i membri del nuovo consiglio e decapitare alcuni rivoltosi. Coloro che riuscirono a scappare da Milano chiesero l'appoggio a Filippo Maria, il quale si pose contro la madre[1].

A Milano intanto scoppiarono altri tumulti. Caterina cercò aiuto nei fratelli, ormai tutti all'estero, ma prima che potesse ricevere risposta venne arrestata 18 agosto 1404 da Francesco Visconti di Giovannolo, e rinchiusa nel Castello di Monza. Qui morì, probabilmente di peste, il 17 ottobre 1404[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m ::: Storia di Milano ::: Caterina Visconti
  2. ^ Visconti 2

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Duchessa consorte di Milano Successore Arms of the House of Visconti (1277).svg
Regina della Scala 1395-1402 Antonia Malatesta
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