Marco I Visconti

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Signoria dei Visconti di Milano
(1277-1395)
Arms of the House of Visconti (1277).svg
Stemma dei Visconti dal 1277 al 1395
Ottone
Nipoti
Matteo I
Galeazzo I
Figli
Azzoneco-signore con gli zii Luchino e Giovanni
Matteo II co-signore coi fratelli Galeazzo II e Bernabò
Galeazzo II co-signore coi fratelli Matteo II e Bernabò
Figli
Bernabò co-signore coi fratelli Matto II e Galeazzo II
Gian Galeazzo
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Marco Visconti, detto Balatrone (1280 circa – 1329), è stato un politico, condottiero e capitano di ventura italiano, signore di Lucca e di Rosate.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Matteo e di Bonacossa Borri, insieme al padre fu esiliato da Milano dai Torriani, signori della città, e nel 1310 si trovò ad Asti per la trattativa di pace con la signoria nemica voluta dall'imperatore Enrico VII. Nello stesso anno conquistò la città di Alessandria, di cui egli stesso si proclamò e divenne podestà. L'anno successivo, quando il padre divenne vicario imperiale di Milano, attaccò la città e cacciò l'arcivescovo Cassono della Torre.

Nel 1314 attaccò Tortona e successivamente conquistò Asti e Vercelli, dove cacciò gli angioini e i guelfi. Per questo fatto subì la scomunica da parte della Santa Sede. Nel 1315, insieme ad Uguccione della Faggiola fu al soldo di Pisa nella battaglia di Montecatini.

Nel 1316 guerreggiò in Emilia contro i Piacentini, tornò a devastare il Piemonte e fu al servizio delle famiglie ghibelline genovesi in esilio, Doria e Spinola, che lo nominarono capitano generale. Verso il 1318, le milizie del Visconti costituite da 1.000 cavalieri attaccarono Genova e ne devastarono il territorio circostante. Alla difesa della città ligure vi furono le truppe angioine guidate dal re Roberto d'Angiò e le forze guelfe guidate da Simone della Torre, i quali vista la superiorità numerica di uomini a disposizione lo costrinsero alla ritirata. "I Ghibellini si ritirarono a Saona,chiedono aiuto a Maffeo Visconti che manda il nipote Marco:Presero il borgo delle Vacche e fece due Fortezze,Peraldo e S:Bernardo.I guelfi chiamano il Re Roberto D'Angiò che sconfisse i ghibellini che si ritirarono a Voltoli e tornarono a Milano ":Istorie Pistolesi di Anonimo,,ristampa,,Antonio Maria Biscioni,p. 170,Milano Nel 1321 assediò e conquistò nuovamente Asti, e a capo di oltre 2.000 cavalieri, affrontò poi l'esercito antivisconteo comandato da Raimondo Folch de Cardona, il quale forte di un contingente costituito da oltre 10 000 uomini, sconfisse il Visconti a Monza, che si ritirò a Milano. Successivamente, grazie ai rinforzi inviati da Ludovico il Bavaro, il Cardona venne definitivamente sconfitto a Vaprio d'Adda nel 1324 quando fu catturato e condotto a Milano. Le forze pontificie si ritirarono a Monza, dove però vennero assediate e cacciate da dei mercenari tedeschi inviati proprio dai Visconti.

Insieme con il cugino Lodrisio Visconti, nel 1327 si recò da Ludovico e accusò di tradimento il fratello Galeazzo per le sue relazioni con il pontificio Bertrando del Poggetto. Galeazzo fu arrestato e rinchiuso per otto mesi nelle carceri del Castello di Monza, mentre Marco instaurò un governo filoimperiale, in attesa di una nomina a vicario imperiale dal Bavaro, ma non ebbe l'appoggio degli altri fratelli Giovanni e Luchino. Nonostante non ricevette l'investitura dal Bavaro, seguì questi a Roma alla sua incoronazione a imperatore.

Nel 1328 guerreggiò in Toscana sempre al seguito del Bavaro, dove attaccò Pisa, e poi successivamente assoldò un gruppo di 800 mercenari tedeschi della Compagnia del Ceruglio, con i quali attaccò e conquistò Lucca, divenendo il signore di tale città. Il comune fu poi venduto a Gherardino Spinola l'anno successivo.

Tentò di accordarsi con i pontifici per abbattere il nipote Azzone Visconti, divenuto vicario imperiale di Milano. Tornò a Milano il 5 settembre 1329, dove s'incontrò proprio con Azzone, il quale lo strangolò e gettò il suo cadavere dalla finestra, pare insieme a Luchino. Il motivo dell'assassinio fu quasi certamente dovuto al tradimento da lui commesso due anni prima ai danni di Galeazzo, padre dello stesso Azzone.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F. Cognasso - I Visconti - Milano, Dall'Oglio, 1972.
  • T. Grossi - Marco Visconti: storia del trecento cavata dalle cronache di quel tempo e raccontata - Firenze, Le Monnier, 1849.