Andrea Malatesta

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Curly Brackets.svg
A questa voce o sezione va aggiunto il template sinottico {{Infobox militare}}
Per favore, aggiungi e riempi opportunamente il template e poi rimuovi questo avviso.
Per le altre pagine a cui aggiungere questo template, vedi la relativa categoria.
Signoria di Rimini (1334-1528)
Malatesta
Coat of arms of the House of Malatesta.svg

Ferrantino(1334-1335)
Malatesta II (1335-1364)
Ungaro (1364-1372)

Galeotto I (1372-1385)

Figli

Carlo I (1385-1429)

Galeotto Roberto (1429-1432)

Sigismondo Pandolfo (1432-1468)

Figli

Sallustio (1468-1469)

Roberto (1469-1482)

Figli

Pandolfaccio (1482-1528)

Modifica

Andrea Malatesta (30 novembre 137320 settembre 1416) è stato un condottiero italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È più noto come "Malatesta da Cesena", città che aveva avuto in dono dal padre Galeotto I.

Nel 1397 passò al soldo dei Bolognesi, dai quali con duecento lance fu inviato in soccorso dei fiorentini oppressi dal duca di Milano.

Represse le incursioni fatte nel suo contado da Alberico da Barbiano, quindi passò alla difesa di Mantova. Contrastatogli da Jacopo dal Verme il passaggio del Po a Borgoforte, non poté passare neppure il Mincio, perché impeditone da Ugolotto Biancardo. Il dal Verme vinse il Malatesta presso Mantova ed entrò nella città.

Nel 1398 Andrea militò con Braccio Fortebraccio e con i fuoriusciti perugini, tentando invano di riavere Mantova, presa da Biordo dei Michelotti. Passò al servizio di costui in Val Nocera, conquistando vari castelli.

Nel 1398 fu creato senatore dal papa Bonifacio IX tenendo l'ufficio per circa un anno, durante il quale fece una spedizione contro i colonnesi.

Nel 1399, avendo il partito ghibellino tramato per privarlo del dominio di Cesena, confiscò i beni dei congiurati e accrebbe il suo dominio di Cesena e Verrucchio.

Nel 1402 passò al soldo di Gian Galeazzo Visconti, prendendo parte alla spedizione di Bologna, e si segnalò alla battaglia di Casalecchio. Morto il duca, passò al servizio del papa e nel 1403 si adopèerò a ritogliere Bologna ai Visconti, quindi si unì al legato pontificio, prese varie terre nel bolognese e si gettò sul territorio di Parma facendovi dei grossi bottini, ed infine rientro in Bologna triofante.

Nel 1404 assisté alla dedizione di Faenza, prese parte alla guerra contro Alberico da Barbiano, espugnò nel 1406 Forlì, dopo aver costretto alla sottomissione Sarsina, Ranchio e molti altri paesi.

Nel 1408 passò al soldo di Giovanni Maria Visconti, che sposò sua figlia Antonia[1]. Osteggiò Facino Cane nel territorio di Pavia. Tornato a Cesena ed alleatosi col marchese di Ferrara, combatté Ottobuono de' Terzi e fu di grande aiuto a Sforza da Cotignola nella sconfitta data sotto le mura di Modena al tiranno parmese. Ucciso costui, nel 1409, tornò a Cesena, ove stette fino al 1413. In questo anno combatté Giovanni XXIII, alleato di Ladislao, re di Napoli e tentò di impadronirsi di Bologna. Si ritrovò con Ladislao all'impresa di Roma. Prese parte all'assedio di Spoleto, che lasciò per correre in aiuto a Sforza da Cotignola, mentre questi assediava Paolo Orsini.

Tornò a prendere il territorio bolognese, guerreggiò contro Ludovico Migliorati, togliendogli vari castelli dipendenti da Rocca Contrada.

Avendo Braccio da Montone invaso il Cesenate ed espugnato Cesenatico, Malatesta ammalato, chiese prima aiuto a Firenze e poi ai perugini, che lo elessero capitan generale per difenderli contro il comune nemico. Si aggravò e morì nel 1416.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enciclopedia Treccani. Malatesta Andrea.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Amiani Pietro Maria. Memorie storiche della città di Fano. Fano, 1751;
  • Bonoli Paolo. Istoria della città di Forlì. Forlì, 1661;
  • Clementini Cesare. Raccolto istorico della fondazione di rimino e dell’origine e vite dei Malatesti. Rimini, 1617;
  • Farulli P. Cronologia della nobile famiglia dei Malatesta. Siena, 1724;
  • Massera Aldo Francesco. Note Malatestiane. Galileiana, Firenze, 1911;
  • Zazzeri Raimondo. Storia di Cesena. Tipografia Vignuzzi, Cesena, 1891.

Controllo di autorità VIAF: 23018423 LCCN: no00039989