Matteo II Visconti

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Matteo II Visconti[1]

Matteo II Visconti (1319 circa – Saronno, 29 settembre 1355) fu Signore di Lodi, Piacenza, Bobbio, Parma, Bologna e co-Signore di Milano insieme ai fratelli Galeazzo II e Bernabò. Causa le sue dissipatezze, che rischiavano di portare alla rovina il dominio, venne con buona probabilità avvelenato dai fratelli che si spartirono poi le terre da lui controllate.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Signoria dei Visconti di Milano
(1277-1395)
Arms of the House of Visconti (1277).svg
Stemma dei Visconti dal 1277 al 1395
Ottone
Matteo I
Galeazzo I
Azzoneco-signore con gli zii Luchino e Giovanni
Matteo II co-signore coi fratelli Galeazzo II e Bernabò
Galeazzo II co-signore coi fratelli Matteo II e Bernabò
Bernabò co-signore coi fratelli Matto II e Galeazzo II
Gian Galeazzo
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Le origini[modifica | modifica sorgente]

Matteo nacque a Milano, figlio primogenito di Stefano Visconti e di Valentina Doria (figlia di Bernabò Doria, figlio a sua volta di Branca Doria). I dati relativi alla sua infanzia sono scarsi. Nel 1340, con i fratelli Galeazzo II e Bernabò, si unì alla congiura di Francesco Pusterla contro lo zio Luchino Visconti, allora signore di Milano: la congiura venne sventata e Pusterla eliminato ma Luchino non trovò prove contro i nipoti. Nel 1342 sposò Egidiola Gonzaga, figlia di Filippino Gonzaga. Per colpa di una nuova congiura inconcludente (1346) Matteo dovette fuggire da Milano insieme ai fratelli, scacciati da Luchino e dall'arcivescovo Giovanni Visconti, fratello di Luchino. Matteo riparò nel Marchesato del Monferrato.

La conquista del potere[modifica | modifica sorgente]

Matteo rientrò a Milano alla morte di Luchino (1349), richiamato dallo zio arcivescovo Giovanni insieme agli altri fratelli.

Nel 1350 l'arcivescovo Giovanni concluse delle alleanze matrimoniali per pacificare i confini del dominio visconteo, allargato dei conflitti del defunto Luchino. Matteo II venne così fatto sposare con Bianca di Savoia, figlia del conte Aimone di Savoia, mentre Bernabò sposò Beatrice Regina della Scala, figlia di Mastino II della Scala, signore di Verona.

Nel 1354, alla morte dell'arcivescovo Giovanni, il potere su Milano passò ai tre figli di Stefano Visconti. Mentre il giovane Bernabò prendeva possesso dei domini orientali, limitrofi alle terre degli Scaligeri, e Galeazzo II quelli occidentali, limitrofi ai domini sabaudi, a Matteo II spettarono i domini subpadani: Lodi, Piacenza, Bobbio, Parma e Bologna.

Bologna divenne subito argomento di contesa tra i tre fratelli. Governata da Giovanni Visconti d'Olona, la città di proclamò indipendente dal dominio milanese. Matteo II si limitò a lamentarsi della cosa con il papa, mentre Galeazzo II e, soprattutto, Bernabò premevano per un intervento armato. Divenne abbastanza evidente che i due più giovani figli di Stefano Visconti erano intenzionati a perseguire una linea politica ben diversa da quella del fratello maggiore.

La morte[modifica | modifica sorgente]

Il 29 settembre 1355, presso il castello di Saronno, al ritorno da una battuta di caccia presso Monza, Matteo lamentò forti dolori addominali. Morì dopo cena, quasi certamente avvelenato per ordine dei fratelli che poi si spartirono i suoi domini. Principale sostenitore della tesi dell'avvelenamento fu proprio la madre di Matteo, Galeazzo e Bernabò: Valentina Doria.

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Matteo II Visconti ebbe solo due figlie dal matrimonio con Egidiola Gonzaga:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Girolamo Porro, Sommario delle vite de' duchi di Milano, cosi Visconti, come Sforzeschi, Venezia, 1574

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • T. Calchi, Genealogia dei Viscondi, Napoli, 1737.
  • G. Volpi, Dell'istoria dei Visconti, Napoli, 1748.
  • Glorie dehgli eroi Visconti, Milano, 1784.

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