Resistenza vicentina

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La Resistenza vicentina, è parte integrante del movimento resistenziale italiano, ha come inizio storico i giorni che vanno da metà giugno 1943 al 25 luglio 1945, con la formazione del "Comitato interpartitico antifascista". Sono presenti all'interno del comitato esponenti del Partito d'Azione, del Partito Comunista Italiano, del Partito Socialista Italiano.

Indice

[modifica] Storia

Con l'Armistizio di Cassibile, i tedeschi diventano a tutti gli effetti occupanti e mentre il re ed il governo fuggono a sud, l'esercito si ritrova allo sbando e l'iniziativa viene lasciata ai tanti ufficiali che non vogliono arrendersi ai tedeschi, il 9 settembre 1943 a Roma nasce il Comitato di Liberazione Nazionale.
Dopo il 25 luglio ci sono movimenti di popolo sia a Vicenza che in varie località del vicentino, il comitato incontra il prefetto e chiede siano ripristinate le libertà, siano liberati i detenuti politici e tolto il coprifuoco.

Nei tre giorni successivi all'8 settembre 1943 i tedeschi occupano il vicentino e già l'11 settembre, si contano le prime due vittime civili. La "Voce del Popolo" l'8 settembre era uscito con un numero speciale con l'appello alla lotta contro l'invasore nazista. A Vicenza il comitato antifascista viene allargato alla Democrazia Cristiana e viene istituito il comitato militare provinciale al comando di Gino Cerchio e Mario Dal Prà il quale dopo poco si trasferisce a Milano;[1][2] il comando militare è affidato al colonnello D'Aiello prima e successivamente al maggiore Malfatti. Il 23 ottobre il governo del sud dichiara guerra alla Germania e questo significa per il Comitato antifascista creare i collegamenti con il nuovo governo e organizzare l'attività partigiana, in modo da mettere in difficoltà l'occupante.

Nell'autunno del 1943 sono presenti sul territorio della provincia diverse formazioni, formate dai vecchi antifascisti, dai renitenti alla leva e da militari rientrati nelle loro case dopo l'8 settembre. Queste formazioni trovano appoggio da parte della popolazione soprattutto nelle zone di montagna. Gli interventi da parte delle forze della Repubblica Sociale Italiana ottengono l'effetto contrario, infatti molti sono i giovani che si aggregano a quelle che inizialmente sono poco più di bande armate e che diventano prima brigate e poi divisioni.

[modifica] Formazioni combattenti

Dopo l'inverno del 1943, già nella primavera del 1944 sul territorio sono presenti le brigate:

  • Apolloni
  • Battaglione Guastatori
  • Battaglione Tordo Valdagno
  • Italia Libera
  • Matteotti
  • Mazzini
  • Sette Comuni
  • Stefano Stella
  • Vicenza
  • Damiano Chiesa

Formazioni che nel seguito della lotta si uniranno per formare il Gruppo Divisioni Garemi, la Divisione Alpina Monte Ortigara, la Divisione Vicenza e la Divisione Martiri del Grappa.

[modifica] Onorificenze

Bassano del Grappa e Vicenza sono state insignite di Medaglia d'oro al valor militare.

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Fra Brenta e Piave, per i 20 mesi d'occupazione nazista, i suoi volontari della libertà hanno combattuto in epiche gesta di guerra la lotta contro il nemico invasore. La nobile città col territorio del Grappa sacrificava sulle forche 171 giovani vite e immolava 603 suoi figli davanti ai plotoni d'esecuzione, sopportava il martirio di 804 deportati e di 3212 prigionieri e la distruzione di 285 case incendiate. Sanguinante per tanta inumana ferocia, ma non domo, il suo popolo imbracciava le armi assieme ai partigiani e nelle gloriose giornate dal 25 al 29 aprile 1945 fermava il nemico sul Brenta costringendolo alla resa. Esempio purissimo di ardente italianità, confermava ancor una volta, nella guerra di liberazione, col sangue dei suoi figli migliori le eroiche tradizioni di cospirazione e di sacrificio del ‘48 e del ‘66 e le fulgide giornate del ‘17 e del ‘18.

[3].»
— Bassano - settembre 1943 - aprile 1945.

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Già insignita della massima onorificenza al valore militare per la strenua difesa opposta agli austriaci nel maggio-giugno 1848, la città non smentì mai, nel corso di due guerre mondiali, le sue elevate virtù patriottiche, militari e civili. Nel periodo della lotta di liberazione occupata dalle truppe tedesche, costituì subito, fra le sue mura, il comitato di resistenza della Regione Veneta che irradiò poi, in tutta la Provincia ed oltre, quella trama di intese e di cospirazioni che furono necessarie premesse di successive e brillanti operazioni militari. Le sue case, i suoi colli, le sue valli servirono allora da rifugio ai suoi figli migliori che, da uomini liberi, operarono per la riscossa e che, braccati e decimati da feroci rappresaglie, sempre tornarono ad aggredire il nemico, arrecando ingenti danni alle sue essenziali vie di comunicazioni ed alla sua organizzazione logistica e di comando. I primi nuclei partigiani e dei G.A.P., operanti in città, e, in seguito, le numerose Brigate delle Divisioni "Vicenza", "Gerami" e "Ortigara", gareggiando in audacia e valore, pagando un largo tributo di sangue alla causa delle Liberazione, mentre gran parte della popolazione subiva minacce, deportazione, torture e morte e centinaia di altri suoi cittadini in divisa combattevano all'estero, per la liberazione di altri paesi d'Europa. Benché devastata dai bombardamente aerei, che causarono altre 500 vittime e che d' altrettante straziarono le carni, mutilata nei suoi insigni monumenti, offesa nei suoi sentimenti più nobili, la città mai si arrese al terrore tedesco, ma tenne sempre alta la fiaccola della fede nel destino di una Patria finalmente redenta[4].»
— Vicenza - (10 settembre 1943 - 28 aprile 1945)
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
— Asiago, Schio, Valdagno, Valdastico - (1943 - 1945)

Conco, è stata premiata con la Croce al Merito

[modifica] Personalità legate alla resistenza vicentina

[modifica] Decorati

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare

[modifica] Le donne nella resistenza

  • Maria Erminia Gecchele "Lena",

di Zanè, comandante del Servizio Informazioni del Gruppo divisioni garibaldine d'assalto "Garemi" fu congedata col grado di capitano e con l'assegnazione di due croci di guerra. Catturata nel dicembre del 1944 venne tradotta a Padova a palazzo Giusti per essere torturata dagli sgherri della Banda Carità. Le sevizie furono tremende e durarono a lungo, tanto che nel dopoguerra all'eroica partigiana venne riconosciuto un alto grado di invalidità. Nel 2006 le è stata dedicata una via a Montecchio Maggiore.

  • Teresa Peghin, "Wally",

staffetta portaordini della brigata Stella, si nasconde in montagna perché ricercata per aver portato 18.000.000 del tempo da Selva di Trissino al CNL di Padova.

  • Wilma Marchi "Nadia", Luigina Castagna "Dolores",

arrestate tra la fine di dicembre e i primi di gennaio del 1945, portate nella sede della brigate nere di Valdagno, torturate, bastonate,

  • Maria Galio,

entra nella resistenza con gli amici Stella, lavorava in un bar vicino al distretto militare di Vicenza, diventato un punto di riferimento per il gruppo di Dino Miotti. Viene arrestata su delazione di Giuliano Licini ex partigiano, resterà in carcere fino alla liberazione.

  • Maria Matteazzi,

impiegata al distretto militare, forniva i documenti necessari per i partigiani

  • Wally Pianegonda,

arrestata su delazione di un ex partigiano Victor Piazza, portata nel carcere di Rovereto assieme alle sorelle Adriana, e Noemi, alla mamma Bariola Bon Maria e a due zii materni. Internate nel campo di concentramento di Bolzano. Poco dopo viene arrestato il fratello Walter vicecomandante della Pasubio, battaglione della Gruppo Divisioni Garemi, torturato e trasferito a Dachau.

  • Emilia Bertinato "Volontà",

staffetta della brigata Stella arrestata dalla X Mas e trasferita a Montecchio Maggiore

  • Cornelia Lovato

caduta il 28 aprile 1945, a lei viene intitolato il battaglione della brigata Stella.

  • Elena Cavion,

arrestata a Torrebelvicino e torturata dai militi della Legione Tagliamento, comandati dal colonnello Merico Zuccari[10]

  • Maria Setti,

Nata a Vicenza l'11 agosto 1899, staffetta della brigata di Antonio Giuriolo, è la partigiana Marta descritta nei Piccoli Maestri di Luigi Meneghello. Dopo le torture subite si era finse pazza e fu ricoverata all'ospedale psichiatrico di Montecchio Precalcino. Dopo la guerra insegnerà francese al Liceo Pigafetta di Vicenza.

  • Rina Somaggio,

a 18 anni entra nel gruppo di Carlo Segato, tiene i collegamenti, trasporta armi ed esplosivi; arrestata il 2 dicembre 1944, interrogata e torturata viene trasferita nel carcere di San Biagio e vi resta fino alla liberazione

  • Eleonora Candia,

nata a Pergine, il 25 ottobre 1921, partigiana nella brigata Settecomuni, fa la staffetta tra Asiago e Vicenza. Venne arrestata il 4 gennaio 1945[11]

  • Alberta Caveggion "Nerina",

nata a Vicenza l'8 aprile 1924, della divisione Vicenza, fa la staffetta, catturata il 31 dicembre 1944 assieme a Gino Cerchio, dalla banda Carità la quale aveva una sede staccata a Vicenza, imprigionata a palazzo Giusti a Padova.

[modifica] L'attività di soccorso umanitario

La Resistenza vicentina non è stata solo attività di guerra, ma anche di soccorso; infatti molti sono stati i casi in cui famiglie, comunità e persone singole si sono impegnate a rischio della vita, nel salvataggio dei ricercati politici ed alleati.
L'impegno profuso per salvare quanti più ebrei possibile ha fatto sì che nel vicentino si possano contare alcuni Giusti tra le nazioni, tra questi Rinaldo Arnaldi, Michele Carlotto, Torquato Fraccon ed il figlio Franco, aiutati da Ermes Farina, Gino Soldà, Ottorino Zanon ed altri.

[modifica] Stragi nazifasciste

[modifica] Forze della RSI in campo

fu presente nel territorio vicentino dal novembre 1943, con il gruppo Gamma, speciale corpo di incursori al comando di Eugenio Wolk e vice comandante Luigi Ferraro, meno di cento uomini presso Valdagno. In luglio del 1944 il ministero viene attaccato dai partigiani guidati da Alfredo Rigodanzo "Catone", Luigi Pierobon "Dante", Benvenuto Volpato "Armonica" e Pietro Benetti "Pompeo". Gli uomini del battaglione "Stella" riuscirono a prelevare armi, munizioni e denaro. Nei primi mesi del 1945, non ci furono molto scontri tra i partigiani e i componenti della Xª Mas. Solo nell'ultima settimana di guerra si arriverà a degli scontri.[12]

[modifica] Eccidio di Schio

L'eccidio di Schio è il massacro compiuto nella notte tra il 6 e il 7 luglio 1945 (due mesi dopo la fine della guerra) a Schio da un gruppo formato da ex partigiani della Divisione garibaldina "Ateo Garemi" ed agenti della Polizia ausiliaria partigiana (istituita alla fine della guerra e composta da ex partigiani).

[modifica] Note

  1. ^ [1]Corriere della Sera 22 gennaio 1992, profilo di Dal Prà - visto 4 marzo 2009
  2. ^ [2]Rebstein - Ricordo di Dal Pra - visto 7 marzo 2009
  3. ^ [3]Quirinale scheda visto 28 febbraio 2009
  4. ^ [4]Quirinale scheda visto 22 febbraio 2009
  5. ^ [5]Resistenza - scheda Marostegan - visto 2 febbraio 2009
  6. ^ [6]ANPI - scheda Antonio Pegoraro - visto 2 marzo 2009
  7. ^ [Angelo Fracasso, Alfredo Talin : Studente universitario, partigiano d'Italia, Thiene, La Mazzini, 1947, 147pag]Libro su Alfredo Talin - visto 22 febbraio 2009
  8. ^ [7]ANPI - scheda Francesco Sabatucci - visto 4 marzo 2009
  9. ^ [8]ANPI - Scheda Luigi Pierobon - visto 22 febbraio 2009
  10. ^ [9]Fondazione RSI - scheda Merico Zuccari - visto 3 marzo 2009
  11. ^ [10] Istrevi - visto 3 marzo 2009
  12. ^ [11]Luca Valente - visto 2 febbraio 2009

[modifica] Bibliografia

  • Gianni A. Cisotto, La Resistenza vicentina. Bibliografia 1945 2004, Cierre Edizioni, Verona, 2004, ISBN 8883142632
  • Benito Gramola, Per capire la Resistenza nell'Alto Vicentino, Thiene, 1985. A cura dell'Amministrazione Comunale di Thiene
  • Benito Gramola, Le donne e la Resistenza – interviste a staffette e a partigiane vicentine,La Serenissima, 1994
  • Benito Gramola, La divisione partigiana Vicenza e il suo battaglione guastatori, La Serenissima, Vicenza, 1995. Patrocinata dall'Amministrazione Comunale di Vicenza. Prefazione a cura del Prof. Avv. Ettore Gallo
  • Benito Gramola, La formazione del Partito D'Azione Vicentino – La Brigata Rosselli, Gino Rossato Ed., Novale di Valdagno, 1997
  • Benito Gramola, Sulla giacca ci scrissero IMI. Testimonianze e ricerche sugli ex internati vicentini, Pubblicato per volere dell'A.N.E.I. (Associazione Nazionale Ex Internati) nel sessantesimo anniversario dell'internamento. Pubblicato con il contributo di vari enti privati e pubblici. Prefazione a cura del Senatore Onorio Cengarle, 2003
  • Benito Gramola, Monte Grappa tu sei la mia Patria, La Resistenza nel Bassanese nel periodo dall'8 settembre 1943 fino alla costituzione della Brigata "Martiri del Grappa" e sua storia., Pubblicato per volere dell'A.V.L. (Associazione Volontari della Libertà). 2003
  • Benito Gramola, San Pietro in Gù, una piccola capitale della Resistenza, Testimonianze e memorie sulla storia resistenziale dal 1918 al 1948. Pubblicato per volere dell'Amministrazione Comunale di San Pietro in Gù con il contributo della Regione Veneto, 2004
  • Benito Gramola, La 25ª brigata nera "A. Capanni" e il suo comandante Giulio Bedeschi. Storia di una ricerca, Attraverso documenti d'archivio e interviste ai protagonisti l'autore ricostruisce la storia della 25ª brigata nera, quella di Forlì, provincia del duce: dalla nascita all'abbandono della Romagna per l'arrivo degli Alleati, dalla fuga nell'Alto Vicentino fino al drammatico epilogo durante i giorni della Liberazione. 2006.
  • Benito Gramola, Cattolici nella Resistenza: Fraccon e Farina, Memoria del comandante Ermes Farina. 2005.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

  • [12]Anpi Vicenza - visto 22 febbraio 2009
  • [13]Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Vicenza "Ettore Gallo"
  • [14]Anpi - Divisione Garemi - visto 23 febbraio 2009
  • [15]Centro studi lucini - visto 2 febbraio 2009
  • [16]Luca Valente - Eccidio di Savena - visto 3 marzo 2009
  • [17]ISTREVI - Contributo delle donne alla resistenza vicentina - visto 3 marzo 2009
  • [18]Musei civici di Vicenza - visto 10 marzo 2009
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