Legione "Tagliamento"

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1ª Legione d'Assalto "M" "Tagliamento"
Descrizione generale
Attiva 1941 - 1945
Nazione Repubblica Sociale Italiana Repubblica Sociale Italiana
Alleanza Potenze dell'Asse
Servizio Guardia Nazionale Repubblicana
Tipo Polizia Militare
Ruolo Attività anti-partigiana
Dimensione 1 600 militi
Guarnigione/QG Udine
Soprannome "Tagliamento"
Reparti dipendenti
Comandanti
Comandanti degni di nota 1° Seniore (Tenente colonnello) Merico Zuccari[1]

[senza fonte]

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La Legione "Tagliamento" è stata un'unità militare del Regno d'Italia e, successivamente, della Repubblica Sociale Italiana operativa tra il 1941 ed il 1945. Trae origine dal LXIII Battaglione M "Tagliamento" della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Esercito Regio[modifica | modifica sorgente]

La 63a Legione CC.NN.[2] d’Assalto "Tagliamento" fu mobilitata nel febbraio 1941 e avrebbe dovuto essere inquadrata nella Divisione di Fanteria "Pistoia". Fu successivamente trasformata in Legione autocarrata ed aggregata al C.S.I.R. in formazione. Era composta da 1.191 fra ufficiali e Camicie Nere, da 284 fra ufficiali e soldati del Regio Esercito e da 133 autieri. Fu successivamente promossa sul campo ad unità scelta "Emme" e il labaro decorato di Medaglia d’Oro e di Medaglia d’Argento sul campo.

Tra il 9 ed il 10 agosto 1941 i cinque treni che trasportavano la Legione passarono il confine del Brennero ed il 23 dello stesso mese, in una sola colonna, aveva inizio il suo trasferimento per via ordinaria (a piedi) da Trusesti (Romania) a Perwomajsk, dove il 27 la 63a era messa alle dipendenze della Divisione di Fanteria autotrasportabile «Torino». Il 9 settembre la Legione sostituiva il Reggimento «Lancieri di Novara» nel compito di difendere un tratto della sponda occidentale (destra) del Dnepr, passando alle dipendenze tattiche della 30a Divisione Celere «Principe Amedeo Duca d'Aosta». Successivamente parteciperà a tutte le maggior operazione delle truppe italiane operanti sul fronte russo fra cui la celebre "battaglia di Natale" combattuta fra il 25 e 31 dicembre 1941.

Per dare un'idea dello sforzo fornito dalla legione riportiamo le cifre delle perdite subite dal 9 settembre 1941 al 31 gennaio 1942: 126 caduti (7 ufficiali), 262 feriti spedalizzati (12 ufficiali), 97 feriti curati presso la Legione (9 ufficiali), 379 congelati (11 ufficiali) e 95 dispersi (5 ufficiali). La percentuale delle perdite rapportata alla forza della Legione presente all'atto del passaggio del confine al Brennero, in sei mesi di operazioni era stata del 65 per cento (44 ufficiali e 915 legionari e soldati).

Nel corso dei successivi mesi invernali la Legione «Tagliamento» non ebbe più occasione di essere impegnata in combattimento. Essa rimase in secondo scaglione, dislocata nel settore della 3a Divisione Celere, dipendendo per l'impiego da quel comando. Alla metà d'aprile, l'arrivo della Legione Croata determinò la assegnazione di questo reparto alla 3a Divisione Celere in sostituzione della «Tagliamento», che venne concentrata a Makejewka perché vi si riordinasse. Il problema del ripianamento delle fortissime perdite subite dalla Legione si poneva in quello più vasto dell'ampliamento della forza spedizionaria italiana al fronte orientale. Durante i primi mesi del 1942 era stato deciso che il C.S.I.R., avente costituzione e forze di un corpo d'armata, venisse affiancato da altri due corpi d'armata (II e Alpino) nella costituzione dell'8a Armata. La deliberazione comportò modifiche organiche allo stesso C.S.I.R. non soltanto con la trasformazione della 3a Divisione Celere in unità interamente motorizzata (con l'acquisto del 6º Reggimento Bersaglieri e del 120º Reggimento Artiglieria Motorizzato) e con il passaggio delle unità a cavallo (Reggimenti «Savoia», «Lancieri di Novara» ed «Artiglieria a cavallo») in un omogeneo raggruppamento direttamente dipendente dal comando del Corpo d'Armata, ma pure con provvedimenti che riguardavano le unità di CC.NN. Il C.S.I.R., divenuto XXXV Corpo d'Armata, avrebbe inquadrato, tra le proprie unità suppletive non indivisionate, un Raggruppamento di 6 Battaglioni di CC.NN., ripartiti fra due gruppi di Battaglioni, ciascuno di due Battaglioni di assaltatori e di un Battaglione Armi di Accompagnamento. La Legione «Tagliamento», conservando l'antico nome, si sarebbe trasformata in Gruppo «Tagliamento», costituito sempre dalle stesse unità. Il Gruppo «Montebello» sarebbe poi giunto dall'Italia. L'uno e l'altro avrebbero costituito il Raggruppamento «3 Gennaio». In quello stesso periodo di tempo fu anche avvicendato nel comando della «Tagliamento» il Console Nicchiarelli, sostituito dal Console Domenico Mittica.

Nel 1943 combatte contro l'Armata Rossa sul Dnepr e, a seguito della Ritirata di Russia, sono pochi i reduci che riescono a fare ritorno in Italia. La mattina del 26 agosto il Gruppo «Tagliamento», ridotto ad una forza complessiva di 14 ufficiali e 420 CC.NN., schierato sui costoni a nord-ovest di Gorbatowo, riceveva l'ordine di spostarsi a nord-est della stessa località per presidiare la q. 228, sulla dorsale fra le valli Kriuscha e Zuzkan. Ma la località, contrariamente alle previsioni, risultava essere già occupata dal nemico. Al Gruppo restava comunque affidata la difesa di un fronte di 15 km. e ad essa provvedeva con occupazione nucleare collegata, nei suoi elementi fissi, da pattuglie mobili con armi automatiche. Il 2 settembre tutto il Gruppo «Tagliamento» veniva ritirato dalla linea ed era trasferito in riserva divisionale.

Esercito della R.S.I.[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'Armistizio di Cassibile, prima ancora che fosse costituita la Repubblica sociale italiana, il 63° Battaglione (composto perlopiù da uomini provenienti dall'Italia centrale e dalle regioni del Nord-Est), assieme ad altri reparti, entra a far parte della 2ª Divisione Paracadutisti tedesca e i suoi componenti avevano pronunciato il giuramento militare tedesco. Con la costituzione della Repubblica Sociale Italiana assume la denominazione di 1ª Divisione d'Assalto "M" Tagliamento, inquadrata nell'ambito della Guardia Nazionale Repubblicana in regime di collaborazione con le truppe di occupazione della Germania nazista. Ne assumerà il comando [3] Merìco Zuccàri con il grado di 1° Seniore (tenente colonnello). La Divisione "Tagliamento", dapprima impiegata sulle montagne appenniniche in operazioni di rastrellamento degli ex prigionieri angloamericani fuggiti dai campi di concentramento, alla fine di novembre viene destinata in provincia di Brescia e il 19 dicembre 1943 nel Vercellese. Qui, fin dai primi giorni, tramite l'affissione di bandi, minaccia la fucilazione di dieci ostaggi per ogni uccisione di militi della RSI o di soldati tedeschi: la minaccia viene attuata la prima volta a Borgosesia il 22 dicembre, a seguito dell'uccisione il giorno precedente di due militi della Legione[4].

Minaccia di fucilare tutto il paese della Legione Tagliamento[5]

La legione rimane nel Vercellese-Biellese fino a tutto il maggio 1944, dopo di che viene spostata sull'Appennino tosco-marchigiano, operando tra la provincia di Arezzo e quella di Pesaro, per coadiuvare lo schieramento tedesco in quel tratto di Linea Gotica. Nella circostanza emergono frizioni con i comandi tedeschi nella conduzione della repressione antipartigiana ed anche con le organizzazioni di lavoro coatto (Todt e Organizzazione Paladino) nella ricerca dei renitenti alla leva repubblichina.

Di lì nel settembre 1944 la Tagliamento si disloca nell'alto Trevigiano, sul confine con l'alto Vicentino, dove verso la fine del mese opera la più feroce repressione antipartigiana in particolare nella zona del Monte Grappa. Quasi 500 sono le vittime di questo massiccio e prolungato rastrellamento, e pressoché altrettanti i catturati poi inviati nei campi di concentramento tedeschi. Contemporanea è l'azione dimostrativa operata a Bassano, dove 31 ribelli o supposti tali vengono impiccati agli alberi dei bastioni nord della città. In ottobre la Legione si sposta fra le province di Bergamo e di Brescia, presidiando per l'intero autunno-inverno le valli Camonica e di Scalve. Nel 1945 si trova a combattere le Battaglie del Mortirolo ed a condurre azioni contro la resistenza vicentina.

Militi del Battaglione Tagliamento
Un milite della Tagliamento nel 1944

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ [1]Fondazione RSI - scheda Merico Zuccari - visto 3 marzo 2009
  2. ^ Camicie Nere
  3. ^ Piero Ambrosio, Una biografia di Zuccàri.
  4. ^ Piero Ambrosio, [2], dal sito dell'Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea nelle province di Biella e Vercelli.:"Infine la minaccia contenuta nel bando: “l’uccisione di un militare della Guardia Nazionale Repubblicana o di ogni altro agente della forza pubblica o di un militare germanico costerà la vita a 10 individui del luogo” fu attuata in seguito all’uccisione avvenuta a Borgosesia il 21 dicembre di (non uno ma) due militi del 63º battaglione"
  5. ^ La minaccia fu tracciata su una serranda in seguito all'eccidio di Borgosesia, ivi consumato il 22 dicembre 1943.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Leonardo Malatesta, La Legione Tagliamento dal 1923 al 1945. La nascita, il suo impiego bellico nella seconda guerra mondiale e la guerra civile, Centro Studi e Ricerche Storiche "Silentes Loquimur", Pordenone, 2012;
  • Giuseppe Rocco, L'organizzazione militare della RSI: sul finire della seconda guerra mondiale, Greco&Greco, 1998. ISBN 88-7980-173-2
  • Sonia Residori, Il massacro del Grappa: vittime e carnefici del rastrellamento, 21-27 settembre 1944, Nordest -- nuova ser., 71, Ricerche / ISTREVI -- 7, Ricerche (Istituto storico della Resistenza e dell'età contemporanea della provincia di Vicenza-Ettore Gallo) ISBN13 9788883144424
  • Carlo Mazzantini, A cercar la bella morte, Mondadori, 1986 e poi Marsilio, 1995.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • [3] Sito dell'associazione dei reduci "Associazione Tagliamento"
  • [4]Legione Tagliamento - visto 3 marzo 2009
  • [5]Storia 900 - La sentenza contro Zuccari e altri ufficiali della legione "Tagliamento" - visto 3 marzo 2009