Valdagno

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Valdagno
comune
Valdagno – Stemma Valdagno – Bandiera
Valdagno – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Vicenza-Stemma.png Vicenza
Sindaco Alberto Neri (centrosinistra) dal 28 giugno 2004
Territorio
Coordinate 45°39′00″N 11°18′00″E / 45.65°N 11.3°E45.65; 11.3 (Valdagno)Coordinate: 45°39′00″N 11°18′00″E / 45.65°N 11.3°E45.65; 11.3 (Valdagno)
Altitudine 260 m s.l.m.
Superficie 50,20 km²
Abitanti 26 640[2] (31 marzo 2013)
Densità 530,68 ab./km²
Frazioni Campotamaso, Castelvecchio, Cerealto, Massignani, Piana, San Quirico[1]
Comuni confinanti Altissimo, Brogliano, Cornedo Vicentino, Crespadoro, Monte di Malo, Recoaro Terme, Schio, Torrebelvicino
Altre informazioni
Cod. postale 36078, 36074
Prefisso 0445
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 024111
Cod. catastale L551
Targa VI
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti valdagnesi
Patrono san Clemente
Giorno festivo 23 novembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Valdagno
Posizione del comune di Valdagno all'interno della provincia di Vicenza
Posizione del comune di Valdagno all'interno della provincia di Vicenza
Sito istituzionale

Valdagno è un comune italiano di 26 640 abitanti[2] della provincia di Vicenza, ed ha una superficie territoriale di 50,20 km² con un'altimetria che varia dai 214 m s.l.m. ai 1340 m s.l.m.. In questa città è nata la fabbrica tessile Marzotto e ha sede la famosa catena alberghiera italiana dei Jolly Hotels.

Due delle chiese della città sono intitolate a San Gaetano e a San Clemente.

Ogni anno in autunno si svolge l'omonima Festa d'autunno, con attività didattiche e spettacoli folkloristici.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Periodo prima del XX secolo[modifica | modifica sorgente]

Le origini del nome

Il toponimo è una contrazione di "valle dell'Agno". Secondo lo storico Giovanni Mantese, deriverebbe dal latino Vallis Alnei ossia "valle dell'ontano"[3].

Valdagno fu fondata nell'861. Non è chiaro da dove derivi il nome: forse dal latino amins, poi amnius, cioè "fiume", oppure da agnus, cioè "agnello", oppure da Alnus, cioè "ontano", una pianta betulacea che un tempo prosperava nella valle. Un documento del 1184 nomina per la prima volta Valdagno, in relazione con i Trissino (famiglia di origine tedesca), feudatari della valle, che costruirono due castelli, uno sulla collina sovrastante il centro storico, l'altro sul colle di Panisacco: il primo venne completamente distrutto, del secondo rimane traccia nell'attuale santuario di Santa Maria, ristrutturato più volte nel corso dei secoli; in origine era l'antica cappella eretta nel 1212. Dopo la dominazione scaligera e viscontea, Valdagno passò nel 1404 sotto il governo della Repubblica di Venezia. In quest'epoca inizia un periodo di florido sviluppo artigianale (lavorazione del ferro e della lana), che contribuì a consolidare la sua fragile economia legata all'attività agro-silvo-pastorale. Nel 1700 sorgono i primi opifici per la lavorazione della lana e della seta. Dopo la caduta della Repubblica, avviene l'aggregazione all'Impero austro-ungarico e nel 1866 al Regno d'Italia. La famiglia Marzotto avvia nel 1836 l'industria della lana, portandola da livelli artigianali alle dimensioni di una moderna e grande impresa. Da ricordare in particolare l'opera di Gaetano Marzotto (1894-1972) che oltre all'attività industriale promosse vari interventi sul settore sociale (abitazione per gli operai, impianti sportivi e ricreativi, lo "Stadio dei Fiori" dove ha giocato il Marzotto in Serie B, asilo per l'infanzia, casa di riposo per anziani, scuole), interventi ispirati a criteri sia sotto il profilo architettonico che funzionale. (fonte: Noi Cittadini Valdagno)

La fabbrica Marzotto

XX secolo[modifica | modifica sorgente]

Valdagno è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stato insignito della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale, un esempio è l'uccisione dei sette partigiani avvenuta il 3 luglio 1944.

Dopo i tragici eventi della seconda guerra mondiale la zona ha registrato significativo sviluppo economico e sociale, soprattutto nella metà degli anni sessanta del 1900. Il contesto ambientale naturale, la nuova viabilità di collegamento verso est (traforo con Schio) e verso sud (circonvallazione di Cornedo Vicentino e strada destra Agno) hanno creato le premesse per un nuovo rilancio della zona, sia dal punto di vista abitativo sia da quello di insediamento di attività produttive ad alto contenuto tecnologico e del terziario avanzato.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Il centro storico[modifica | modifica sorgente]

Gran parte della sistemazione urbanistica della città risale al Settecento, nel periodo della Repubblica Veneta. Entrando in Valdagno imboccando viale Regina Margherita, andando verso il centro storico si incontra l'ex convento di S. Maria delle Grazie, antico complesso risalente al Cinquecento. A pochi passi dall'ex convento si incontra Villa Valle, Orsini-Marzotto ora Centro Culturale Comunale "Gaetano Marzotto", che ospita la Biblioteca Civica e la Galleria Civica d'Arte Moderna. Per valore artistico è la villa più importante di Valdagno. Il salone d'onore è un ampio spazio passante dall'una all'altra parte della villa, secondo lo schema della villa veneta; la sua altezza è equivalente a quella di due piani e risulta illuminato da dodici aperture. Il salone è arricchito da quattro porte, con frontoni triangolari sui quali si adagiano due figure scolpite a tutto tondo che rappresentano le stagioni e i quattro elementi vitali: la terra, il fuoco, l'acqua e l'aria. Nei due lati brevi del salone d'onore corrono in alto due ballatoi in legno, che collegano le due ali al primo piano della villa. Nelle vicinanze di Villa Valle si trovano: Villa Gajanigo Barbieri. Bella costruzione dalla facciata neoclassica, visibile al di là di una cancellata in ferro, fu progettata sul finire del Settecento dall'architetto vicentino Carlo Barrera. Villa Zanuso, ora Fontanari. È un esempio di architettura della seconda metà dell'Ottocento. A lato della villa sorge un edificio che ospitava una delle tante filande di seta operanti nel valdagnese sino agli inizi del Novecento. Sul finire dell'Ottocento in tutto il territorio ce n'erano ben diciotto. Caratteristica la torretta a pianta circolare costruita con sassi a vista bianchi e neri, che si innalza attorcigliata da un'esile scala esterna. Il duomo di San Clemente ospita 9 pregiate Campane alla veronese in tono di Do3. In centro storico, lungo Corso Italia, su ambo i lati, si trovano numerosi edifici che meritano attenzione. Di fronte a Palazzo Festari sorge Palazzo Nanti, ora sede di una Banca, altro esempio di architettura di fine Seicento. Particolare attenzione merita l'elegante chiostro situato all'interno del palazzo stesso. Confinante con Palazzo Nanti si trova il Palazzo Comunale, edificato su un preesistente edificio. Si tratta di architettura del tardo Ottocento. Degno di nota è Palazzo Pedoni la cui facciata prospiciente il Corso e la Piazza del Comune si presenta come un'elegante espressione architettonica di ascendenza seicentesca con delicate forme barocche, riscontrabili, soprattutto nel poggiolo e nel portale. (fonte: Noi Cittadini Valdagno)

Valdagno di notte

La Città sociale[modifica | modifica sorgente]

Sulla sinistra dell'Agno, località conosciuta come Oltreagno, sorge su una vasta area un importante centro urbanizzato delimitato da ampie strade ed aiuole voluto ed edificato da Gaetano Marzotto (1894-1972), su progetti dell'architetto bassanese Francesco Bonfanti.
Tale centro, denominato “Città Sociale”, appare in gran parte inalterato ancora oggi, testimone di un progetto che voleva essere un modello culturale di integrazione tra fabbrica e società, tra dimensione famigliare e attività sociali, ricreative e sportive. Il complesso urbanistico è disposto attorno alle istituzioni sociali della Fondazione Marzotto (asilo nido, scuola materna, casa di riposo) e agli impianti ricreativi (piscina, stadio, dopolavoro aziendale); c'è anche la scuola di musica, sede del prestigioso complesso strumentale “V. E. Marzotto – Città di Valdagno” che vanta oltre un secolo di attività. Verso sud, la cittadella degli studi, con le scuole elementari, la scuola media, i licei e l'istituto tecnico industriale Marzotto. Al centro del quartiere è situata la chiesa parrocchiale di S. Gaetano.

La Favorita[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Parco la Favorita.

Della Città sociale fa parte anche quello che viene considerato da molti valdagnesi il fiore all'occhiello della città, ovvero il Parco della Favorita.
Progettato negli anni trenta, su commissione di Gaetano Marzotto, dagli architetti Bonfanti e Zardini, rappresenta tuttora il parco di maggiore estensione a Valdagno. Acquistato nel 2000 dall'Amministrazione Comunale, ha avuto inizio una sostanziosa opera di riqualificazione terminata, nel 2008, con la riapertura del parco al pubblico.

Villa Valle[modifica | modifica sorgente]

È questa la villa più importante di Valdagno, sia per il valore artistico, sia per lo sviluppo volumetrico. All'epoca l'eleganza della struttura era conosciuta anche a livello regionale. Si pensa che Villa Valle sia stata progettata da Girolamo Frigimelica Roberti per poi venire eretta alla fine del Seicento e inizio Settecento.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Festari, dove ha sede il Museo Civico D. Dal Lago.

Museo Civico D. Dal Lago[modifica | modifica sorgente]

Localizzazione: Palazzo Festari - Corso Italia, 63. Il Museo Civico "D. Dal Lago" si trova all'interno dello splendido Palazzo Festari. È possibile ripercorrere la storia osservando i campioni fossili di ricci di mare, di granchi, di ammoniti ed anche di interessanti impronte di antichi rettili; inoltre le bellissime tavole dipinte, che riproducono i reperti all'interno del loro habitat naturale, rendono più comprensibile e semplice il percorso evolutivo della Valle. Il Museo vuole anche stimolare la curiosità permettendo ai suoi visitatori di toccare alcuni campioni che sono esposti proprio per essere osservati da vicino. È inoltre presente una ricostruzione dell'ambiente di Jurassic Park: nel brolo di Palazzo Festari, il giardino annesso all'edificio, sono state collocate due maestose riproduzioni di sauri lignei ed alcune piante che vivevano, con lo stesso aspetto, 300 milioni di anni fa. Anche l'uomo ha lasciato le sue tracce nel territorio e numerosi sono stati i ritrovamenti degli antichi abitanti della Valle i quali diedero vita ad una comunità che, generazione dopo generazione, andò servendosi dei boschi, dei terreni adatti al pascolo e alle coltivazioni e soprattutto dell'acqua; questi uomini del passato certo non immaginavano che i pezzi dei loro vasi, i piccoli utensili di uso quotidiano ecc. sarebbero poi stati studiati con cura, ed esposti per la curiosità di tutti. (fonte: Noi Cittadini Valdagno)

Museo delle Macchine Tessili[modifica | modifica sorgente]

Localizzazione: I.T.I.S. "V.E. Marzotto" – Via Carducci, 9. Il Museo delle Macchine Tessili è allestito in una parte dei Laboratori di filatura, preparazione e tessitura dell'Istituto Tecnico Industriale "V. E. Marzotto", prestigiosa istituzione scolastica che per tanti anni rappresentò il più importante punto di riferimento per le aziende tessili del Triveneto. L'esposizione, supportata da pannelli fotografici e schede esplicative, si articola in 4 sezioni e in 2 aree interpretative. Attraverso i grandi pannelli dell'atrio, il visitatore può ripercorrere la storia della città, della "Fabbrica" che per più di un secolo ne ha segnato la vita economica e sociale e della scuola che ha preparato i tecnici. (fonte: Noi Cittadini Valdagno)

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Gli stranieri residenti nel comune sono 2.783, ovvero il 10,3% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[5]:

  1. India India, 622
  2. Ghana Ghana, 425
  3. Macedonia Macedonia, 411
  4. Marocco Marocco, 202
  5. Albania Albania, 182
  6. Moldavia Moldavia, 157
  7. Romania Romania, 146
  8. Ucraina Ucraina, 110
  9. Bangladesh Bangladesh, 58
  10. Senegal Senegal, 47

Persone legate a Valdagno[modifica | modifica sorgente]

Quartieri, Località e Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Valdagno si divide nelle seguenti frazioni (da nord a sud): San Quirico, Novale, Maglio di Sopra, Campotamaso, Castelvecchio, Cerealto, Ponte dei Nori, Piana, Massignani Alti.

Il quartiere di Novale fotografato dalla Chiesetta di Santa Maria di Panisacco.

Novale[modifica | modifica sorgente]

Novale deve il suo nome a "terra Novalis", cioè terre svegrate per praticarne l'agricoltura. Il primo insediamento abitativo, testimoniato ancora prima del 1300, fu Meneore, l'attuale contrada Menovre.
Il territorio è segnato da diverse piccole valli parallele tra loro, tra cui Valle Castrazzano, Valle Rialbo, Val Rossia, Valle dell'Oro, Val Riberta e Val Grossa.
Novale era un comune autonomo limitrofo a Valdagno, da cui si staccò nel 1569. Tornerà poi ad essere frazione di Valdagno nel maggio 1924, dopo le dimissioni dell'ultima Amministrazione Comunale. Il suo campanile, uno dei più alti e antichi del vicentino, è stato costruito nel 1904.
Novale conta oggi circa 5000 abitanti.
Ogni anno a Carnevale si svolge un sfilata di carri allegorici. La sagra paesana si tiene la terza domenica di settembre. A livello sportivo, dagli anni '80 fino ai primi anni 2000 è stato organizzato il torneo di calcio "Coppa d'Oro", celebre in almeno tutto il territorio vicentino. Oggi ne ha raccolto l' "eredità" il torneo "Se Vedemo Al Terso Tempo", che raggiunge nel giugno 2013 la sua decima edizione.

Piana[modifica | modifica sorgente]

Anche Piana è stato un comune autonomo limitrofo a Valdagno. Questa frazione di Valdagno,che oggi conta circa 2.300 abitanti,sorge su un piccolo altopiano situato nella zona sud del comune. La Chiesa di Piana risulta essere una delle più antiche presenti in vallata. Famosa è la sua "sagra" paesana in onore a san Giuseppe, suo patrono oltre a san Valentino, che viene festeggiata il 1º maggio.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Il trasporto pubblico a Valdagno è garantito da autocorse svolte dalla società Ferrovie e Tramvie Vicentine (FTV).

Fra il 1880 e il 1980 la città venne servita da una delle principali stazioni della tranvia Vicenza-Valdagno-Recoaro Terme/Chiampo, gestita anch'essa dalle FTV.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1999 2004 Lorenzo Bosetti centrosinistra Sindaco
2004 2009 Alberto Neri centrosinistra Sindaco
2009 in carica Alberto Neri centrosinistra Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Valdagno è gemellata con:

Variazioni[modifica | modifica sorgente]

La circoscrizione territoriale ha subito le seguenti modifiche: nel 1928 aggregazione di territori del soppresso comune di Novale.[6]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Associazione Calcio Nuova Valdagno e Associazione Calcio Dilettantistica Trissino-Valdagno.

L'Associazione Calcio Marzotto Valdagno fu fondata nel 1926 e presto venne sostenuta dalla Marzotto. Conobbe il suo periodo d'oro negli anni cinquanta, raggiungendo la Serie B e sfiorando anche la promozione in A.

Negli anni novanta, tornata a disputare il campionato di Serie C2, si fonde con il Thiene, cedendo infine il titolo sportivo alla squadra thienese.

Viene in seguito rifondata la società, ripartendo dai campionati dilettantistici regionali, con il nome A.C. Nuova Valdagno.

Retrocessa al termine della stagione 2009/2010 dal campionato di Eccellenza, ci ritorna grazie al primo posto ottenuto in Promozione Veneto 2011-2012: tuttavia passa direttamente in Serie D grazie all'unione ottenuta con la squadra calcistica di Trissino che nello stesso anno è arrivata prima in Eccellenza.

La nuova società, che riunisce le forze delle precedenti A.C.D. Trissino e A.C. Nuova Valdagno, milita ora, nel primo anno dalla sua fondazione, in Serie D.

Hockey su pista[modifica | modifica sorgente]

Come molti altri centri del vicentino Valdagno vanta una grandissima tradizione nell'hockey su pista, con numerosi campionati di Serie A1 disputati. Risale al 1938 la fondazione della Società CRAL Marzotto che divenne poi Hockey Marzotto Valdagno. La società fu il veicolo trainante per la crescita di tutto il movimento hockeistico nel Veneto e nella realtà di Vicenza in particolare. La società ha vinto la Coppa di Lega nel 1997 ed è arrivata in semifinale di Coppa CERS contro il Benefica. L'8 giugno 2010 diventa per la prima volta nella sua storia campione d' Italia battendo la squadra del Follonica (3-1 la serie nella finale play-off). La società ha dato vari giocatori alle Nazionali Seniores e giovanili, tra cui Diego Marchetto, Angelo Noro, Luigi De Gerone e Massimo Cunegatti. Il Settore Giovanile è da sempre fiore all'occhiello della Società, con il Corso di Avviamento e i settori MiniHockey, Ragazzi, Allievi, Primavera, e Juniores.

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

Lo Stadio dei Fiori durante una partita di calcio.

Valdagno dispone di vari campi da calcio in erba naturale, tra cui due di dimensioni regolamentari: lo storico Stadio dei Fiori, della capienza di 6000 posti, sede dell'attuale società A.C. Nuova Valdagno, ed il Palazzetto dello Sport con annessa pista di atletica. Sono presenti, poi, una piscina coperta (più una scoperta ormai in disuso da anni), campi da tennis e da calcetto indoor, campi da calcetto in erba sintetica, una pista da hockey, denominata Pista Lido, e due campi da basket (uno nel "Palazzetto" stesso, l'altro in località Novale presso le Scuole Medie). È presente, inoltre una squadra di ciclismo.
Nel 2008 è stato inaugurato un nuovo impianto polivalente che prende il nome di Palalido, destinato ad ospitare vari avvenimenti sportivi, tra cui, in particolare, le gare di Hockey su pista di serie A1.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Comune di Valdagno - Statuto.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2013.
  3. ^ Comune di Valdagno - Profilo storico.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 14 novembre 2012.
  6. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Comune di Valdagno, Noi cittadini 2005, Guida ai Diritti del comune di Valdagno, Editore TIZIANOMOTTI&C

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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