Pove del Grappa

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Pove del Grappa
comune
Pove del Grappa – Stemma
Vista di Pove dal Monte Cornon
Vista di Pove dal Monte Cornon
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Vicenza-Stemma.png Vicenza
Amministrazione
Sindaco Orio Mocellin (lista civica) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°48′00″N 11°44′00″E / 45.8°N 11.733333°E45.8; 11.733333 (Pove del Grappa)Coordinate: 45°48′00″N 11°44′00″E / 45.8°N 11.733333°E45.8; 11.733333 (Pove del Grappa)
Altitudine 163 m s.l.m.
Superficie 9,84 km²
Abitanti 3 144[1] (31-12-2010)
Densità 319,51 ab./km²
Frazioni Costalunga, Val della Giara
Comuni confinanti Bassano del Grappa, Borso del Grappa (TV), Cismon del Grappa, Romano d'Ezzelino, San Nazario, Solagna
Altre informazioni
Cod. postale 36020
Prefisso 0424
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 024081
Cod. catastale G943
Targa VI
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti poati, povesi
Patrono san Vigilio
Giorno festivo 26 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pove del Grappa
Posizione del comune di Pove del Grappa all'interno della provincia di Vicenza
Posizione del comune di Pove del Grappa all'interno della provincia di Vicenza
Sito istituzionale

Pove del Grappa (Póe o Póve in veneto) è un comune italiano di 3.138 abitanti [2] della provincia di Vicenza, in Veneto.

Vi si coltiva la pianta dell'ulivo qui presente nel suo areale più nordico.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il Comune di Pove del Grappa è situato a nord-est della Provincia di Vicenza. Il territorio si sviluppa da quota 100 (riva sinistra del fiume Brenta) fino a quota 1.529 m s.l.m. (Monte Asolone) del Massiccio del Grappa. Pove è l'ultimo paese che si incontra sulla destra prima di imboccare la Valsugana, importante valle del fiume Brenta e via di transito verso Trento e l'Europa, ed è il primo che apre alla Pianura Padana.

La valle del Brenta e Pove

La posizione soleggiata, al riparo dai venti e fuori dal pericolo di nebbie e brinate, frequenti nella pianura sottostante, regala un clima mite e piacevoli viste. Dalle pendici del Grappa si possono scorgere il Ponte degli Alpini, il Brenta, e i frontali colli di Sant'Eusebio, Privà e Caluga, ma soprattutto l'estendersi della pianura dai Colli Berici agli Euganei e, in condizioni di luce ottimali, fino al Piave.

Grazie alla SS 47, che attraversa la parte sud del comune, risulta comodo e rapido raggiungere le vicine città.

Pove è suddivisibile in tre distinte fasce geografiche a seconda dell'altitudine:

Zona di pianura[modifica | modifica sorgente]

Quota 110-250 m s.l.m.. Compresa fra il fiume Brenta e le pendici del Grappa, è la zona maggiormente urbanizzata, suddivisa a sua volta in due sottozone: quella ubicata ad ovest della SS 47, con numerose attività produttive, in cui si rilevano due contrade storiche, Via Rea e Via Boschi; quella ad est della SS 47 che comprende la zona maggiormente urbanizzata, il municipio e le principali infrastrutture.

Zona di mezza costa[modifica | modifica sorgente]

Quota 250–780 m s.l.m. È la fascia che collega la pianura con la zona montana, caratterizzata da pendenze variabili e da suggestivi sentieri, alcuni dei quali didattici, immersi fra pareti sassose, creste (che fungevano da trincee naturali), gallerie e cunicoli scavati nella roccia durante la Prima guerra mondiale.

Zona di montagna[modifica | modifica sorgente]

Quota 780-1.529 m s.l.m. Ubicata a monte della zona di mezza costa, fra le località Costalunga, Nosellari, Campo Solagna, Ponte San Lorenzo, Val della Giara e Cibara, è costituita da boschi e pascoli a basse pendenze. Sono presenti edifici che fungono da seconde case, bar, trattorie e alcune malghe dove si pratica l’alpeggio estivo.

La cima più alta è il Monte Asolone posto a 1.529 m e frontale a ovest di Cima Grappa.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Pove del Grappa è citata in un documento del 917 come parte della Marca Trevigiana, alla quale rimase fino al XII secolo. Nel 1198 divenne posto di confine fortificato sotto Vicenza. Fu interessata dalle vicende umane e storiche degli Ezzelini, accertate, censite e documentate dopo la loro definitiva sconfitta avvenuta nel 1260. Nei secoli XV e XVI fu in contesa con la vicina Romano per questioni territoriali.

L'origine del nome[modifica | modifica sorgente]

Anticamente chiamata Povedum, sono due le teorie per la derivazione del nome Pove. Entrambe ricavano il nome dalla flora antica presente sul territorio. Povedum o Povedo sono contrazioni del latino povoledum ossia pioppeto da populus pioppo. La seconda teoria parte dalla Poa (Alpina), una graminacea frequente nel Veneto (plurale poe / Poe che è anche il nome veneto per Pove).

Nel corso degli anni il nome divenne Pove, nel 1950 assunse l'attuale denominazione di Pove del Grappa[3] e, in seguito, l'appellativo aggiunto di Conca degli Ulivi.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Resti della Bastìa[modifica | modifica sorgente]

Sulla cima dolomitica della Bastia (detta anche "Cornon" per il suo prominente addentramento nel Canale del Brenta), fra i territori di Pove e di Solagna, a m. 350 d'altezza, si possono notare ancora le tracce delle fondamenta di antiche fortificazioni da cui il monte prende il nome. Secondo la tradizione, gli Ezzelini, che avevano beni e castello anche a Solagna, fabbricarono la bastìa, come pure la torre ai piedi del monte per chiudere la strada, e la muraglia che univa questi due forti. Il complesso fu restaurato da Francesco di Carrara nel 1370 e da Gian Galeazzo Visconti nel 1401.[senza fonte]

Chiesa parrocchiale di San Vigilio[modifica | modifica sorgente]

La chiesa dedicata a San Vigilio (patrono) risale al Settecento. Fu ricostruita nella prima metà del secolo scorso; la facciata fu terminata nel 1869. All'interno, affreschi di Giovanni De Min (1848), un crocifisso ligneo fiammingo del Quattrocento, di pregevole fattura, pale di Jacopo da Ponte (San Vigilio in Gloria del 1537, posta sull'altare) e di Girolamo Bassano, più noto come Girolamo dal Ponte. Sono inoltre presenti altari del Settecento.

All'interno della chiesa è presente anche un crocifisso ligneo quattrocentesco (132x110 cm) che la tradizione vuole essere stato realizzato in una sola notte da un pellegrino boemo (o austriaco o fiammingo) diretto a Roma, in occasione del Giubileo del 1300. Secondo una leggenda locale, il pellegrino lo avrebbe realizzato in due giorni e una nottata a partire da un tronco d'ulivo per donarlo poi al parroco di Pove del Grappa in segno di riconoscenza per l'ospitalità ricevuta.[4] Il manufatto sacro ha dato ispirazione alle feste del Divin Crocifisso di Pove del Grappa.

Chiesa di San Pietro[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio comunale sono anche presenti due chiesette di epoca antecedente: la più centrale, dedicata a San Pietro, è probabile divenne una delle chiese incastellate dopo il diploma di Berengario I nel 915. Nel 1189 Pré Viviano giura fedeltà a Vicenza entro la cinta di questa chiesetta (apud centam sancti Petri).

Nel 1488 risulta in cattive condizioni (appare senza il tetto). Venne quindi restaurata nel corso del Cinquecento.

La chiesa al suo interno custodisce tre altari (sec. XVII) con pale (del 1700): San Pietro, Apollonio e Santa Lucia, San Bovo, San Giuseppe.

La chiesa si trova dietro all'attuale Piazza Europa in prossimità del Museo dello Scapellino Povese.

Chiesa di San Bartolomeo[modifica | modifica sorgente]

L'altra, dedicata a San Bartolomeo (o di San Bortolo), databile a prima del 1000, è una piccola chiesetta costruita dai frati Benedettini vicino all’intersezione tra la Strada Imperiale che portava in Germania e la Pedemontana che serviva i territori dal Piave al Brenta. È l’unica chiesetta del territorio che conserva l’architettura antica. Se ne riscontrano tracce nel documento di Berengario (915) con cui la donava al Vescovo di Belluno [5]. Era allora nota come Chiesa di S.Bartolomeo della Nave.

La bella chiesetta si trova lungo la riva destra del fiume Brenta nelle prossimità di Villa Rubbi. I Rubbi la acquisirono nel 1929 rendendola agibile dopo che, nel 1800, venne chiusa al culto per il degrado in cui versava. La piena del 1966 spazzerà via il protiro, mentre i preziosi affreschi vennero collocati al Museo di Bassano. Alla morte del proprietario la chiesetta venne data in eredità alla Fondazione Pirani-Cremona che la gestisce tuttora. L'edificio, difficilmente visibile da lontano, è accessibile a piedi dal sentiero del lungo Brenta.

Capitelli votivi[modifica | modifica sorgente]

Sul territorio del paese sono presenti una cinquantina di capitelli votivi.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[6]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Detti locali[modifica | modifica sorgente]

  • (A) Poe co no sventa pioe oppure A Poe o sventa o pioe / A Pove quando non fa vento piove
  • Poe, paese de gran conforto: co no pioe, sventa o sona da morto / Pove, paese dove si vive bene: quando non piove, o c'è il vento oppure suona da morto
  • Co'l Grapa (Caìna) gà el capéło el tempo no ze beło / Quando il Grappa (Caìna) è avvolto dalle nubi (ha il capello) il tempo non è bello
  • A Pòe, se sémena sałàta, se cava saółe / A Pove semina insalata, ma si raccolgono cipolle (I poàti dicono una cosa ma ne fanno un'altra)

Re Zalìn[modifica | modifica sorgente]

Secondo la fantasia popolare si narra che nelle notti di tregenda il feroce tiranno Zalìn (rappresentazione di Ezzelino da Romano altrimenti chiamato Re Azzolin o Re Zalìn), accompagnato dal demonio, vagasse nel cielo a cavallo di un bucefalo lasciando dietro di sé una scia di fuoco e spaventosi grugniti e ululati [7]. Altre simili leggende vogliono che, nei pressi delle rovine del castello sul Col Bastia, i demoni tormentassero l'anima di Ecelino.

L'oro del Cornon[modifica | modifica sorgente]

Si narra poi che, presso i ruderi del castello costruito nei pressi del Cornon da Ezzelino da Romano siano tuttora nascosti alcuni forzieri colmi d'oro, argento, monete e altri tesori.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Feste Quinquennali in Onore del Divin Crocifisso[modifica | modifica sorgente]

Le feste, ispirate alla leggenda del Crocifisso ligneo del XV secolo della chiesa di san Vigilio, sono attestate dal 1831[8], anche se è probabile che abbiano radici più antiche. Dall'Ottocento, le feste hanno cadenza quinquennale e si tengono negli anni che terminano con 0 o 5.

In occasione delle feste, il crocifisso ligneo viene rimosso dalla teca che lo ospita nella parrocchiale di San Vigilio e, dopo essere stato intronizzato, viene portato per le vie del paese. Dal 1885 alla processione si affianca una sacra rappresentazione della Passione di Cristo[9]. Sfilano oltre 600 personaggi in costume raffiguranti scene del Vecchio e del Nuovo Testamento, culminando con la rappresentazione notturna della morte e della resurrezione di Gesù Cristo.[10]

Fiera-mercato dell'Olivo[modifica | modifica sorgente]

La mostra mercato, che si svolge la domenica delle Palme, attira ogni anno operatori economici e cittadini da ogni dove. In questa occasione viene assegnato il premio per il miglior olio prodotto.

Altre ricorrenze[modifica | modifica sorgente]

Il 1º maggio si tiene la Festa della Montagna presso il Sacello del Cornon raggiunto a piedi dal paese (mezz'ora di tragitto). La quarta domenica di giugno, si compie la Marcia Internazionale, lungo la mulattiera che conduce sul Massiccio del Grappa. In dicembre si tiene infine la Festa dello Scalpellino.

Persone legate a Pove del Grappa[modifica | modifica sorgente]

  • Antonio Bosa, scultore
  • Giovanni Fusaro, scultore

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Pove ha tre frazioni che si trovano nella parte montana del paese: Costalunga (a c. 2 km dal centro), Ponte San Lorenzo (una parte) e Val della Giara (a c. 7 km).

Economia[modifica | modifica sorgente]

Il marmo[modifica | modifica sorgente]

Sono quattro i tipi di marmo e pietra estratti dalle rocce del Monte La Gusella e dal Praolin che si ergono su Pove del Grappa. In primis il Biancone (o Biancon), simile al marmo, che ha reso famosi gli scalpellini povesi nel mondo per la sua somiglianza al Marmo di Carrara; il Guaregno, un calcare rosa screziato di bianco e ricco di fossili; il Corsoduro; ma soprattutto il Campaniletto (dalla colorazione grigiastra).

Legata all'estrazione del marmo era l'arte dello scalpellino. Il noto architetto Vincenzo Scamozzi ne dà ampia risonanza nel suo trattato sull'architettura universale riconoscendo alle cave di Pove e agli scalpellini povesi una notorietà diffusa su tutto il territorio vicentino [11]. Tra le opere, che si conservano nelle vicinanze, derivano dai povesi il Tempio-Ossario di Bassano, l'Ossario di Asiago e l'Ossario del Grappa. Gli scalpellini furono chiamati da Napoleone a lavorare nelle procurate di Venezia o dal Canova per la costruzione dei tempio di Possagno ma anche all'estero: la cattedrale di Colonia, la Basilica di Santa Teresa a Lisieux in Francia, il monumento eretto alla regina Elisabetta, il Palazzo del Governo di Berlino.

Agricoltura: l'olivo e la produzione olearia[modifica | modifica sorgente]

Importati dai Romani ci sono tratte fin dal 1131 quando la sua presenza, nella zona di Angarano, fu documentata in un atto di compravendita agraria. I lunghi secoli di coltivazione selezionarono poi la pianta, affinandone l'adattabilità al clima locale e rendendola estremamente resistente ai freddi inverni del pedemonte. Componente fissa del paesaggio agrario, l'olivo intreccia i suoi coltivi alle rustiche abitazioni; la gente ha per questa pianta un'affezione innata che spinge a coltivarla in ogni ritaglio di terreno [5].

La produzione, di recente rivalutata e tutelata (a denominazione di origine controllata), avviene mediante brucatura in modo del tutto manuale o con l'ausilio di particolari pinze.

Per la particolarità della zona, l'olio extravergine prodotto è di qualità rinomata a livello locale e nazionale [12], ed è fiore all'occhiello dei ristoratori per la scarsissima percentuale di acidità contenuta. Con le sue oltre 20.000 piante d'ulivo coltivate Pove fa parte delle Città dell'Olio d'Italia [13].

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Fonte: ISTAT - Bilancio demografico al 31/08/2010 [1].
  3. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3
  4. ^ Il Divin Crocifisso. URL consultato il 22 settembre 2010.
  5. ^ a b Le chiese di Pove del Grappa. URL consultato l'8 aprile 2010.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ La Pedemontana del Grappa (leggende). URL consultato l'8 aprile 2010.
  8. ^ Pove del Grappa su Regione Veneto. URL consultato il 3 marzo 2009.
  9. ^ Storia delle processioni. URL consultato l'11 ottobre 2010.
  10. ^ Sito ufficiale delle Feste Quinquennali in Onore del Divin Crocifisso. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  11. ^ Gli scalpellini di Pove del Grappa. URL consultato l'11 marzo 2010.
  12. ^ L'olio di Pove del Grappa. URL consultato l'11 marzo 2010.
  13. ^ Pove del Grappa nelle Città dell'Olio. URL consultato l'11 marzo 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • O. Brentari, Ecelino da Romano nella mente del popolo e nella poesia, Cittadella 1994, pp. 128–130.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]