Costabissara
| Costabissara comune |
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Panorama di Costabissara dal Colle delle Pignare |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Maria Cristina Franco (lista civica Proposta per Costabissara) dal 16 maggio 2011 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 45°35′0″N 11°29′0″E / 45.58333°N 11.48333°ECoordinate: 45°35′0″N 11°29′0″E / 45.58333°N 11.48333°E | ||||
| Altitudine | 51 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 13,21 km² | ||||
| Abitanti | 7 131[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 539,82 ab./km² | ||||
| Frazioni | Motta | ||||
| Comuni confinanti | Caldogno, Gambugliano, Isola Vicentina, Monteviale, Vicenza | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 36030 | ||||
| Prefisso | 0444 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 024035 | ||||
| Cod. catastale | D107 | ||||
| Targa | VI | ||||
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa) | ||||
| Nome abitanti | bissaresi | ||||
| Patrono | san Giorgio | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Costabissara all'interno della provincia di Vicenza |
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| Sito istituzionale | |||||
Costabissara (Còsta in veneto[2]) è un comune italiano in provincia di Vicenza con 7.064 abitanti[3] sito a Nord-Ovest nella provincia stessa e appartenente alla regione Veneto. Esso fa parte dell’hinterland, l’insieme dei comuni detti della cintura della città di capoluogo.
Indice |
[modifica] Geografia
Posto ad un'altitudine di 51 metri sul livello del mare, è situato ai piedi delle colline bissaresi, parti terminali delle Prealpi e facente parte dei Lessini Meridionali Vicentini che comprendono il più noto Monte delle Pignare sede della celebre chiesa longobarda di San Giorgio e del cimitero. Sulle colline, ha sede la famosa località di Madonna delle Grazie. Il 70% del territorio appartiene alla Pianura Veneta, il 7% ad un fondovalle pedecollinare e il restante 23% è collina. Il paese è bagnato dal Torrente Orolo, quasi sempre in secca, e da diversi rogge e fossi, anche per scopo idrico. La più famosa tra questi è la Roggia Bagnara o Roggia Rosa (in veneto: Rosa) che, con una serie di curve, attraversa l'intero paese. Il territorio di Costabissara è formato da una parte urbana, collocata al centro del territorio comunale. Il resto del paese è composto da campi. Non mancano tuttavia i quartieri più staccati dal centro, come le località Ca' Carraro, San Valentino, Fornaci, San Zeno, Pilastro , sulle colline, Pignare e Madonna delle Grazie e a Motta Fabrega, Botteghino, Villaraspa, Cadanotte e Motta bassa.
Costabissara confina:
- a Nord-Est con Caldogno
- a Sud-Est con Vicenza
- a Sud con Monteviale
- a Ovest con Gambugliano
- a Nord-Ovest con Isola Vicentina.
[modifica] Storia
Il paese, dalle ricerche archeologiche che hanno riportato alla luce diversi reperti dell’età del Bronzo, del Ferro e di epoca romana, è sede di antiche costruzioni che testimoniano la particolare posizione geografica dell’antichità. Sorta su di un posto particolarmente vitale, i primi insediamenti del territorio risalgono alla civiltà paleoveneta nata durante l’età del ferro nel 900 a.C. circa. I ritrovamenti Romani hanno confermato la presenza di insediamenti stabili e l’importanza di un territorio che ospitava parte dell’acquedotto (passante per Villaraspa) che forniva Vicenza. Erano presenti diverse cave di pietra, marmo e calcare. Deriva da queste caratteristiche l'antico nome Costa Fabrica, mantenuto fino a tutto il 1200. Tuttora è possibile osservare alcuni reperti sulle tabelle informative in alcuni parchi gioco o su alcune strade in cui sono stati rinvenuti resti.
Verso la metà del VI secolo, con l’arrivo dei Longobardi in Italia, dopo l’occupazione di Vicenza, avvenne la conversione dei Longobardi al cattolicesimo che portò alla costruzione della famosa Chiesa protocristiana di San Zeno sotto il regno di Teodolinda.
Tra l'XI e il XII secolo la famiglia Maltraverso fu investita del feudo di Costabissara. Ad essi (già possessori di Schio, Lonigo, Santorso, Montegalda e Barbarano) succedettero altre dinastie: i conti Costa, il giudice Giacomo Barretta (1261) e i conti di Lozzo, che ottennero l'investitura grazie al vescovo Bernardo Nicelli nel 1280. Dopo solo 5 anni, il 5 gennaio 1285, Alberto Bibe di Padova, procuratore di Lozzo, rinunciò ai diritti per la villa di Costa Fabrica e Nicelli la consegnò a Gualdinello Bissari che pagò al conte di Lozzo 4250 lire. Con l’investitura di Nicelli e la conferma del suo successore, Pietro Saraceno, i conti Bissari entrarono nella storia del paese con un’importanza tale da cambiare il nome dello stesso: da Costa Fabrica divenne Costabissara
| Per approfondire, vedi la voce Conti Bissari. |
[modifica] Dal Regno d'Italia ad Oggi
Dopo l’annessione del Lombardo-Veneto in seguito alla terza guerra di indipendenza, nel 1866, Costabissara divenne Municipio.
Durante la prima guerra mondiale, Costabissara viene assegnata alle retrovie militari e, dopo la conquista austriaca di Asiago, venne invasa dai profughi che trovarono rifugio nell’odierno comune. Soldati francesi e inglesi passarono per il territorio a riposarsi. Nella Villa Buzzaccarini aveva sede un piccolo ospedale francese e in Villa San Carlo il Comando di Brigata e di Divisione. Con la disfatta di Caporetto, Costabissara entra a far parte della seconda linea e vengono costruite trincee e fortificazioni per la difesa dal nemico austro-ungarico. La popolazione raggiunge il numero di 5.000 abitanti a causa dei profughi che arrivano con tutta la famiglia. Da quel momento, la popolazione emette un voto: se il paese si salva dalla tragedia, verrà costruito un santuario mariano sul Colle Zovo dove allora alloggiava un sacello diroccato. Grazie a questo voto pubblico, nel 1918 venne costruita la Chiesetta di Madonna delle Grazie.
Durante l’ultima svolta della Grande Guerra, nella scuola infantile venne creata una scuola di tiratori e sulla Pignare un campo di addestramento per il lancio delle bombe.
Durante la guerra scoppiò l’epidemia di influenza spagnola, che a Costabissara fece solo 6 morti. Al termine della guerra, Costabissara contava 23 morti, di cui 12 caduti e 11 morti per malattia o in prigione, oltre a 4 dispersi.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Luoghi di interesse
[modifica] Chiese
[modifica] Chiesa Parrocchiale di San Giorgio
| Per approfondire, vedi la voce Chiesa di San Giorgio Martire (Costabissara). |
Realizzata tra il 1910 e il 1920, la chiesa ‘’nuova’’ di Costabissara venne pensata per faciltare la partecipazione alle S. Messe, da parte della popolazione di pianura (in continua crescita). Il terreno su cui sorgono la chiesa e la canonica, venne regalato dalla signora Elisa Conte al curato del tempo: Don Guglielmo Stringari, che fu il fautore della chiesa. La chiesa Parrocchiale di S. Giorgio è la principale del paese, sede della maggior parte delle celebrazioni della Comunità.
[modifica] Chiesa Parrocchiale di San Cristoforo
La Chiesa di San Cristoforo, è la chiesa principale di Motta, frazione di Costabissara. Qua, come nella chiesa di San Giorgio, avvengono le messe quotidiane e le cerimonie più importanti che riguardano Motta. Venne inaugurata l’8 settembre 1965. La sua struttura, infatti, appare in stile moderno. A differenza delle altre chiese del Comune, che si affiancano a diversi stili, questa si presenta, come tante altre chiese di Vicenza, moderna.
[modifica] Pieve di San Giorgio Martire
La chiesetta vecchia di San Giorgio Martire, o Pieve di San Giorgio è la chiesa originaria di Costabissara. Posta sulla collina delle Pignare, è attigua al cimitero. Citata nelle "Rationes decimarum" del 1297-1303, è dedicata a San Giorgio Martire, raffigurato anche in una pala attribuita ai Maganza, conservata all'interno. La Chiesa è conosciuta per la sua posizione dominante e panoramica. Il suo storico campanile, infatti, che batte ancora le ore per il paese, può essere visto da qualunque punto della pianura antistante. Poco lontano dal piazzale iniziano i sentieri che circoscrivono il colle delle Pignare da Nord a Sud e, grazie a percorsi estesi e ben segnalati, collegano ad altre località, tra cui il colle di Madonna delle Grazie.
[modifica] Chiesetta di Madonna delle Grazie
Edificata nel primo dopo guerra per soddisfare il voto pubblico pronunciato nel 1918, che prevedeva la creazione di una nuova chiesa nel caso si fosse sopravvissuti alla guerra, si erge sulle colline bissaresi in località di Madonna delle Grazie.
[modifica] Chiesetta di San Zeno
Di grande interesse storico artistico è la chiesetta protocristiana dedicata a San Zeno. Costruita nei secoli VI-VII circa, è sita sui colli bissaresi ed è formata da un’unica aula rettangolare. La sua consacrazione è collegata al culto di San Zenone, il vescovo africano di Verona, a cui furono intitolate numerose chiese del Vicentino e del Veronese. Ora l’edificio è gravemente danneggiato a causa di un crollo avvenuto nel 1977.
[modifica] Altre chiese
- Chiesetta di Santa Maria Favrega: costruita intorno al secolo VIII e custodita per secoli dalla famiglia Bissari, è sita in Motta. Nel 1880 venne totalmente riedificata.
- Chiesetta di Sant’Antonio da Padova: sita in Cà Gardellina a Motta è datata 1709 e vi sono presenti numerose sculture attribuite a Giacomo Cassetti.
- Chiesetta di San Giovanni: sita in Via S. Antonio, sulla strada per la Pieve di San Giorgio.
[modifica] Oratori
[modifica] Oratorio di Sant’Apollonia
| Per approfondire, vedi la voce Oratorio di Sant'Apollonia. |
Piccola chiesetta barocca nella zona urbana, venne costruita da don Teodoro Bacchi intorno al 1642.
[modifica] Oratorio di San Valentino
Piccola chiesetta barocca in zona San Valentino, venne costruita dai nobili Repeta nel 1684 e fu benedetta nel 1685. Dal 14 febbraio 1943 è presente una statua di Elisa Conte Delle Ore.
[modifica] Castelli
[modifica] Castello Sforza-Colleoni
Il Castello originario del 1100 circa, era già esistente all’arrivo dei Bissari. Essi lo ricostruirono al loro arrivo, nel 1285, dopo la distruzione avvenuta ad opera di Ezzelino III. La villa assunse la sua attuale fisionomia intorno al 1859, anno in cui il conte Guardino Colleoni ne curò la ricostruzione. Accanto alla villa sorge la cappella gentilizia, datata 1659. Accanto al castello si nota un edificio oggi adibito a fattoria risalente al secolo XV, che venne più volte trasformato fra il Seicento e il Settecento. Prima della sua muratura, come denotano due colonne inglobate nella muratura, si apriva nella parete meridionale. Vicino alla villa sembra sorgesse la torre chiamata ‘’torre di Messer Matteo Bissaro’’. Ora il castello è di proprietà della famiglia Putin.
[modifica] Ville
[modifica] Villa San Carlo
| Per approfondire, vedi la voce Villa San Carlo. |
In origine di proprietà della famiglia Bissari, la villa è situata sul ‘’Pianoro di San Pietro’’ e risale al XVIII secolo d.C. È circondata da un immenso parco con moltissimi tipi di piante, comprese specie esotiche e fusti secolari (il cedrus libani ha più di cinquecento anni), che insieme ad un laghetto e alcune voliere formano un vero e proprio orto botanico. La Loggia Belvedere in stile dorico, venne fatta costruire da Camillo Bissari. Acquistata dalla Diocesi di Vicenza e inaugurata nel 1965, dopo radicali lavori di ristrutturazione e adattamento, la villa è attualmente adibita a ‘’Casa per Esercizi Spirituali’’. Ogni anno nel parco, a fine estate, si svolge la Fiera degli Uccelli.
[modifica] Villa De Sandri Bortolan
È un complesso in aperta campagna e in località Cà Gardellina, zona pianeggiante di Motta. Esso è formato dal corpo padronale, cui si affiancano la cappella gentilizia, una torre colombara e le barchesse per gli usi agricoli. La cappella gentilizia, dedicata a Sant'Antonio da Padova, è la Chiesetta di SantAntonio.
[modifica] Vegetazione e fauna
Le colline bissaresi sono ricoperte di vasti boschi che ricadono nella Regione Forestale Avanalpica. I boschi bissaresi sono composti prevalentemente da: querce, carpini, ornelli, aceri e noccioli.
Gli alberi vegetano allo stato spontaneo e, per questo, molte volte il sottobosco è impenetrabile. Inizialmente i boschi venivano abbattuti per la produzione di legname, ma adesso sono protetti per scopi turistico-naturalistici. È possibile, infatti, passeggiare per i boschi delle colline attraverso sentieri sicuri che conducono in campi o pianori che consentono di spaziare su panorami piacevoli e interessanti. Il sottobosco è formato da pungitopo, biancospino e nocciolo.
Per quanto concerne la fauna si possono incontrare la volpe, il capriolo, la faina, la donnola, la lepre e scoiattoli.
[modifica] Economia
L’economia bissarese si basa sul settore primario: vi sono ampi campi e fattorie che praticano l’allevamento. A Motta è presente la zona industriale.
[modifica] Frazioni
[modifica] Motta di Costabissara
Motta, la Frazione di Costabissara, è situata lungo la Strada Provinciale del Pasubio (n° 46).
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Maria Cristina Franco (lista civica Proposta per Costabissara) dal 16 maggio 2011 (1º mandato)
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Torino, UTET, 2006, p. 275.
- ^ Fonte: ISTAT - Bilancio demografico al 31/08/2010 [1].
[modifica] Bibliografia
- La restaurata Chiesa di San Giorgio in Costabissara, 16 ottobre 2005, edito a cura della Parrochia del paese con contributi dei gruppi locali
- 7º centenario dei Bissari, Testimonianze per il centenario, maggio 1985, edito a cura del Comune di Costabissara
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