Buzzaccarini
I Buzzaccarini (o Buzzacarini) furono una famiglia aristocratica padovana che ebbe un ruolo di primo piano nella storia della città tra il XIV e il XVI secolo. Sul finire della Repubblica di Venezia, un ramo acquistò il titolo di patrizio veneto.
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[modifica] Storia
L'origine leggendaria di questo casato viene fatta risalire all'epoca romana da una famiglia consolare, la gens Vetulia.
Dopo aver perduto la sovranità sulla città di Cremona, si stabilirono a Padova; un ramo poi passò a Pisa[1].
[modifica] Ramo padovano
I Buzzaccarini entrarono a far parte del ceto dirigente durante la signoria dei Carraresi[2], con i quali erano strettamente imparentati in seguito al matrimonio tra Fina di Pataro Buzzacarini e Francesco il Vecchio[3][4]. Furono tra i più strenui difensori della città durante la guerra che la oppose alla Repubblica di Venezia tra il 1404 e il 1405[4].
Quando Padova fu finalmente assoggettata alla Serenissima, la famiglia, pur continuando a partecipare alla vita pubblica, si dimostrò insofferente alla politica esclusivistica veneziana, basata sull'oligarchia del patriziato. Tutti i suoi membri furono coinvolti nella rivolta organizzata in occasione della guerra della Lega di Cambrai: per pochi mesi (maggio-luglio 1509), Padova fu dichiarata repubblica indipendente e si diede sotto la protezione dell'imperatore Massimiliano[2][5][6].
Dopo quasi tre secoli da questi episodi, nel 1782 i Buzzacarini ottennero l'aggregazione al patriziato veneziano nella figura di Pataro, poi senatore e podestà di Bergamo, a seguito della decisione del Maggior Consiglio di ascrivere al Libro d'Oro quaranta nuovi casati col fine di rimpinguare le casse dello Stato[7][8].
Dopo la caduta della Serenissima ad opera di Napoleone e, successivamente, all'istituzione del regno Lombardo-Veneto, il governo imperiale austriaco riconobbe la patente di nobiltà alle famiglie di Aleduso e a Francesco Buzzaccarini, figli del detto Pattaro (SR 13 maggio 1825)[1].
Furono riconosciuti nobili anche altri due rami della famiglie che, pur non essendo patrizi veneti, si fregiavano di altri titoli e che appartenevano al consiglio nobile di Padova sin dal 1699:
- le famiglie di Antonio e Venceslao di Arquan Buzzaccarini, che si potevano fregiare del titolo di marchesi dal 15 gennaio 1677 per volontà di Maria Giovanna di Savoia-Nemours, reggente del ducato di Savoia in vece del figlio minorenne Vittorio Amedeo II (SR 4 luglio 1819);
- le famiglie di Gasparo e Francesco di Ferdinando Buzzaccarini-Gonzaga (SR 19 novembre 1820), discendenti da Antonio Buzzaccarini che, con diploma del 10 febbraio 1706, era stato investito del titolo marchionale dal duca di Mantova Ferdinando Carlo di Gonzaga-Nevers, il quale, inoltre, aveva concesso a lui e a tutti i suoi discendenti di essere «addottati e assunti nella Famiglia ducale di Gonzaga, di modo che abbiano da godere il nome, gli onori, i titoli e prerogative di essa Famiglia ducale»[1].
Non fu invece confermata la nobiltà di un terzo ramo, rappresentato da Carlo Galeazzo di Pattaro, pur discendente da Galeazzo de Buzzaccarini, al quale erano stati conferiti nel 1694 dal cardinal Marcello Durazzo, in nome di papa Innocenzo XII, il titolo di conte palatino e le insegne di cavaliere aurato[1].
[modifica] Ramo pisano
Dei Buzzaccarini di Pisa si ha notizia a partire dal 1209, quando un Buzzaccarini, pittore pisano, è attestato come residente nella contrada di Santa Cecilia di Padova[9].
Di loro si distinse un Ugolino (XIII secolo), il quale nel 1241 attaccò le navi genovesi che trasportavano a Roma i prelati diretti al concilio organizzato da papa Gregorio IX contro Federico Barbarossa[10]. Si ricorda poi un Puccio che, prigioniero dei Genovesi dopo la battaglia della Meloria (1285), fu rimandato a Pisa per trattare la pace. Un Gerardo era generale dell'esercito pisano nel 1344 e fece erigere le fortificazioni di Pontedera.
Avevano sepoltura presso la chiesa di San Francesco[9].
[modifica] Membri illustri
- Aleduse Buzzacarini (seconda metà del XV secolo – dopo il 1515 e prima del 1525), politico
[modifica] Proprietà
- Palazzo Buzzaccarini, a Cartura;
- Palazzo Buzzaccarini, a Padova;
- Villa Buzzaccarini, a Costabissara;
- Villa Buzzaccarini, a Monselice;
- Villa Buzzaccarini, a Pernumia.
[modifica] Note
- ^ a b c d Francesco Schröeder, Repertorio genealogico delle famiglie confermate nobili e dei titolati nobili esistenti nelle Provincie Venete, Venezia, Tipografia di Alvisopoli, 1830, Vol. 1, pp. 174-177.
- ^ a b Roberto Zapperi. BUZZACARINI, Giovanni. Treccani. URL consultato il 15 giugno 2011.
- ^ BUZZACARINI, Arcoano (Arcuano, Arquan, Rachuan, Recoan). Treccani. URL consultato il 15 giugno 2011.
- ^ a b Roberto Zapperi. BUZZACARINI, Francesco. Treccani. URL consultato il 15 giugno 2011.
- ^ Roberto Zapperi. BUZZACARINI, Aleduse. Treccani. URL consultato il 15 giugno 2011.
- ^ Olivieri Secchi Sandra. BUZZACARINI, Ludovico. Treccani. URL consultato il 15 giugno 2011.
- ^ Raines, Dorit (2003). Cooptazione, aggregazione e presenza al Maggior Consiglio: le casate del patriziato veneziano, 1297-1797. Storia di Venezia - Rivista (I): 2-64. ISSN: 1724-7446. URL consultato il 15 giugno 2011.
- ^ Francesco Schröeder, Repertorio genealogico delle famiglie confermate nobili e dei titolati nobili esistenti nelle Provincie Venete, Venezia, Tipografia di Alvisopoli, 1830, Vol. 2, p. 449.
- ^ a b [1].
- ^ Ugolino Buzzaccarini - Treccani.