Rossano Veneto
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| Rossano Veneto | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 78 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 10,66 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 712 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Mottinello | ||||||||
| Comuni contigui: | Cassola, Cittadella (PD), Galliera Veneta (PD), Loria (TV), Rosà, San Martino di Lupari (PD), Tezze sul Brenta | ||||||||
| CAP: | 36028 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0424 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 024088 | ||||||||
| Codice catasto: | H580 | ||||||||
| Nome abitanti: | rossanesi | ||||||||
| Santo patrono: | Natività di Maria Vergine | ||||||||
| Giorno festivo: | 8 settembre | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Rossano Veneto è un comune di 7.600 abitanti[1] della provincia di Vicenza.
Indice |
[modifica] Geografia
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[modifica] Frazioni
A Mottinello, frazione di Rossano Veneto (Vicenza) e di Galliera Veneta (Padova), vi è la piazza del paese che divide i due comuni e quindi le due frazioni. è una frazione densamente popolata ed industrializzata; si notano la piazza con la chiesa parrocchiale e il poco distante parco, appartenente alla villa posta nella piazza.
[modifica] Storia
Rossano Veneto è una delle località interessate dalle vicende umane e storiche che si svolsero tra il XI secolo e il XIII secolo e dalle numerose proprietà che videro protagonisti i vari componenti della famiglia degli Ezzelini. Proprietà che furono certosinamente accertate, censite e documentate dopo la loro definitiva sconfitta avvenuta nel 1260. (...) Rossano, secondo lo storico Brentari, sorse verso l'anno 1050, quando la famosa figlia di Berengario, Ermiza, con il figlio Forzura, fondò nel territorio Bassanese una rocca sull'antico fundus Roxianus così detto da Roxius, cittadino e notabile romano che ne era stato proprietario. La famiglia di Ermiza si trasferì in seguito a Treviso, e diede a quella città illustri cittadini quali: Tisone, Vecello ed Enrico da Rossano, nominati nel codice Ezzeliniano del 1126. Il castello fu innalzato ove ora è la chiesa parrocchiale, intorno alla quale si conservano assai bene, e quasi per intero, le fosse che la circondavano. Rossano fu per molti anni legato alle sorti di Bassano e della potente famiglia degli Ezzelini,i quali vissero nel periodo storico dei Liberi Comuni. Costituitasi Vicenza a Repubblica, nel secolo XII, Bassano, che apparteneva ad Ezzelino I detto il Balbo, si unisce ad essa nell'anno 1175. Nel 1194, passa ad Ezzelino Il detto il Monaco che la consegna con il suo territorio ai Padovani in garanzia di una grossa somma, ma in seguito a nuove liti la riprende (1199) e la cede ad Alberico (1223). Nel 1240 Bassano passa ad Ezzelino III detto il Tiranno. Fu sospettoso, crudele, astutissimo ad ammassare denari, spogliatore di chiese, uccisore di preti, frati, religiosi: conferiva benefici come il Papa a chi voleva. Molte guerre si succedettero poi, intanto Verona, Padova, Treviso e Vicenza si costituivano Comuni indipendenti e riconoscevano solo l'Imperatore. Così successe a Bassano e l'esempio si estese alle ville; fra queste, Rossano che, pur dipendendo da Bassano, acquistò, verso il 1260, una certa autonomia che diverrà sempre maggiore. Frequenti contrasti ebbe Bassano anche con le altre ville del territorio: gli atti del Consiglio sono infatti costellati di liti per i confini fra le comunità, come quella scoppiata nel 1442 fra Bassano e Rossano e durata oltre un ventennio. Nelle campagne cominciò la coltivazione del gelso (moraro) e l'allevamento del baco da seta (cavaliere). Nonostante i contrasti sopraccitati i nobili e i conti del tempo incominciarono a chiedere suppliche alla Magistratura dei Beni Inculti della Serenissima Repubblica di Venezia per scavare canali, ottenere concessioni di acqua dal fiume Brenta, come forza motrice di filande, cartiere, molini e magli. Il 1700 tu il secolo delle riforme civili, delle scoperte e delle invenzioni nacquero le prime botteghe e le prime fabbriche. Anche Rossano ebbe i suoi opifici, mulini, cartiere, segherie e magli. Nel 1800 gli Austriaci furono sconfitti dai Francesi, che furono stanziati, oltre che a Bassano, a Rosà, Cassola e Rossano, Ma durante tale occupazione nei nostri territori vi furono anche saccheggi e distruzioni: proprio nel 1809 l'archivio parrocchiale e quello comunale di Rossano andarono distrutti. Dopo la sconfitta di Napoleone nel 1815, i nostri paesi rientrarono a far parte del regno Lombardo - Veneto. Nel 1817 la popolazione di Rossano fu colpita da una tremenda carestia accompagnata da tifo, e negli anni 1832 e 1836 dal terribile morbo del colera: il Capitello votivo alla Madonna della Salute ne è testimonianza. In seguito alla guerra di indipendenza, anche Rossano entrò a far parte del regno d'Italia e nel 1866 gli fu dato l'attributo di "Veneto" per distinguerlo dalla omonima cittadina calabra.
[modifica] Villa Caffo Navarrini
Il 18 marzo 1730, il nobile Bartolomeo Caffo, imprenditore della seta, entrò in possesso di un vasto appezzamento terriero (74 campi) da identificare con quella contrada, a nord della Chiesa, già del nobile Iseppo Bonfadini e poi di Zambattista Bortolazzi: una sorta di paradiso per Bartolomeo, uomo colto, amante delle lettere e delle lunghe e sagge conversazioni, al punto da far tributare alla villa, che di lì a poco verrà costruita, l’appellativo di “ dotta”. Tra il 1739 e l’anno successivo, Bartolomeo Caffo affidò all’architetto bassanese Giovanni Miazzi, seguace del Palladio, del Serlio e del Vignola, l’incarico di progettare e costruire la villa. Ne risultò una costruzione basata sulla lucida semplicità, sulla franchezza dei volumi e l’essenzialità dei corpi: all’attuale corpo centrale erano associate due barchesse aperte, quasi certamente utilizzate per l’attività di gelsibachicoltura in connessione con l’attività tessile del proprietario. La villa subì poi molti rimaneggiamenti, dei quali è possibile tracciare l’evoluzione in modo solo ipotetico fino al 1789, data nella quale sulle barchesse vennero innalzate le colombare e sul lato ovest del corpo centrale venne addossata una cappellina domestica. Nel 1792 Bartolomeo acquistò altri 23 campi, e fu costretto a migliorare la rete d’irrigazione: in una mappa facente parte del Catasto Napoleonico, e datata 18 settembre 1809, appare un laghetto artificiale, evidentemente scavato non appena accolta la richiesta d’uso irriguo della tenuta. A questa data, Bartolomeo era morto già da un anno. Tra il 1832 ed il 1855 vennero murate alcune finestre delle barchesse, allineate le colombare e alzate le coperture; sulla parte ovest fu aggiunto un profondo porticato, risultato dell’allungamento della falda spiovente a ponente della barchessa. A questo periodo probabilmente risalgono i monocromi che adornano le pareti della stanza subito a destra dell’entrata, in cui appaiono degli scorci paesaggistici, i dintorni campagnoli, le cascate dell’amata tenuta, il tutto con un contorno decorativo neoclassico. Verso la fine dell’ Ottocento, morto anche il figlio Niccolò, l’intera proprietà entrò in possesso del cavalier Francesco Navarrini, celebre cantante lirico, ricordato ancor oggi dal cancello d’entrata, nei cui due battenti campeggia al centro una cetra, simbolo di musica e canto. Durante le due guerre mondiali, l’edificio ospitò dapprima un ospedale, poi vari comandi militari, fra cui quello tedesco nel corso dell’ultima guerra. Nel secondo dopoguerra, la villa fu acquistata da Matteo Cecchele, passò poi agli eredi Rodighiero, all’Agricola Rossanese s.r.l. , a Miki Biasion, a Creme e Ganassin, e, finalmente, al Comune di Rossano Veneto, che l’acquistò i 26 luglio del 2001, con l’intento di farne la nuova sede della Biblioteca comunale e ricostituire quel polo culturale che le valse trecento anni fa l’appellativo di “dotta”.
[modifica] Il Duomo
Si ha notizia dell'Ecclesia de Roxano da quando la Pieve unitaria bassanese, comprendente il capoluogo ed il territorio annesso, intorno al secolo XII si frazionò determinando l'elezione a parrocchia anche della cappella di S. Maria di Rossano. La parrocchia fece parte della diocesi di Vicenza fino al 1° maggio 1818, quando il papa Pio VII la incorporò alla diocesi di Padova. La prima chiesa fu distrutta da un incendio nel 1719; subito ricostruita, venne consacrata nel 1746 e fu sottoposta ad ulteriori lavori di ampliamento nel 1908. Il magnifico interno contiene affreschi e numerose tele, che datano dal XVII secolo. In particolare, nel presbiterio si ammirano due grandi tele (L'adorazione dei pastori e L'adorazione dei Magi) del XVIII secolo; dello stesso secolo è pure la pala dell’Altare maggiore, che rappresenta la Natività della Beata Vergine Maria, alla quale è dedicata la chiesa e che si festeggia solennemente ogni anno l'8 settembre. La chiesa, divenuta arcipretale nel 1761, fu elevata alla dignità di Duomo nel 1981.
[modifica] Chiesa di San Lorenzo
L'esistenza della chiesa di S. Lorenzo, con cimitero adiacente, è documentata già nel XVI secolo. L'antico edificio, ormai fatiscente, venne ricostruito dopo la Seconda Guerra mondiale, in seguito ad un voto della popolazione. All'interno, oltre al venerato simulacro di Maria Bambina, patrona di Rossano, si possono ammirare opere dei pittori rossanesi Dante Bizzotto e Giovanni Luigi Bizzotto.
[modifica] Villa Comello
Monumento nazionale, fu costruita verso il 1650 dai signori Cortellotto, passò ai Ferrari nell 1770 ed infine ai nobili Comello nel 1795. L'avancorpo con la loggia ionica è affiancato da due ali ritmate da coppie di lesene, tra le quali si aprono finestre coronate da timpano alternativamente triangolare e curvilineo. I due lunghi corpi di fabbrica che inquadrano il prospetto furono aggiunti in età neoclassica. All'interno della Villa, dietro 6 la quale si estende uno stupendo parco con laghetto, si possono ammirare affreschi di Francesco Bagnari. Sul lato destro, l'oratorio del Nome di Maria e di S. Rocco, del XVIII secolo, con interessanti affreschi. Dal 1926 la Villa appartiene ai Padri Camilliani, che ne hanno fano un centro di spiritualità.
[modifica] Palazzo Sebellin ex Sede Municipale
Nel 1785 i fratelli Bernardo e Baldassarre Sebellin costruirono un palazzo (Palazzo Sebellin nell'attuale via Roma), per propria abitazione. Ed è di qualche anno più tardi la prima indicazione dell'impegno dei Sebellin nella vita e nello sviluppo economico di Rossano Veneto. Nel frattempo, le proprietà della famiglia si estendevano ulteriormente, in particolare nella zona retrostante il palazzo, sino all'acquisizione della vasta area che verrà destinata all'edificazione del Parco. Uno dei fratelli, Baldassarre, lascerà in dono ai Rossanesi, nel 1876, il Palazzo ex sede del Municipio. Alla fine dell'800 è il figlio di Luigi, Riccardo, a prendere in mano le sorti della famiglia e ad entrare in possesso delle proprietà rossanesi e vicentine. È lui che nel 1890 chiede di ricostruire a sue spese il marciapiede della Contrada Maggiore (l'attuale via Roma), è lui che nel 1899 richiede di collocare lungo le vie principali le condutture per l'elettricità, e poi la costruzione di strade, dei provvedimenti contro le frequenti epidemie, la costituzione dei pozzi con le igieniche pompe, insomma tutta una serie di riforme che dovevano condurre Rossano al passo con lo sviluppo tecnico, economico e sociale che si andava imponendo a cavallo tra i secoli. Il parco annesso al grande palazzo fu ideato e realizzato durante la seconda metà del XIX secolo, dopo che Riccardo Sebellin, figlio di Luigi, procedette all'accorpamento di tutti i terreni non ancora in suo possesso posti nell'area retrostante il palazzo stesso. Ecco quindi le grandi macchie di alberi sapientemente articolate: i viali tortuosi senza bordure e colline, grotte, laghetti artificiali, il tutto teso a simboleggiare una natura selvaggia e rustica, non contaminata dall'intervento dell'uomo. Alla fine dell'Ottocento, quando Riccardo Sebellin ha esteso la sua proprietà, il progetto di costruzione del parco comincia a realizzarsi. Questo documento viene confermato da mappe risalenti all'anno 1901, che ci mostrano già ben definiti i limiti del Parco e del laghetto, la riconoscibile sagoma della ormai costruita torre di gusto neogotico, che ispirerà probabilmente il nome della riformata via Torricella, il cui percorso passava proprio al centro dei terreni oggetto della trasformazione e la piccola fabbrica, sempre in stile neogotico, che più tardi verrà adibita a voliera, giusto nel mezzo dell'estensione del parco.
[modifica] Personalità legate a Rossano Veneto
- Mario Venzo, gesuita e pittore
- Ottone Brentari, geografo e storico del XX secolo
[modifica] Economia
[modifica] Industria
Il Comune di Rossano Veneto fa parte del comprensorio amministrativo di Bassano ed anche della medesima area industrializzata. Infatti, oltre alla tradizionale attività agricola che è sempre stata basilare per l'economia locale, l'iniziativa industriale sta man mano rafforzandosi potendo contare attualmente su quasi 900 aziende fra quelle artigiane e industriali di piccole e medie dimensioni. Nel 1971 viene fondata a Rossano Veneto la OZ Spa, azienda italiana leader nella produzione di cerchi in lega leggera per automobili e motocicli
[modifica] Aziende di livello nazionale
[modifica] Agricoltura
I principali prodotti dell'agricoltura sono i cereali, l'uva e quelli derivati dagli allevamenti del bestiame.
[modifica] Sport
- Il 18 maggio 2005 la 10^ tappa del Giro d'Italia 2005 si è conclusa a Rossano Veneto con la vittoria dell'australiano Robbie McEwen.
- Attualmente l'U.S.Rossano 2004 milita nella categoria Eccellenza.
- Sport molto diffuso è l'atletica leggera, grazie all'associazione N.E.VI.(con campioni d'italia Trevisan Elisa, Baggio Claudia, Marcon Alessandro, Baggio Mauro)
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Gilberto Trevisan (lista civica Progetto Rossano Trevisan) dal 15/04/2008 (2º mandato)
Centralino del comune: 0424 547111
Posta elettronica: info@comune.rossanoveneto.it
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Variazioni
La denominazione del comune fino al 1867 era Rossano. [2]
[modifica] Note
- ^ Fonte: ISTAT - Bilancio demografico al 01/01/2008 [1].
- ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3



