Montorso Vicentino

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Montorso Vicentino
comune
Montorso Vicentino – Stemma Montorso Vicentino – Bandiera
Vista su Montorso dal centro storico di Brendola
Vista su Montorso dal centro storico di Brendola
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Vicenza-Stemma.png Vicenza
Amministrazione
Sindaco Diego Zaffari (centrosinistra) dal 14/06/2004
Territorio
Coordinate 45°29′00″N 11°22′00″E / 45.483333°N 11.366667°E45.483333; 11.366667 (Montorso Vicentino)Coordinate: 45°29′00″N 11°22′00″E / 45.483333°N 11.366667°E45.483333; 11.366667 (Montorso Vicentino)
Altitudine 118 m s.l.m.
Superficie 9,25 km²
Abitanti 3 227[1] (31-12-2011)
Densità 348,86 ab./km²
Frazioni Ponte Cocco
Comuni confinanti Arzignano, Montebello Vicentino, Montecchio Maggiore, Roncà (VR), Zermeghedo
Altre informazioni
Cod. postale 36050
Prefisso 0444
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 024068
Cod. catastale F696
Targa VI
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 422 GG[2]
Nome abitanti montorsani
Patrono san Biagio
Giorno festivo 3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montorso Vicentino
Posizione del comune di Montorso Vicentino all'interno della provincia di Vicenza
Posizione del comune di Montorso Vicentino all'interno della provincia di Vicenza
Sito istituzionale

Montorso Vicentino (Montorso in veneto) è un comune italiano di 3.227 abitanti[3] della provincia di Vicenza.

Centro della Valle del Chiampo, ha vissuto in pieno l'evolversi economico che ha interessato la zona a partire dagli anni sessanta.

Il paese si presenta raccolto tra le colline Fratta e Grime.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Panorama di Montorso Vicentino

Nel Duecento il nome era "Montursium" e nel Trecento Montursio. Deriva probabilmente dal nome proprio romano Ursio o Urso. Montorso si formò nel XI secolo intorno al castello sul colle Fratta, che Ezzelino da Romano assediò nel 1236 e rase al suolo nel 1241. Il paese passò nel 1266 ai Padovani, che ne ricostruirono il castello, e nel 1311 agli Scaligeri, che lo distrussero. Seguì poi le sorti di Vicenza.

Luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa di San Biagio, opera dell'architetto Luigi De Boni risalente al 1854, in stile neoromanico.
  • Chiesetta di San Marcello (XV-XVI secolo), situata nella località di Bellimadore.
  • Torre medievale sul colle Fratta, risalente al periodo scaligero (XIV secolo), oggi sola testimonianza della vecchia parrocchiale.
  • Villa Da Porto Barbaran (rinnovata nel 1750), identificata come la sua villa di Montorso dove Luigi Da Porto scrisse la sua Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti, pubblicata nel 1530, che narra per la prima volta la storia di Romeo e Giulietta.
  • Villa Visentin-Sacchiero, ex casa canonica, rinnovata nella seconda metà del Cinquecento, con scaletta esterna e formella in terracotta dipinta di origine gotica raffigurante il Cristo.

Persone legate a Montorso Vicentino[modifica | modifica sorgente]

  • Guido Guarda (1922-1991), giornalista, scrittore, vaticanista, patavino di origine, ma vicentino di adozione, è vissuto a Montorso (paese di origine della moglie Adele Lucato) dai primi anni Ottanta fino alla morte. A metà degli anni Cinquanta (per una ventina d'anni) ha lavorato per la Rai come autore di programmi per ragazzi (tra i programmi di grande successo va ricordato "Chissà chi lo sa?" con Febo Conti); tra le sue collaborazioni anche: TSI, Televisione della Svizzera Italiana, Corriere della Sera, L'Osservatore Romano, L'Informazione, Il Gazzettino, Il Giornale di Vicenza, La Voce dei Berici. Ha lavorato per il cinema e in primis per il Festival del Cinema di Venezia. Ricercatore ed autore di numerosi libri, nel 1985, quinto centenario della nascita di Luigi Da Porto (1485-1985), ha scritto il volume di storia "Montorso mio dolce e ameno". Dello stesso autore, negli anni "montorsani", vanno ricordate le pubblicazioni: "Infelice storia di Luigi Da Porto e gli enigmi della villa di Montorso" (1983), "Goethe a Montorso..." (1988) e "La lunga storia di Giulietta" - opera postuma - (1997).
  • Candido Lucato, musicista e insegnante per oltre 40 anni, e prolifico autore di opere che raccontano la Provincia Vicentina prima della sua trasformazione industriale, è nato a Montorso nel 1930. Ha all'attivo tredici pubblicazioni: "Storia mirabile di Arzignano con la valle del Chiampo", metastoria (1992), "Tra le nuvole" - raccolta di poesie -, ([1996)), "Un tuffo al cuore", racconti (1998), "Tra Grime e Fratta in legger pendio", metastoria (1998), "Nani Mave", romanzo (2000), "La murétta del fornaro", racconti (2002), "C'era una volta Piazza Colle", racconti (2003), "Notturno in villa", romanzo (2005), "Moro Mincio e compagnia bella", racconti (2006), "Le mani e il cuore", antologico (2008), "Io Diana e il mago Salamini", racconti (2010), "Nebulosa di Orione" - raccolta di poesie - (2010), "Nani Mave" - ristampa - (2010), "La guerra di Momi Scùtari - Le campagne di Grecia e di Russia nei ricordi di un alpino della Julia -", romanzo (2012), "La porta oscura", romanzo (2013) . Con Francesco Mezzaro ha pubblicato i volumi storico-fotografici "Caro vecio paese mio" (2001), "Poesia di Montorso" (2001) e "Montorso amore mio" (2013). Appassionato della musica e del canto popolare, Candido Lucato ha diretto per 25 anni il Coro El Vajo di Chiampo. Numerose le sue composizioni, che raccontano storie legate alla sua valle, raccolte in due spartiti e numerosi CD.
  • Luigi da Porto, poeta, scrittore delle "Lettere storiche", capitano della Serenissima, autore della "Historia nuovamente ritrovata di due nobili amanti", da cui William Shakespeare ha tratto ispirazione per la sua opera più famosa Romeo e Giulietta. Agli occhi di Luigi Da Porto, Montorso era importante; ci visse pressoché di continuo una dozzina d'anni, un lungo periodo che coincise con l'ultima parte della sua breve vita (1485-1529). A Montorso dedicò anche un sonetto: "Io nel Montorso mio dolce et ameno vivo tra gente boschereccia e rude e drizzo il cor quando posso a virtude disgombrando viltà vuor dal mio seno".

Avvenimenti[modifica | modifica sorgente]

  • La settimana delle "composte di Montorso" e del torello allo spiedo (ogni anno a gennaio)
  • Festa patronale di S. Biagio (3 febbraio)
  • Cucina e calici in piazza Malenza (fine agosto)
  • Sagra del Rosario (prima domenica di ottobre)
  • Mercatino di Natale in piazza Malenza (dicembre)

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Fonte: ISTAT - Bilancio demografico al 28/02/2007 [1].
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Francesco Mezzaro e Candido Lucato. Caro vecio paese mio. Montorso e la sua gente tra fine '800 e anni Settanta. Editrice Veneta. 2001.
  • Francesco Mezzaro e Candido Lucato. Montorso amore mio. Immagini e personaggi di casa nostra tra passato e presente (545 fotografie per raccontare un paese). Franz Miliari Editore. 2013.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]