Gino Soldà

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Gino Soldà, nome di battaglia "Paolo" (Valdagno, 8 marzo 1907Recoaro Terme, 8 novembre 1989), è stato un alpinista, partigiano, imprenditore, guida alpina e maestro di sci italiano. Viene ricordato anche per aver preso parte alla spedizione italiana della conquista del K2 nel 1954. Messner, che realizzò negli anni '60 la prima solitaria della via di Soldà sul Sassolungo, espresse ammirazione per l'impresa di Soldà di trent'anni prima.[1]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gli Inizi[modifica | modifica sorgente]

Gino Duilio Soldà, secondogenito di sei figli nati dall'unione di Leone Soldà (di professione guardia municipale) e Maria Zarantonello (ostetrica e levatrice), nasce a Valdagno ma ben presto la famiglia si trasferisce a Recoaro Terme, ai piedi delle Piccole Dolomiti. Rimasto orfano di padre a soli 12 anni, subito manifesta la passione per la montagna e, grazie ad un fisico atletico e possente, inizia a sciare e a scalare ancor prima di compiere i 18 anni (a 17 anni scala in prima invernale solitaria la parete est del Baffelan, a 21 vince il Campionato di fondo della Divisione Alpina). Dopo il servizio di leva, nel 1928 diviene guida alpina e prende in gestione con il fratello Aldo l'allora rifugio "De Pretto" al passo Campogrosso[2], ed inizia a mettersi in luce per le sue prime aperture di vie di roccia nella zona (Sisilla, pilastro nord-est del Baffelan, Dito di Dio).

Gli anni Trenta[modifica | modifica sorgente]

L'ascesa dell'alpinista Soldà avviene sicuramente nel decennio precedente la seconda guerra mondiale, dove le sue doti polivalenti ed il suo carattere di apertura verso il mondo gli fanno conquistare la fama di alpinista completo e tra i più forti in Italia contribuendo ad innalzare le difficoltà fino al VI grado sia sulle montagne di casa che su tutte le Dolomiti[3]. Accanto all'assidua apertura di nuovi itinerari coltiva anche un'ottima tecnica nello sci da discesa, nello sci di fondo e pure nel salto con gli sci, tanto che viene chiamato a partecipare alle Olimpiadi invernali di Lake Placid del 1932 come fondista, portando a casa il miglior piazzamento di un italiano a quei giochi olimpici[4]. Da quell'esperienza Gino divenne prima maestro di sci e poi anche imprenditore, fondando nel 1934 un laboratorio di studio e produzione di scioline (Scioline Soldà), tuttora attivo e gestito ancora dalla famiglia. Nel 1936 gli viene conferita la medaglia d'oro al valor atletico da Benito Mussolini per le sue imprese sul Sassolungo e sulla Marmolada. Nel 1938 sposa Lena Trevisan, dalla cui unione nasceranno la figlia Evi ed il figlio Manlio. Delle sue prime ascensioni di quel periodo ricordiamo in particolare:

  • Diretta alla parete sud della Sisilla con F.Bertoldi nel 1932 (prima via di VI grado sulle Piccole Dolomiti).
  • Diretta alla punta Sibèle con R.Carlesso nel 1933 (Piccole Dolomiti).
  • Parete sud-est del Dente del Sassolungo con Bertoldi nel 1934.
  • Parete sud-ovest dell'Ortles con Pirovano nel 1934.
  • Parere nord-est del Dito di Dio con il fratello Italo e L.Dal Lago nel 1935.
  • 1° Torre del Sassopiatto con Bertoldi nel 1936
  • Campanile Nord del Sassolungo con Bertoldi nel 1936.
  • Parete sud-ovest della Marmolada con U.Conforto nel 1936, battendo sul tempo Castiglioni e Detassis.
  • Spigolo sud della Torre di Babele nel gruppo del Civetta con il fratello Italo nel 1937.

Nella Resistenza[modifica | modifica sorgente]

Durante la seconda guerra mondiale inizialmente continua a praticare l'attività di guida alpina presso il rifugio Locatelli alle Tre Cime di Lavaredo, collezionando importanti prime ripetizioni su roccia e piazzamenti nei campionati di sci, ma dopo l' 8 settembre torna a Recoaro e partecipa alla lotta di liberazione partigiana. Entrato in clandestinità, aiuta Rinaldo Arnaldi e Torquato Fraccon nel compito di espatriare ebrei ricercati in Svizzera, e con il supporto di Fraccon fonda il battaglione "Tordo Valdagno", con il quale attacca la Legione Tagliamento a San Vito di Leguzzano. L'8 gennaio 1944 insieme a Mary Arnaldi, sorella di Rinaldo Arnaldi, conduce in salvo in Svizzera due fuggitivi alleati, il tenente inglese James Arthur Riccomini (che poi entrerà del 2nd SAS britannico e morirà durante Operazione Tombola ad Albinea (RE) il 27 marzo 1945) ed il capitano australiano Harold Peterson ed il partigiano italiano Alberto Zanchi. L'episodio di questa incredibile fuga da Vicenza alla Svizzera e la storia di Riccomini, Peterson, Mary Arnaldi e Soldà è narrata nel libro romanzo storico "Il bracciale di sterline" di Matteo Incerti e Valentina Ruozi (Aliberti 2011).

Dopoguerra[modifica | modifica sorgente]

Dopo la fine della guerra, Gino torna alla sua attività di guida al Passo Sella, ed in questo periodo continua ad inanellare prime ripetizioni ed aprire nuovi itinerari in cordata con nomi illustri del panorama alpinistico mondiale del calibro di Giusto Gervasutti, Gaston Rébuffat, lo scoiattolo Ugo Pompanin. A testimonianza del carattere molto aperto e del poliglottismo di Gino, nonostante la sua estrazione paesana, in questo periodo conosce il medico statunitense Hans Kraus, ortopedico del futuro presidente John Fitzgerald Kennedy, con il quale instaura un'amicizia profonda fino agli ultimi anni di vita. Nel 1954 viene chiamato da Ardito Desio a far parte della spedizione italiana sul K2: con i suoi 47 anni è il più anziano fra gli alpinisti del gruppo e grazie alle sue doti atletiche ma anche caratteriali e di conoscenza della lingua inglese viene nominato da Desio caposquadra[5]. Il 26 luglio 1954 raggiunge i 7100 metri del campo 7 sulla Piramide Nera.

Gli ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

Dopo la vittoriosa spedizione al K2, Gino continua ad arrampicare e ad aprire nuovi itinerari sui monti di casa e sulle Dolomiti. Nel 1960 diventa attore protagonista, insieme a Wulf Sheffler, del film "Una cordata europea - Direttissima", documentario sull'apertura della via italo-svizzera sulla parete Nord della Cima Ovest di Lavaredo, del regista ed alpinista bavarese Lothar Brandler. Il film vince il premio "Mario Bello" del C.A.I. al Trento Film Festival del 1960[6]. Nel 1963 apre con il suo amico Hans Kraus una via sulla Torre dell'Emmele, Monte Cornetto, ultima via di VI grado aperta da Gino, e la chiamano JFK dedicandola al compianto presidente americano. Dal 1965 viene nominato capostazione della stazione di Recoaro-Valdagno del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino[7] - , da lui stesso fondata nel 1954[8] e si dedica con passione e dovizia a questa attività fino all'età di 81 anni. Nel 1967 smette la professione di guida alpina e viene nominato guida alpina emerita. Continua a praticare anche lo sport dello sci e vince per tre volte consecutive il campionato mondiale di Slalom Gigante - categoria over 70, nel 1980, 1981 e 1982.

Gino continuò ad arrampicare fino a tarda età e fece la sua ultima scalata all'età di 78 anni con il figlio Manlio e la nipote Giorgia, sul suo amato Baffelan. Muore a Recoaro all'età di 82 anni l' 8 novembre 1989.

Sono a lui dedicati una struttura polifunzionale presso il rifugio alpino al Passo di Campogrosso, sulle Prealpi vicentine e un monumento nella sua città natale, nonché viene ricordato anche da varie sezioni locali del C.A.I. ed a lui è stata intitolata la sezione del C.A.I. di Recoaro Terme[9] e la scuola di montagna delle sezioni del C.A.I. di Valdagno, Recoaro Terme e Arzignano[10], oltre al palazzetto dello sport di Valdagno.

Salite sulle Dolomiti[modifica | modifica sorgente]

Nel seguente elenco sono riportate alcune delle salite più significative di Gino Soldà sulle Dolomiti.

  • Via Soldà - Baffelan - 7 agosto 1928 - Prima salita con Aldo Soldà e Franco Bertoldi, 250 m/V-[11]
  • Via Soldà - Piccole Dolomiti/Guglia Negrin - 1933 - Prima salita, 320 m/VI[12]
  • Diretta Soldà-Carlesso - Piccole Dolomiti/Punta Sibele - 3 settembre 1933 - Prima salita con Raffaele Carlesso e Maria Luisa Orsini, parete est, 300 m/VII-[13]
  • Via Soldà-Conforto - Punta Penia - 1936 - Prima salita con Umberto Conforto, 550 m/VI,A1[14]
  • Via Cassin-Ratti - Cima Ovest di Lavaredo - agosto 1936 - Terza salita con Raffaele Carlesso[15]
  • Via Soldà-Bertoldi - Sassolungo - 25 agosto 1936 - Prima salita con Franco Bertoldi, parete nord, 1050 m/VI[16]
  • Via Soldà - Monte Civetta/Torre di Babele - 27 luglio 1937 - Prima salita con Italo Soldà, 300 m/V+[17]
  • Via Soldà - Gruppo del Sella/Piz Ciavazes - 1947 - Prima salita con Guido Pagani, 600 m/VII-,A1[18]
  • Via Soldà - Moiazza/Pala delle Masenade - 1959 - Prima salita con Hans Kraus, 300 m/VI[19]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'oro al valore atletico - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valore atletico
— Roma, 1936[20]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ paretiverticali.it, Reinhold Messner
  2. ^ "Gino Soldà e il suo Tempo" - Cierre edizioni
  3. ^ "Dolomiti e Calcari del Nord Est" A.Gogna - CDA Vivalda
  4. ^ "Sulle vie di Gino" L.Centomo, R.Peserico - C.A.I. Sezioni di Valdagno & Recoaro Terme
  5. ^ "Sulle vie di Gino" L.Centomo, R.Peserico - C.A.I. sezioni di Valdagno & Recoaro Terme
  6. ^ Gino Soldà e il suo tempo" - Cierre Edizioni
  7. ^ Sito ufficiale del CNSAS
  8. ^ http://www.laraste.it/notizie/gino-solda.html profilo di Gino Soldà
  9. ^ sito del CAI sezione di Recoaro Terme
  10. ^ Pagina web Scuola di montagna Gino Soldà
  11. ^ Monte Baffelan – Soldà, rampegoni.it. URL consultato il 30 dicembre 2011.
  12. ^ Guglia Negrin - Via Soldà, planetmountain.com, 25 luglio 2010. URL consultato il 30 dicembre 2011.
  13. ^ Punta Sibele - Via Diretta per parete est, paretiverticali.it. URL consultato il 30 dicembre 2011.
  14. ^ Soldà - Conforto, Marmolada Punta Penia, planetmountain.com. URL consultato il 30 dicembre 2011.
  15. ^ Cima Ovest di Lavaredo (2973 m), Parete nord, Via Cassin-Ratti, intotherocks, 25 maggio 2007. URL consultato il 30 dicembre 2011.
  16. ^ Sassolungo 3181 m. Parete Nord - Via Soldà-Bertoldi, ramellasergio.it. URL consultato il 30 dicembre 2011.
  17. ^ Torre di Babele via Soldà, gulliver.it. URL consultato il 30 dicembre 2011.
  18. ^ Piz Ciavazes, summitpost.org, 17 dicembre 2008. URL consultato il 30 dicembre 2011.
  19. ^ Soldà, Pala delle Masenade, Moiazza, Dolomiti, planetmountain.com. URL consultato il 30 dicembre 2011.
  20. ^ Associazione Medaglie d'oro al Valor atletico - Gino Soldà

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gino Soldà e il suo tempo, Cierre Edizioni, 2008, ISBN 8883144732, 152pag
  • Sulle vie di Gino, Luigi Centomo & Redento Peserico, C.A.I. Sezioni di Valdagno & Recoaro Terme, 2008, 119pag
  • Il bracciale di sterline, Matteo Incerti e Valentina Ruozi (Aliberti 2011, pg. 352)

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • [1]Sito ufficiale medagliere d'oro del CONI - scheda Gino Soldà
  • [2]Cai Valdagno - Centenario della nascita - visto 21 febbraio 2009
  • [3]Luca Valente - presentazione libro "Gino Soldà e il suo tempo" visto 21 febbraio 2009
  • [4]Scioline Soldà - sito ufficiale