Gaston Rébuffat

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Gaston Rébuffat (Marsiglia, 7 maggio 1921Parigi, 31 maggio 1985) è stato un alpinista e guida alpina francese.

È stato uno dei più forti alpinisti francesi degli anni '40 e '50, con diverse prime salite e molte ripetizioni delle vie più difficili dell'epoca. La sua via del 1956 sulla parete sud dell'Aiguille du Midi, allora inviolata, è divenuta una via classica.

È stato il primo alpinista a completare la trilogia delle pareti nord delle Alpi e a salire tutte e sei le classiche pareti nord delle Alpi, tra il 1945 (Grandes Jorasses) e il 1952 (Eiger).

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Inizia ad arrampicare a 14 anni nelle falesie vicino a casa, presso le Calanques e alla montagna di Sainte Victoire. D'estate compie le prime ascensioni sul massiccio degli Écrins e sul Monte Bianco. Nel 1941 entra nella Jeunesse et Montagne, una associazione nata dalla Armée de l'air, l'aeronautica militare francese. Qui conosce Lionel Terray che diverrà suo compagno in molte scalate. Nel 1942 diviene guida alpina e nel 1945 entra a far parte della Compagnie des guides de Chamonix.

Nel 1945, insieme a Édouard Frendo, compie la seconda salita della via Cassin sulla parete nord delle Grandes Jorasses. Ad essa seguiranno le altre cinque classiche pareti nord delle Alpi, che si concluderanno con l'Eiger nel 1952.

Sulla salita delle sei pareti nord e su altre arrampicate realizza nel 1955 il film documentario Étoiles et Tempêtes, in italiano Stelle e Tempeste. Il film vince il Trento Filmfestival del 1955.[1]

Nel 1950 prende parte alla spedizione francese all'Annapurna, la prima spedizione a raggiungere la vetta di un ottomila. Ne fanno parte gli alpinisti Maurice Herzog, Jean Couzy, Marcel Schatz, Louis Lachenal e Lionel Terray. Herzog e Lachenal raggiungono la vetta il 3 giugno.

È stato un apprezzato scrittore di libri di montagna, come le guide sui massicci del Monte Bianco e degli Écrins e i racconti delle sue imprese.

Sono celebri inoltre alcune sue foto che lo ritraggono in piedi in cima ad aguzzi pinnacoli nel massiccio del Monte Bianco, come sulle Lame di Planpraz (copertina di Il massiccio del Monte Bianco - Le 100 più belle ascensioni) e sulla Aiguille de Roc.

È morto di malattia nel 1985 a Parigi, a 64 anni.

Salite sulle Alpi[modifica | modifica sorgente]

A destra nella foto, la parete sud dell'Aiguille du Midi, salita per la prima volta da Rébuffat e Bacquet nel 1956.
  • Cresta sud-ovest integrale - Aiguille des Pélerins - 10 ottobre 1943 - Prima salita con Édouard Frendo e Lionel Terray.[2]
  • Via Rébuffat - Pavé - 1944 - Prima salita con Maurice Chevalier.[3]
  • Via Rébuffat - 26 luglio 1944 - Grand Pic de Belledonne - Prima salita con Maurice Chevalier.[4]
  • Via Rébuffat-Terray - Aiguille des Pélerins - 10 agosto 1944 - Prima salita con Lionel Terray.[5]
  • Via Cassin - Grandes Jorasses - 1945 - Seconda salita con Édouard Frendo della via di Riccardo Cassin del 1938.
  • Via Allain-Leininger - Petit Dru - 1946 - Salita con René Mallieux.
  • Via Cassin - Pizzo Badile - 1948 - Seconda salita con Bernard Pierre.
  • Via Schmid - Cervino - 1949 - Quinta salita e prima francese con Raymond Simond.
  • Via Comici-Dimai - Cima Grande di Lavaredo - 1949 - Salita con Gino Soldà della via di Emilio Comici del 1931.
  • Via Heckmair - Eiger - 1952 - Ottava salita con Paul Habran, Guido Magnone, Pierre Leroux et Jean Bruneau.
  • Via Rébuffat - Aiguille du Midi - 13 luglio 1956 - Prima salita con Maurice Bacquet. Prima via sull'allora inviolata parete sud.[6]
  • Via Rébuffat - Sperone dei Cosmiques - 13 agosto 1956 - Prima salita con Bernard Pierre.[7]
  • Goulotte Rébuffat - Tour Ronde - 31 luglio 1967 - Prima salita con Robert Mazars.[8]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

  • Flammes de Pierres - 1953
  • Étoiles et Tempêtes - 1955 - Regia di Gaston Rébuffat e fotografia di Georges Tairraz - 90'
  • Entre terre et ciel - 1961 - Realizzato da Gaston Rébuffat et Pierre Tairraz - 90'
  • Les horizons gagnés - 1974 - Regia di Gaston Rébuffat - 90'

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Hall of fame, trentofestival.it. URL consultato il 3 luglio 2012.
  2. ^ Labande, op. cit., p. 174
  3. ^ (FR) Le Pavé: Face S - Voie Rébuffat, camptocamp.org. URL consultato il 3 luglio 2012.
  4. ^ (FR) Grand Pic de Belledonne: Voie Rébuffat, camptocamp.org. URL consultato il 3 luglio 2012.
  5. ^ Damilano, op. cit., p. 67
  6. ^ Labande, op. cit., p. 143
  7. ^ Labande, op. cit., p. 147
  8. ^ Damilano, op. cit., p. 171

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gaston Rébuffat, Tra la terra e il cielo, Bietti, 1965.
  • Gaston Rébuffat, Cervino, cima esemplare, Hachette, 1965.
  • Gaston Rébuffat, Ghiaccio, neve e roccia, Hachette, 1970.
  • Gaston Rébuffat, Il massiccio del Monte Bianco - Le 100 più belle ascensioni, Zanichelli, 1974.
  • Gaston Rébuffat, Gli orizzonti conquistati, Zanichelli, 1976.
  • Gaston Rébuffat, Il massiccio dell'Alto Delfinato - Le 100 più belle ascensioni ed escursioni, Zanichelli, 1978.
  • Gaston Rébuffat, Stelle e tempeste, Zanichelli, 1981.
  • Rivista della Montagna - N.60 gennaio 1984, pp. 4-9 - "La grande mistificazione", testo di Gaston Rébuffat, traduzione di Enrico Camanni
  • Gaston Rébuffat, La montagna è il mio mondo, Vivalda, 1996, ISBN 978-8878081239
  • François Labande, Monte Bianco Vol. 1 Guida Vallot, Edizioni Mediterranee, 1988, ISBN 88-272-0239-0.
  • (FR) François Damilano, Neige, glace et mixte - Tome 2, JMEditions, 2006, ISBN 978-2-9521881-3-5.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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