Cervino
| Cervino | |
|---|---|
| Il Cervino (pareti est e nord) e, a destra, la Dent d'Hérens | |
| Paesi | |
| Regione | |
| Altezza | 4.478 m s.l.m. |
| Catena | Alpi |
| Coordinate | 45°58′35″N 7°39′30″E / 45.976389°N 7.658333°E |
| Altri nomi e significati | Matterhorn (tedesco) Mont Cervin (francese) |
| Data prima ascensione | 14 luglio 1865 |
| Autore/i prima ascensione | Edward Whymper, Lord Francis Douglas, Charles Hudson, Douglas Robert Hadow con le guide Michel Croz e Peter Taugwalder padre e figlio |
| Mappa di localizzazione | |
| Dati SOIUSA | |
| Grande Parte | Alpi Occidentali |
| Grande Settore | Alpi Nord-occidentali |
| Sezione | Alpi Pennine |
| Sottosezione | Alpi del Weisshorn e del Cervino |
| Supergruppo | Catena Bouquetins-Cervino |
| Gruppo | Gruppo Dents d'Hérens-Cervino |
| Sottogruppo | Sottogruppo del Cervino |
| Codice | I/B-9.II-A.2.b |
Coordinate: 45°58′35″N 7°39′30″E / 45.976389°N 7.658333°E Il Cervino (in francese, Cervin; in tedesco, Matterhorn) è una montagna delle Alpi alta m. 4.478 s.l.m.
È situato nelle Alpi Centrali, sullo spartiacque tra l'Italia e la Svizzera, lungo la catena delle Alpi Pennine dalla quale si erge isolato dal resto delle altre vette, sovrastando i paesi di Breuil-Cervinia in Italia e di Zermatt in Svizzera.
È caratterizzato dalla particolare forma piramidale molto pronunciata.
Indice |
[modifica] Toponimo
Il toponimo in italiano deriva dal francese "Cervin", che deriva dal latino "Mons silvanus", cioè Monte boscoso.
In effetti, nei secoli passati, in ragione del clima più mite che rendeva tra l'altro possibile la traversata dei colli alpini durante la maggior parte dell'anno, questo monte era ricoperto da foreste. Questo "Optimus" climatico fu la ragione dell'importanza della Valle d'Aosta in epoca romana e della fondazione di Augusta Prætoria Salassorum (l'odierna Aosta). Seguendo il processo di corruzione della voce latina, da "Silvanus" si è arrivati a "Servin" (pron. "servèn"), in francese. Horace-Bénédict de Saussure, che fu tra i primi cartografi del Regno di Sardegna, però, sbagliò nella trascrizione, registrando il toponimo "Cervin", che in francese si pronuncia allo stesso modo[1]. Il toponimo italiano è derivato di conseguenza, sottolineando un errato riferimento al cervo.
In Valtournenche, il Cervino è chiamato in patois valtournain semplicemente "Gran Becca", cioè "grande montagna".
Il toponimo in tedesco, "Matterhorn", deriva da "Matt", che nel tedesco alemanno e in svizzero tedesco indica un prato (cfr. anche il dialetto titsch di Gressoney-Saint-Jean, "Wisso Mattò" = ted. "Weissmatten" = it. "prati bianchi"); e da "Horn", cioè "corno", come viene chiamata la maggior parte delle vette del Vallese e della Valle del Lys (in francese, Tête; in italiano, Corno). Di conseguenza, la Mattertal è la "valle dei prati", e Zermatt è "il prato" ("Zer" è l'articolo determinativo maschile in lingua walser).
[modifica] Caratteristiche
Presenta quattro pareti principali orientate secondo i punti cardinali: la parete nord guarda Zermatt in Svizzera, la parete est guarda il ghiacciaio del Gorner, la parete sud sovrasta Breuil-Cervinia in Italia e la parete ovest è rivolta verso la Dent d'Hérens. Queste pareti sono delimitate da altrettante creste: la cresta sud-ovest detta Cresta del Leone; la cresta nord-ovest detta Cresta di Zmutt; la cresta nord-est detta Cresta dell'Hörnli e la cresta sud-est detta Cresta di Furggen.
La vetta è costituita da due cime distinte collegate da un sottile filo di cresta. La cima più alta viene chiamata Cima svizzera; quella più bassa (di soli due metri) Cima italiana. La frontiera italo-svizzera segue invece la cresta stessa, coincidente con la linea di displuvio, come sancito dalla Convenzione del 24 luglio 1941 tra la Confederazione Svizzera e il Regno d'Italia.[2]
Tale convenzione sancisce il principio della linea di displuvio come confine naturale e indica in maniera specifica in quali tratti si abbandona tale criterio. Il Cervino non ne fa parte.
Le due cime sono quindi condivise tra i due stati.
[modifica] Geologia
La parte inferiore del Cervino è costituita da Gabbro, mentre la parte centrale è costituita prevalentemente da ortogneiss, una roccia metamorfica di alto grado formatasi per via della collisione fra placche provenienti dall'Europa e dall'Africa. Questa collisione, avvenuta probabilmente intorno a 100 milioni di anni fa, ha sollevato la catena montuosa delle Alpi, formando numerose vette. La particolare forma del Cervino è stata successivamente provocata dall'erosione: 4 circhi glaciali si sono formati lasciando un picco piramidale al centro. Altri esempi di questa evoluzione geologica sono l'Ama Dablam, nelle Himalaya o il Cimon della Pala, nelle Dolomiti. La cresta è formata da scisti cristallini.
[modifica] Storia alpinistica
[modifica] Primi tentativi
Per lungo tempo il Cervino era considerato inviolabile per l'arditezza delle sue pareti. Nel 1800 molti alpinisti si avvicinarono alla montagna senza riuscire a vincerla.
I primi tentativi registrati risalgono agli anni 1858-1859. L'abate Amé Gorret, accompagnato da diverse guide di Valtournenche (Jean-Antoine Carrel, Jean-Jacques Carrel, Victor Carrel, Gabriel Maquignaz) effettuò diversi tentativi dal versante italiano, arrivando ad un'altezza massima di circa 3.850 m (12.650 piedi).[3]
Il 1860 vide due tentativi: in luglio, tre alpinisti britannici (Alfred, Charles e Sandbach Parker), senza guide, tentarono la salita dal versante di Zermatt, fermandosi ad una quota stimata di circa 3.500 m; in agosto, Hakwins e Tyndall, accompagnati dalle guide J.J. Bennen e Jean-Jacques Carrel, salirono dal versante italiano, fermandosi a circa 3.900 m.[3][4]
Nel 1861 ci furono tre tentativi. A luglio, vi fu un nuovo tentativo dei Parker, che si fermarono a quota 3.570 circa; il 29 agosto, Jean-Antoine e Jean-Jacques Carrel effettuarono un tentativo dalla "cresta del Gallo", sul versante italiano, fermandosi poco sopra i 4.000 m; ed il 29 e 30 agosto il primo tentativo da parte di Edward Whymper, accompagnato da una guida dell'Oberland: salendo dal versante italiano, per quella che in seguito diventò la via normale italiana, arrivò ad un'altezza di circa 3.850 m.[3][5]
Il 1862 si aprì con un tentativo invernale, in gennaio, effettuato da T.S. Kennedy; salito dal versante svizzero, Kennedy si fermò a circa 3.300 m di quota.[3][6]
Nell'estate del medesimo anno, Whymper, effettuò ben cinque tentativi, tutti a luglio. Nei primi due tentativi fu accompagnato da R.J.S. Macdonald, mentre negli altri tre fu solo con le guide, ed addirittura il terzo tentativo fu effettuato in solitaria. Le guide che accompagnarono questi tentativi furono: Johann zum Taugwalder e Johann Kronig (primo tentativo), Jean-Antoine Carrel (secondo e quarto tentativo), Pession (secondo tentativo), Luc Meynet (quarto e quinto tentativo). In tutti e cinque i casi, gli alpinisti salirono dal versante italiano; la massima quota raggiunta fu di 4.100 m nel quinto tentativo. Pochi giorni dopo questo tentativo, ve ne fu un altro da parte di John Tyndall, accompagnato dalle guide J.J. Bennen ed Anton Walter, e da Jean-Antoine e César Carrel in funzione di portatori.[3][7]
Nel 1863 vi fu un solo tentativo, da parte di Whymper, che con Jean-Antoine e César Carrel, Luc Meynet e due portatori salì dal versante italiano fino ad una quota di 4.050 m circa.[3][8]
Il 1864 passò senza ulteriori tentativi.[3]
Nell'inverno 1864-65 Whymper studiò la geomorfologia del Cervino, concludendone che il versante più facile da salire sarebbe stato quello svizzero. Impostò quindi la sua campagna estiva su questo presupposto.[9]
Insieme alle guide Michel Croz, Christian Almer e Franz Biener, ed al portatore Luc Meynet, Whymper effettuò un primo tentativo il 21 giugno per il versante sud-est, ma dovettero fermarsi a circa 3.300 m di quota per il pericolo di caduta pietre.[10]
[modifica] La prima ascensione
Dopo aver congedato Michel Croz, impegnato con un altro cliente, Whymper si dispose ad effettuare un nuovo tentativo con Jean-Antoine Carrel. Questi però si era impegnato con il Club Alpino Italiano per effettuare un tentativo tutto italiano, fortemente voluto da Quintino Sella. Una squadra italiana, formata da Jean-Antoine e César Carrel, Jean-Joseph Maquignaz ed una quarta guida, partì per la vetta l'11 luglio seguendo la via italiana.[11][12] Ritornato a Zermatt, Whymper vi trovò un gruppo di compatrioti: lord Francis Douglas, D. Hadow, ed il reverendo Charles Hudson, accompagnati da tre guide: Peter Taugwalder padre e figlio, e Michel Croz, che, essendo stato rilasciato dal suo precedente cliente, si era unito ai tre britannici. I sette formarono una cordata unica, che il 13 luglio attaccò la salita per quella che è oggi la via normale svizzera. Dopo aver pernottato all'aperto, i sette ripartirono il mattino dopo, ed arrivarono in vetta alle 13.40. Dalla vetta, videro la squadra italiana guidata da Carrel, che si trovava alcune centinaia di metri più in basso; visti i britannici in vetta, gli italiani si ritirarono.[11]
La discesa fu funestata da un gravissimo incidente. I sette erano tutti legati insieme, con Michel Croz in testa, seguito da Hadow, Hudson, Douglas, Taugwalder padre, Whymper e Taugwalder figlio. Su un passaggio non particolarmente difficile Hadow scivolò e cadde addosso a Croz, che perse l'equilibrio; i due caddero per il precipizio sul versante svizzero, trascinando prima Hudson, poi Douglas. A questo punto, la corda tra Douglas e Taugwalder padre si spezzò, ed i tre superstiti videro i quattro compagni precipitare per oltre 1000 metri verso il sottostante ghiacciaio del Matterhorn. I due Taugwalder e Whymper riuscirono a rientrare in serata a Zermatt, dove diedero la triste notizia. Il 16 luglio una squadra di ricerca trovò le salme dei caduti, tranne quella di lord Douglas; le salme furono recuperate il 19 luglio.[11]
Fu la prima grande tragedia dell'alpinismo moderno ed ebbe notevole eco nell'opinione pubblica.
[modifica] La prima salita italiana
Carrel, disceso dopo aver visto la squadra di Whymper sulla cima, ed ignaro dell'incidente occorso, ripartì per la vetta dal versante italiano il 16 luglio, insieme a Jean-Baptiste Bich, Jean-Augustin Meynet ed all'abate Gorret. Il 17 luglio Carrel e Bich riuscirono ad arrivare in vetta, seguendo una variante di quella che oggi è la via normale italiana. Dopo aver pernottato ancora in quota, i quattro tornarono a Cervinia il 18 luglio, e qui vennero a conoscenza dell'incidente occorso ai rivali britannici.[13]
[modifica] Altre imprese alpinistiche
Dopo la prima storica conquista il Cervino è stato teatro di tante imprese alpinistiche lungo le sue pareti e creste. Tra le altre sono degne di nota:
- Albert Mummery, 1879 – prima salita della cresta di Zmutt (con le guide Alexander Burgener, Augustin Gentinetta e Johann Petrus)[14]
- Albert Mummery, 1880 – prima salita della Furggengrat (con le guide Burgener e Venetz)[15]
- Mario Piacenza, 1911 – prima salita della cresta di Furggen (con le guide J.-J. Carrel e G. Gaspard).
- Franz Schmid e Toni Schmid, 1931 – prima salita della Parete Nord.
- E.Benedetti e G.Mazzotti, 1932 – prima salita della Parete Est (con le guide Luigi e Luciano Carrel, Maurizio Bich e Antonio Gaspard).
- Renato Daguin e Jean Ottin 1962 – prima salita alla "Parete Ovest"
- Walter Bonatti, 1965 – prima salita invernale della parete Nord (in solitaria)[16]
- Leo Cerruti e Alessandro Gogna, 1969 – prima salita per il "Naso di Zmutt"
- Valerio Bertoglio, il 10 agosto 1990 – sale e scende il Cervino da Cervinia in 4 ore e 16 minuti, ma il suo record viene abbassato il 17 agosto 1995 da Bruno Brunod con l'incredibile tempo di 3 ore e 14 minuti ma con l’uso di corde aggiunte a quelle che normalmente attrezzano la salita.
- Hans Kammerlander, 1992 – salita delle quattro creste in 24 ore
[modifica] Itinerari alpinistici
La scalata del Cervino riserva ancora oggi un grande fascino, ma è riservata unicamente agli alpinisti esperti. Le due vie normali, anche se facilitate dalla posa di diverse corde fisse, ricalcano quelle delle prime ascensioni; quella che parte da Zermatt si sviluppa lungo la cresta nord-est (detta Cresta dell'Hörnli), quella che parte da Cervinia si sviluppa lungo la cresta sud-ovest (detta Cresta del Leone). Un altro itinerario abbastanza frequentato, ma più impegnativo, è quello lungo la cresta di Zmutt.
[modifica] Via normale svizzera
| Per approfondire, vedi la voce Via normale svizzera al Cervino. |
È l'itinerario più semplice, con una difficoltà valutata in AD.[17] È la via percorsa dalla spedizione di Edward Whymper che per la prima volta raggiunse la vetta il 14 luglio 1865.
[modifica] Via normale italiana
| Per approfondire, vedi la voce Via normale italiana al Cervino. |
Questo itinerario fu percorso dalla spedizione di Jean-Antoine Carrel, che raggiunse la vetta il 17 luglio 1865, tre giorni dopo la spedizione Whymper. La difficoltà di questa via è valutata in D.[17]
La via parte dal Rifugio Duca degli Abruzzi (2.802 m), passa nei pressi della Croce Carrel, sale lungo la Cresta del Leone e, superata la famosa Cheminèe, arriva al Rifugio Jean Antoine Carrel (3.830 m). Dal rifugio si supera la corda della sveglia, si arriva alla Grand Corde, si sale sul Pic Tyndall (4.241 m), si scende brevemente verso Enjambee, si supera la Scala Jordan ed infine si arriva prima sulla vetta italiana e poi su quella svizzera del Cervino.
[modifica] Cresta di Zmutt
Questa via fu percorsa per la prima volta da una spedizione inglese guidata da Albert Mummery che raggiunse la vetta il 3 settembre 1879. La difficoltà complessiva è valutata in D.[17] Si tratta di una via impegnativa, che a causa dell'esposizione è difficile trovare in buone condizioni; per questo viene ripetuta solo poche volte ogni anno.[18]
La via parte normalmente dalla Schönbielhütte (2.694 m).
[modifica] Cresta di Furggen
Questa cresta, la sud-est, è una delle più impegnative vie di salita al Cervino, con tratti di misto ghiaccio e roccia e passaggi di VI o di V+ a seconda dell'uscita designata. Viene complessivamente valutata TD.
La via parte dal Bivacco Oreste Bossi (3.345 m).
[modifica] Parete nord – via Schmidt
È la via dei primi conquistatori di una delle tre grandi pareti nord delle Alpi. Vinta dai fratelli Schmidt nel 1931 quando allora era ritenuta impossibile, sale la grande ed evidente rampa che taglia la parete da sinistra a destra portando all'intaglio tra le due cime. Viene valutata TD con passaggi in roccia di IV e V e pendii di ghiaccio fino a 70°. È una classica via di misto delle Alpi ma con roccia friabile ed esposta alle valanghe all'uscita della rampa.
[modifica] Rifugi
Per favorire l'ascesa alla vetta e l'escursionismo di alta quota intorno al monte sorgono alcuni rifugi alpini:
- Rifugio Duca degli Abruzzi all'Oriondé (2.802 m) - lungo la via normale italiana (cresta del Leone)
- Rifugio Jean-Antoine Carrel (3.830 m) - lungo la via normale italiana, di solito preferito al Rifugio l'Oriondé per il pernottamento
- Hörnlihütte (3.260 m) - rifugio principale lungo la via normale svizzera (cresta dell'Hörnli)
- Solvayhütte (4.003 m) - bivacco di emergenza lungo la via normale svizzera
- Schönbielhütte (3.694 m) - nei pressi del Ghiacciaio di Zmutt, serve per le ascensioni lungo la cresta di Zmutt e la parete ovest
- Bivacco Oreste Bossi (3.345 m) - a monte del Colle del Breuil, ai piedi della cresta di Furggen
In passato era presente anche il Bivacco Lonza (Lonza-Biwak), posto a 2.970 m sulla cresta di Zmutt. Di proprietà del Club Guide Alpine di Zermatt, il bivacco è stato distrutto da una valanga nel 2001 e non è più stato ricostruito.[19]
[modifica] Percorsi escursionistici
Per favorire la conoscenza della montagna è stato creato il percorso escursionistico del Tour del Cervino e della Grande Balconata del Cervino
[modifica] Galleria fotografica
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Pareti est e nord viste da Zermatt
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Parete sud vista da Plan Maison (2555 mslm)
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Parete nord con Zermatt in primo piano
[modifica] Note
- ^ Rodolfo Soncini-Sessa et alii, Ayas e la scomparsa della Krämerthal, video Documenta, Milano, 1997. Documentario basato sugli studi di Rodolfo Soncini-Sessa (agosto 1996).
- ^ Convenzione del 24 luglio 1941 tra la Confederazione Svizzera e il Regno d’Italia per la determinazione del confine italo-svizzero nel tratto compreso fra Cima Garibaldi o Run Do ed il M. Dolent.
- ^ a b c d e f g Whymper, 1900, op. cit., p.424
- ^ Whymper, 1900, op. cit., pp.76-77
- ^ Whymper, 1900, op. cit., p.79,82-87
- ^ Whymper, 1900, op. cit., pp.88-89
- ^ Whymper, 1900, op. cit., pp.94-121
- ^ Whymper, 1900, op. cit., pp.156-165
- ^ Whymper, 1900, op. cit., pp.271-276
- ^ Whymper, 1900, op. cit., pp.277-280
- ^ a b c Whymper, 1900, op. cit., cap.XX-XXI-XXII
- ^ Whymper, 1900, op. cit., p.402
- ^ Whymper, 1900, op. cit., pp.402-404
- ^ MUMMERY 1895, pagg. 1-23
- ^ MUMMERY 1895, pagg. 24-44
- ^ BONATTI 2005, pagg. 261-272
- ^ a b c kaps.it - Cervino
- ^ (EN) cosleyhouston.com - Cervino. URL consultato il 14 luglio 2010.
- ^ (DE) vs-wallis.de - scheda del bivacco
[modifica] Bibliografia
- Lorenzo Barbiè, Dimensione quarto: Alpi occidentali. Le più belle arrampicate delle Alpi occidentali. Aggiornamento gennaio 1994, Vivalda, 1994. ISBN 978-88-7808-407-0
- Walter Bonatti, Montagne di una vita, Baldini Castoldi Dalai, 2005. ISBN 978-88-6073-207-1
- Enrico Camanni, Il Cervino è nudo, Liaison, 2008. ISBN 978-88-95586-07-6
- Alessandro Gogna, Marco Milani (a cura di), Cervino, Monte Rosa, Priuli & Verlucca, 2006. ISBN 978-88-8068-324-7
- Giuseppe Mazzotti, Grandi imprese sul Cervino, Centro Documentazione ALP, 1999.
- (EN) Albert Frederick Mummery, My climbs in the Alps and Caucasus, Elibron Classics, 2006, ISBN 0-543-89043-0; ristampa dell'edizione del 1895, T. Fisher Unwin, Londra, e Charles Scribner's Sons, New York, disponibile online
- (EN) Edward Whymper, Scrambles amongst the Alps in the years 1860-69 (PDF), 5a, Londra, Murray [1872], 1900.
- Alfonso Bernardi, Il Gran Cervino, Nicola Zanichelli Editore, 1963.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Cervino
[modifica] Collegamenti esterni
- (EN, DE) I Quattromila delle Alpi Pagina sul Cervino
- Il Monte Cervino da Zermatt
- Relazione via normale italiana al Cervino
- Relazione via normale svizzera al Cervino