Pizzo Badile

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Pizzo Badile
Badile.jpg
La parete di nord-est innevata del Pizzo Badile
Stati Italia Italia
Svizzera Svizzera
Regione Lombardia Lombardia
Grigioni Grigioni
Provincia Sondrio Sondrio
Altezza 3.308 m s.l.m.
Catena Alpi
Coordinate 46°17′43.02″N 9°35′11.55″E / 46.295283°N 9.586542°E46.295283; 9.586542Coordinate: 46°17′43.02″N 9°35′11.55″E / 46.295283°N 9.586542°E46.295283; 9.586542
Altri nomi e significati Piz Badile
Data prima ascensione 27 luglio 1867
Autore/i prima ascensione William Auguste Coolidge con Francois e Henry Dévouassoud
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Pizzo Badile
Mappa di localizzazione: Alpi
Dati SOIUSA
Grande Parte Alpi Orientali
Grande Settore Alpi Centro-orientali
Sezione Alpi Retiche occidentali
Sottosezione Alpi del Bernina
Supergruppo Monti della Val Bregaglia
Gruppo Gruppo del Castello
Sottogruppo Catena Pizzo Badile-Pizzo Cengalo
Codice II/A-15.III-B.3.e

Il Pizzo Badile (3.308 m s.l.m. - piz Badile in romancio) è la cima più conosciuta dei monti della val Bregaglia, al confine tra l'Italia e la Svizzera. È situato fra la val Masino in provincia di Sondrio e la val Bondasca a nord, una valle laterale della val Bregaglia.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il Pizzo Badile è la più imponente montagna del gruppo della Bondasca, sebbene sia superato in altezza dal vicino Pizzo Cengalo, di 66 metri più alto. La rinomata parete nord del Pizzo Badile si innalza fra due lingue di ghiacciaio, il vadrec da la Turbinasca a occidente e il vadrec dal Cengal a oriente (vadrec è la denominazione di una lingua di ghiacciaio nel dialetto della Bregaglia). La parete nord si erge per più di 700 m sopra il ghiacciaio. Dalla sua forma trapezoidale deriva il nome alla montagna.

Il Badile è formato di serizzo ghiandone, granito con percentuali particolarmente alte di feldspato.

Dal 1967 è stato predisposto un bivacco nei pressi della vetta.

Nel 2005 è stata portata in cima un'insolita quanto colorata statua di Budai, una figura dell'iconografia buddhista[1], oggi non più visibile[2].

Ascensioni[modifica | modifica wikitesto]

Prima ascensione[modifica | modifica wikitesto]

La prima ascensione fu compiuta il 27 luglio 1867 da William Auguste Coolidge con i suoi compagni di cordata Francois e Henry Dévouassoud, per il versante sud.[3]

Vie alpinistiche[modifica | modifica wikitesto]

In questa sezione sono descritte alcune delle vie alpinistiche sul Pizzo Badile.

Via normale[modifica | modifica wikitesto]

La via normale sale lungo il versante sud, l'itinerario dei primi salitori e fiancheggia la prominente cresta che solca la parete. La via parte dal rifugio Luigi Gianetti, ha uno sviluppo di 400 metri ed è valutata di grado di difficoltà PD, con passaggi di III+.[4]

Spigolo nord[modifica | modifica wikitesto]

I primi a percorrere lo "Spigolo Nord" furono gli italiani Gaetano Scotti, Angelo e Romano Calegari, i quali il 30 luglio 1911 arrivarono fino a metà via, ma, essendo stati costretti a ritirarsi a causa di un temporale, il 3 agosto salirono in vetta alla montagna dalla via normale e si calarono sullo spigolo fino al punto precedentemente raggiunto, risalendolo poi a ritroso.[5] La prima salita integrale e ufficialmente riconosciuta, invece, fu compiuta il 4 agosto 1923 in 12 ore dagli svizzeri Alfred Zürcher e Walter Risch. La via parte poco sopra la capanna Sasc Furä (1904 m), situata nell'alta val Bondasca, e conduce direttamente alla vetta. Ha uno sviluppo di 1000 m ed è valutata di difficoltà D, con passaggi di grado IV+ e V.[6]

Parete nord-est[modifica | modifica wikitesto]

  • Via Cassin - 14-16 luglio 1937 - Prima salita di Riccardo Cassin, Gino Esposito, Vittorio Ratti, Mario Molteni e Giuseppe Valsecchi, 800 m/TD. La via fu aperta dopo una lotta in parete di tre giorni contro le avverse condizioni meteorologiche. Molteni e Valsecchi morirono per sfinimento durante la discesa per la via sud. Furono impiegati 45 chiodi.[7][8]
  • Via Corti-Battaglia - 17-18 agosto 1953 - Prima salita di Claudio Corti e Felice Battaglia. Felice Battaglia perse la vita al termine della scalata, precipitando dopo essere stato colpito da un fulmine. I primi salitori impiegarono 120 chiodi, 6 cunei e 20 ore di scalata. La via ha un dislivello di 600 m e difficoltà di VI, A3.[12]
  • Via degli Inglesi - 8-9 luglio 1968 - Prima salita di Mike Kosterlitz e R.J. Isherwood, 600 m/VI, A2. I primi salitori impiegarono 80 chiodi e 18 ore di scalata.[13]
    • 23-24 luglio 1979 - Prima solitaria realizzata da Martin Moran.[14]
  • Via del Fratello - 14-19 marzo 1970 - Prima salita dei fratelli Antonio e Gianni Rusconi, 750 m/V+, A2. I primi salitori impiegarono 130 chiodi.[15]
    • 22-23 luglio 1979 - Prima solitaria realizzata da Giovanni Pirana.[14]

Parete nord-ovest[modifica | modifica wikitesto]

  • Via Bramani-Castiglioni - 1937 - Prima salita di Vitale Bramani e Ettore Castiglioni.[16]
  • Via Chiara, Pilastro a Goccia - 1976 - Prima salita di Francesco Boffini, Guido e Jacopo Merizzi, Giuseppe 'Popi' Miotti, Giovanni Pirana. È la prima via di concezione "moderna" sul Badile, il pilastro infatti non termina in vetta ma sullo Spigolo Nord. Salita in due tempi; 450 m/TD+/VI.[17]
  • Ringo Star - agosto 1985 - Prima salita di Tarcisio Fazzini con Ottavio e Tita Gianola, 650 m/TD+/VI.[18]

Parete sud[modifica | modifica wikitesto]

  • Via Molteni - 16-17 agosto 1935 - Prima salita di Mario Molteni and Mario Camporini. La via sale nella parte sud-est, ha uno sviluppo di 400 metri e difficoltà V/D+.[19]
  • Diretta Giulio Fiorelli - 13 agosto 1982 - Prima salita di C. Pedroni, A. Rossi e C. Selvetti, 450 m/VI+, A2.[19]

Via di discesa[modifica | modifica wikitesto]

La discesa si effettua percorrendo la via normale, tuttavia è considerato un percorso complesso e pericoloso a causa della difficoltà ad individuare la via e della presenza di strapiombi in prossimità di essa[20]. Per ovviare a questo problema, sono state attrezzate cinque discese a corda doppia (che necessitano di due corde lunghe 65 metri), delle quali la prima è posta poche decine di metri sotto la vetta lungo la via sopra citata. Molti alpinisti che salgono gli itinerari sul versante svizzero, optano anche per la discesa lungo lo spigolo nord.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Buddha o croce, la sfida in vetta, corriere.it, 9 settembre 2005. URL consultato il 10 luglio 2012.
  2. ^ Trovati i resti del Buddha del Badile
  3. ^ Bonacossa e Rossi, p. 132
  4. ^ Pizzo Badile – Via normale, montagna.tv. URL consultato il 10 luglio 2012.
  5. ^ a b Volken e Miotti, pp. 56-59
  6. ^ Volken e Miotti, p. 59
  7. ^ Bonacossa e Rossi, pp. 142-144
  8. ^ Parete Nord-Est del Pizzo Badile, fondazionecassin.org. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  9. ^ Volken e Miotti, pp. 102-104
  10. ^ Notiziario mensile del Club Alpino Italiano Lo Scarpone del febbraio 2007, pag.16
  11. ^ Alpinismo: bis di prime solitarie invernali sul Badile firmate da Valseschini e Libera, planetmountain.com, 25 febbraio 2008. URL consultato il 10 luglio 2012.
  12. ^ Bonacossa e Rossi, pp. 149-150
  13. ^ Bonacossa e Rossi, pp. 148-149
  14. ^ a b Volken e Miotti, p. 174
  15. ^ Bonacossa e Rossi, pp. 144-146
  16. ^ ANPI | Biografia: Ettore Castiglioni
  17. ^ Pizzo Badile: Parete NW : Pilastro a Goccia, Via Chiara, camptocamp.org. URL consultato il 1º luglio 2013.
  18. ^ Sertori e Lisignoli, p. 338
  19. ^ a b Sertori e Lisignoli, p. 123
  20. ^ Sertori e Lisignoli, p. 120

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Aldo Bonacossa e Giovanni Rossi, Masino Bregaglia Disgrazia, vol. I, Guida dei Monti d'Italia, Milano, Club Alpino Italiano e Touring Club Italiano, 1977.
  • Gianluca Maspes e Giuseppe Miotti, Masino Bregaglia Disgrazia - Montagne per quattro stagioni, Sondrio, Samas Italy, 1996.
  • Mario Sertori e Guido Lisignoli, Solo Granito - Masino Bregaglia Disgrazia - Arrampicate classiche e moderne, Milano, Versante Sud, 2007.
  • Marco Volken e Giuseppe Miotti, Badile - Cattedrale di granito, Missaglia (Lecco), Bellavite, 2007.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]