Pizzo Cengalo

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Pizzo Cengalo
Gemelli Cengalo Badile.jpg
Il Cengalo (al centro) da nord
Stati Svizzera Svizzera
Italia Italia
Regione Grigioni Grigioni
Lombardia Lombardia
Provincia Distretto di Maloggia
Sondrio Sondrio
Altezza 3.367 m s.l.m.
Catena Alpi
Coordinate 46°17′15.02″N 9°37′07.79″E / 46.287505°N 9.618831°E46.287505; 9.618831Coordinate: 46°17′15.02″N 9°37′07.79″E / 46.287505°N 9.618831°E46.287505; 9.618831
Data prima ascensione 25 luglio 1866
Autore/i prima ascensione Freshfield e Tucker con F. Dévouassoud
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Svizzera
Pizzo Cengalo
Mappa di localizzazione: Alpi
Dati SOIUSA
Grande Parte Alpi Orientali
Grande Settore Alpi Centro-orientali
Sezione Alpi Retiche occidentali
Sottosezione Alpi del Bernina
Supergruppo Monti della Val Bregaglia
Gruppo Gruppo del Castello
Sottogruppo Catena Pizzo Badile-Pizzo Cengalo
Codice II/A-15.III-B.3.e

Il Pizzo Cengalo (3.367 m s.l.m.) è una montagna delle Alpi Retiche occidentali (sottosezione Alpi del Bernina). È una delle montagne più alte e grandiose del gruppo. La sua parete nord è la più alta delle Alpi Retiche.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Si trova sulla linea di confine tra l'Italia (val Masino, provincia di Sondrio) e la Svizzera (val Bondasca, una laterale della val Bregaglia).

Si presenta come un imponente massiccio a forma di piramide tronca. La vetta è formata da un'ampia cupola nevosa. Da essa scendono tre creste: la cresta sud, nevosa e arrotondata nella parte alta, forma una marcata anticima dopo la quale diventa ripida ed affilata, per perdersi infine nelle gande dell'alta val Porcellizzo; le creste ovest ed est scendono rispettivamente al colle del Cengalo (3057 m) e al colle dei Gemelli (3106 m), dai quali precipitano verso nord erti canaloni ghiacciati. Le creste delimitano i tre versanti: sud-ovest, visibile dal rifugio Gianetti; sud-est, a grandi placche lisce; nord, che forma la parete più alta e complessa, con poderosi pilastri e ripidi colatoi.

Sul versante sud della montagna si trova il citato rifugio Gianetti del CAI (2534 m). Sul versante svizzero si trovano la capanna Sciora (2118 m) e la capanna Sasc Furä (1904 m), entrambe del CAS.

Sul finire del dicembre 2011 buona parte della parete nord è stata interessata da una frana che ne ha modificato aspetto e conformazione, cancellando il percorso di diverse vie alpinistiche.[1]

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Il nome Cengalo viene fatto derivare da chénghel, che in val Bregaglia indica un pendio boscoso o prativo in prossimità di salti rocciosi.

Itinerari[modifica | modifica sorgente]

La prima salita conosciuta risale al 25 luglio 1866 ad opera degli inglesi Douglas William Freshfield e Charles Comyns Tucker con la guida François Dévouassoud di Chamonix. I tre salirono da sud, lungo quella che è ancora la via normale della montagna.[2]

La "via normale" sale dal Rifugio Gianetti (2534 m) per il colle del Cengalo e la larga cresta ovest (gande, rocce rotte, neve; F+)[3].

Tra le altre vie, le più ripetute sono lo "spigolo Vinci", sulla cresta sud dell'anticima sud (400 m, TD V+)[4] e lo sperone nord-ovest che sale dal ghiacciaio del Cengalo (via Gaiser-Lehmann, 1100 m, TD V+)[5].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Piz Cengalo, frana la parete nord-nord est. URL consultato il 21 marzo 2013.
  2. ^ Bonacossa e Rossi, op. cit., p. 161
  3. ^ Sertori e Lisignoli, op. cit., p. 129
  4. ^ Sertori e Lisignoli, op. cit., p. 132
  5. ^ Sertori e Lisignoli, op. cit., p. 323

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Aldo Bonacossa e Giovanni Rossi, Masino Bregaglia Disgrazia, vol. I, Guida dei Monti d'Italia, Milano, Club Alpino Italiano e Touring Club Italiano, 1977.
  • Andrea Gaddi, Masino Bregaglia - Regno del Granito, Sondrio, Polaris, 2007.
  • Mario Sertori e Guido Lisignoli, Solo Granito - Masino Bregaglia Disgrazia - Arrampicate classiche e moderne, Milano, Versante Sud, 2007.

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