Sassolungo

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Sassolungo
Sassolungo dal Dantercepies.JPG
Stato Italia Italia
Regione Trentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
Provincia Bolzano Bolzano
Trento Trento
Altezza 3.181 m s.l.m.
Catena Alpi
Coordinate 46°31′29″N 11°44′07″E / 46.524722°N 11.735278°E46.524722; 11.735278Coordinate: 46°31′29″N 11°44′07″E / 46.524722°N 11.735278°E46.524722; 11.735278
Altri nomi e significati (LLD) Saslench
(DE) Langkofel
Data prima ascensione 13 agosto 1869
Autore/i prima ascensione Paul Grohmann, Franz Innerkofler, Peter Salcher
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Sassolungo
Mappa di localizzazione: Alpi
Dati SOIUSA
Grande Parte Alpi Orientali
Grande Settore Alpi Sud-orientali
Sezione Dolomiti
Sottosezione Dolomiti di Gardena e di Fassa
Supergruppo Dolomiti di Gardena
Gruppo Gruppo del Sassolungo
Sottogruppo Massicio del Sassolungo
Codice II/C-31.III-A.2.a

Il Sassolungo (detto Langkofel in lingua tedesca e Saslonch in ladino) è la vetta principale del massiccio omonimo, collocato in Val Gardena.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Il gruppo del Sassolungo visto dalle Alpe di Siusi con indicazioni delle principali vette.

Il toponimo - attestato sin dal 1770 nella forma di Lang Kofel - significa "pietra lunga" ed è da comprendere quando si guarda la montagna da nord-est e confrontandola con il Sasso Piatto.[1]

La montagna si presenta come una cresta che si allunga per circa un chilometro con andamento da nord-ovest a sud-est.

Sul lato est della montagna in una nicchia è collocata una madonna in legno alta tre metri ed opera di Flavio Pancheri.

Ascensioni[modifica | modifica sorgente]

La vetta del Sassolungo venne raggiunta la prima volta il 13 agosto 1869 dal viennese Paul Grohmann e le guide Franz Innerkofler e Peter Salcher. Precedentemente ci sono stati vari tentativi, il più deciso dei quali da parte di Waitzenbauer e la guida Johann Pinggera di Solda. Il percorso dei primi salitori coincide solo per un tratto relativamente breve con l'attuale "via normale".

La cima è stata raggiunta attraverso la verticale parete Nord nell'agosto del 1936, da Gino Soldà e Franco Bertoldi. Una ripetizione avvenne solo nel 1951, da parte di Jean Couzy e Gerard Neff, mentre l'anno seguente fu il turno della prima cordata da quattro. Reinhold Messner fu il primo ad eseguire una "solitaria" nel 1969. Kurt Walde e Toni Zuech realizzarono la prima invernale nel 1985.

Lungo la parete Nordest, Ivo Rabanser e Marco Furlani liberano nel 1993 la via denominata Pilastro Magno: 950 metri di dislivello con difficoltà di VI grado.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. III, Bolzano, Athesia, 2000, pp. 157-58. ISBN 88-8266-018-4

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

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