Abbazia di Praglia

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Coordinate: 45°21′50.76″N 11°44′06.36″E / 45.3641°N 11.7351°E45.3641; 11.7351

Abbazia di Praglia
Abbazia di Praglia
Stato Italia Italia
Regione Veneto
Località Teolo
Religione cattolica
Diocesi Diocesi di Padova
Inizio costruzione XI secolo

L'Abbazia di Praglia è un monastero benedettino situato nella campagna padovana, alle falde del Monte Lonzina nel comune di Teolo e in prossimità di Abano Terme. Ospita attualmente la Biblioteca nazionale, che è un monumento nazionale italiano. È attualmente retta dall'Abate dom. Norberto Villa e la comunità conta 44 monaci.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La sua storia è molto contrastata: fu fondato nell'XI secolo e fu per lungo tempo fondamentale per la gestione agricola della campagna padovana. Nel 1448 passò sotto la giurisdizione della chiesa di Santa Giustina e aderì alla riforma monastica benedettina. Nel 1490 i benedettini vi aggiunsero la "chiesa dell'Assunta", realizzata su disegno di Tullio Lombardo (poi radicalmente trasformata da Andrea Moroni).

Nel XIX secolo l'abbazia subì varie chiusure e riaperture fino ad essere riaperta in maniera definitiva del 1904. L'abbazia è divenuta un centro di eccellenza nel settore del restauro dei libri antich e

Interno[modifica | modifica sorgente]

L'abside fu realizzata verso il 1530 da Domenico Campagnola. All'interno della cinta muraria il monastero si divide in quattro chiostri: doppio, detto anche della clausura, botanico, pensile e rustico (nel quale si depositavano gli attrezzi agricoli).

I lati del chiostro botanico sono formate da colonne di marmo rosse e di pietra bianca alternate, le pareti affacciate sul giardino sono decorate in stile medioevale. È il chiostro d'ingresso dell'abbazia ed è chiamato botanico perché era destinato alla coltivazione delle piante. Lungo il lato nord c'è una porta, detta della carità, ad indicare la destinazione dell'accoglienza dell'abbazia. Sul lato est ci sono due porte: una porta al piano superiore mentre l'altra nel corridoio dove si trova l'antico forno.

Il chiostro doppio è chiamato così perché è costruito su due piani uguali. Le arcate sono sorrette da capitelli e quattro corridoi interni si collegano alle celle dove al piano superiore i monaci hanno emesso la professione.

Il chiostro pensile, dove il cortile si appoggia su quattro pilastri, è costruito da quattro piani inclinati realizzati per raccogliere l'acqua piovana in una grande cisterna. Questo chiostro ha intorno a sé le stanze più rappresentative della vita dei monaci dell'intero monastero: la chiesa, il refettorio monumentale, la biblioteca antica, il capitolare e la clausura.

Infine il chiostro rustico che occupa la parte ovest del monastero: l'area sembra contenesse una grande aia e attorno erano depositati gli strumenti per la coltivazione della campagna che circondava il monastero.

Il soffitto della biblioteca del monastero ha una forma ottagonale perché, vien detto, "sono gli otto giorni di Dio: 6 giorni di lavoro, il 7° per riposarsi e l'8° resuscita".

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