Basilica Palladiana

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Coordinate: 45°32′49″N 11°32′47″E / 45.54694, 11.54639

Bene protetto dall'UNESCO
Patrimonio dell'umanità
Basilica Palladiana
City of Vicenza and the Palladian Villas of the Veneto
Tipologia Architettonico
Criterio C (i) (ii)
Pericolo Nessuna indicazione
Anno 1994
Scheda UNESCO inglese
francese
Patrimoni dell'umanità in Italia

La Basilica Palladiana è un edificio pubblico che affaccia su Piazza dei Signori a Vicenza. Il suo nome è indissolubilmente legato all'architetto rinascimentale Andrea Palladio, che riprogettò il Palazzo della Ragione aggiungendo alla preesistente costruzione gotica le celebri logge in marmo bianco a serliane.

Un tempo sede delle magistrature pubbliche di Vicenza, oggi la Basilica Palladiana, dotata di tre spazi espositivi indipendenti, è teatro di mostre d'architettura e d'arte. Dal 1994 è, con le altre architetture di Palladio a Vicenza, nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Indice

[modifica] Storia

Scorcio della facciata con la torre di piazza
Scorcio della facciata con la torre di piazza
Monumento ad Andrea Palladio. Sullo sfondo le logge della basilica
Monumento ad Andrea Palladio. Sullo sfondo le logge della basilica
« Non è possibile descrivere l'impressione che fa la Basilica di Palladio... »

L'edificio su cui in seguito sarebbe intervenuto Palladio era il Palazzo della Ragione, realizzato secondo il progetto di Domenico da Venezia, che inglobava a sua volta due edifici pubblici preesistenti, una importante strada di comunicazione tra il centro, il Borgo di Berga e Campo Marzo. Alla sinistra dell'edificio sorge tuttora la torre detta dei Bissari (XII secolo), alta 82 m, il cui pinnacolo è del 1444.

Realizzato in forme goticheggianti verso la metà del Quattrocento, il Palazzo della Ragione nel suo piano superiore è interamente occupato da un enorme salone senza supporti intermedi, il salone del Consiglio dei Quattrocento. L'ambiziosa copertura a carena di nave rovesciata, ricoperto da lastre di rame, in parte sollevata da grandi archivolti, era ispirata a quella realizzata nel 1306 per il Palazzo della Ragione di Padova. Il rivestimento della facciata gotica fu realizzato a rombi in marmo rosa e giallino di Verona, ed è tuttora visibile dietro l'aggiunta palladiana. L'edificio era sede delle Magistrature pubbliche di Vicenza e, al piano terreno, di un attivo gruppo di botteghe.

Dal 1481 al 1494 Tommaso Formenton circonda di un doppio ordine di logge l'antico palazzo. Due anni dopo la fine del cantiere crolla l’angolo sud-ovest e per oltre quarant’anni i vicentini dibatteranno sulle modalità della ricostruzione. Nel corso dei decenni vengono investiti del problema i più quotati architetti operanti nella regione: Antonio Rizzo e Giorgio Spavento nel 1496, Antonio Scarpagnino nel 1525 e quindi Jacopo Sansovino nel 1538, Sebastiano Serlio nel 1539, Michele Sanmicheli nel 1541, e da ultimo Giulio Romano (1542) che elabora la singolare proposta di innalzare piazza delle Erbe e isolare l’edificio al centro di una grande piazza simmetrica.

La Basilica ne I quattro libri dell'architettura di Palladio (1570)
La Basilica ne I quattro libri dell'architettura di Palladio (1570)
Pianta del piano inferiore (rilievo)
Pianta del piano inferiore (rilievo)

Nonostante pareri tanto illustri, nel marzo del 1546 il Consiglio cittadino approva il progetto di un architetto locale di appena trentotto anni, allora decisamente poco conosciuto: Andrea Palladio. L’incarico al proprio protetto fu senza dubbio una delle migliori vittorie di Giangiorgio Trissino (il mentore di Palladio), capace di coagulare intorno al suo nome la maggioranza dei consensi. Anche se accanto al giovane architetto, quasi a garantirne l’operato, figurava l’esperto e affidabile Giovanni da Pedemuro, per dissipare ogni dubbio il Consiglio chiede la costruzione di un modello ligneo di una delle nuove arcate da sottoporre al giudizio dei vicentini. Dopo altri tre anni di discussioni, che rimettono in gioco i progetti Rizzo-Spavento e Giulio Romano, nel maggio del 1549 viene definitivamente approvato il progetto di Andrea Palladio per il quale si esprimono con forza i nobili Gerolamo Chiericati e Alvise Valmarana, che negli anni successivi saranno committenti di Palladio per i propri palazzi di famiglia (Palazzo Chiericati e Palazzo Valmarana).

La serie terminale delle serliane ripetute nella Basilica Palladiana (da I quattro libri dell'architettura)
La serie terminale delle serliane ripetute nella Basilica Palladiana (da I quattro libri dell'architettura)

Si sono conservati diversi disegni autografi che documentano il precisarsi dell’idea progettuale dalla primitiva versione del 1546 alla struttura poi realizzata. La soluzione proposta da Palladio è una struttura per così dire elastica, in grado di tener conto dei necessari allineamenti con le aperture e i varchi del preesistente palazzo quattrocentesco. Il sistema si basa sull’iterazione della cosiddetta “serliana”, vale a dire una struttura composta da un arco a luce costante affiancato da due aperture laterali rettangolari, di larghezza variabile e quindi in grado di assorbire le differenze di ampiezza delle campate. Il funzionamento è evidente nelle arcate angolari, dove le aperture architravate sono ridotte quasi a zero, ma è presente in tutte le campate, la cui larghezza varia sempre, seppure di poco.

La serliana (che Sebastiano Serlio pubblica nel IV Libro del suo trattato, edito a Venezia nel 1537) è in realtà una traduzione in linguaggio classico della polifora gotica, utilizzata per la prima volta da Donato Bramante in Santa Maria del Popolo a Roma e già impiegata nel Veneto da Jacopo Sansovino nella Libreria Marciana nel 1537. Tuttavia, il referente diretto dell’idea palladiana per Vicenza si ritrova nell’interno della chiesa del monastero di San Benedetto in Polirone, ristrutturato a partire dal 1540 da Giulio Romano, dove le serliane vengono utilizzate per assorbire le differenze di larghezza delle campate quattrocentesche della vecchia chiesa.

Piazza dei Signori, la Basilica Palladiana
Piazza dei Signori, la Basilica Palladiana
La loggia superiore della Basilica, dal lato di piazza dei Signori
La loggia superiore della Basilica, dal lato di piazza dei Signori

Con una certa enfasi retorica, lo stesso Palladio definisce “basilica” il Palazzo della Ragione circondato dalle nuove logge in pietra, in omaggio alle strutture della Roma antica dove si discuteva di politica e si trattavano affari. Per la carriera di Palladio il cantiere delle logge costituisce un punto di svolta definitivo. Con questo egli diviene ufficialmente l’architetto della città di Vicenza, responsabile di un’opera grandiosa (interamente in pietra e che a consuntivo costerà la notevole somma di 60.000 ducati) senza eguali nel Cinquecento veneto: per ottenere un altro incarico di tale portata dovrà attendere gli anni 1560, con il cantiere della chiesa di San Giorgio a Venezia. Al tempo stesso, il salario di 5 ducati al mese costituiranno per Palladio e la sua famiglia una indispensabile fonte costante di reddito, cui non rinuncerà per tutta la vita. Il cantiere procederà a rilento: il primo ordine di arcate settentrionali e occidentali sarà concluso nel 1561, il secondo livello, avviato nel 1564, sarà completato nel 1597 (diciassette anni dopo la morte di Palladio), il prospetto su piazza delle Erbe nel 1614.

La balaustra venne adornata con statue di Albanese, Grazioli, Rubini.

Il palazzo così trasformato rimase quindi ricordato come Basilica Palladiana dal nome del suo architetto e conserva, a seguito di numerosi restauri (l'ultimo terminato nel 2002), l'aspetto dell'opera cinquecentesca progettata dal Palladio. Sotto la Repubblica di Venezia costituiva il fulcro di attività non solo politiche (consiglio cittadino, tribunale) ma anche economiche. All'interno del salone fu ospitato per un certo periodo il teatro all'antica, uno spazio scenico temporaneo progettato da Palladio prima del Teatro Olimpico.

Nel corso della seconda guerra mondiale la Basilica fu gravemente danneggiata durante un bombardamento, malgrado fosse stata inserita dagli Alleati tra i monumenti che non dovevano essere colpiti durante gli attacchi aerei. Una bomba incendiaria ne distrusse la copertura originale, la quale venne ricostruita nell'immediato dopoguerra nelle forme originali. L'altopiano dei sette comuni donò il legno necessario.

Nel 1994 la Basilica, assieme agli altri monumenti di Vicenza "città del Palladio", è entrata nella lista dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Dall'inizio del 2007 hanno avuto inizio importanti lavori di restauro del monumento: la copertura è stata sezionata per rimuovere gli arconi portanti in cemento armato della ricostruzione postbellica e sostituirli con più leggeri archi in legno. È previsto inoltre che tutte le facciate vengono pulite e ristrutturate e che l'edificio venga dotato di una nuova illuminazione. Il termine dei lavori di ristrutturazione è slittato fino alla primavera del 2009, dunque i lavori proseguiranno per tutto il 2008 (anno in cui si celebra il cinquecentesimo anniversario della nascita Palladio), anche se è previsto che l'edificio non venga mai interamente celato dalle armature. Il costo complessivo previsto è di 15 milioni di euro, interamente finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona.

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