Daniele Manin

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Daniele Manin
Daniele Manin.jpg

Presidente della Repubblica di San Marco
Durata mandato 17 marzo 1848 –
22 agosto 1849
Predecessore carica istituita
Successore carica abolita

Dati generali
Partito politico Società nazionale italiana
Alma mater Università di Padova
« Noi siamo liberi e possiamo doppiamente gloriarci di esserlo, poiché lo siamo senza aver versato goccia né del nostro sangue, né di quello dei nostri fratelli... Ma non basta aver abbattuto l'antico governo; bisogna altresì sostituirne uno nuovo, e il più adatto ci sembra quello della repubblica che rammenti le glorie passate, migliorato dalle libertà presenti. Viva la Repubblica! Viva la libertà! Viva San Marco! »
(Discorso di proclamazione della Repubblica di Daniele Manin, in piazza San Marco)
La proclamazione della Repubblica di San Marco

[1]

Daniele Manin (Venezia, 13 maggio 1804Parigi, 22 settembre 1857) è stato un patriota e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Casa natale di Manin in Venezia
Ritratto di Manin dal monumento bronzeo di Luigi Borro (1875) a Venezia.

Era il terzogenito di Pietro e Anna Maria Bellotto. La famiglia Manin aveva origini ebraiche: fu infatti il nonno Samuele Medina, veronese, a convertirsi con la moglie Allegra Moravia (aprile 1759), assumendo nome e cognome del padrino di battesimo, il noto Ludovico Manin, ultimo doge della Repubblica di Venezia[2].

Ottenuta la laurea in giurisprudenza a Padova nel 1821, si dedicò all'attività forense nella città natia.

Nel 1824 sposa Teresa Perissinotti (1795-1849), appartenente ad una famiglia aristocratica veneziana con ampie proprietà terriere a Venezia, Mestre e "Terraferma", e nel trevigiano.

Imprigionato nelle carceri austriache per la sua attività patriottica, fu liberato a furor di popolo il 17 marzo 1848 assieme all'altro patriota Niccolò Tommaseo. Alla successiva proclamazione della Repubblica di San Marco ne fu eletto Presidente, e durante l'assedio della città nel 1848-49 diede prova d'intelligenza, coraggio e fermezza. Contribuì a fondare la Società nazionale italiana. Costretto all'esilio dal ritorno degli austriaci, visse poi a Parigi dando lezioni di lingua italiana e conservando l'amore per la patria Veneta. Morirà il 22 settembre 1857 a Parigi.

La salma rientrò a Venezia il 22 marzo 1868, circa due anni dopo la liberazione della città al termine della Terza guerra di indipendenza, ove venne salutata con una festa funebre in Piazza S. Marco, preceduta da una processione funebre, lungo la Riva degli Schiavoni.

Il figlio Giorgio (1831-1884) sarà anch'egli patriota: uno dei "Mille" di Garibaldi, ferito a Calatafimi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Template:Alvise Zorzi, La Repubblica del Leone, Bompiani 2011
  2. ^ Michele Gottardi, Daniele Manin in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 69, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2007. URL consultato l'11 giugno 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • A. Errera, Vita di D. Manin (Venezia, 1872)
  • P. de la Farge, Documents, &c., de D. Manin (Parigi, 1860)
  • Henri Martin, D. Manin (Parigi, 1859)
  • V. Marchesi, Settant'anni della storia di Venezia (Torino) e un'eccellente monografia negli Italian Characters della Contessa Martinengo Cesaresco (Londra, 1901).
  • Pietro Galletto, La vita di Daniele Manin e l'epopea veneziana del 1848-49, (1999), San Zenone degli Ezzelini (TV), Giovanni Battagin Editore
  • Sebastiano Bedolo, Storia esatta dei fatti del 22 marzo 1848 in Venezia con documenti giustificativi" (Venezia, 1848), rep. nella Biblioteca Comunale di Treviso.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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