Oderzo
| Oderzo comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Pietro Dalla Libera (lista civica) dal 30/05/2011 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 45°46′51″N 12°29′34″E / 45.78083°N 12.49278°ECoordinate: 45°46′51″N 12°29′34″E / 45.78083°N 12.49278°E | ||||
| Altitudine | 13 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 42,57 km² | ||||
| Abitanti | 20 272[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 476,2 ab./km² | ||||
| Frazioni | Camino, Colfrancui, Faè, Fratta, Piavon, Rustignè
Località: Magera, San Vincenzo[2] |
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| Comuni confinanti | Chiarano, Fontanelle, Gorgo al Monticano, Mansuè, Ormelle, Ponte di Piave | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 31046 | ||||
| Prefisso | 0422 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 026051 | ||||
| Cod. catastale | F999 | ||||
| Targa | TV | ||||
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa) | ||||
| Nome abitanti | opitergini | ||||
| Patrono | San Tiziano, santa Maria Maddalena | ||||
| Giorno festivo | 16 gennaio, 22 luglio | ||||
| Localizzazione | |||||
Il territorio comunale nella provincia di Treviso. |
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| Sito istituzionale | |||||
Oderzo (Oderso in veneto[3]) è un comune italiano della provincia di Treviso di 20.272 abitanti sul fiume Monticano. Di origini paleovenete, nell'Antichità conobbe il massimo splendore durante il I secolo dopo Cristo. Oggi è un centro agricolo, industriale e di servizi nell'area della Sinistra Piave.
Il nome si è trasformato nella versione attuale attraverso numerosi passaggi; soltanto nei documenti medievali infatti ne sono state riscontrate almeno quattordici versioni diverse, tra cui Epitertius, Ottecherzo, Auedercio, Wedercio, Ovederso, Uderzo...
[modifica] Geografia fisica
| « Ogni disposizione di natura, per quanto semplice o sgraziata, spira tuttavolta per chi la contempli con ben temprato animo una sua singolar poesia dalla quale ci si rivelano bellezze tanto più delicate e pellegrine quanto meno aperte e comprese. Un tale che, partitosi dalle folte campagne del Trivigiano col mal del quattrino nel fegato, di qua del ponte della Delizia devii verso Camino per quella magra pianura che costeggia il Tagliamento, subito col desiderio ritorna alle negre arature di Oderzo e ai colli pampinosi di Conegliano, abbandonando alla rabbia della bora e delle montane quei deserti di ghiaia. » | |
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(Ippolito Nievo, Il Varmo, incipit)
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[modifica] Collocazione
Inserito nel cuore della pianura veneta, il territorio del comune di Oderzo è prevalentemente pianeggiante essendo quasi interamente compreso tra i nove e i sedici m s.l.m.. A presentare i maggiori dislivelli è la zona centrale, su cui si estende il capoluogo. Le differenze di altitudine un tempo erano più marcate, oggi sono meno significative a causa dei livellamenti apportati nel corso dei secoli.
[modifica] Clima
La zona è caratterizzata dal clima temperato tipico della pianura padano-veneta. Dal punto di vista legislativo il comune ricade nella Fascia Climatica E in quanto i gradi giorno della città sono 2358. Questo significa che il limite massimo consentito per l'accensione dei riscaldamenti è di 14 ore giornaliere dal 15 novembre al 31 marzo[4].
[modifica] Idrografia
Il territorio opitergino è inserito nel bacino idrografico del fiume Livenza[5]. Il comune è attraversato dal Monticano, fiume che ha origine presso Vittorio Veneto e che confluisce nella Livenza nelle vicinanze di Motta di Livenza. Numerosi sono i corsi d'acqua minori, naturali o artificiali, quali il Lia, la Peressina, la Fossa dei Negadi (in it. "annegati"), e il Navisego-Piavon. Quest'ultimo fu realizzato artificialmente in epoca romana sul letto di un antico ramo del Piave.
L'abbondante presenza di acqua, anche nel sottosuolo, rende questa zona molto fertile e quindi atta all'agricoltura, ma soggetta allo stesso tempo a frequenti inondazioni, pericolo mitigato da un capillare sistema di argini: l'ultima alluvione disastrosa è stata quella celebre del 1966, che rese per anni la ferrovia inagibile.
Con i rilevanti danni causati dal maltempo nei primi anni del XXI sec., la questione è tornata d'attualità: la notevole cementificazione degli anni ottanta-novanta ha infatti minato l'assetto idrogeologico dell'intero territorio.
[modifica] Sismologia
Secondo la classificazione sismica, il comune di Oderzo è inserito in zona 3, ovvero può essere soggetto a scuotimenti modesti[6]. Tuttavia l'attività sismologica della zona è da decenni pressoché irrilevante, ed ha avuto il suo culmine nel crollo dell'allora malridotto campanile della frazione di Faè nel 1977, come conseguenza delle scosse provocate dal terremoto del Friuli nell'anno precedente[7].
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi le voci Storia di Oderzo e Caio Voltejo Capitone. |
| (LA)
« Flumen Liquentia ex montibus Opiterginis et portus eodem nomine. »
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(IT)
« […] Il fiume Livenza che proviene dai monti Opitergini e il porto con lo stesso nome. »
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(Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, libro III, 18.)
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| Toponimo |
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Il nome della città deriva dal latino Opitergium che a sua volta deriva dal venetico Opterg, ovvero "Piazza del mercato"[8]. L'antico nome sopravvive nell'aggettivo che indica l'appartenenza alla città, ovvero Opitergino, ed è ancora di uso comune in città, in quanto dà il nome allo stadio e a numerosi enti e associazioni locali. Il nome Opitergium è stato inoltre affiancato, su sfondo marrone, a quello moderno sui cartelli stradali presenti all'ingresso in città lungo i principali assi viari. |
Oderzo nacque a metà strada tra i monti del Cansiglio e il Mare Adriatico attorno all'XI secolo a.C., ad opera degli antichi Veneti. La zona scelta per l'insediamento era fertile e strategicamente importante, perché servita da due fiumi, con sicure vie di commercio: il Monticano ed un ramo oggi inesistente del Piave.
Pacificamente inglobata nell'area d'influenza della Repubblica Romana, nel 49 a.C., grazie alla Lex de Gallia Cisalpina ottenne lo status di municipium. Raggiunse il massimo splendore nel I-II secolo - si presume che a quell'epoca la città avesse circa 50.000 abitanti. L'importanza fu tale che all'epoca la Laguna di Venezia fu detta opitergina, ed i monti del Cansiglio Monti opitergini. Vari autori nominano la città; tra di essi: Tolomeo, Strabone[9], Plinio il Vecchio[10], Lucano[11], Tacito[12], Tito Livio e Quintiliano.
Da questo momento in poi, Oderzo era a pieno titolo parte di Roma e partecipò della sua stessa sorte subendo per secoli le pesanti conseguenze delle invasioni barbariche e delle guerre tra Bizantini e Longobardi: iniziò a riprendersi molto lentamente soltanto dopo l'anno 1000, pure senza mai tornare agli antichi fasti.
In seguito venne contesa dalle grandi famiglie feudali della zona, in particolar modo dai da Camino, dai Collalto e dagli Scaligeri. Nel 1380 passò sotto il controllo della Repubblica di Venezia, della quale fece parte pressoché ininterrottamente fino all'arrivo di Napoleone (1797). La città divenne quindi austriaca nel 1815 e italiana nel 1866. In questo periodo la città subì le conseguenze del fenomeno dell'emigrazione.
Nel 1917 la ritirata di Caporetto portò alla città gravi danni, tra cui la distruzione dell'archivio comunale e lo scempio di varie opere artistiche e architettoniche. A partire dal 1943, Oderzo fu teatro, come tutta la zona, di asperrimi scontri tra fascisti e partigiani che culminarono nella strage del Brandolini[13]
| Per approfondire, vedi la voce Strage di Oderzo. |
Similmente a quanto accaduto nell'intera provincia, la città ha visto il susseguirsi di due fasi di sviluppo nel dopoguerra: la prima con il boom economico degli anni sessanta, e la seconda negli anni ottanta-novanta[14].
[modifica] Onorificenze
| « Scudo rosso, attraversato da una croce bianca, con due stelle bianche a sei punte poste ai due angoli superiori dello scudo. Dallo stemma pende la Croce dell'Ordine dei Cavalieri di Malta sostenuta da una catena dorata. Lo stemma è contornato da un ramoscello di alloro ed uno di quercia segno di trionfo, vittoria e forza. I ramoscelli sono uniti al centro da un nastrino tricolore e sopra lo stemma è posta la Corona a 5 torri, simbolo di Città. » |
Il gonfalone della Città di Oderzo, approvato con questa forma con decreto del Presidente della Repubblica Italiana il 27 settembre 1985, è decorato con le seguenti benemerenze:
- Croce al Merito di Guerra - concessa nel 1920 da S.M. il Re Vittorio Emanuele III.
- Croce ricordo dell'invitta 3ª armata - concessa nel 1939 da S.A.R. il Duca d'Aosta Emanuele Filiberto di Savoia.
- Croce di Malta - concessa nel 1670 dal Consiglio Maggiore dell'Equestre Ordine Gerosolimitano di Malta.[15]
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Come si può notare dal grafico, da quindici anni la città sta subendo un significativo aumento di popolazione che l'ha portata a raggiungere ventimila abitanti a gennaio 2009. Dal 2000 in poi la crescita della popolazione è pari a quella avuta nei trent'anni precedenti. Questo aumento è dovuto in minima parte ad una lieve inversione di tendenza riguardante la natalità dei residenti, in calo da anni, e nella maggior parte dall'arrivo sempre maggiore di stranieri e di italiani dai comuni limitrofi[16].
Abitanti censiti 
[modifica] Etnie e minoranze straniere
Oderzo ha una popolazione di immigrati che formano il 13% della popolazione totale con la grande maggioranza provenienti dall'Europa dell'Est. Di seguito viene riportato l'elenco dei dieci gruppi più consistenti della popolazione straniera residente[17]:
| Pos. | Cittadinanza | Popolazione |
|---|---|---|
| 1 | 1040 | |
| 2 | 298 | |
| 3 | 149 | |
| 4 | 148 | |
| 5 | 119 | |
| 6 | 89 | |
| 7 | 83 | |
| 8 | 76 | |
| 9 | 70 | |
| 10 | 55 |
[modifica] Religione
[modifica] Diocesi di Oderzo
| Per approfondire, vedi le voci Diocesi di Oderzo e Tiziano di Oderzo. |
In un'epoca imprecisata la città divenne sede diocesana; nel VI secolo, a causa delle scorribande barbariche, questa fu trasferita inizialmente ad Eraclea, ed in seguito a Ceneda dove ha sede tuttora.
Il titolo di vescovo titolare di Oderzo è stato invece ripristinato da papa Paolo VI nel 1968; l'ultimo prelato a fregiarsi di questo titolo onorifico è stato mons. Raffaele Farina, cardinale e Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana dal dicembre 2006 fino alla elevazione a cardinale, avvenuta nel novembre 2007.
In onore delle origini vescovili della città, il parroco di Oderzo dagli anni trenta possiede il titolo di "Abate mitrato".
[modifica] Tradizioni e folclore
Panevin
- L'accensione del Panevin, appuntamento popolare diffusissimo nella zona, avviene solitamente il sabato successivo all'Epifania. Negli ultimi anni la pira di legno viene posta in una zattera galleggiante sulle acque del Monticano e accesa da sommozzatori, mentre nella zona circostante la gente gusta l'immancabile pinza e il vin brulè.
Sagra di San Giuseppe
- Si tiene ogni anno la domenica successiva al 19 marzo, nei dintorni della chiesetta della borgata omonima, organizzata dall'AGESCI di Oderzo con gli abitanti del quartiere. Nell'occasione la zona viene interamente pedonalizzata. La festa negli ultimi anni ha previsto tra le altre cose la pesca di beneficenza, un piccolo stand gastronomico, l'esibizione di alcuni gruppi musicali emergenti della zona, la "marcia del papà" (corsa non competitiva).
Sagra del (quartier) Marconi
- Altra piccola sagra che si tiene ogni anno nel quartiere omonimo a sud di Oderzo a fine maggio. Prevalentemente di stampo gastronomico, è nota per la gustosità delle sue "coste" (costicine di maiale) e salsicce, servite con polenta bianca. La sagra termina con il lancio di fuochi d'artificio. Intrattenitori animano la serata.
Fiere della Maddalena
- Si tengono ogni anno a metà luglio da tempo immemorabile. Negli ultimi anni le fiere si sono arricchite sempre maggiormente di appuntamenti culinari e culturali con lo scopo di promuovere il turismo in città. Tra queste la già citata Opera in Piazza, le "vie dei Goeosessi" e "Luci ed ombre" (percorsi enogastronomici), esibizioni musicali, fiere aviarie, sfilate di moda, saggi di danza.
Festa della Madonna della Salute
- L'appuntamento si svolge ogni anno a novembre presso la chiesetta omonima nella borgata a Spinè. Si tratta di una delle poche feste di quartiere che resistono a Oderzo e che un tempo scandivano il passaggio delle stagioni.
Le sagre nelle frazioni
- Si tengono annualmente in tutte le frazioni grazie al contributo delle associazioni di volontari attive in ogni paese. Sono solitamente caratterizzate dalla pesca di beneficenza e lo stand gastronomico, e il più delle volte a carattere parrocchiale. Sono:
-
- Sagra di Magera. Si tiene ogni anno intorno al primo maggio presso il tendone allestito nella zona nuova della borgata. Il giorno della festa del lavoro viene celebrata una santa Messa alla presenza delle associazioni degli ex combattenti.
- Sagra di San Valentino a Fratta (metà febbraio);
- Sagra di San Tommaso apostolo a Faè (fine giugno-inizio luglio);
- Sagra di San Bartolomeo a Camino (seconda metà agosto);
- Sagra delle castagne a Rustignè (inizio ottobre);
- Sagra dell'Immacolata a Colfrancui (inizio dicembre);
- Festa d'estate a Piavon (seconda metà giugno).
Mercati
- Il mercato all'aperto settimanale si tiene ogni mercoledì mattina dal 1233 in Piazza Grande, in piazza del Foro Boario e nelle vie del centro storico.
- In centro storico si tiene inoltre un mercatino dell'antiquariato una volta al mese.
[modifica] Monumenti e luoghi di interesse
[modifica] Architetture religiose
Duomo di San Giovanni Battista
- Iniziato intorno all'XI secolo e consacrato nel 1535 a san Giovanni Battista, è stato costruito sulle rovine di un antico tempio dedicato a Marte. L'aspetto originale, in stile romanico-gotico è stato pesantemente compromesso da rifacimenti eseguiti nei secoli. L'ultimo grande restauro, voluto da mons. Domenico Visentin, risale agli anni 1921-1924 e ha ripristinato, per quanto possibile, l'antica conformazione dell'edificio. All'interno sono conservate alcune pregevoli opere di Pomponio Amalteo, una delle quali copia di un originale esposto alla Pinacoteca di Brera a Milano[18]. Il campanile è stato edificato nel Cinquecento sulla base di una torre della vecchia cinta muraria, e presenta una pendenza di 98 centimetri.
Chiesetta del Beato Bernardino Tomitano
- Sita in pieno centro storico tra due palazzi di proprietà, venne eretta verso la fine del XVII secolo come oratorio dalla nobile famiglia dei Tomitano, proveniente da Feltre. La chiesetta ospita una lapide dedicata ai caduti di tutte le guerre e raccoglie i nomi e le immagini di numerosi di essi[19].
Chiesa di Santa Maria Maddalena
- Le origini di questa chiesa di stile romanico risalgono intorno all'anno mille. Nella prima metà del Cinquecento fu ceduta alle Suore Domenicane che vi istituirono il loro monastero, fino alla soppressione voluta da Napoleone. A causa dei numerosi rifacimenti, dell'antica struttura rimane solo la sacrestia e il campanile. La chiesa viene chiamata "il pantheon degli opitergini" perché al suo interno sono sepolti alcuni illustri cittadini.
Chiesa di San Giuseppe
- Si trova al centro della borgata omonima. Al suo interno trova posto un presepio di età settecentesca.
[modifica] Architetture civili
Palazzo Tomitano
- Si può vedere in via Umberto I insieme ad altri simili palazzetti del Quattrocento e del Cinquecento.
Palazzo Porcia e Brugnera
- Si tratta della residenza cinquecentesca della famiglia omonima, restaurata nel 2005. Si trova in piazza Castello ed è sede periodica di piccole mostre d'arte.
Patronato Turroni
- L'oratorio cittadino trova sede nell'edificio che fu della Scuola Apostolica del Sacro Cuore, l'ex seminario minore della diocesi, restaurato tra il 1994 e il 1998. Aperto nel 1921 dai Giuseppini del Murialdo e passato in gestione alla parrocchia nel 1926, è un pezzo di storia di questa cittadina, essendo stato per decenni principale luogo di ritrovo per centinaia di giovani della zona. In particolare la squadra di calcio del Patronato alla fine degli anni cinquanta lanciò nel professionismo quattro giovani calciatori; qui sono nati tra gli altri anche il gruppo scout e l'azione cattolica locale, un circolo cinematografico e la banda musicale cittadina[20].
Palazzo Foscolo
- Restaurato dopo un incendio nel 1983,[21] ospita numerosi eventi culturali e conferenze: tra queste va ricordata la grande rassegna Alberto Martini e Dante: e caddi come uom che'l sonno piglia aperta dal 30 ottobre 2004 al 27 febbraio 2005, e OderzoInquieta, mostra sull'inquietudine dell'uomo contemporaneo vista da diverse prospettive artistiche, svoltasi tra aprile e maggio 2007[22]. È inoltre sede permanente della Pinacoteca Alberto Martini, contenente una collezione di quadri dell'omonimo pittore opitergino donati dalla moglie, nonché di altri pittori di Oderzo e della zona. Si trova in via Garibaldi.
Villa Stefanel, già Berti, già Wiel
- Villa Wiel Berti Stefanel[23], è una villa veneta del XIX secolo, ubicata nella piazza omonima, nelle vicinanze della stazione ferroviaria; nel 2003 ha ospitato re Juan Carlos di Borbone.
Villa Bortoluzzi
- Un tempo era sede di un monastero, distrutto da un incendio e poi soppresso in epoca napoleonica al pari degli altri conventi religiosi presenti all'epoca in città. Oggi è di proprietà privata ed è chiusa al pubblico.
[modifica] Architetture militari
Il "Torresin"
- È il simbolo della città: si tratta di una torre dell'orologio completamente rifatta negli anni trenta del XX secolo e ribattezzata Torre Littoria. Esso faceva da porta d'ingresso e costituiva una vera e propria muraglia che si è conservata nei secoli; al suo interno trova posto una banca e la sede dei vigili urbani.
[modifica] Altro
[modifica] Piazza ed edifici circostanti
| Per approfondire, vedi la voce Piazza Grande (Oderzo). |
Piazza Grande
- Già Piazza Vittorio Emanuele II, è una delle più famose piazze del Veneto per la sua particolare forma a palcoscenico, e fa da sfondo a numerose iniziative culturali: tra queste anche la prima puntata del Maurizio Costanzo Show registrata all'esterno del Teatro Parioli nel 1997. L'aspetto attuale della piazza è il risultato di un grande restauro terminato nel 1993 su progetto dell'architetto Toni Follina. Nella parte orientale della piazza è tracciata una curva a forma di otto: comunemente chiamata "la meridiana", si tratta in realtà di un grande analemma, che funge da calendario grazie all'ombra del pinnacolo centrale del Duomo. Su Piazza Grande si affacciano il Duomo di san Giovanni Battista, il Torresin, la Loggia Comunale, il Torresòn ed altri edifici storici, tra cui il Palazzo Saccomani e lo storico Caffè Commercio.
Sul lato nord di piazza Grande oltre il sottoportico Zeno Lovato, sito dove sono presenti dei reperti romani visibili sotto il percorso pedonale per mezzo di una vetrata, si giunge a piazza Castello. Piazza Castello è una piazza pedonale, la seconda per estensione in città, recentemente rimodernata, e offre una vista su piazza Grande e sul Monticano che passa sotto il ponte Manin. Vi si affaccia, tra l'altro, il palazzo Porcia e Brugnera.
[modifica] Centro storico
Comprende la parte romana, medievale e rinascimentale della città. Si concentra attorno a via Alberto Martini e via Umberto I, strade lastricate in pavé, ai cui lati si affacciano palazzi affrescati realizzati dal Quattrocento al Settecento, quasi tutti di proprietà privata e non aperti al pubblico.
[modifica] Siti archeologici
Sono sparsi in vari punti della cittadina; i principali sono:
- L'area del Foro Romano (tra via Roma e via Mazzini). Sono i resti di un complesso forense di età augustea e di una grande domus, ubicata all'incrocio tra i due principali assi viari cittadini, scoperti tra il 1978 e il 1995. Si conservano i resti di una piazza (misure probabili 40x100 metri), i resti della basilica civile e di un'imponente gradinata. L'area è interamente sovrastata da un edificio polifunzionale e da una piazza sospesa (Piazza del Foro Romano). L'intero complesso è stato progettato da Toni Follina, lo stesso architetto autore della nuova piazza.
- L'area delle ex carceri (Calle Pretoria) si trova curiosamente all'interno di un noto ristorante con sede presso il "Torresin" (vedi). È composta di reperti e murature di varie epoche, più i resti delle carceri medievali, le quali ebbero come "ospite" più illustre il trovatore Sordello da Goito.
- Area di via dei Mosaici. Vi si conserva la parte inferiore di due pozzi, nonché la pavimentazione musiva di una domus, indagata tra il 1951 e il 1988.
- Area tra Piazza Grande e Piazza Castello. Si tratta di un tunnel ricavato nell'edificio moderno posto tra le due piazze. Attraversandolo si possono scorgere i resti di uno dei due assi principali della città e di una pavimentazione esposta a muro.
- Area di via Dalmazia. Si trova presso la cantina sociale. Scoperta nel 1989, consta della parte inferiore di un pozzo[24].
Uno dei vari siti archeologici della città è protetto da una struttura piramidale in vetro che, sebbene di dimensioni ridotte, richiama vagamente la famosa piramide del Louvre di Parigi. Antistante alla piramide, in un edificio che ingloba alcuni resti della cinta muraria medievale, ha sede l'ufficio turistico[25].
[modifica] Aree naturali
Il Parco Ca' Diedo trova collocazione in una zona della città di rilievo. Accessi: via Gasparinetti, via Mazzini e via Garibaldi, presso il Municipio. All'interno c'è un monumento dedicato a Luigi Luzzatti, deputato della circoscrizione di Oderzo e Presidente del Consiglio dal 1910 al 1911. Il parco si estende in un'area molto vasta e comprende spazi verdi con tavoli per pranzare, ma anche aree da gioco per bambini piccoli.
[modifica] Dintorni di Oderzo
- Chiesa della Madonna della Salute. Si trova nella borgata di Spinè, vicino alla rive del Monticano, all'incrocio con via Gorgazzo.
- "Mutera" di Colfrancui, presso la frazione omonima. Si tratta di una misteriosa collina artificiale di epoca veneta, usata forse come osservatorio astronomico. Conserva i resti di un cavaliere e del suo cavallo.
- Il "Casòn", abitazione contadina dell'ottocento a Piavon recentemente restaurata.
- Il Museo dell'Apicoltura. Si tratta di un museo unico nel suo genere in Italia, e ha sede a Piavon presso l'Istituto Agrario "G. Cerletti", sede staccata della Scuola Enologica di Conegliano.
[modifica] Cultura
[modifica] Istruzione
[modifica] Biblioteche
Attiva dal 1973 in una ex abitazione privata del XVIII secolo, è stata riaperta nel 2002 dopo un importante intervento di ristrutturazione; si trova in via Garibaldi di fronte a Palazzo Foscolo. Al suo interno è presente, tra i 29.000 volumi, anche la collezione di 1500 libri di storia donata dalla vedova dello storico opitergino Eno Bellis, nonché la piccola galleria d'arte "Tullio Vietri".
[modifica] Scuole
[modifica] Musei
- Il Museo Civico Archeologico "Eno Bellis" è uno dei più vecchi in Italia, essendo stato fondato nel 1876.[26]. Il museo prende il nome dall'ultimo podestà di Oderzo. In continuo allestimento, ospita solo una minima parte del grande patrimonio archeologico emerso dal sottosuolo opitergino.
- Il Museo di apicoltura "Guido Fregonese" attivo dal 1996 e primo museo pubblico di apicoltura in Italia.
[modifica] Media
[modifica] Radio
Dal 1976 al 1978 Oderzo fu la sede di RadioCentroVeneto, una delle prime radio libere italiane che trasmetteva dai monti al mare con modulazione di frequenza di 102,450 MHz. Dal 1984, Oderzo è sede di un'emittente radiofonica locale, TopRadio, che trasmette in Veneto e in Friuli Venezia Giulia sui 99,000 e 98,400 MHz. www.topradio.it
[modifica] Stampa
La principale testata locale è il mensile Il Dialogo. Edito dalla Parrocchia del Duomo dal 1967, conta circa seimila abbonati, tra cui qualche centinaio anche all'estero, principalmente emigranti. L'altra è Qui Oderzo, quadrimestrale edito dall'amministrazione comunale.
[modifica] Musica
La città è sede di un qualificato istituto musicale: l'Istituto Musicale Opitergium fondato dall'organista e compositore Fabrizio Visentin e dalla moglie Lydia Bertin, a sua volta direttrice del Coro Città di Oderzo.
In città inoltre vi sono vari complessi corali e strumentali. Storica tra queste la Banda cittadina "Turroni" con i suoi oltre 200 anni di tradizione. Vi ha sede il prestigioso ensemble cameristico, l'orchestra e il coro In Musica Gaudium diretti dal maestro Battista Pradal, il coro Alpes del CAI di Oderzo, diretto dal flautista Paolo Dalla Pietà e la prestigiosa "Schola Cantorum" del Duomo diretta dal M° Claudio Provedel, istituzione di antichissima data.
Oderzo ha inoltre dato i natali a tre donne che hanno saputo farsi apprezzare in tre diversissimi ambiti musicali: il celebre soprano Maria Chiara, grande interprete del repertorio pucciniano e verdiano; Alessandra Drusian, cantante del duo Jalisse che vinse il Festival di Sanremo 1997, ed infine Rosita Ziroldo, giovane cantautrice blues più nota all'estero che in madrepatria.
Per quanto riguarda invece la musica indie, negli ultimissimi anni si sono fatti apprezzare in particolare tre gruppi dell'Opitergino: i Sostrato, i Wetfinger Operation e i Chinasky.
Nella vicina Fontanelle risiede infine il musicista jazz Lanfranco Malaguti, uno dei più quotati in Italia, citato nell'enciclopedia Treccani[27].
[modifica] Cucina
[modifica] Personalità legate a Oderzo
| Per approfondire, vedi la voce categoria:Personalità legate a Oderzo. |
[modifica] Eventi
[modifica] Opera in Piazza Giuseppe Di Stefano
Festival organizzato dall'Associazione Musicale e Corale Oder Atto II°, comprende una serie di manifestazioni musicali (Opera Lirica, Jazz, Musical, Balletto, Concerti sinfonici, Musica sacra, Musica popolare, Operetta) che vengono realizzate nel periodo da maggio a dicembre in vari contenitori della città, (piazze, chiese, teatri) nei dintorni di Oderzo e all'estero.[28] Il grande evento operistico che si tiene a luglio in Piazza Grande è intitolato al tenore Giuseppe Di Stefano per volontà della moglie Monica Curth Di Stefano. La piazza viene trasformata in un suggestivo teatro all'aperto. L'evento attrae anche turisti stranieri, tanto che negli ultimi anni sempre più biglietti vengono venduti all'estero, perfino in Giappone e in America. Le prime due edizioni (1991 e 1992) si tennero al cinema-teatro comunale "Cristallo", essendo ancora in corso i lavori di restauro della piazza. Questa fu inaugurata in occasione dell'edizione del 1993, con l'esecuzione del Nabucco alla presenza di seimila persone.
Negli anni sono state portate in scena opere di Rossini, Mozart, Puccini, Verdi, Mascagni, Leoncavallo, Ciaikovsky, Theodorakis; hanno presenziato, tra gli altri, Simonetta Puccini, nipote e unica discendente di Giacomo Puccini, Giuseppe Pugliese e Giorgio Gualerzi (critici musicali), Giuseppe Di Stefano, quindi Pippo Baudo, Michele Mirabella e Antonio Lubrano in qualità di presentatori; hanno cantato i tenori Nicola Martinucci e Gianfranco Cecchele, il baritono Renato Bruson e il basso Michele Pertusi, i soprano Katia Ricciarelli e Luciana Serra, sono intervenuti lo scultore Mauro Corona, il critico d'arte Vittorio Sgarbi, Theodorakis, Mario Maffucci (già capo-struttura di Raiuno). Dal 2000 al 2007, nell'ambito della manifestazione, è stato assegnato a grandi nomi della musica classica e lirica il Premio Oder Atto II. Dal 2008 il Festival si chiama "Opera in Piazza Giuseppe Di Stefano" ed è stato istituito il "Premio Internazionale Giuseppe Di Stefano", consegnato al già Sovrintendente del Teatro alla Scala di Milano Carlo Fontana e ad Adua Veroni, prima moglie di Luciano Pavarotti.
Le esecuzioni sono una quindicina circa, iniziano a maggio in Germania, continuano a Oderzo in estate all'aperto in PIazza Grande e Piazza del Foro Romano; proseguono in autunno presso il Palateatro di Via Pontremoli e per i ragazzi delle scuole. Si concludono la prima domenica di dicembre in Duomo dove viene organizzato il concerto natalizio denominato "Note di Stelle".
[modifica] Rassegna bandistica "Memorial Bepi Da Ros"
Evento organizzato dalla proloco e dalla Banda cittadina "Turroni" durante i mesi di maggio e giugno in memoria di Bepi Da Ros, per anni maestro della banda stessa. Organizzata a partire dal 2004 si compone di una serie di concerti che vedono esibirsi sul palco i gruppi filarmonici del territorio.
[modifica] Opitergium - rievocazione storica
Si tratta di una settimana di rievocazioni storiche romane la cui prima edizione si è svolta dal 4 al 10 giugno 2007. Il programma ha previsto spettacoli di lotte tra gladiatori e una battaglia tra legionari e celti organizzati da compagnie di attori italiane e straniere, conferenze con esperti, la ricostruzione di un accampamento e di una taverna con pietanze dell'epoca. Le vetrine degli esercizi pubblici sono state allestite con richiami all'età classica.
[modifica] Maggio archeologico opitergino
Si tratta di un ciclo di conferenze con esperti riguardanti il mondo romano e gli ultimi ritrovamenti archeologici, inframezzate a visite gratuite in notturna alle aree archeologiche. La prima edizione si svolse nel 2003.
[modifica] Premio "Oderzo Azienda Design"
Si tiene dal 2003 da maggio a giugno, con lo scopo di "segnalare, valorizzare e promuovere le aziende del Triveneto che abbiano raggiunto livelli di eccellenza grazie al contributo del design sia interno, sia esterno alla struttura organizzativa dell'azienda stessa"[29].
[modifica] Premio di architettura "Città di Oderzo"
Un premio pubblico esistente dal 1997 il cui intento è "promuovere una riflessione critica sul ruolo dell'architettura nella qualificazione dell'ambiente" e che si assegna ad architetture realizzate nelle regioni del Triveneto[29].
[modifica] Oderzo Porte Aperte
Si svolge a scadenza variabile, solitamente nei mesi primaverili, la domenica: i negozi restano aperti e vengono organizzati piccoli spettacoli ed attrazioni per le vie del centro storico.
[modifica] Conoscere il volontariato
Un appuntamento che si tiene solitamente in un fine settimana di maggio durante il quale il centro storico si trasforma in una vetrina per le associazioni di volontariato della zona. Nell'ambito della manifestazione in Piazza Grande si tengono esibizioni musicali, teatrali e di danza organizzate in collaborazione con gli istituti scolastici superiori della città.
[modifica] "Nden sajar"
Tradotto dal veneto diventa "Andiamo ad assaggiare", è un'altra manifestazione enogastronomica che si tiene a inizio dicembre in cantina e che attrae un numero sempre maggiore di visitatori.
[modifica] Geografia antropica
[modifica] Urbanistica
L'attuale assetto urbanistico della città si è sviluppato a partire da quello di epoca basso medievale-rinascimentale, in quanto della situazione urbanistica romana non è rimasto pressoché nulla, a causa delle devastazioni barbariche e degli interramenti avvenuti nel corso dei secoli precedenti.
[modifica] Un borgo fortificato
L'attuale centro storico si è sviluppato essenzialmente in tre fasi: la prima corrisponde al periodo successivo all'anno mille, quando viene edificato il borgo fortificato immediatamente a sud e ad ovest di Piazza Grande, nucleo della vita sociale e religiosa della città: si tratta delle cosiddette contrade Rossa e del Cristo, che presentano strade strette e perpendicolari, forse l'unico richiamo alla pianta romana, con lastricatura a ciottolato, in parte ristrutturata negli anni novanta. La zona era contenuta in una cinta muraria quadrilatera, i cui vertici corrispondono attualmente al campanile del Duomo e al Torreson, entrambi edificati sulla base di due vecchie torri rispettivamente nel 1596 e nel 1995, alla Piramide (vedi) e alla piccola rotatoria di Piazza Castello.
Le mura avevano tre porte di accesso: porta Trevisana, ovvero l'attuale Torresin, da cui entrava la strada Callalta, che conduceva a Treviso; porta Friuli o di Stalla, demolita nell'Ottocento, in prossimità del Monticano; porta San Martino, sita presso l'attuale l'imbocco di via Roma in piazza Castello. Il borgo fortificato sorgeva a pochi metri dal fiume Monticano, ovvero il confine naturale e civile con il territorio di Camino e quindi con la giurisdizione di Portobuffolè.
[modifica] L'espansione esterna
Già a partire dal XIII secolo iniziò l'espansione del borgo all'esterno delle mura, in particolare lungo la Callalta, ovvero l'attuale Borgo Maggiore (via Umberto I); ancor oggi questa zona è parzialmente circondata dal Gattolè, un canale artificiale scavato dai Caminesi e collegato al Monticano e al fossato che circondava le mura, interrato tra Settecento e Ottocento. Le strade di Borgo Maggiore presentano un'ampiezza maggiore e sono lastricate in pavé.
Durante la dominazione veneziana la città si sviluppò in particolare ancora più a sud, lungo l'attuale via Garibaldi, con edifici disposti su lotti stretti e allungati (il cosiddetto "lotto gotico"), e verso nord-ovest, arrivando così in prossimità dei vari conventi edificati in periferia nello stesso periodo[30].
[modifica] Il XX secolo
La città vide a partire dalla fine dell'Ottocento una lunga fase di espansione urbana, che è proseguita, con poche interruzioni, fino ai giorni nostri, non sempre nel rispetto della storia e dell'estetica della città, per i discutibili restauri e per le demolizioni di edifici antichi. Nel primo Novecento la città iniziò ad espandersi in ogni direzione, compresa la sinistra Monticano, nel frattempo diventata parte del Comune di Oderzo, con il risultato che oggi il capoluogo è, di fatto, contiguo alle zone periferiche di alcune frazioni.
A partire dagli anni del boom economico, alcuni condomini hanno fatto la loro ingombrante comparsa in centro; un maggior attenzione all'aspetto estetico e all'impatto ambientale delle nuove lottizzazioni si è avuta soltanto a partire dalla fine degli anni ottanta[30].
Attualmente sta facendo parecchio discutere la costruzione di un parco commerciale a nord della città, presso la zona detta "dei masotti", per le conseguenze che potrebbe avere sul già malridotto assetto idrogeologico di tutto il territorio comunale.
A Oderzo è presente un ospedale, una Tenenza dei Carabinieri e una Tenenza della Guardia di Finanza.
[modifica] Contrade, quartieri e frazioni
| Per approfondire, vedi la voce Categoria:Frazioni di Oderzo. |
Le sei frazioni comunali circondano il capoluogo quasi come i punti di un esagono. Partendo da nord e procedendo in senso orario sorgono:
- Camino, 2.240 abitanti circa;
- Fratta, 1.000 abitanti circa;
- Piavon, 1.800 abitanti circa;
- Rustignè, 600 abitanti circa;
- Faè, 900 abitanti circa;
- Colfrancui, 1.600 abitanti circa.
Il capoluogo (12.800 abitanti circa) è formato da alcuni quartieri o borghi. In particolare il centro storico è diviso in:
- Contrada Rossa e Contrada del Cristo, presso il borgo medievale;
- Borgo Maggiore, la parte del centro circondata dal canale Gattolè;
- Borgo di Santa Maria Maddalena, presso la chiesa omonima;
- Borgo San Rocco, a nord della stazione ferroviaria dove sorgeva il convento omonimo;
- Borgo delle Grazie, lungo la via omonima;
- Borgo della Pirama o di San Martino, tra il centro e la borgata San Giuseppe.
- Borgo San Giuseppe, all'incrocio tra viale Dalmazia e via Roma.
- Borgo di Stalla, nelle vicinanze di Piazza Grande lungo l'altra sponda del Monticano.
All'esterno del centro storico, i quartieri più importanti sono San Vincenzo, San Giuseppe, Spinè, Magera, Quartier Marconi. Il primo è anche sede parrocchiale[31].
[modifica] Economia
Il territorio di Oderzo è stato caratterizzato per secoli da un'economia a carattere prevalentemente agricolo. Sarà a partire dagli anni sessanta che la città inizierà a sviluppare un significativo settore secondario, in particolare con l'apertura della SOLE (Società Opitergina Lavorazione Elettrodomestici), ancor oggi l'azienda con più dipendenti presente in città.
Ma soltanto alla fine degli anni settanta, con l'inizio del fenomeno chiamato a posteriori "il miracolo del Nordest" tutta la zona vedrà un rapidissimo sviluppo economico nel settore artigiano, industriale e commerciale, con la conseguente nascita di una miriade di piccole aziende, quasi tutte con meno di dieci dipendenti. È anche per questo motivo che attualmente a Oderzo sono attive più di venti banche, una ogni meno di mille abitanti.
Sempre per quanto riguarda il settore economico, Oderzo può vantare per esempio il più grande mercato del bestiame del Veneto dopo quello di Padova e un fiorente mercato immobiliare sviluppatosi negli ultimi anni.
Oderzo è inoltre all'avanguardia nel campo della gastronomia e della viticoltura, in particolare nella produzione di Verduzzo, Merlot, Cabernet e Raboso.
[modifica] Servizi
[modifica] Turismo
Un altro settore in crescita. Oggi Oderzo è seconda solo al capoluogo come numero di turisti annuali in provincia di Treviso[32]. Si tratta per la stragrande maggioranza di "pendolari", provenienti soprattutto dalla Germania e dai Europa dell'est, che restano in città da uno a tre giorni.
Negli anni novanta Oderzo ha guadagnato il titolo di "Città Archeologica". In seguito è stata nominata dal Touring Club Italiano "Città più porticata d'Italia": i portici infatti sono uno dei simboli della città, e ne sono dotati praticamente tutti gli edifici del centro storico e i palazzi sorti negli ultimi quarant'anni.
A gennaio 2007 infine, dopo anni di richieste, la Provincia di Treviso ha concesso a Oderzo il titolo di "Città d'arte".
[modifica] Infrastrutture e trasporti
[modifica] Strade
Oderzo è lambita dalla Strada Statale 53 "Postumia", che collega Treviso con Portogruaro. Il tracciato, conosciuto anche con il nome di "Callalta", ha preso il nome dell'antica via Postumia, anche se segue un percorso sostanzialmente diverso: mentre la moderna via Postumia giunge a Oderzo passando per Treviso e Ponte di Piave, l'antica via Postumia da Castelfranco Veneto scorre più a nord, toccando i paesi di Villorba, Maserada sul Piave, Roncadelle e quindi Oderzo[33]
L'altra strada di grande percorrenza da cui è la città servita è la provinciale comunemente chiamata "Cadore-Mare", realizzata in varie fasi a partire dalla fine degli anni quaranta per collegare velocemente la zona di Cortina d'Ampezzo alle località balneari, Jesolo in primis.
A Oderzo infine inizia una provinciale che la collega con Pordenone e i paesi dell'alto Friuli, chiamata, in onore della citta, "Opitergina", e una che procede in direzione San Stino di Livenza seguendo il tracciato di un'antica strada romana che collegava Oderzo con i suoi porti marittimi.
È attualmente in fase di realizzazione una circonvallazione intorno alla città con lo scopo di risolvere i problemi dell'attuale sistema viario, che nel corso degli anni è diventato inadeguato a sostenere il volume di traffico pesante della zona. La circonvallazione, concepita inizialmente alla fine degli anni settanta, verrà completata nei prossimi anni con la realizzazione dell'ultimo tratto che collegherà la frazione di Piavon a Gorgo al Monticano, uscendo così dai confini comunali. Al termine dei lavori Oderzo sarà l'unica città della regione a possedere una circonvallazione che la circonda quasi completamente.
[modifica] Autostrade
I caselli autostradali più vicini sono quelli di Conegliano sull'Autostrada A27 (18 km circa) e quello di Cessalto sull'autostrada A4 (15 km circa).
[modifica] Ferrovie
Oderzo possiede inoltre una piccola stazione sulla linea ferroviaria Treviso-Portogruaro, una delle prime realizzate in Italia (1885). La ferrovia divenne inagibile dopo l'alluvione del 1966 e fu riaperta solo trent'anni dopo. Meglio collegate sono le vicine stazioni ferroviarie di Conegliano e San Donà di Piave.
[modifica] Aeroporti
L'aeroporto più vicino è quello di Treviso-Sant'Angelo (km 30).
[modifica] Mobilità urbana
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Pietro Dalla Libera (lista civica) dal 30/05/2011 (2º mandato)
Indirizzo della casa comunale: via G. Garibaldi, 14
[modifica] Il comprensorio opitergino
Per comprensorio opitergino, detto anche opitergino-mottense, si intende una porzione della provincia di Treviso comprendente i comuni di Cessalto, Chiarano, Cimadolmo, Fontanelle, Gorgo al Monticano, Mansuè, Meduna di Livenza, Motta di Livenza, Oderzo, Ormelle, Ponte di Piave, Portobuffolè, Salgareda, San Polo di Piave.
[modifica] Amministrazioni precedenti
[modifica] Regno Lombardo-Veneto (1815-1866)
| Periodo | Primo Cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1815 | 1853 | ? | Podestà |
| 1853 | 1857 | Teodoro Wiel | Podestà |
| 1857 | 1859 | Angelo Moro | Podestà |
| 1859 | 1865 | Paolo di Porcia | Podestà |
[modifica] Regno d'Italia (1870-1946)
| Periodo | Primo Cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1867 | 1869 | Pompeo Tomitano | Sindaco |
| 1870 | 1870 | Pietro Zanchetta | Sindaco |
| 1871 | 1873 | Emilio Galvagna | Sindaco |
| 1876 | 1877 | Paolo di Porcia | Sindaco |
| 1878 | 1879 | Emilio Galvagna | Sindaco |
| 1880 | 1890 | (Vari consiglieri comunali, a turno) | Sindaco |
| 1890 | 1896 | Giovanni Manfren | Sindaco |
| 1896 | 1898 | Andrea Bisson | Sindaco |
| 12 settembre 1902 | 1914 | Francesco Gasparinetti | Sindaco |
| 1914 | 1914 | Giovanni Manfren | Sindaco |
| 26 agosto 1914 | 1920 | Antonio Levada | Sindaco |
| 1920 | ? | Achille Lorenzon | Partito Nazionale Fascista | Podestà |
| 1925 | 1927 | Luigi De Giudici | Partito Nazionale Fascista | Podestà |
| 1927 | 1930 | ? | Partito Nazionale Fascista | Podestà |
| 1930 | 1935 | Eno Bellis | Partito Nazionale Fascista | Podestà |
| 1935 | 1945 | ? | Partito Nazionale Fascista | Podestà |
[modifica] Repubblica Italiana (1946-oggi)
| Periodo | Primo Cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 28 aprile 1945 | 8 agosto 1945 | Plinio Fabrizio | Democrazia Cristiana | Sindaco |
| 9 agosto 1945 | 22 aprile 1946 | Attilio Baradel | Democrazia Cristiana | Sindaco |
| 23 aprile 1946 | 18 luglio 1949 | Giovanni Battista Maccari | Democrazia Cristiana | Comm. pref. |
| 3 novembre 1950 | 4 aprile 1952 | Alberto Appoloni | Democrazia Cristiana | Sindaco |
| 5 aprile 1952 | 29 dicembre 1954 | Gerolamo Lino Moro | Democrazia Cristiana | Sindaco | [34] |
| 30 dicembre 1954 | 11 dicembre 1963 | Arturo Pujatti | Democrazia Cristiana | Sindaco |
| 12 dicembre 1963 | 29 giugno 1970 | Piero Feltrin | Democrazia Cristiana | Sindaco | [35] |
| 3 luglio 1970 | 12 settembre 1971 | Giorgio Gherlenda | Democrazia Cristiana | Sindaco |
| 3 ottobre 1971 | 28 settembre 1973 | Aldo Cappellotto | Democrazia Cristiana | Sindaco | [36] |
| 29 settembre 1973 | 17 aprile 1975 | Mario Madonna | Democrazia Cristiana | Sindaco |
| 18 aprile 1975 | 30 marzo 1977 | Davide Bozzo | Democrazia Cristiana | Sindaco |
| 31 marzo 1977 | 10 aprile 1987 | Daniele Martin | Democrazia Cristiana | Sindaco |
| 11 aprile 1987 | 18 giugno 1993 | Fulgenzio Zulian | Democrazia Cristiana | Sindaco |
| 27 giugno 1993 | 12 giugno 2001 | Giuseppe Covre | Lega Nord | Sindaco | [37] |
| 13 giugno 2001 | 11 giugno 2006 | Elio Pujatti | Lega Nord | Sindaco | [38] |
| 12 giugno 2006 | in carica | Pietro Dalla Libera | lista civica Oderzo Sicura | Sindaco |
[modifica] Gemellaggi
[modifica] Altre informazioni amministrative
La circoscrizione territoriale ha subito le seguenti modifiche: nel 1929 aggregazione di territori del soppresso comune di Piavon.[39]
[modifica] Sport
[modifica] Principali società sportive
- La LAE Electronic Oderzo è la principale società di pallavolo cittadina[40]. Nata nel 1975, oggi gestisce due formazioni maschili ed una femminile oltre ad un nutrito vivaio nel campionato 2008/09 militerà in serie C: infatti, dopo aver vinto il campionato di serie B1 nel 2008, nonché la Coppa Italia di serie, ha dovuto rinunciare alla promozione per motivi economici. Gioca nel palazzetto dello sport Opitergium.
- La PMP Basket Oderzo è la squadra di basket della città[41], la quale al termine della stagione 2007/08 è retrocessa in Serie C1 dopo venti campionati consecutivi di Serie B. È la seconda squadra della provincia di Treviso in ordine di importanza dopo la Benetton Treviso, società con la quale da alcuni anni collabora a livello di vivaio. Nel campionato 2005/2006 militò per la prima volta in serie B1; retrocessa e quindi ripescata, dovette rinunciare alla categoria per motivi economici.
- La Società Sportiva Rugby Oderzo[42], che milita invece in serie C Veneto; nel 2006 ha dovuto rinunciare alla promozione in B per motivi economici. Dalle giovanili di questa squadra sono usciti numerosi talenti che hanno vestito anche la maglia della nazionale, altri invece si sono distinti in altri campi diventando giornalisti, imprenditori, assessori, docenti universitari: tra questi Gianmario Tondato Da Ruos, attuale amministratore delegato di Autogrill. Una nuova iniziativa della società Rugby Oderzo ha portato alla costituzione della sezione Touch rugby della stessa squadra con il nome di Rugby Touch Oderzo che partecipa a tornei estivi e competizioni organizzate dalla Lega Italiana Touch Rugby.
- La Pallamano Oderzo, nella stagione 2011/12, milita in Serie A1, la seconda divisione nazionale, dopo aver conquistato la promozione dalla serie A2, mentre la prima squadra femminile milita in Serie B. Nel dicembre 2011, Oderzo ha ospitato le qualificazioni alla XX edizione dei mondiali femminili di pallamano, evento trasmesso su Rai Sport 1[43].
- Oderzo è sede della U.S.D. Hydros[44], una tra le società sportive più importanti a livello regionale che comprende le squadre agonistiche di Portogruaro, Oderzo, Treviso, Castelfranco Veneto e Jesolo.
- L'Unione Sportiva Opitergina è la prima squadra di calcio della città per importanza[45] e attualmente milita nel campionato di Eccellenza Regionale. Fondata nel 1946, dal suo vivaio sono usciti numerosi talenti alcuni dei quali poi diventati professionisti. In questa squadra ha chiuso la carriera Luigi Delneri, ex allenatore della Juventus.
- La squadra opitergina di futsal di Calcio a 5 è la Moinet Vini Mareno di Piave - Oderzo (matricola FIGC 918768) che attualmente milita nel girone D del campionato di Serie C2.
- Il circuito internazionale "Oderzo Città Archeologica"[46] si tiene ogni 1º maggio dal 1994. Con gli anni è diventato uno dei più rinomati appuntamenti di atletica leggera del Nord Italia, avendo visto la partecipazione di atleti del calibro di Giuliano Battocletti, Gabriele De Nard, Ruggero Pertile, Silvia Weissteiner, Bruna Genovese, Silvia Sommaggio, oltre che i disabili Alvise De Vidi e Francesca Porcellato.
- La squadra cittadina di Hockey su pista, oggi non più esistente, militò in serie A2 negli anni settanta sponsorizzata dal marchio IGNIS. Si tratta dell'unica compagine sportiva cittadina ad aver militato nella serie maggiore della propria disciplina. Per mancanza di un impianto coperto si trasferì a Pordenone.
Oderzo ha visto più volte passare la carovana del Giro d'Italia, l'ultima il 25 maggio 2010 in occasione della quindicesima tappa con partenza a Mestre e arrivo nel monte Zoncolan (UD); ospitò in data 29 gennaio 1986 un'amichevole di lusso della Nazionale di rugby XV dell'Italia, la quale ha visto gli azzurri battere gli australiani del Queensland Reds per 15 a 13[47]; sempre a Oderzo, si è svolta a luglio 2008 la prima edizione italiana dei campionati universitari di pallamano.
[modifica] Impianti sportivi
- Stadio Opitergium, oltre 5.000 posti, via Stadio. Attività: calcio, atletica leggera.
- Palazzetto dello Sport, viale Città di Pontremoli. Attività: pallacanestro, pallamano, pallavolo, calcetto, pattinaggio artistico.
- Piscina comunale, viale Città di Pontremoli. Attività: nuoto, beach volley (all'esterno)[48]
- Campo da rugby comunale, via Donizetti.
- Campi da tennis comunali, viale Città di Pontremoli.
- Impianti sportivi nelle frazioni.
[modifica] Curiosità
- A Berlino in Germania si trova una ristorante di cucina tipica italiana con specialità venete che prende il nome dalla città;
- Oderzo si trova (in linea d'aria) esattamente a nord di Roma, per un totale di circa 430 km. di distanza tra le due;
- Sotto la città scorre, ancor'oggi, un fiume che inizialmente lambisce la Mutera, un antico sito paleoveneto a nord-ovest, poi scende a cielo aperto fino alla zona del cimitero a ovest, infine sprofonda sotto alla città e riemerge a sud-est, dopo la ferrovia. Questo fiume si chiama Piavon e serviva per collegare Oderzo alla laguna veneta ai tempi dei romani che avevano costruito un porto per il trasporto delle merci tramite le navi (nell'area opitergina è chiamato anche Navisego).
[modifica] Galleria fotografica
-
Gli argini del Monticano a Camino
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ Comune di Oderzo - Statuto.
- ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Milano, Garzanti, 1996, p. 450.
- ^ Fonte: confedilizia.it. URL consultato il 12-09-2007.
- ^ Bacino Idrografico del Fiume Livenza: Informazioni
- ^ [Sito internet della Protezione Civile 18-12-2007]
- ^ Fonte: Arturo Benvenuti (a cura di), Faè, una parrocchia (vedi bibliografia).
- ^ Il suffisso Terg si ritrova anche in Tergeste, nome latino di Trieste
- ^ Geografia, (EN)libro V, capitolo I, parte 8.
- ^ Naturalis Historia, libro III.
- ^ Pharsalia, libro IV.
- ^ Historiae, Libro III, capitolo VI
- ^ Federico Maistrello, Partigiani e nazifascisti nell'Opitergino (1944-1945), pag. 65-67; Gianpaolo Pansa, Il sangue dei vinti, pag. 193-206 (vedi bibliografia).
- ^ Fonti della sezione "Storia": vedi bibliografia
- ^ Informazioni date dal comune in data 03/02/2012 assieme alle immagini dello stemma e del gonfalone con licenza Ticket OTRS n°2012020610005458, vedi pagina discussione
- ^ Dati dell'Ufficio Anagrafe comunale.
- ^ Sono stati omesse alcune minoranze meno consistenti: per l'elenco completo consultare Dati Istat al 31 dicembre 2009. URL consultato il 25 gennaio 2012.
- ^ Fonte: Eno Bellis, Cenni storici sul Duomo di Oderzo, Comune di Oderzo 1958
- ^ Eno Bellis, Conventi Chiese minori e Oratori nella vecchia Oderzo, La Tipografica, Treviso 1963
- ^ Fonte: Giuseppini del Murialdo, opera di Oderzo.
- ^ Scheda nel sito dell'IRVV
- ^ Sito ufficiale. URL consultato il 12-09-2007.
- ^ Scheda nel sito dell'IRVV
- ^ Margherita Tirelli, Soprintendenza archeologica del Veneto, Gli itinerari archeologici di Oderzo, collana Tesori del Veneto (vedi bibliografia).
- ^ Pagina ufficiale dell'ufficio turistico. URL consultato il 12-09-2007.
- ^ Gaetano Mantovani.. Museo Opitergino (vedi bibliografia).
- ^ Vedi Enciclopedia Treccani, voce "Jazz"
- ^ Sito ufficiale dell'Opera in piazza. URL consultato il 12-09-2007.
- ^ a b Fonte: www.oderzocultura.it. URL consultato il 12-09-2007.
- ^ a b Luciano Mingotto, Il centro storico di Oderzo in Le Tre Venezie, speciale Oderzo, Rivista, Ponzano Veneto, Grafiche Vianello, gennaio-marzo 1995.
- ^ Le stime sugli abitanti sono state dedotte a partire dai dati ufficiali del Comune di Oderzo del 31 dicembre 2002.
- ^ Fonte: Provincia di Treviso, assessorato al Turismo.
- ^ Non è mai stato accertato se, in prossimità del Piave, sia esistito in epoca romana un ponte che collegasse le due sponde.
- ^ Si dimette in quanto eletto senatore.
- ^ Presidente della Regione Veneto tra il 1972 e il 1973.
- ^ Attualmente è diacono permanente in servizio presso la parrocchia del Duomo di Oderzo. Sito web personale. URL consultato il 12-09-2007.
- ^ È stato anche parlamentare per la Lega Nord dal 1996 al 2001.
- ^ Figlio di Arturo già sindaco.
- ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3
- ^ Sito ufficiale della squadra. URL consultato il 12-09-2007.
- ^ Sito ufficiale della squadra. URL consultato il 12-09-2007.
- ^ Sito ufficiale della squadra. URL consultato il 12-09-2007.
- ^ Women's Handball World Championship Brazil 2011 - Qualification Tournament
- ^ Sito ufficiale della squadra. URL consultato il 12-09-2007.
- ^ Sito ufficiale della squadra. URL consultato il 12-09-2007.
- ^ Sito ufficiale della manifestazione. URL consultato il 12-09-2007.
- ^ Si veda, a proposito, Il 1986 nel rugby
- ^ Sito ufficiale. URL consultato il 12-09-2007.
[modifica] Bibliografia
- Paolo Diacono, Historia Langobardorum, Abbazia di Montecassino, VIII secolo d.C..
- Gaetano Mantovani, Museo Opitergino, Bergamo, Tipografia Colombo, 1874.
- Eno Bellis, Cenni storici sul Duomo di Oderzo, Comune di Oderzo, 1958.
- Eno Bellis, Annali Opitergini, Comune di Oderzo, 1957-1960.
- Giovanbattista Picotti, I Caminesi e la loro signoria in Treviso dal 1283 al 1312, Ristampa anastatica, Roma 1975, Livorno, Editore ignoto, 1875.
- Eno Bellis, Oderzo Romana, Ristampa anastatica del 1978, Oderzo, Edizioni Bianchi, 1960.
- Eno Bellis, Origini di Oderzo, IV edizione riveduta ed ampliata, 1979, Edizioni Coden, 1960.
- Giuseppe Migotto (a cura di), Colfrancui: una parrocchia giovane per una comunità antica, Oderzo, Parrocchia di Colfrancui, 1987.
- Circolo Vittoriese di Ricerche Storiche, Il dominio dei Caminesi tra Piave e Livenza, Atti del 1º convegno nazionale sulla famiglia da Camino, 23 novembre 1985, Vittorio Veneto, 1988.
- Arturo Benvenuti (a cura di), Faè, una parrocchia, Godega di Sant'Urbano, 1989.
- Margherita Tirelli; Soprintendenza archeologica del Veneto, Gli itinerari archeologici di Oderzo, Padova, Editoriale Programma, 1992. ISBN 88-7123-113-9
- Rino Bechevolo; Nilo Faldon; Giorgio Mies; Pierangelo Passolunghi, Storia religiosa del Veneto - Diocesi di Vittorio Veneto, Padova, GregorianaLibreria Editrice, 1993.
- Dario Canzian, Oderzo medievale. castello e territorio, Trieste, Università di Padova - Edizioni Lint, 1995.
- Le Tre Venezie, speciale Oderzo, Rivista, Ponzano Veneto, Grafiche Vianello, gennaio-marzo 1995.
- Giovanni Tomasi, La Diocesi di Ceneda. Chiese e uomini dalle origini al 1586, Diocesi di Vittorio Veneto, 1998.
- Giordano Bruno Brisotto (a cura di), Guida di Oderzo, Associazione Nazionale Artiglieri d'Italia, sezione di Oderzo, 1999.
- Dario Canzian, Vescovi, signori, castelli. Conegliano ed il Cenedese nel medioevo, Fiesole, Nardini Editore, 2000.
- Federico Maistrello, Partigiani e nazifascisti nell'Opitergino (1944-1945), Verona, Cierre edizioni - Istituto per la storia della Resistenza, 2001.
- Circolo Vittoriese di Ricerche Storiche, I Da Camino, Atti del 2º convegno nazionale sulla famiglia da Camino, 20 aprile 2002, Godega di Sant'Urbano, 2002.
[modifica] Voci correlate
- Storia di Oderzo
- Diocesi di Oderzo
- Strage di Oderzo
- Piazza Grande
- Museo Civico Archeologico "Eno Bellis"
- Stazione di Oderzo
- Ferrovia Treviso-Portogruaro
- LAE Electronic Oderzo
- Amalteo
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
- Oderzo su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Oderzo")
- Rete Civica comunale. URL consultato il 12-09-2007.
- Sito comunale dedicato alla cultura. URL consultato il 12-09-2007.
- Sito comunale dedicato alle associazioni sportive. URL consultato il 12-09-2007.
- Parrocchia di Oderzo. URL consultato il 12-09-2007.
- Parrocchia di Camino di Oderzo. URL consultato il 12-09-2007.
- Oderzo su comuni-italiani.it. URL consultato il 12-09-2007.
- Oderzo su Google Local