Palazzo Civena

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Palazzo Civena
Palazzo Civena 20081203-1.jpg
Palazzo Civena
Ubicazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto Veneto
Località Vicenza
Indirizzo Viale Eretenio 12
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 1540 - 1542
Uso Casa di cura
Realizzazione
Architetto Andrea Palladio
Proprietario storico fratelli Civena
 
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Ville palladiane del Veneto
(EN) City of Vicenza and the Palladian Villas of the Veneto
Palazzo Civena 20081203-2.jpg
Tipo Architettonico
Criterio C (i) (ii)
Pericolo Nessuna indicazione
Riconosciuto dal 1994
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Palazzo Civena (detto anche Civena Trissino) venne costruito da Andrea Palladio nel 1540 a Vicenza. Primo palazzo di città realizzato dall'architetto, fu costruito per conto dei fratelli Giovanni Giacomo, Pier Antonio, Vincenzo e Francesco Civena. In seguito divenne dimora dei conti Trissino dal Vello d'Oro, che lo ampliarono notevolmente.

È inserito dal 1994 nell'elenco dei 23 monumenti palladiani della città facenti parte dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.[1]

Indice

Storia[modifica]

La data "1540" incisa sulla medaglia di fondazione, conservata al Museo Civico di Vicenza, fissa in quell'anno la posa della prima pietra. L'edificio fu probabilmente terminato ventiquattro mesi più tardi, sei prima dell'inizio del cantiere del grande palazzo Thiene. Il palazzo venne alquanto ingrandito da Domenico Cerato nel 1750 che aggiunse le ali laterali per volere dei conti Trissino dal Vello d'Oro. L'iscrizione presente nella trabeazione della facciata ricorda gli ultimi ampliamenti del 1820[2]. Fu poi semidistrutto dai pesanti bombardamenti alleati nella seconda guerra mondiale (il 2 aprile 1944, come il bel Teatro Eretenio che vi era affiancato) e quindi ricostruito. È attualmente sede di una casa di cura.

Il progetto di Palladio[modifica]

Palazzo Civena non è inserito nei Quattro libri dell'architettura di Palladio (1570), ma esistono vari disegni autografi palladiani che documentano le diverse alternative elaborate durante la progettazione. L'odierna distribuzione degli ambienti non è la soluzione definitiva scelta da Palladio ma è frutto del pesante intervento del Cerato, che prolungò l'atrio e modificò le scale. La planimetria originale è comunque ricostruibile grazie a una pianta pubblicata da Ottavio Bertotti Scamozzi nel 1776 (a suo dire ottenuta dai Trissino, allora proprietari dello stabile): il raggrupparsi delle stanze in due nuclei posizionati ai lati dell'atrio, con una serliana che filtra il rapporto con l'esterno, è molto vicino ai progetti palladiani di villa di quegli stessi anni.

La precoce data di progettazione rende palazzo Civena una preziosa testimonianza dell'attività giovanile palladiana e della sua cultura architettonica prima del risolutivo viaggio a Roma nel 1541 con Gian Giorgio Trissino, suo mecenate. Come già la villa Trissino di Cricoli, l'edificio segna una frattura con la prassi costruttiva vicentina: la tradizionale polifora al centro della facciata è sostituita da una sequenza regolare di campate, ritmata da lesene accoppiate. In ciò Palladio si ispira evidentemente ai palazzi romani di primo Cinquecento (come lo scomparso palazzo Caprini di Bramante), ma è chiaro che non si tratta di una conoscenza diretta: la facciata dell'edificio appare come ritagliata da un foglio di carta, priva di reale consistenza plastica. Per altro, tutti gli elementi del linguaggio architettonico derivano da esperienze venete, e non romane, in primo luogo gli edifici realizzati da Giovanni Maria Falconetto a Padova.

Pianta, prospetto e rilievo del palazzo[modifica]

Note[modifica]

  1. ^ http://www.vicenzaforumcenter.it/vicenza_citta_unesco/
  2. ^ L'iscrizione recita: IOANNES GEORGIUS TRISSINUS THEODORI FILIUS RESTAURAVIT ET AVXIT M.DCCC.XX ossia Giovan Giorgio Trissino figlio di Teodoro restaurò e ampliò nell’anno 1820.

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