Trecenta
| Trecenta comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Antonio Laruccia (centrodestra) dal 29/05/2007 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 45°2′0″N 11°27′0″E / 45.03333°N 11.45°ECoordinate: 45°2′0″N 11°27′0″E / 45.03333°N 11.45°E | ||||
| Altitudine | 11 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 35,06 km² | ||||
| Abitanti | 2 994[1] (01-01-2012) | ||||
| Densità | 85,4 ab./km² | ||||
| Frazioni | Pissatola, Sariano | ||||
| Comuni confinanti | Badia Polesine, Bagnolo di Po, Canda, Ceneselli, Giacciano con Baruchella, Salara | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 45027 | ||||
| Prefisso | 0425 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 029047 | ||||
| Cod. catastale | L359 | ||||
| Targa | RO | ||||
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa) | ||||
| Nome abitanti | trecentani | ||||
| Patrono | san Giorgio Martire | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Trecenta nella provincia di Rovigo |
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| Sito istituzionale | |||||
Trecenta (Tresenta in veneto, Tarsenta in dialetto ferrarese) è un comune di circa 2.994 abitanti della provincia di Rovigo.
Indice |
Storia [modifica]
Trecenta risale ai tempi dei Romani, che nel 163 a.C. la strapparono agli Etruschi per stabilirvi, con nome di Annejanum, un accampamento militare a 330 (Centum Triginta) miglia romane da Rimini. Per la sua posizione strategica, Trecenta fu saccheggiata dalle principali tribù barbare fra il 263 e il 774, quando passò sotto il Papato.
Dal 1208 al 1799 fu dominata dagli Este e poi dalla Chiesa; sotto la loro amministrazione furono bonificate le paludi che circondavano il paese (qualcuno fa risalire l’origine del nome a “Terra esenta” dall’acqua). Le invasioni ripresero nel 1701, fino al 1796 con l’arrivo di Napoleone. Dopo il congresso di Vienna del 1815 nel paese sorse una sottovendita della Carboneria, con ritrovo presso Villa Trebbi. Nel 1866 Trecenta entrò nel Regno d’Italia. Nel 1878 fu chiamato dall'Amministrazione Comunale il medico recanatese Nicola Badaloni che tanto si adoperò per il riscatto dei braccianti, soprattutto dopo l'alluvione dell'Adige del 1882.
Il padre del socialismo rodigino fu Nicola Badaloni con la collaborazione di Gino Piva. L'entusiasmo politico e sindacale di Gino Piva fu così contagioso che il primo sciopero del 1894 rimase memorabile tra i braccianti del Polesine, tanto da essere ricordato in un canto popolare del tempo:
Evviva Gino Piva / che col suo bel parlare / tutta la provincia / ha fatto ribellare.
Nel 1928 il comune ha incluso nel suo territorio parte del comune soppresso di Crocetta.
Dopo l'alluvione del 1882 seguì un flusso migratorio verso il Sudamerica. La storia si ripeté nel 1951 quando, dopo l'alluvione del Po del 14 novembre 1951, il paese vide via via ridursi gli abitanti a meno di 3000.
Economia [modifica]
L'economia del comune è sempre stata essenzialmente agricola.
Monumenti e luoghi d'interesse [modifica]
Architetture religiose [modifica]
- Chiesa di San Giorgio: eretta nella località chiamata una volta Pieve, fu costruita nel XVII su disegno di Santini. È una delle chiese più ampie e armoniose della provincia e rientra nell'architettura barocca ferrarese del '700.
- Oratorio della Beata Vergine della Consolazione detto di Santa Chiara.
- Chiesa di San Maurelio (fraz. di Sariano) con affreschi del 1300 attribuiti alla scuola del Giotto, e altri datati dal 1400 e 1500. Nell'abside, pala attribuita al Guercino con l'immagine di San Maurelio.
Architetture civili [modifica]
- Palazzo Pepoli, detto "il Palazzon". Esistente già dal Medioevo come complesso difensivo a quattro torri, fu possedimento dei Contrari e poi ereditato dai Pepoli alla fine del XVI secolo. L’edificio si può definire il più interessante fra i palazzi nobiliari della zona e i moduli di architettura richiamano quelli tipici emiliani. L’interno presenta un grande salone centrale con soffitto a volte e un suggestivo ballatoio con ringhiera lignea. Oggi Villa Pepoli viene impiegata a livello locale e polesano per iniziative culturali.
- Villa Trebbi - Villa della Carboneria. Attualmente sede municipale, la sua costruzione risale alla seconda metà del ‘700, a cura della famiglia Trebbi. Fu acquistata dal comune nel 1875 e modificata e adattata alle nuove esigenze negli anni successivi. Villa Trebbi va ricordata per la storia della carboneria polesana.
- Torre Civica. Innalzata nel 1888, la torre serviva, con l’ex campana della chiesa di Bagnolo, a chiamare a raccolta i consiglieri del comune. Oggi rimane solo una piccola campana simbolica e l’edificio è adibito a biblioteca comunale e sale per convegni e corsi.
- Casa Pepoli, detta comunemente "Il Castello", nella frazione di Sariano.
Altro [modifica]
- Colonna della Libertà.
- Monumento ai caduti.
- Monumento a San Giorgio, sito nella piazza antistante l'omonima chiesa parrocchiale.
Ostello della gioventù
Aree naturali [modifica]
I gorghi sono un complesso di zone umide testimonianza delle alluvioni antiche, situate in depressioni del terreno. Questi piccoli laghetti hanno dato vita a un ambiente particolarmente ricco di vegetazione e fauna lacustre. Sono in tutto sette:
- Bottazza
- Gàspera
- Magon
- Zùcolo
- Màgherino
- Della Sposa (il più grande dei territori di Rovigo e Ferrara, diviso in due bacini)
- Malopera, a Pissatola
Società [modifica]
Evoluzione demografica [modifica]
Abitanti censiti[2] 
Cultura [modifica]
Teatri [modifica]
Personalità legate a Trecenta [modifica]
- Luca Bellotti, politico.
- Nicola Badaloni, politico.
- Ferruccio Martini (1860-1943), scrittore.
- Luigi Masetti, ciclista e scrittore.
- Ercoliano Monesi, politico.
- Vittorio Tomasin (1950), storico.
Amministrazione [modifica]
Note [modifica]
- ^ Dati ISTAT - Popolazione residente al 31 dicembre 2011
- ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.
Bibliografia [modifica]
- AA.VV., Il Veneto paese per paese, Firenze, Bonechi, 2000. ISBN 88-476-0006-5
- Cristino Sartorelli, Notizie Storiche su Trecenta, 1940.
- Vittorio Tomasin, Trecenta (1944-1945). Note sulla presenza e sull’attività partigiana, in “Studi Polesani”(1986), nn.21-23, pp.179-200.
- Vittorio Tomasin, Lo sciopero bracciantile del maggio 1948 e l’uccisione di Evelino Tosarello, in “Studi Polesani” (1987), nn.24-26, pp.149-182.
- Dario Nicoli (a cura di), ATLANTE POLESANO. Dizionario alfabetico dei 51 comuni della provincia di Rovigo,Il Resto del Carlino, 1993, p.114.
Altri progetti [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
- Trecenta in Portale Ufficiale del Turismo della Provincia di Rovigo. http://www.polesineterratraduefiumi.it/pagine/home.php. URL consultato in data 5 maggio 2011.
- Proloco di Trecenta, con informazioni utili sul territorio comunale
- Sezione AVIS di Trecenta
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