Castelguglielmo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Castelguglielmo
Castelguglielmo - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Veneto
Provincia: stemma Rovigo
Coordinate: 45°1′0″N 11°32′0″E / 45.01667, 11.53333Coordinate: 45°1′0″N 11°32′0″E / 45.01667, 11.53333
Altitudine: m s.l.m.
Superficie: 22,10 km²
Abitanti:
1.726 2007
Densità: 78,09 ab./km²
Frazioni: Bressane 
Comuni contigui: Bagnolo di Po, Canda, Fiesso Umbertiano, Lendinara, Pincara, San Bellino, Stienta
CAP: 45020
Pref. telefonico: 0425
Codice ISTAT: 029011
Codice catasto: H620 
Nome abitanti: castelguglielmesi 
Santo patrono: San Nicola di Bari 
Giorno festivo: 6 dicembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Castelguglielmo è un comune di 1.726 abitanti della provincia di Rovigo, attraversato dal Canal Bianco

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Età antica e classica

Sulle origini del paese non vi sono dati certi anche se sono noti insediamenti in queste aree già dall'età del bronzo. Sono stati rinvenuti numerosissimi resti di insediamenti romani, in particolare cocci, monete e frammenti di mosaici e nella toponomastica sembrano comparire nomi con radici longobarde (ad esempio via Stiningarda).

[modifica] Storia medioevale, età comunale

Le prime vere notizie su Castelguglielmo risalgono al X secolo e sono riferite ad una località, denominata Villa Manegii, che probabilmente comprendeva anche la limitrofa San Bellino, caratterizzata da un castello e da una chiesa dedicata a San Nicolò. L'area è stata per secoli territorio di confine e quindi la presenza di castelli assumeva un'importanza strategica: Guglielmo III degli Adelardi Marcheselli (governatore di Ferrara) decise di riedificare nel 1146 la precedente costruzione, probabilmente caduta in rovina, e di rinominarla Castel Guglielmo in suo onore. Nel 1174 Torello Salinguerra, capo dei Ghibellini di Ferrara conquistò la fortezza, poi espugnata da Obizzo V Marcheselli e successivamente riconquistata dallo stesso Salinguerra. Il castello, probabilmente danneggiato, fu nuovamente ricostruito e rimase nelle mani degli Estensi fino al 1395, quando fu ceduto a Venezia insieme a gran parte del Polesine. Nel 1405 passò nelle mani del Carrarese Francesco Novello di Padova, poi ancora agli Estensi e, nel 1483, nuovamente sotto il dominio veneziano.

[modifica] Com'era il castello

Il castello fu distrutto e ricostruito numerose volte nel corso dei secoli ed è probabile che la forma, le dimensioni e lo stile siano mutati notevolmente. Le uniche raffigurazioni rimaste sono alcuni schizzi su mappe catastali, di cui una sola potenzialmente rappresentativa e non simbolica. Nel 1483 Marin Sanudo lo descrisse come un cerchio di mura con una torre centrale innalzati su un argine rialzato rispetto al livello delle paludi circostanti, circondato dalle acque del Tartaro (antico nome del Canal Bianco). Il castello doveva apparire imponente e collocato in corrispondenza di un'importante via di comunicazione attraverso un'area spesso soggetta ad inondazioni da parte del Fiume Po (ad esempio, nel 1152). Castelguglielmo è citato brevemente anche nel Decamerone del Boccaccio, esattamente nella Novella Seconda, Giornata seconda. Il castello fu sempre ricostruito nella stessa posizione fino al 1780 quando cadde definitivamente la torre, non più sostenuta dalle mura precedentemente cadute. Del castello rimangono solo le fondamenta, ora coperte dagli edifici della piazza.

[modifica] Storia moderna

Nel corso della guerra di Cambrai il castello passò nelle mani di francesi e spagnoli, per ritornare, nel 1515, ai veneziani che ne conservarono il dominio fino al 1797. I territori passarono successivamente ai francesi e poi agli austriaci dopo la Restaurazione, per diventare parte del Regno d'Italia a partire dal 1866. Nel 1945, durante un rastrellamento operato dai nazisti in seguito all'uccisione di due soldati, furono fucilate 43 persone a Villamarzana, provenienti per lo più da Castelguglielmo e territori limitrofi.

[modifica] Una fortezza in una terra d'acqua

Come gran parte del Polesine, anche Castelguglielmo dovette subire nei secoli gli effetti di numerose esondazioni da parte dei fiumi, piccoli e grandi, che ne attraversavano il territorio. Abbiamo già ricordato la rotta di Ficarolo del 1152, che rimase aperta per circa vent'anni e che cambiò il corso del Fiume Po; sono da ricordare inoltre una terribile bufera che danneggiò gravemente il paese il 9 luglio 1801 e la rotta del Mincio, quello stesso anno, che portò all'allagamento dei terreni circostanti. Le rotte del Castagnaro, del Malopera e dell'Adige finirono nel Tartaro, già canalizzato durante il periodo estense e veneziano, contribuendo, insieme alla Fossa Maestra a dar luogo all'attuale Canal Bianco, sul quale fu costruito un primo ponte nel 1855 (di un ponte precedente, costruito dai veneziani restano ancora le fondamenta dei piloni e alcuni blocchi di marmo, di cui uno raffigurante una testa di leone). L'ultima rotta del Po, l'11 novembre 1951, segnò profondamente il paese che vide emigrare più della metà della popolazione.

Edifici del XVI secolo
Edifici del XVIII secolo
  • Villa Pelà-Chieregato
  • "Il Palazzon" (Villa Paiola)
  • Casa Colognesi-Rizzi
  • Asilo infantile "V.Pelà"
  • Mausoleo delle vittime dell'eccidio di Villamarzana

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Bibliografia

La parte preistorica e storica antica è apprezzabile per lo più presso i musei di Fratta Polesine e di Rovigo. La maggior parte delle memorie storiche di Castelguglielmo si devono a Pio Mazzucchi, altre informazioni sono reperibili presso l'Archivio Vescovile ad Adria e le biblioteche di Rovigo (Accademia dei Concordi) e di Ferrara (Biblioteca Ariostea). L'archivio parrocchiale è andato in gran parte distrutto, come quello comunale, a seguito di incendi dovuti a sommosse nel XIX secolo, ma sono conservati ancora documenti a partire dal XVII secolo. A Castelguglielmo è presente una biblioteca che conserva alcune fonti, quasi tutte le pubblicazioni recenti che riguardano il territorio e costituisce probabilmente il miglior punto di partenza per approfondire la storia del paese.

  • Pio Mazzucchi. Cronaca di Castelguglielmo 1866-1932. Associazione Culturale Minelliana - Rovigo, 1995;
  • Rovigo e la sua provincia, Guida Turistica e culturale. Amministrazione Provinciale di Rovigo, assessorato al turismo. (1991)

[modifica] Economia

Principalmente agricola, limitata presenza di attività artigianali e piccola industria

[modifica] Cultura

La fiera paesana si svolge la prima settimana di agosto, altre manifestazioni degne di nota sono il carnevale di Bressane, la fiera di primavera (prima domenica di aprile) e il mercatino dell'antiquariato ogni prima domenica del mese.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Giorgio Grassia (centrosinistra) dal 8/06/2009 (2º mandato)
Centralino del comune: 0425 707075
Posta elettronica: info@comune.castelguglielmo.ro.it

  • Fax: 0425 707117
Strumenti personali