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Epicarmo

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« Già fu in dorico suon che la commedia
Epicarmo inventò. Questi ora, o Bacco,
Del vero in vece a te sacrato è in rame.
Nell'eccelsa città di Siracusa
Qual cittadino qui sta, che gran tesori
Per chi pensava a ricambiarlo avea.
Molte dettò a' fanciulli utili norme
Di vita. Or molte grazie a lui si denno. »
(Teocrito, XVII Epigramma, lode a Epicarmo.)

Epicarmo o Epicarno (in greco antico Ἐπίχαρμος, traslitterato in Epìcharmos, in latino: Epicarmus; 524 a.C. circa – Siracusa, 435 a.C. circa) è stato un commediografo, filosofo e poeta siceliota.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Avvolta nel mistero la sua nascita: secondo alcuni nato in Grecia[senza fonte] ma trasferitosi in Sicilia a Megara Hyblaea all'età di tre mesi[1], secondo altri sarebbe nato in Sicilia, a Siracusa o nella città sicana di Krastos.[senza fonte] Certamente visse a Siracusa[1] durante i governi dei tiranni Gelone e Gerone. Qui trascorse la sua lunghissima vita ed iniziò la sua carriera poetica di commediografo. Gli erano attribuite più di quaranta commedie, di cui ci restano solo alcuni titoli; da essi si può desumere la predilezione di Epicarmo per la parodia di temi mitologici, episodi dell'epos omerico, e personaggi della realtà quotidiana.

Platone lo ritenne il massimo rappresentante della commedia, la cui invenzione, peraltro, è a lui attribuita.[2]. Fu inoltre ritenuto fonte di ispirazione da parte del letterato latino Quinto Ennio, il quale trattò nell'opera Epicàrmo le teorie filosofiche del tragediografo stesso.[3]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Commedie[modifica | modifica wikitesto]

  • Odisseo disertore (Ὀδυσσεὺς αὐτόμολος)
  • Odisseo naufrago
  • Sirene
  • Nozze di Ebe
  • Eracle e Folo
  • Pircha e Prometeo
  • Ciclope (Κύκλωψ)
  • Amico (Ἄμυκος)
  • Il contadino
  • Terra e mare
  • I furti
  • La Megarese
  • Visitatori del tempio
  • Speranza o ricchezza
  • Discorso e discorsa
  • I pellegrini
  • Dionisio
  • La sfinge
  • Commiati
  • Le Baccanti

Epigramma[modifica | modifica wikitesto]

Ad Epicarmo venne dedicato il seguente epigramma:

« Se il grande sole supera le stelle risplendenti,

e il mare ha forza maggiore dei fiumi,

io dico che in sapienza si distingue altrettanto Epicarmo, che questa patria dei Siracusani incoronò »

(Diogene Laerzio, Vite e dottrine dei più celebri filosofi, a cura di Giovanni Reale, 2005, Bompiani, Milano, pag. 1009)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, VIII 78. Nello stesso paragrafo troviamo il luogo di nascita e di morte di Epicarmo.
  2. ^ Platone, Teeteto, 152e
  3. ^ Le Muse, De Agostini, Novara, Vol. IV, pag.363

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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