Coo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi COO.
bussola Disambiguazione – "Kos/Cos" rimanda qui. Se stai cercando altri significati, vedi KOS e COS.
Còo
Κως
Agios Stephanos from Kefalos.JPG
Geografia fisica
Localizzazione Mare Egeo
Coordinate 36°48′55″N 27°06′37″E / 36.815278°N 27.110278°E36.815278; 27.110278Coordinate: 36°48′55″N 27°06′37″E / 36.815278°N 27.110278°E36.815278; 27.110278
Arcipelago Dodecaneso
Superficie 290,27 km²
Altitudine massima 843 m s.l.m.
Geografia politica
Stato Grecia Grecia
Demografia
Abitanti 30.947 (2001)
Densità 107 ab./km²
Cartografia
GR Kos.PNG
Mappa di localizzazione: Grecia
Còo

[senza fonte]

voci di isole della Grecia presenti su Wikipedia

Còo[1] (in greco Kos, Κως) è un'isola greca appartenente all'arcipelago del Dodecaneso, sita di fronte alla località turca di Bodrum, l'antica Alicarnasso, a circa 4 km dalla costa.

L'isola[modifica | modifica sorgente]

L'esemplare di Platanus orientalis detto Platano d'Ippocrate, posto nel centro del capoluogo, è considerato uno dei platani più grandi d'Europa

Misura circa 50 km di lunghezza per 12 km di larghezza nella parte più larga e vi vivono stabilmente circa 30.000 persone, di cui la maggior parte concentrate nel capoluogo omonimo dell'isola.

Oltre al capoluogo Coo, altri centri abitati dell'isola sono Cardamena[2] (Kardamena), Cefalo (Kefalos), Tigaki, Antimachia[3], Mastichari, Marmari e Pilì[4] (Pyli), oltre ai più piccoli villaggi di Zia, Zipari, Platani, Lagoudi e alla comunità di Asfendiù[5] (Asfentiou), un centro composto da 5 villaggi oramai quasi del tutto abbandonati ai piedi del monte Dikeo, la cima più elevata dell'isola.

Sull'isola vi sono molti siti archeologici come l'Asclepeion, ovvero il tempio di Asclepio, dio greco della medicina, le terme, il Platano d'Ippocrate, dove il padre della medicina passava il suo tempo a studiare considerato l'albero più antico d'Europa, l'odeon romano, il Castello di Neratzia, la fortezza medievale (ammodernata dai cavalieri Ospitalieri nel Rinascimento) posta all'ingresso del porto della cittadina di Coo e la fortezza di Antimachia.

Per gli amanti del mare ci sono molte spiagge da visitare. La parte settentrionale dell'isola è sempre battuta dal vento, ma ha fondali più cristallini rispetto invece a quella meridionale, con mare sempre calmo, acqua limpida ma fondale più scuro. Tra Kardamena e Coo ci sono le famose 'Thermes', delle piscine naturali di acqua caldissima e sulfurea. Andando in direzione di Kefalos si trova l'isola di Castri spesso visitata dai bagnanti che prendono il sole nella spiaggia di fronte.

Era famosa nell'antichità per aver dato i natali a Ippocrate, padre della medicina, che esercitò la sua ars medica nei locali inferiori del santuario, destinati a nosocomio oltre che a luogo di studio della medicina.[6]

Coo è seconda solo a Rodi per flusso turistico nel Dodecaneso.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Resti del Gymnasium antico.
Resti dell' Asclepeion.

Inizialmente abitata dai Cari, fu colonizzata dai Dori nell'XI secolo a.C. che la unirono alla Federazione ateniese sconfiggendo i Persiani due volte. Nel VI secolo a.C. fece parte dell'esapoli dorica (dal V secolo a.C. Pentapoli dorica). La città di Còo fu costruita nel 366 a.C. e, durante l'epoca ellenistica, divenne la sede di una scuola medica, ma la teoria secondo la quale questa scuola sarebbe già esistita nell' epoca classica e diretta da Ippocrate si è rivelata infondata[7]. La città divenne un porto prima dell'impero romano e quindi dell'impero bizantino. L'isola può vantare di aver ospitato lo storico bizantino Michele Coniata, dal 1204 al 1220, anno della sua morte, che era metropolita d'Atene, fuggito a causa dell'invasione dei Crociati della quarta crociata.

Conquistata dai Veneziani, l'isola fu poi venduta ai Cavalieri di San Giovanni, governatori della vicina isola di Rodi. Due secoli più tardi i Cavalieri lasciano l'isola conquistata dall'Impero Ottomano nel 1525, che la governa per i successivi 4 secoli.

Come le altre isole del Dodecaneso, fu occupata dall'Italia dal 1912. Nel 1933 un tremendo terremoto distrusse gran parte delle costruzioni che vennero in seguito ricostruite dagli italiani.

Gli italiani intrapresero scavi archeologici e innalzarono palazzi in stile esotico sul fronte del porto che oggi sono sede di uffici governativi, tra cui si segnalano l'ex Casa del Fascio, con annesso cinematografo e dopolavoro, di Armando Bernabiti, realizzata tra il 1934 e il 1935, il Mercato delle Erbe, di Rodolfo Petracco, realizzato tra il 1934 e il 1935, ancora adibito allo stesso uso e il Palazzo del Governo di Coo, di Florestano Di Fausto, realizzato tra il 1927 e il 1929.

Il 3 ottobre 1943 l'isola fu invasa dalle truppe tedesche che vinsero la breve resistenza dei soldati italiani. Il 6 ottobre 1943 avvenne l'eccidio di Kos, dove furono assassinati 103 soldati italiani da parte dei tedeschi.

Nel luglio del 1944 gli ebrei di Coo furono imprigionati e deportati sul continente. Già il 3 luglio 1944 era stato imprigionato il capo della comunità, sotto accusa di aver mandato denaro tedesco alla Croce Rossa Italiana.

Alla fine della guerra divenne un protettorato britannico fino al 1947, anno in cui passò sotto la sovranità greca (7 marzo 1948).

Persone legate a Coo[modifica | modifica sorgente]

Il porto.

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Coo
  2. ^ Cardamena
  3. ^ Antimachia
  4. ^ Pilì
  5. ^ Asfendiù
  6. ^ (EN) /www.kosinfo.gr
  7. ^ Vincenzo Di Benedetto: Cos e Cnido, in: Hippocratica - Actes du Colloque hippocratique de Paris 4-9 septembre 1978, ed. M. D. Grmek, Paris 1980, 97-111, v. anche Antoine Thivel: Cnide et Cos ? : essai sur les doctrines médicales dans la collection hippocratique, Paris 1981 (passim), ISBN 22-51-62021-4; v. anche la recensione di Otta Wenskus (su JSTOR).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Calace, Francesca (a cura di), «Restituiamo la Storia» – dagli archivi ai territori. Architetture e modelli urbani nel Mediterraneo orientale. Gangemi, Roma, 2012 (collana PRIN 2006 «Restituiamo la Storia»)
  • Isabella Insolvibile, Kos 1943-1948. La strage, la storia, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 2010.
  • Pietro Giovanni Liuzzi, Kos. Una Tragedia Dimenticata. Settembre 1943 - maggio 1945 , Edit@, Taranto, 2008, n.e. Aracne, Roma, 2011.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]