Cratino

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Cratino (in greco antico Κρατῖνος, traslitterato in Kratînos; Atene, dopo il 520 a.C. – dopo il 423 a.C.) è stato un commediografo greco antico, uno dei principali esponenti della commedia antica (l’Archaia) insieme a Eupoli ed Aristofane.

Cenni biografici e opere[modifica | modifica sorgente]

Le date della nascita e della morte sono congetturali e si basano sulla notizia che non sopravvisse a lungo alla sua ultima vittoria con la commedia Pytine, del 423, e che alla sua morte aveva 97 anni. Gli sono attribuite trentun commedie, di cui nove ottennero vittorie nei concorsi drammatici. Eusebio di Cesarea registra che esordì negli anni 454-453 con la sua prima commedia, mentre l'Anonimo parla di una sua prima vittoria dopo il 437 a.C., quando aveva ormai più di 80 anni. Aristofane nella sua Pace (419 a.C.) narra che Cratino sarebbe morto di crepacuore per la rottura di una giara di vino ad opera degli spartani durante un'invasione dell'Attica, evento che dovrebbe essere anteriore alla Pace di Nicia (421 a.C.)

Secondo gli autori antichi lo stile di Cratino, pur ancora molto legato al passato, ricorreva all'ingiuria diretta e spesso pesante nei confronti dei propri avversari, per la qual cosa viene considerato il fondatore della commedia politica . Non a caso è il primo a chiamare in una sua commedia, Pericle (495-429 a.C.) Tiranno

Le sue commedie affrontavano argomenti politici, filosofici, letterari oppure parodie dei miti. Soltanto pochi frammenti delle sue 21 opere a noi note sono giunte sino a noi. Una che è giunta frammentata ma di cui rimane comprensibile la trama è Dionisalessandro del 430 a.C. circa.

Come abbiamo visto, Aristofane, nella Pace (come, apparentemente, altri commediografi non pervenutici) lo accusa di essere un inveterato beone e una conferma di questo tratto della sua personalità ci giunge dall'argomento della sua ultima commedia (Pytine, cioè, La Damigiana) in cui mette in scena se stesso, già sposato con Commedia, che però tradisce con l'etera Pytine, a simboleggiare la sua devozione al vino; ma quando la gelosa moglie lo cita davanti all'arconte per divorziare, Cratino scopre di essere ancora innamorato di lei e dopo aver fatto ammenda delle sue intemperanze ritorna al suo fianco.

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Archilochoi ("Gli Archilochei") (c. 448 a.C.)
  • Boukoloi ("I domatori di tori")
  • Bousiris ("Busiride")
  • Deliades ("Donne di Delo")
  • Dedaskaliai ("Gli insegnanti")
  • Drapetides ("Le femmine corritrici")
  • Empipramenoi ("Uomini di fuoco") o Idaioi ("Gli ideali")
  • Euneidai ("Ragazzi di Euno")
  • Thrattai ("Donne di Tracia")
  • Kleoboulinai ("I Cleobunili")
  • Lakones ("I Laconi")
  • Malthakoi ("Pochi ma buoni")
  • Nemesis ("Nemesis")
  • Nomoi ("Le leggi")
  • Odysseis ("Gli Odissei")
  • Panoptai ("Le veggenti")
  • Ploutoi ("Gli dèi della ricchezza")
  • Pylaia ("La riunione di Pila")
  • Satyroi ("Satiri"), vincitrice del secondo premio nel 424 a.C.
  • Seriphioi ("Uomini da Serifo")
  • Trophonios ("Trofonio")
  • Cheimazomenoi ("Uomini della tempesta"), vincitrice del secondo premio nel 425 a.C.
  • Cheirones ("Seguaci di Chirone")
  • Horai ("Le Ore")

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]