Gerone I

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Gerone I
Gerone I di Siracusa sul carro della vittoria (Crowning the Victors at Olympia - Hiero of Syracuse and victors) in un dipinto di James Barry conservato presso la Royal Society of Arts.
Gerone I di Siracusa sul carro della vittoria (Crowning the Victors at Olympia - Hiero of Syracuse and victors) in un dipinto di James Barry conservato presso la Royal Society of Arts.
Tiranno di Gela
In carica 478 a.C. –
478 a.C.
Predecessore Gelone
Successore Polizelo
Tiranno di Siracusa
In carica 478 a.C. –
466 a.C.
Predecessore Gelone
Successore Trasibulo di Siracusa
Morte Katane, 466 a.C.
Dinastia Dinomenidi
Padre Dinomene di Gela
Figli Dinomene
« E Pindaro, ammonendo Gerone, il sovrano di Siracusa, dice: "Non permettere che la tua gioia sbiadisca mentre che hai vita, poiché una vita gioiosa, siine certo è di molto la migliore per l'uomo". »
(Ateneo 512)

Gerone I (in lingua greca Ιέρων) o Ierone I (... – Katane, 466 a.C.) è stato un tiranno di Siracusa dal 478-477 a.C. alla morte. Noto per essere stato un abile mecenate, portò alla corte aretusea alcuni tra i più grandi letterati in auge a quel tempo; tra i quali si citano ad esempio Pindaro ed Eschilo. Intraprese diverse battaglie come comandante dell'esercito siracusano, di cui la più nota è lo scontro navale di Cuma avvenuto in acque italiche contro gli etruschi, riportando sopra di essi una vittoria che viene definita tutt'oggi dagli storici come causa, o concausa, dell'arresto definitivo dell'antico popolo dell'Etruria. Alle falde dell'Etna fondò una città chiamata Aitna che divenne sul finire del suo governo la sua dimora fissa, tanto da essere soprannimanto da Eschilo Ierone l'Etneo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio secondogenito di Dinomene di Gela, succedette come tiranno della città aretusea al fratello Gelone. Entrato in contrasto con il fratello minore Polizelo, secondo marito della vedova di Gelone, Damarete, rischiò di perdere il trono dopo appena due anni, ma grazie all'intromissione del poeta Simonide di Ceo la questione si risolse in una vittoria per l'erede designato.

Nel 474 a.C. entrò in guerra a fianco dei Cumani contro gli Etruschi, riportando una grande vittoria che ampliò i commerci marittimi della città siciliana. In Sicilia portò avanti una politica espansionistica, vincendo in battaglia Akragas dopo una guerra contro Trasideo,che ne era tiranno, e rifondando Katane (dopo aver deportato i suoi abitanti a Leontinoi e aver ripopolato la città con Siracusani e Greci) con il nome di Aitna (475 a.C.).

Ierone partecipò nel 476 a.C. all'Olimpiade, ma l'ateniese Temistocle ne approfittò per scagliarsi contro di lui, reo per aver negato il soccorso alla Grecia durante le guerre contro i Persiani. Ma il proposito non andò in porto e Ierone vinse anche la corsa dei cavalli[1].

Ierone era conosciuto anche come un mecenate. Eschilo, Pindaro, Simonide e Bacchilide trovarono ospitalità presso la corte del tiranno e ne esaltarono le doti in alcune delle proprie opere.

Dediche letterarie[modifica | modifica wikitesto]

In onore del grande sovrano Pindaro scrisse due Pitiche:

  • Pitica I: Per Gerone di Etna vincitore nella corsa dei carri[2]
  • Pitica III: Per Gerone di Siracusa.
  • Olimpica I: Per Ierone di Siracusa con il cavallo montato.[3][4]

Bacchilide: A Gerone per i cavalli d'Olimpia[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.laprovinciakr.it/Viaggiando/Crotone/Crotone-Storia.htm
  2. ^ Sunelweb
  3. ^ I versi
  4. ^ Commento
  5. ^ A Jerone per i cavalli d'Olimpia

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Tiranno di Gela Successore
Gelone 485 a.C. - 478 a.C. Polizelo
Predecessore Tiranno di Siracusa Successore
Gelone 478 a.C. - 466 a.C. Trasibulo