Publio Popilio Lenate

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Publio Popilio Lenate
Roman SPQR banner.svg Console della Repubblica romana
Nome originale Publius Popillius Laenas
Gens Popilia
Consolato 132 a.C.

Publio Popilio Lenate [1] (in latino: Publius Popillius Laenas; ... – ...) è stato un politico romano, console nel 132 a.C., appartenente alla Gens Popilia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Durante il consolato incorse nell'avversione dei populares a causa delle aspre misure perorate quale capo di una commissione speciale nominata contro i complici di Tiberio Gracco. Nel 123 a.C. Gaio Gracco introdusse una legge che proibiva ogni commissione del genere, e dichiarò che, in conformità con le vecchie leggi di appello, un magistrato che pronunciasse sentenza di morte contro un cittadino romano, senza l'assenso del popolo, doveva essere accusato di alto tradimento. Non è noto se il provvedimento conteneva una clausola retroattiva contro Popilio Lenate, ma si sa che egli lasciò Roma e nei suoi confronti fu pronunciata sentenza di messa al bando dall'Italia. Dopo la restaurazione del patriziato, i provvedimenti contro di lui furono abrogati e venne richiamato in patria.

Al suo consolato Theodor Mommsen ha attribuito la costruzione della Via Popilia che da Reggio andava a Capua.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lapis Pollae e Via Popilia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Console romano Successore Consul et lictores.png
Publio Muzio Scevola
e
Lucio Calpurnio Pisone Frugi
(132 a.C.)
con Publio Rupilio
Lucio Valerio Flacco
e
Publio Licinio Crasso Dive Muciano