Processo per direttissima

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Il processo per direttissima è un procedimento penale non ordinario cui si ricorre in caso di arresto in flagranza di reato o confessione dell'imputato e consiste in un iter molto accelerato: dal momento che si suppone che ulteriori indagini siano pleonastiche in presenza di prove così evidenti, si saltano alcune tappe preliminari (udienza e/o indagine) del processo.

I passaggi del procedimento[1][modifica | modifica wikitesto]

  • L'agente o ufficiale di polizia giudiziaria effettua un arresto in flagranza per un reato tra quelli contemplati nell'art. 33 ter c.p.p. (direttissima monocratica), o tra quelli di competenza del tribunale in composizione collegiale o della corte d'assise (direttissima collegiale)
  • Nel caso di direttissima monocratica, la polizia giudiziaria informa immediatamente dell'accaduto il pubblico ministero, il quale formula l'imputazione e la trasmette alla PG; normalmente l'arrestato non transita dal carcere
  • Nel caso della direttissima collegiale, invece, l'arrestato viene custodito in carcere e messo a disposizione del PM
  • La PG cita la persona offesa e i testi in modo deformalizzato per l'udienza, e avvisa il difensore dell'indagato
  • L'arrestato viene condotto davanti al giudice per la convalida e contestualmente viene svolto il processo, oppure viene richiesto di fissare l'udienza per l'espletamento nelle 48 ore successive all'arresto

Diritto Romano[modifica | modifica wikitesto]

Nel diritto romano era previsto un rito particolarmente accelerato (quaestio extraordinaria) introdotto da leggi particolari. Tipico esempio la Lex Pedia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giudizio direttissimo