Monimo

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Monimo

Monimo (Μόνιμος, Mònimos; 399 a.C. circa – 300 a.C. circa) è stato un filosofo cinico greco antico vissuto nel IV secolo a.C..

Originario di Siracusa, secondo Diogene Laerzio era stato schiavo[1]. Fu allievo di Diogene di Sinope e di Cratete di Tebe. Riuscì a diventare allievo di Diogene dopo aver finto di essere pazzo gettando via i soldi del padrone, che per questo motivo se ne liberò.

Pensiero ed opere[modifica | modifica sorgente]

Divenne noto per l'affermazione secondo la quale «tutto è vano»[2]. Secondo la testimonianza fornita da Sesto Empirico[3], Monimo e Anassarco «riducendo gli esseri a mera scenografia, li concepivano assimilandoli a quello che ci accade negli stati di sonno e di follia»[4]. Scrisse un’opera Sugli impulsi in due libri e un Protrettico, oltre a poesie semiserie[5].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, VI, cap. 3
  2. ^ Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, VI, 83; cfr. Marco Aurelio, Colloqui con se stesso, II, 15
  3. ^ Sesto Empirico, Contro i logici, I, 88
  4. ^ (EL) Ἀνάξαρχον δὲ καὶ Μόνιμον ὅτι σκηνογραφίαι ἀπείκασαν τὰ ὄντα τοῖς τε κατὰ ὕπνους ἢ μανίαν προσπίπτουσι ταῦτα ὡμοιῶσθαι ὑπέλαβον
  5. ^ Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, VI, 83

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