Antistene
Antistene (Atene, 444 a.C. – 365 a.C.) è stato un filosofo greco antico.
Fu allievo di Gorgia e discepolo di Socrate, fondò la scuola cinica, così chiamata perché i cinici si riunivano nel Cinosarge, il ginnasio ateniese dove erano accettati anche i "semi-cittadini" (Antistene era stato infatti ostracizzato da Atene), e per questo i suoi allievi furono chiamati Cinici (letteralmente Cinosarge significa "cane agile", da cui sarebbe derivato il nome di "cinici"). Fu maestro di Diogene di Sinope
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Pensiero [modifica]
| Per approfondire, vedi Cinismo. |
Antistene nega l'oggettività esistenziale del concetto socratico, riducendolo a soggetto prodotto dalla riflessione dell'uomo sulle cose della realtà circostante, disgrega il valore dell'idea platonica: celebre il suo motto "vedo il cavallo, non la cavallinità". Ne consegue una forma di nominalismo: la conoscenza delle cose è limitata al puro nome, che, essendo proprio di ciascun oggetto, vieta di formulare predicazioni, cioè giudizi. La filosofia di Antistene conduce sul piano morale in due direzioni: da una parte all'attivismo, simboleggiato dalla figura di Eracle, ovvero verso uno strenuo impegno individuale nella pratica della virtù; dall'altra parte verso un ritorno allo stato di natura, in cui l'uomo tende a liberarsi dei bisogni che eccedono la necessità della sopravvivenza.
Bibliografia [modifica]
- Antisthenis Fragmenta a cura di Fernanda Decleva Caizzi, Milano-Varese: Istituto Editoriale Cisalpino, 1966
- Oikeios logos. La filosofia del linguaggio di Antistene di Aldo Brancacci, Napoli: Bibliopolis, 1990
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