Kamarina

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Coordinate: 36°52′19.43″N 14°26′51.64″E / 36.872063°N 14.447679°E36.872063; 14.447679

Kamarina
Resti del tempio di Atena
Resti del tempio di Atena
Civiltà Greci corinzi-siracusani
Epoca 598 a.C. - 258 a.C.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sicilia Sicilia
Kamarina:Casa dell'Altare
Il quartiere dell'Altare
Fortificazione meridionale di Kamarina, periodo arcaico
L'agorà.
Tempio di Atena.
Statua di cavaliere al museo di Kamarina, interpretato come acroterio.

Kamarina, in greco Καμαρίνα, (da alcuni conosciuta anche con la forma italianizzata di Camarina), il cui nome secondo Strabone significa "Abitata dopo molta fatica", fu un'importante colonia di Siracusa, fondata e costruita dai siracusani alla foce del fiume Ippari in provincia di Ragusa. Di essa oggi non rimangono che rovine e importanti reperti archeologici, principalmente sul colle Cammarana nel territorio del comune di Ragusa[1][2][3].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Kamarina venne fondata agli inizi del VI secolo a.C. (598 a.C. - 597 a.C.) dagli antichi greci dorici siracusani, sul fertile promontorio delimitato dai fiumi Ippari a nord e Oanis a sud. Scopo del nuovo insediamento fu quello di creare un presidio lungo la rotta africana e frenare l'espansione verso sud di Gela, che appena diciotto anni dopo fonderà più a nord-ovest Akragas (580 a.C.). Divenuta rapidamente un importante centro agricolo e di riferimento per i fiorenti traffici commerciali dell'entroterra ibleo anche dei Siculi, la colonia entrò presto in conflitto con la città-madre. Sconfitta nel 552 a.C., secondo le fonti, la popolazione camarinense, venne esiliata; tuttavia, lo scavo dell'insediamento attesta una continuità di vita ininterrotta nell'arco dell'intero VI secolo a.C.[4]

Rifondata in seguito da Gela (492 a.C., 461 a.C.), Kamarina riacquisì la sua importanza e in seguito all'alleanza stretta con Atene in funzione antisiracusana, nel corso della guerra del Peloponneso riuscì a strappare a Siracusa il lontano territorio di Morgantina (424 a.C.). Quando ad Alcibiade venne tolto il comando dell'esercito ateniese tuttavia si tirò da parte. Durante l'avanzata di Annibale nel 403-401 a.C. Kamarina venne nuovamente saccheggiata e distrutta dal suo esercito. Rientrò nell'orbita siracusana durante il dominio di Dionisio I il grande e prese parte alla simmachia di Dione di Siracusa nel 357 a.C. quando questi con il suo esercito marciò alla conquista di Siracusa. Dopo il dominio punico a cui fu sottoposta tra 405 e 393 a.C., ebbe un nuovo periodo di prosperità alla fine del IV secolo a.C. raggiungendo, sotto Timoleonte(339 a.C.), la sua massima espansione urbanistica.

A partire del III secolo a.C. fu presa dai Mamertini nel 275 a.C. poi dai Romani nel 258 a.C.[5] Al tempo della Repubblica romana il suo capiente porto accolse le navi da guerra di Publio Cornelio Scipione, Emilio Paolo, Pompeo Magno, Cesare e Ottaviano e i commerci con l'Africa e l'Egitto. Ma nel periodo imperiale i romani realizzarono un nuovo porto nella vicina Kaucana e quindi la città si spopolò progressivamente dei suoi abitanti.

Kamarina venne definitivamente distrutta nell'827 dall'esercito guidato da Asad ibn al-Furat nel corso della conquista arabo-berbera della Sicilia.

L'acropoli mostra una continuità d'uso: i resti del tempio della divinità principale, Athena, vengono inglobati nella costruzione della chiesa della Madonna di Cammarana. L'edificio colmo degli ex voto dei naviganti scampati alla furia delle tempeste venne distrutto da un incendio nel 1873; i suoi resti furono utilizzati per la costruzione della masseria che oggi ospita il locale Museo.

I resti[modifica | modifica sorgente]

I resti attuali, di grande interesse archeologico, sono tuttavia poca cosa per suscitare nell'osservatore ricordi della sua passata grandezza e potenza. Rimangono tombe arcaiche (VII secolo a.C.) e ruderi poco significativi di un tempio dedicato a Minerva. Lungo l'Ippari si può riconoscere il tracciato dell'antico porto canale. La città è ancora riconoscibile nella sua area originaria dai resti di case e di pavimentazioni.

Nel vicino bosco di Passo Marinaro si trovano ancora le tombe di una necropoli nel V - IV secolo a.C. Gli scavi condotti a Kamarina da Paolo Orsi dal 1896 al 1911, hanno fornito copioso materiale archeologico che si trova al Museo di Siracusa.

Il Museo archeologico regionale di Camarina[modifica | modifica sorgente]

Il museo archeologico presenta il seguente percorso museografico[6][7].

Padiglione subacqueo[modifica | modifica sorgente]

La prima sala subito dopo l'ingresso è dedicata all'archeologia subacquea. Qui sono esposte ricche collezioni di reperti, portati alla luce grazie alle ricerche effettuate negli anni novanta del XX secolo nel mare antistante Kamarina. Dal relitto dell'Elmo corinzio, di età arcaica (VI secolo a.C.) sono esposti alcuni resti di grandi anfore da trasporto, piccole kylikès ioniche, lucerne e un magnifico e raro elmo corinzio con calotta emisferica e paragnatidi incluse. Seguono un elmo attico-etrusco in bronzo, a paragnatidi mobili, con umbone a pigna e alcune anfore di tipo greco-italiche. Sono esposti pure una statuetta in bronzo del dio Arpocrate dal relitto mamertino, monete, pesi, un gruppo di lucerne, uno scalpellino, uno stilo ecc. Dal relitto delle colonne III secolo d.C. provengono invece molti oggetti di pregevole fattura in bronzo: un vaso porta profumi, un thermos, una bottiglia in vetro con cestino in fibre vegetali, tre strigili e varie monete. Segue l'esposizione di oggetti provenienti dal relitto di Afrodite (III secolo d.C.) con una bellissima statuetta in bronzo di Afrodite, vasi da portata, e alcuni sostegni di un triclinio. Dal relitto dei Sei Imperatori sono esposte ben 5.000 monete in bronzo (antoniniani), una stadera, pesi, scandagli e vari oggetti ornamentali. Infine dal relitto medioevale sono stati esposti alcuni attrezzi da maniscalco.

Padiglione Est[modifica | modifica sorgente]

Sala della preistoria. Uscendo dal Padiglione subacqueo, verso l'esterno del cortile, si accede immediatamente al padiglione est. La prima sala è dedicata ai vari insediamenti nel territorio in età preistorica, in particolare nell'età del bronzo XIX secolo a.C.-XV secolo a.C. In questa sala sono esposti alcuni strumenti litici (lame, punteruoli, punte di freccia, battitoi), tipici della faciès castellucciana dell'età del bronzo. Questi reperti provengono da scavi eseguiti lungo la costa Passo Marinaro, Piano Resti, Macchia Tonda e Branco Grande e verso l'interno nei pressi di Santa Croce Camerina (Contrada Forche). Sala Camarina arcaica. Dall'arcaica necropoli di Rifriscolaro, sono esposti innumerevoli reperti che corredavano le sepolture. Sono esposti un Lekythos con raffigurante Enea ed Anchise, vari Skyphoi e aryballoi corinzi, vasi porta unguenti, e una bellissima anfora biansata della metà fine VI secolo a.C. con scene figurate di cavalieri armati e menadi danzanti. Seguono una sepoltura ad enchytrismos (inumazione), una sepoltura a cappuccina, un kantharos, una oinochoe in bucchero eolico, un aryballos, con due leoni ruggenti, un bellissimo cratere ed altri corredi funerari finemente decorati. Sala Persefone. Questa sala è dedicata ai culti noti a Kamarina. In particolare qui viene documentato il santuario di Demetra e Kore, portato alla luce da Paolo Orsi nel 1896. Si possono ammirare varie protomi e torsi di statuette sedute sul trono, del periodo ippocrateo 491 a.C., con il polos, sul tipo dell'Athena Lindia e altre statuette in terracotta che raffigurano il tipo stante con porcellino al petto. In questa sala è esposta pure un'arula in terracotta decorata con la raffigurazione a rilievo di una Gorgone VI-V secolo a.C. e alcuni elementi decorativi del tempio di Athena. Sala del Tempio di Athena. Sala dedicata al tempio di Athena. Qui è visibile una parte del terrapieno di colmata IV secolo a.C. ), la rampa di acceso al pronao e le massicce strutture di fondazione del tempio. L'edificio templare è una cella in antis costruita in blocchi di calcarenite su un crepidoma a tre gradini. Il tempio era diviso in tre spazi corrispondenti al pronao,alla cella e all'opistodomo.

Padiglione Ovest[modifica | modifica sorgente]

Sala di Camarina classica. Qui viene rappresentata la storia urbanistica della nuova Kamarina, quella di età classica, dagli inizi del V secolo a.C., dove viene evidenziato l'importante spazio pubblico dell'Agorà e alcuni quartieri urbanistici con le varie plateie e stenopoi. Sono esposti alcune documentazioni fotografiche della coniazione camarinese raffiguranti Athena, Demetra e Kore, la ninfa Camarina, Zeus e il Dio Hipparis. Infine sono documentati le varie ricerche nella chora di Kamarina. Sala necropoli di Passo Marinaro. In questa ampia sala sono esposti vari corredi funerari risalenti al V-IV secolo a.C. provenienti dagli scavi eseguiti presso la necropoli classica di Passo Marinaro. Crateri a campana a fondo rosso con figure nere, lucerne, coppe, ciotole, olpai a vernice nera e altri pregevoli corredi ceramici attici. In questa sala sono esposte anche una sepoltura a cappuccina con corredo, una epigrafe funeraria di Hippo e tegole con timbri, un'ara ed alcuni plastici ricostruttivi di una fattoria greca e di tutto il sito archeologico.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Piano Regolatore del comune di Ragusa, Tavola 11.
  2. ^ Sito del comune di Ragusa, sezione "Musei".
  3. ^ Sito della Regione Siciliana, pagina del "Museo di Kamarina".
  4. ^ cenni storici su Camarina
  5. ^ storia della città
  6. ^ descrizioni del museo dei reperti di Kamarina
  7. ^ La mappa del Museo di Camarina

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]