Marina di Ragusa
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| Nome ufficiale: | Marina di Ragusa | |||||||
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| Altitudine: | 8 m s.l.m. | |||||||
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| Pref. telefono: | 0932 | CAP: | 97010 | |||||
Marina di Ragusa è una frazione di Ragusa, centro balneare situato sulle sponde del Mar Mediterraneo. È molto ricettiva turisticamente durante il periodo estivo grazie soprattutto al fatto di essere una delle località balneari più attrezzate della Sicilia sud-orientale, anche per via della qualità dei suoi lidi, della presenza di numerosi locali notturni e del contesto ambientale in cui è situata. L'analisi delle acque marine della costa iblea ha dato risultati pienamente soddisfacenti, gli indicatori di balneabilità e trofico sono tra i migliori dell'isola[1], ha ottenuto nel 2009 la Bandiera Blu.
Indice |
[modifica] Toponimo
L'antico nome del paese era Mazzarelli che deriva dall'arabo Marsa A'Rillah ovvero piccolo approdo; nel 1928 per volontà del gerarca fascista Filippo Pennavaria si trasformò definitivamente in Marina di Ragusa.
[modifica] Storia
Siculi, Sicani, Fenici, Greci, Cartaginesi, Romani, Bizantini, Barbari, Saraceni, Arabi, Normanni, Turchi, Spagnoli, Francesi, Piemontesi, invasero Marina ed in generale la costa della provincia di Ragusa; dallo storico arabo Edrisi, che così definiva la costa: "ricca di dune ad occidente, di banchi di arena ad oriente, che vi manda l'Africa, è spessa di seni, e di promontori piccolissimi, che le danno la forma di una frangia". A testimonianza dello Scalo di Mazzarelli, già dall'antichità fino ai tempi non molto lontani, dallo scalo si imbarcavano: Carrubbi, Cereali, Cavalli, Buoi, Pecore, Latticini, Cera, Miele, Olio, Lana, Lino, Cotone, Canapa, Cuoio, Scope, Corde tartaro di bottoni, Semolino, Seme di canapa, ecc. Ed anche qui era il porto che accolse le flotte del Console Giunio, e del bizantino Belisario che da qui partì per liberare Malta dai Vandali.
Quattro secoli dopo, sempre da marina si imbarcò il gran conte Ruggero per la conquista e la liberazione di Malta dagli ultimi arabi 1091. Sicuramente il Porto di Kaukana era costituito da un canale, congiunto col vicinissimo Capo Scaramia, il cui ingresso era protetto da una bassa striscia di rupi che congiungevano il mare con il Lacus Cocanicus come scriveva Plinio. Da ciò si suppone che il porto di Kaukana facesse tutt'uno con Capo Scaramia.
D'altronde, anche il porto di Kamarina era un porto canale che permetteva al navigliolo di raggiungere il Lacus Kamarinensis, bacino interno, quindi più sicuro. Tornando a Marina - dal toponimo arabo "Marsa 'A Rillah", essa è posta tra capo Scalambri quasi a ridosso di quest'ultimo, che Plinio il Vecchio chiama Hirminius mentre Odierna lo scriveva Erminio. Altro storico, il Fazello, riferisce che ai suo tempi 1558 l'Irminio era chiamato Maulus o Maulis, dubitando che derivasse da Magone, duce cartaginese.
È infatti verosimile che Malli, attuale nome della contrada dell'Irminio, derivi dall'arabico "Mahàll", luogo di fermata o forse con molte più probabilità deriva da "maul", ovvero foce in normanno-gotico; e ciò per assicurazione dell'Edrisi, secondo cui sino all'età dei Normanni esisteva un bel porto in tale zona - in cui le Triremi, navi con tre ordini di remi) o le "Uretere" (navi con un solo ordine di remi) entravano per lasciare, e prendere i carichi. Nella toponomastica di Marina di Ragusa è ancora presente una zona col mome di Scalo Trapanese (l'attuale zona portuale), così denominata in quanto, i navigatori Trapanasi, costeggiando il canale di Sicilia, arrivavano a Marina per poi intraprendere la navigazione verso Malta, compiendo la traversata, appunto, seguendo la rotta più breve.
Nel XVI secolo, i vari Viceré che si succedevano al governo della Sicilia, sotto la minaccia delle incursioni turche sono indotti a pianificare in sistema d'avvistamento dislocato lungo tutto il litorale della Sicilia, ed all'uopo incaricano un architetto fiorentino, Camillo Camiliani, che portò a compimento il suo studio nel 1584. Nel suo libro "Descrizione dell'isola di Sicilia egli parla del litorale della Contea ed individua in Marina uno scalo rifugio ed anche una piccola tonnara con magazzini. Il Camillani non ritenne dover segnalare l'esigenza di una torre di avvistamento a Marina, in quanto quest'ultima era già protetta dalla vicinanza dei pantano della Castellana che con le sue basse acque, i suoi miasmi palustri e le micidiali zanzare "anofele", costituiva già una barriera naturale ad eventuali sbarchi di corsari.
Dunque il porticciolo ed una tonnara esistevano già in tempi molto precedenti allo studio dei Camillani stesso, ed anche precedentemente alla costruzione del fortilizio, a difesa e dominio del mare, fatto erigere nel 1579 dal Conte Luigi Enriquez Cabrera, in ossequio ad una delibera parlamentare proposta dal Viceré don Marco Antonio Colonna. Nel 1606 alcuni pirati della Barberia assaltarono tre vascelli siciliani, depredandoli dei loro carichi di vino e grano. Questo episodio ebbe luogo il 14 giugno vicino all'isola dei Porri. Gli stessi pirati, tre giorni dopo, travestiti da cristiani, presero terra a Marina attaccando un altro vascello siciliano lì attraccato, e fecero prigioniero il guardiano della Torre Cabrera. Dopo varie vicende, su richiesta di Andrea Valseca, il feudo di Gallimeli o Mazzarelli venne innalzato a Baronia da Giovanni Fernadez Paceco, Marchese di Vigliena e di Sicilia.
Il Valseca, poi, esattamente il 17 maggio 1609, giurò fedeltà alla Corona di Spagna ,ottenendo il titolo richiesto per sé ed i suoi eredi. In cambio, accettò l'onere di prestare servizio militare con un cavallo armato, e l'obbligo di riprendere investiture ad ogni passaggio della Corona di Spagna, pagando il diritto di decima per ogni acquisto o vendita.
Copyright © Sintesi storica del prof. Giuseppe Gurrieri, autore del libro: MAZZARELLI ovvero MARINA DI RAGUSA- Gocce di Storia.
Marina di Ragusa è una Frazione di Ragusa e pur non essendo un Comune autonomo, il suo territorio è ben delimitato in quanto ad Est il torrente Biddiemi la separa dal territorio di S. Croce Camerina, ad Ovest il fiume Irminio fa da confine con il comune di Scicli, mentre a Sud c’è il Mediterraneo. Più incerto è il confine a Nord in quanto non vi sono elementi naturali ben precisi. All’interno di questo territorio ci sono poi diverse contrade tra cui Fontana Nova, Fontana Vecchia, Castellana, Maulli, Camemi, Gatto Corvino, Cerasella, Gaddimeli ecc. Il paese vero e proprio si estende, però, lungo il litorale e con precisione dal torrente Biddiemi fino all’inizio della Preriserva del fiume Irminio. Nelle contrade sopraddette si hanno tuttavia diversi nuclei abitativi ma la caratteristica che le rende incantevoli è la presenza di secolari muri a secco, di altrettanti secolari carrubi oltre che la meravigliosa vegetazione spontanea tipicamente mediterranea. A ciò c’è da aggiungere che sparsi nel territorio vi sono ancora numerose masserie ottocentesche anche se diverse sono state ormai distrutte o abbandonate. Marina di Ragusa oggi conta 4.070 residenti e la sua economia si basa sulla coltura, soprattutto di primaticci, in serre e sul turismo nel periodo estivo. Il paese ha assunto il nome attuale nel 1928, in realtà il nome originario è Mazzarelli. Tale denominazione, nelle fonti scritte appare già nel 1558 nell’opera “Storia della Sicilia” del frate domenicano Tommaso Fazello e così sarà nei secoli a venire. Di più difficile lettura è l’origine. L’ipotesi più accreditata è comunque la derivazione dalla parola araba Marsa (porto) che poi italianizzata in diminuitivo plurale conduce a Mazzarelli (piccoli porti). Questo territorio pur così piccolo, è stato abitato fin dalla preistoria come dimostra l’esistenza, in contrada Fontana Nova, di un riparo sotto roccia risalente al Paleolitico Superiore e i cui ritrovamenti litici si possono oggi ammirare al museo P. Orsi di Siracusa. Da questo periodo in poi la presenza umana è sempre attestata nelle varie epoche storiche, in particolare in prossimità del fiume Irminio, ma non solo. Vicino al fiume si trova il sito di età del bronzo di contrada Maestro, ma è con i Greci che il territorio comincia ad essere più frequentato. A quanto pare furono proprio i Greci a denominare il fiume “Irminio” che deriverebbe dal nome della divinità greca Hermes. Sempre i Greci, probabilmente approntarono sulla foce un porto della cui esistenza fino al Medioevo testimonia il geografo arabo Idrisi. Forse proprio alla presenza del porto era legata, ancora in epoca greca, l’esistenza di un emporio commerciale i resti del quale sono stati rinvenuti sulla collina sinistra sovrastante il corso del fiume. In questo periodo il territorio dell’attuale Marina di Ragusa ricadeva sotto l’orbita di Kamarina, anzi proprio il fiume costituiva il confine tra i possedimenti di quest’ultima e i territori di Siracusa. Secondo Filisto proprio alla foce, anzi, si ebbe una battaglia tra l’esercito siracusano e quello di Kamarina e dei suoi alleati. Anche nel periodo romano l’uomo non cessò di abitare la contrada, numerose, a tale proposito, sono le testimonianze. Resti di età romana si trovano infatti vicino all’emporio di epoca greca, all’interno della preriserva e in contrada Gelso. Più interessanti sono alcune tombe, scavate sulla roccia, in contrada Fontana Nova (IV-V sec. d.C) e la grotta della Tardarita all’interno della quale si trovano diverse tombe che testimoniano la diffusione del Cristianesimo nel territorio. Con la caduta dell’impero romano si ebbe il dominio dei Goti. L’imperatore d’oriente, Giustiniano, nel tentativo di riprendere l’Italia all’impero, attaccò i Goti dando inizio a quella che è conosciuta come la guerra Greco Gotica che si protrasse per circa venti anni e che mise a ferro e fuoco l’Italia intera. Al comando dell’esercito greco c’era il generale Belisario che in effetti riuscì a cacciare i Goti dalla Sicilia. Nel tentativo di cacciarli anche da Malta, egli salpò, nel 536, in prossimità del territorio di Marina, probabilmente a poche centinaia di metri dal torrente Biddiemi. Fino all’827 i Bizantini mantennero la Sicilia, ma a partire da quell’anno iniziò la conquista Araba dell’isola. I nuovi invasori arrivarono nel territorio di Mazzarelli probabilmente verso l’852 se è vero che a quella data essi compirono delle scorrerie tra Casuzze e Caucana. Degli Arabi rimasero, perlopiù, i nomi di alcune contrade oltre al nome Marsa da cui deriverebbe, come abbiamo detto, il nome Mazzarelli. Tra il 1060 e il 1090, i Normanni, cacciando gli Arabi, si impadronirono della Sicilia. Così come avevano fatto i Goti, anche parte degli Arabi si era rifugiata a Malta. Il conte normanno, Ruggero d’Altavilla, approntò allora un esercito per sconfiggere l’ultima resistenza saracena. Così come aveva fatto Belisario, circa 500 anni prima, la partenza avvenne anche in questo caso, in prossimità di Marina di Ragusa. Tutta la scogliera da Caucana a Marina era infatti prima chiamata Timpe Longobardo probabilmente perché in aiuto di Ruggero arrivarono i ducati longobardi dell’Italia meridionale. Dai Normanni, la Sicilia passa agli Svevi e poi agli Angioini. Con i Vespri siciliani subentrarono gli Aragonesi. Nel 1296, con costoro, nasce la contea di Modica. Mazzarelli, a questo punto, fa parte della nuova contea ma il litorale, fino a 300 metri di larghezza resta invece di proprietà del re. Solo nel 1392, quando diventerà conte Bernardo Cabrera, il territorio di Mazzarelli sarà completamente integrato alla Contea. È in questo periodo, o poco prima, che inizia l’insabbiamento della foce dell’Irminio per cui lentamente si verranno a formare le dune di sabbia e la macchia foresta di cui ancora oggi una parte resiste e costituisce la Riserva dell’Irminio. Si formarono però anche i pantani che resero l’intera zona difficilmente praticabile all’uomo ed il conseguente abbandono dell’antico porto canale. Probabilmente questa nuova situazione fece sì che quel poco di attività che si svolgeva lungo il litorale, cioè il commercio via mare, si sia spostato ad occidente ed in particolare nella zona di Punta di Mola. Qui, secondo la testimonianza dell’architetto Camiliani, esisteva un piccolo approdo dove le barche venivano tirate a secco per proteggersi dai fortunali, dai pirati e per procurarsi tutto l’occorrente prima di partire per Malta a scopi commerciali. Intanto, l’ultimo dei Cabrera moriva senza figli maschi per cui la Contea veniva ereditata dalla figlia Anna che fu data in sposa al nobile spagnolo Federico Henriquez a cui fu però imposto il cognome Cabrera. Egli fu perciò il primo del casato Henriquez Cabrera. Sotto il suo successore Ludovico I, l’intera contea ed il territorio di Mazzarelli cominciarono a brulicare dei caratteristici muri a secco. Il fatto più importante per Mazzarelli si verificò sotto il successore di questi, Ludovico II, in quanto fu eretta, tra il 1585 ed il 1596, la torre che di fatto costituisce il primo nucleo del futuro paese. Con la costruzione del nuovo fortilizio, il caricatoio di Punta di Mola probabilmente fu abbandonato e le attività commerciali cominciarono a svolgersi, in quanto protette, nel tratto di mare vicino alla torre, cioè di fronte all’attuale piazza della Dogana o “scaru viecciu” (scalo vecchio). Nel 1596 il conte Ludovico III vendette il feudo di Mazzarelli o Gaddimeli (così veniva anche chiamato) all’avvocato Andrea Valseca di Palermo ma domiciliato a Modica. Nei primi anni del ‘600, a quanto pare, il Valseca, in prossimità della torre, impiantò una tonnara che però fu distrutta dai pirati e quindi abbandonata. Anche l’ultimo Valseca morì senza figli maschi per cui ereditò la figlia femmina che fu data in sposa al barone ragusano Giuseppe Arezzo. Il figlio di costui, Bernardo, nel 1673 ebbe l’investitura del feudo e del titolo per cui il feudo di Mazzarelli era passato dai Valseca agli Arezzo. In questo periodo nel litorale esiste pertanto la torre attorniata da diversi magazzini con poche decine di persone dedite al commercio. Le imbarcazioni arrivavano da diverse parti dell’isola e del continente per esportare i prodotti agricoli dell’interno. Fu tra la fine del ‘600 o durante il ‘700 che probabilmente saranno stati molto attivi i commercianti trapanesi che forse usavano in modo particolare lo “Scalo trapanese”al punto da lasciargliene il nome. Nel corso del Settecento furono numerosi i danni provocati dai pirati nel territorio di Mazzarelli anche perché la torre si dimostrò inefficiente di fronte a simili situazioni e ciò pur essendo essa ben munita se è vero che nel 1780 sono presenti in essa tre cannoni in bronzo, due mosconi, due spingarde a grillo e due a miccia. Ad ogni modo nel 1797 il duca Arezzo vendette il feudo a Don Giovanni Criscione. Tutte le terre quindi passarono a costui mentre alla famiglia Arezzo rimase la torre e i magazzini attorno ad essa. Nel 1812, il Parlamento siciliano abolì la feudalità e quindi Mazzarelli, sciolto dai vincoli feudali, passò alla provincia di Siracusa e al Circondario di Modica ma sotto l’Amministrazione di Ragusa. Per i fatti religiosi dipendeva invece dalla Diocesi di Siracusa. La torre ad un certo punto, essendo finite le incursioni barbaresche, cominciò ad essere abbandonata ed in alcune parti ad essere diroccata. Fu allora che tra il 1884-86 il Barone Paolo La Rocca Impellizzeri la abbattè per costruire il palazzo tutt’ora esistente mentre della torre rimane fino ad oggi solo il terrazzo. Nel corso dell’Ottocento Mazzarelli rimaneva un piccolo scalo commerciale da cui si imbarcavano per varie destinazioni soprattutto i prodotti agricoli dell’entroterra ragusano. Ma alla fine dell’Ottocento iniziò il commercio della pietra pece che diede un enorme impulso allo scalo. Centinaia di carri percorrevano ogni giorno la trazzera da Ragusa a Mazzarelli per portare il nuovo prodotto allo scalo dove al largo attendevano i velieri che avrebbero portato la pece in tutto il mondo. Tale sviluppo comportò che Mazzarelli, nel 1892, ebbe il suo primo delegato del Sindaco nella figura del ricco proprietario terriero Enrico Criscione, ma soprattutto un considerevole aumento della popolazione proveniente oltre che da Ragusa dai vicini paesi di mare ,Scicli e Pozzalllo, e da S. Croce. Nel corso dell’Ottocento, inoltre viene costruita una chiesetta dove attualmente si trova il monumento ai caduti. Quest’ultimo sarà inaugurato nel 1931 dopo che nel 1927 era stata demolita la chiesetta in quanto già qualche anno prima era stata aperta la chiesa attuale. Sempre sul finire dell’Ottocento venne costruito un pozzo per l’acqua all’imbocco dell’attuale lungomare A. Doria. Questo pozzo resterà al suo posto fino al 1950 quando sarà portata l’acqua nel paese. Anche il pantano della Castellana verrà prosciugato alla fine dell’Ottocento mentre quello vicino al fiume Irminio verrà prosciugato a partire dal 1928. Nei primi del Novecento la Frazione è già dotata di una scuola elementare, di un medico non condotto, di un rudimento di farmacia e c’è, molto diffusa, la malaria per la quale viene somministrato il chinino. Dopo la prima guerra mondiale, nel corso degli anni ’20, il commercio della pece comincia a decadere, rimane soprattutto quello dei cereali e di altri prodotti agricoli. Anche questo commercio, subito dopo la seconda guerra mondiale cesserà del tutto. Dai primi del Novecento comincia ad essere sempre più importante, per l’economia della Frazione, la pesca, insieme all’agricoltura. Già a partire dagli anni ’20 saranno questi due i settori economici più importanti di Mazzarelli . Nella seconda guerra mondiale gli alleati sbarcano nel litorale, ma non a Marina di Ragusa dove arriveranno con le camionette. Essi andranno via dopo qualche giorno. L’unico fatto veramente tragico che il conflitto produsse nella borgata fu la caduta di un aereo tedesco in pieno centro abitato, il 13 Aprile 1941. Esso distrusse un intero quartiere e 5 innocenti persero la vita. Un altro fatto tragico avvenne a conflitto terminato, nel 1947. In questo caso morirono tre bambini mentre giocavano con un ordigno trovato dentro il paese. Da questo momento la guerra era terminata veramente anche a Marina. Aprono le sezioni dei partiti politici, i delegati del Sindaco si susseguono fino a quando nel 1984 verrà eletto il primo Consiglio di Quartiere. Se nel 1950 era cessato il commercio, anche la pesca durante gli anni ’70 comincia a declinare mentre nello stesso periodo viene trovato il petrolio nello spazio di mare di fronte al paese. L’unica attività tradizionale a resistere rimane l’agricoltura ma a partire dagli anni ’50 Marina comincia a diventare un posto di villeggiatura alla moda che in pochi anni si riempie di locali famosi che presto la metteranno ai primi posti in tutto il litorale sud orientale della Sicilia. Ma con l’agricoltura e lo sviluppo turistico siamo ai giorni nostri.
[modifica] Eventi e festività
- La vigilia di ferragosto Marina di Ragusa è invasa letteralmente da persone provenienti da tutta la provincia. Tradizione vuole che il 14 di agosto, fino agli anni 50-60, per festeggiare la fine dei principali lavori agricoli tutta la gente di Ragusa (allora ancora campagna) che non aveva casa a Marina di Ragusa si riuniva e tutti partivano per Marina, allora chiamata Mazzarelli spostandosi in grandi carovane. Raggunta la località andavano in spiaggia e montavano delle tende per da passare la notte li così da poter dedicare l'indomani al mare. Oggi avviene una cosa molto simile: niente carovane, solo spiagge zeppe di tende e falò e tanta gente che si diverte. La nottata è movimentata da musica presente in ogni chalet, circolo privato (es: velici, nautici) della costa.
- Il giorno di ferragosto la chiesa di Santa Maria di Portosalvo (la festa di S.Maria di Portosalvo coincide con ferragosto) organizza una lunga processione sul mare durante la quale viene posto il simulacro della Madonna di Portosalvo su una barca seguita da altre che ripercorrono buona parte del litorale di Marina di Ragusa. Il comune di Ragusa, insieme alla collaborazione della chiesa di Santa Maria di Portosalvo, organizza giochi, come "palo a mare" (un palo unto di olio o di sapone si monta in orizzontale su una nave e sulla punta viene posta una bandiera chi cade in acqua perde, chi prende la bandiera vince un premio in denaro e una coppa ricordo) e qualche volta c'è il grest per i più piccoli. La sera ci sono fuochi d'artificio e spettacoli teatrali e musicali nella piazza principale.
- Il secondo sabato di settembre il comune di Ragusa organizza una festa intitolata "Addio all'estate" (anche se è un addio solo nominale in quanto a Marina il clima mitigato dal mare rende anche ottobre il periodo perfetto per bagni al mare). La sera della festa si possono gustare alcuni dei prodotti tipici ragusani nella piazza principale fornendo pasti completi per pochi euro. Nel contempo, in piazza un palco ospita uno spettacolo di "varietà". Allo scoccare di mezza notte inizia un nuovo spettacolo: una gara di fuochi di artificio visibili da ogni parte del litorale di Marina. In questa gara tre ditte di fuochi d'artificio si contendono un premio in denaro e una coppa: ovviamente vince chi riceve il voto più alto di una giuria apposita (solitamente in quest'ultima rientra il primo cittadino ragusano). I festeggiamenti sono ripresi dalle televisioni locali in collegamento satellitare.
[modifica] Porto
Il porto di Marina è stato progettato alla fine degli anni '80, però per motivi burocratici i lavori furono bloccati. Solo grazie ai fondi dell'Unione Europea, il porto è stato finanziato e i lavori sono potuti cominciare ufficialmente l'11 aprile 2006, affidati alla ditta Tecnis. Il porto è in grado di accogliere oltre ottocento posti barca, diventando uno dei tre Hub turistici della Sicilia (il primo ad essere operativo), inoltre è stato progettato secondo i più avanzati criteri tecnologici che lo porranno all’apice delle infrastrutture concorrenti nel bacino del mediterraneo. I progettisti pensano già a un eliporto, che, insieme all’Aeroporto di Comiso, dia vita a un sistema integrato di comunicazione. Il porto tecnologicamente avanzato, è in grado di soddisfare le richieste anche del più esigente dei diportisti. Collegamenti wireless in rada, cablaggi telefonici e satellitari. Per venire incontro alle esigenze delle imbarcazioni più grandi, ci vi sono nuove colonnine con erogazione di potenze elettriche maggiori di quelle che usualmente si trovano nei porti turistici.
E poi, ancora, la possibilità di dotare il sito internet del porto turistico di particolari software che consentano, tramite la rete, di accedere on line a tutti i servizi, dalla prenotazione del posto barca on line, alla prenotazione del catering a bordo o addirittura della cambusa. Il porto ospiterà la nuova capitaneria insieme a quella già presente nel porto di Pozzallo, al fine di un migliore servizio di sicurezza per tutta la fascia costiera iblea, infine sarà presente un servizio di aliscafi diretti verso l'arcipelago maltese distante solo 80 km. Il porto è stao dichiarato operativo il 3 luglio del 2009, con l'arrivo delle prime barche provenienti da Malta[2].
[modifica] Abitanti Celebri
[modifica] Note
- ^ Modello di gestione integrata della fascia costiera della Provincia di Ragusa [1]
- ^ Articolo dal corrierediragusa.it


