Donnalucata

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Donnalucata
frazione
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Ragusa-Stemma.png Ragusa
Comune Scicli-Stemma.png Scicli
Territorio
Coordinate 36°45′51.63″N 14°38′26.69″E / 36.764342°N 14.640747°E36.764342; 14.640747 (Donnalucata)Coordinate: 36°45′51.63″N 14°38′26.69″E / 36.764342°N 14.640747°E36.764342; 14.640747 (Donnalucata)
Altitudine 10 m s.l.m.
Abitanti 3 235 (2001)
Altre informazioni
Cod. postale 97018
Prefisso 0932
Fuso orario UTC+1
Patrono san Giuseppe
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Donnalucata

Donnalucata, 3235 abitanti, è una frazione marinara del comune di Scicli da cui dista circa 8 km, in provincia di Ragusa.

Nel 1091, il conte Ruggero d'Altavilla sconfisse i saraceni, secondo una leggenda religiosa, grazie all'intervento della Madonna detta poi delle Milizie, e in tale luogo fu costruito un santuario.
Attorno al santuario e ad una torre costiera si sviluppa nei secoli il borgo.
La costa è caratterizzata da ampie spiagge di fine sabbia dorata, che in estate diventano meta di folle di vacanzieri.
Le attività principali sono la pesca ed il turismo, oltre all'agricoltura in serra con la produzione di primizie orticole e fiori.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del nome

L'origine del nome Donnalucata deriva dalla sua antica sorgente. Un viaggiatore e noto cartografo arabo, Abū ‘Abd Allāh Muhammad ibn Muhammad ibn ‘Abd Allah ibn Idrīs al-Siqillī (il Siciliano), detto anche Idrīsī, Edrisi, El Edrisi, Ibn Idris, Hedrisi o al-Idrīsī, inviò infatti al Sultano Saladino una relazione in cui diceva di aver trovato una fonte che sgorgava cinque volte al giorno, ad ore ben precise e corrispondenti alle ore delle preghiere musulmane. Disse di aver trovato "Ayn-Al-Awqat", ovvero la fonte delle ore, che latinizzato divenne Donnalucata. Il nome della fonte passò poi ad indicare il luogo.
Si è ritenuto in passato di poter individuare detta fonte (che non più protetta dall'azione del mare avrebbe perso le sue caratteristiche) nelle "Ugghie" (sorgenti d'acqua dolce) sul lido di Micenci.
Per quanto poi riguarda il presunto “miracolo”, è plausibile che la fonte in questione sgorgasse tutto il giorno, ma che fosse visibile solo durante la bassa marea, al tramonto, e coincidente con l'ora della preghiera.

Il territorio dove oggi sorge Donnalucata ha visto la presenza umana, fin da tempi antichissimi. Vi sono infatti notizie, non confermate, della presenza di una fonte sacra a Cerere in età greca, sulla marina, in un punto già noto ai fenici che vi tenevano un mercato di schiavi.
La presenza di un forte culto nei confronti della dea Cerere non è fenomeno isolato negli iblei se si pensa che anche la vicina Kamarina teneva feste in suo onore e l'aveva raffigurata anche sulle proprie monete.
Anche a Donnalucata si tenevano grandiose feste cereali, che avevano lo scopo di ringraziare la dea per il raccolto; si tenevano nel mese di agosto e a tutt'oggi vi è una festa che sembra esserne erede, ma che è dedicata alla Madonna Assunta, alla quale peraltro era stata dedicata la chiesa appena eretta.

Verso la fine dell'undicesimo secolo, Donnalucata, così come tutto il resto del territorio sciclilitano, era contesa tra Normanni e Saraceni.
Nel 1091 ci fu, secondo la tradizione, parzialmente confermata dai Codici Sciclitani, un epico scontro in cui i Normanni (cristiani), sebbene di molto inferiori nel numero, guidati dal conte Ruggero d'Altavilla, ebbero la meglio sulle truppe dell'Emiro Bell Khan. A questo proposito la tradizione sacra tramanda la vicenda di un intervento della Madonna su un cavallo bianco (Madonna dei Milici o delle Milizie).
Il nome «Milici», è tuttavia opportuno precisare, va messo in relazione non al termine «Milizie», ma ad un tempio dedicato a Dioniso Bacco «Milicio» presente in epoca greca in loco. Nel luogo della battaglia fu costruito un santuario, dedicato alla Vergine Guerriera, e contenente tra l'altro l'impronta impressa sulla pietra del suo stesso piede. Il Santuario, distrutto da un terremoto nel 1693, fu ricostruito nel 1721. Il terremoto del 1693 fu disastroso per tutti gli iblei; durante tale periodo la zona era stata ceduta dal nobile Fabiano Arizzi a Giuseppe Miccichè che a sua volta l’aveva ceduta alla famiglia Mirabella; quest'ultima aveva venduto la zona ai gesuiti.
In tale periodo, il nome di Donnalucata, derivato dalla fonte, era stato assunto non solo dalla zona, ma anche da una torre (probabile riferimento alla “torre saracena”), di proprietà del barone Miccichè, che aveva funzione di protezione della borgata. La stessa sorgeva su una torre precedente che risaliva al XIV secolo ed era stata costruita, assieme a molte altre nella zona, su disposizione del Viceré Di Federico De roberto.
Il ‘600 fu anche il secolo che vide la presenza a Donnalucata del grande pensatore e scrittore frà Mariano Perello.
In seguito alla cacciata dei gesuiti, il borgo passò ai Penna, che vi avviarono la costruzione della villa a monte della città e dell'attuale palazzo Mormino Penna.

La moderna Donnalucata[modifica | modifica wikitesto]

Donnalucata affina la sua vocazione marinara durante il Risorgimento, quando è il porto privilegiato per i contatti con gli esuli politici che si trovano a Malta. Grazie anche a questo si ottiene nel 1840 la costruzione della strada Scicli-Donnalucata.
A questi anni risale il primo documento pervenuto e attestante notizie su Donnalucata. Si tratta della planimetria del 1848 di proprietà della famiglia Pinzero Leotta; da essa appare come all'epoca nel paese vi fossero 2 categorie di abitazioni: le ricche e grandi ville patrizie di proprietà delle famiglie nobiliari sciclitane e le piccole e basse casette dei marinai del posto, tutte addossate le une alle altre.
L'assetto urbanistico di allora era notevolmente diverso da quello odierno, tuttavia già nell'Ottocento il centro della borgata appariva essere il crocevia tra la via Casmene e la via Busacca (oggi via Pirandello).
Nel 1878 vengono iniziati i lavori di costruzione della chiesa di S. Caterina da Siena (terminati nel 1883), gran merito per ciò va senz'altro a Monsignor Giovanni Blandino che fu Vescovo di Noto dal 1832 al 1913. Questi conosceva la allora piccola borgata di marinai perché vi si recava d'estate ospite della famiglia Penna.
Il primo comitato cittadino per la costruzione di una chiesa si costituisce il 22 giugno 1873, presieduto dal preposto D. Pietro Paolo Spadaro. Ma vi sono due persone che in tempi diversi svolgeranno un ruolo determinante: si tratta del farmacista Guglielmo Pinzero e del canonico Guglielmo Conti; il primo, che fu anche consigliere comunale in Scicli e che servì la chiesa come confrate, fu attivissimo durante la sua costruzione proprio per il suo fervore cattolico; il secondo ebbe se possibile un ruolo ancora più importante in quanto oltre a sovrintendere alla costruzione della chiesa, che fu invero abbastanza laboriosa, si occupò anche di tener informata la Curia netina dei progressi.
La costruzione fu ultimata il 12 luglio 1885 e fu il Conti che ne diede notizia a Mons. Blandino. La chiesa neoeretta venne dedicata alla Madonna Assunta e fu considerata dipendente dalla chiesa Madre di Scicli.
In quello stesso periodo il centro cittadino contava circa 600 abitanti, ma la borgata aveva anche iniziato ad essere punto di riferimento per chi viveva nelle campagne circostanti infatti venne anche istituita una scuola per i bambini del luogo.
Una ditta tedesca costruisce, nei primi del Novecento, all'entrata del paese il cosiddetto "garage" (noto per lo stile liberty) che serviva come rimessa per i carichi di pece, estratta nelle cave tra Scicli e Modica, in attesa di essere imbarcati per la Germania. Tanto le cave quanto la rimessa furono poi confiscate dal governo italiano come preda di guerra successivamente alla conclusione della prima guerra mondiale.
Nel 1927 si costituisce il Consorzio di irrigazione dell'Agro di Donnalucata per un miglior sfruttamento delle ingenti risorse idriche, ad esso seguì la costituzione di un Consorzio di Bonifica per le molte zone paludose nella valle dell'Irminio.
Si inizia a praticare diffusamente la serricoltura, che consente la coltivazione intensiva delle primizie e dei fiori.
Nel secondo dopoguerra, il boom economico genera un aumento della popolazione e quindi investimenti nel campo dell'edilizia.

Feste e sagre[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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