Santa Croce Camerina
| Santa Croce Camerina comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Lucio Schembari (FI) dal 15/05/2007 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 36°49′38″N 14°31′26″E / 36.82722°N 14.52389°ECoordinate: 36°49′38″N 14°31′26″E / 36.82722°N 14.52389°E | ||||
| Altitudine | 87 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 40,76 km² | ||||
| Abitanti | 10 026[1] (30-04-2011) | ||||
| Densità | 245,98 ab./km² | ||||
| Frazioni | Casuzze, Kaukana, Punta Secca, Punta Braccetto | ||||
| Comuni confinanti | Ragusa | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 97017 | ||||
| Prefisso | 0932 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 088010 | ||||
| Cod. catastale | I178 | ||||
| Targa | RG | ||||
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) | ||||
| Nome abitanti | camarinensi, santacrocesi | ||||
| Patrono | san Giuseppe | ||||
| Giorno festivo | 19 marzo | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Santa Croce Camerina nella provincia di Ragusa |
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| Sito istituzionale | |||||
Santa Croce Camerina (Santa Cruci Camarina in siciliano) è un comune italiano di 10.026 abitanti[1] della provincia di Ragusa in Sicilia.
Indice |
[modifica] Geografia fisica
Santa Croce Camerina si trova a sud ovest di Ragusa, da cui dista 26 chilometri. Il comune si affaccia sul Canale di Sicilia e confina con il solo comune di Ragusa dal quale è circondato.
[modifica] Frazioni
A pochi metri dalla costa si trovano le frazioni balneari di Santa Croce Camerina, che ogni anno sono caratterizzate da un intenso sviluppo turistico, soprattutto in estate. Essi sono:
Il borgo marinaro di Punta Secca deve la sua recente popolarità alla fortunata serie televisiva della RAI Il Commissario Montalbano, tratta dai romanzi e racconti di Andrea Camilleri. La casa di mare del commissario è infatti situata, nella fiction televisiva, in una villetta nella piazzetta del borgo.
[modifica] Storia
Comune erede della colonia siracusana di Kamarina, fondata nel 598 a.C. e costruita sui colli antistanti il porto alla foce dell'Ippari. La fondazione avvenne da parte di ecisti siracusani e perciò di origine corinzia, Daskon e Menekleos, che guidarono i coloni, ed è testimoniata dall'emissione di una moneta con l'elmo corinzio e una palma mediterranea.
Il porto fu costruito drenando la preesistente palude, da qui il nome della ninfa Kama(rina) ed il simbolo della rinascita con il Cigno. Da colonia di Siracusa Kamarina si affermò quale Polis autonoma e nell'anno 553 a.C. si ribellò alla città-madre coinvolgendo nella sua causa le vicine popolazioni sicule sue alleate. Durante il dominio esercitato dal condottiero Ippocrate di Gela venne ripopolata con coloni geloi nell'anno 495 a.C., ma il suo successore Gelone dei Deinomenidi la distrusse nel 485 a.C. per ampliare il suo potere a Siracusa.
Nel 461 a.C. con la caduta dei Deinomenidi a Siracusa la Polis riacquistò la propria autonomia e libertà e aumentò la popolazione poiché diede la cittadinanza a molti esuli geloi. In seguito alla pace di Gela del 424 a.C. voluta dal siracusano Ermocrate a Kamarina venne assegnata da Siracusa come tributaria la polis siculo-ellenizzata di Morgantina, in cambio di una somma di denaro. Durante la guerra fra Atene e Siracusa, sembra che Kamarina avesse aderito alla causa ateniese, come pare testimoniato dai tipi di diverse emissioni di monete, ma poi si defilò quando ad Alcibiade venne tolto il comando dell'esercito ateniese. Durante l'avanzata dell'esercito punico guidato da Annibale nel 406-405 a.C., Kamarina venne nuovamente saccheggiata e distrutta. Kamarina rientrò nell'orbita siracusana durante il dominio di Dionisio il grande e prese parte alla simmachia di Dione nell'anno 357 a.C., quando questi con il suo esercito si portò alla conquista di Siracusa in potere del nipote Dionisio il giovane. Dopo avere subito altri rovesci venne restaurata da Timoleonte nel 338 a.C., ma i suoi commerci diminuirono progressivamente durante la guerra fra Agatocle e Cartagine. Fu saccheggiata dai Mamertini nell'anno 280 a.C.; poi fu occupata dai Romani; in seguito, poiché aveva aderito alla causa punica, venne severamente punita dai Romani nell'anno 258 a.C. con una distruzione quasi totale. Un villaggio di età repubblicana occupò soltanto il promontorio. Durante il periodo dell'Impero romano venne realizzato un nuovo porto nella vicina Kaukana (Punta Secca) e quindi la città venne progressivamente abbandonata dai suoi abitanti, che si spostarono nel nuovo porto e all'interno della Sicilia. Nell'area del tempio trasformato in chiesa persistette tuttavia un piccolo villaggio. Durante la conquista araba il sito di Kamarina venne saccheggiato. Nel periodo di dominazione normanna venne prima concessa dal gran Conte Ruggero I al figlio Giordano e successivamente venne assegnata prima al conte di Marsico e da questi donata ai Benedettini di Scicli nel 1150, come si rileva da un documento dell'epoca. Dal 1392 fece parte, con Bernardo Cabrera, della Contea di Modica, per essere poi ceduta nel 1453 in affitto, reso poi perpetuo, a Pietro Celestri, nobile modicano, che la ripopolò significativamente. In seguito fu protetta con torri fortificate presso Capo Scaramia per proteggerne il territorio dai Pirati nel XVI secolo da G.B. Celestri e la sua popolazione si stabilizzò. Nel 1812 con l'abolizione della feudalità diventò comune ed ebbe un suo decurionato.
Del periodo classico vi sono testimonianze oltre che archeologiche in Pindaro (che dedicò le Odi Olimpiche IV e V a Psaumide, citate anche dal Tasso che le ebbe a leggere e commentare nella redazione dei Discorsi del Poema Eroico). Kamarina appare anche citata più volte in Erodoto e Tucidide, che riporta un'orazione di Ermocrate all'assemblea riunita a Camarina. Nell'anno 424 a.C. in seguito alla pace di Gela voluta da Ermocrate gli venne assegnata come Polis in simmachia Morgantina; quest'ultima ricchissima di prodotti (orzo, grano, olio, vino ecc.) attraverso la strada interna che si dipartiva da Menanoin e Akrai e costeggiava il fiume Hipparis utilizzava l'ampio porto per commerciare con le polis della Grecia.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Etnie e minoranze straniere
Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 1.660 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:
Tunisia 969 9,87%
Albania 281 2,86%
Romania 205 2,09%
Algeria 116 1,18%
[modifica] Cultura
[modifica] I monumenti
La Chiesa Madre, risalente al XIII secolo, è il monumento più importante di Santa Croce Camerina. Ristrutturata nel '700, ha l'interno a tre navate e conserva una copia della Madonna di Loreto del Caravaggio e una statua di San Giuseppe, patrono della città.
[modifica] Gli appuntamenti
Il maggiore appuntamento di culto religioso e folcloristico è la festa del patrono San Giuseppe il 19 marzo, mentre la patrona Santa Rosalia è festeggiata a metà settembre. È tradizione preparare, per le famiglie devote al santo patrono, le tradizionali Cene di San Giuseppe, con banchetti stracolmi di primizie, dolci, piatti tipici, come voto di fede.
Una delle occasioni di ritrovo si ha all'inaugurazione e alla conclusione della stagione estiva, nella località di Punta Secca, con l'ormai consueto Oscar del mare.
[modifica] Santa Croce Camerina in Letteratura
Pindaro dedicò le Odi Olimpiche IV e V a Psaumide di Kamarina. Quelle odi sono anche citate dal Tasso nel suo trattato Discorsi sul Poema Eroico. Kamarina appare anche citata più volte in Erodoto e Tucidide.
Leonardo Sciascia si divertì a collocarvi l'epilogo di "Il Lungo Viaggio" (da "Il mare colore del vino")
Nel Gargantua e Pantagruele di Rabelais viene citata l'espressione "Ne move Camarinam!" a significare "Non smuovere le acque (della palude)!" probabilmente con riferimento al fatto che Kamarina fu fondata attorno ad una palude trasformata in fiorente porto commerciale dai coloni siracusani alla fondazione.
[modifica] Kamarina, la palude, la dea
Kamarina è anche il nome della "Dea" della palude e compare nelle bellissime monete della colonia a cui la Royal Numismatic Society ha dedicato una splendida monografia[2].
[modifica] Economia
L'economia della città è basata soprattutto sull'agricoltura di cereali, ortaggi, agrumi e olive; e sulla floricoltura di gladioli, garofani, tulipani e rose, coltivati in serre. Nell'allevamento è sviluppato quello del bestiame. Il turismo non è molto sviluppato.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Lucio Schembari (FI) dal 15/05/2007 (2º mandato)
Indirizzo della casa comunale: Via Carmine 95
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Santa Croce Camerina
[modifica] Collegamenti esterni
- The Coinage of Kamarina - Royal Numismatic Society
- L'orazione di Ermocrate all'assemblea di Camarina in Tucidide: "Qui sono uomini liberi!"
[modifica] Note
- ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30-04-2011
- ^ http://www.bio.vu.nl/home/vwielink/WWW_MGC/Area_V_map/Kamarina_map/Kamarina.html
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