Dione di Siracusa

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Dione (Siracusa, 408 a.C.Siracusa, 354 a.C.) fu un filosofo e anche tiranno di Siracusa e Gela dal 357 a.C. al 354 a.C..

Era figlio di Ipparino e marito di Arete, figlia della sorella Aristomache e di Dionisio I, di cui era il più grande amico. Dione era ammiratore e seguace di Platone, che era stato ospite presso la corte siracusana. Dal filosofo greco trasse molti insegnamenti che cercò prima di inculcare nella mente del cognato, poi in quella del successore Dionisio II, di cui divenne tutore nel 367 a.C. Il suo comportamento non piacque però né al sovrano né al filosofo Filisto, che lo esiliarono nel 366 a.C. in accordo con i cartaginesi.

Dione si rifugiò ad Atene, dove gli fu concesso un periodo di pace. Intanto, Platone cercò di farlo perdonare dal tiranno, facendo ritorno a Siracusa. Lì venne praticamente imprigionato e la sua richiesta di misericordia completamente stravolta: Dionisio confiscò tutti i beni di Dione e addirittura diede Arete in moglie ad un altro.

Quest'oltraggio fu inaccettabile per lo zio, che nel 357 a.C. riunì un esercito di 1000 mercenari a Corinto e partì da Zante. Sbarcato ad Eraclea Minoa, raccolse adepti ad Agrigento, Gela, Camarina, Casmene e tra genti sicule e sicane, ed entrò a Siracusa con 20.000 uomini ricevuto da grandi manifestazioni di gioia. Si impadronì facilmente del potere in quanto Dionisio era in una delle neo-fondate colonie dell'Adriatico. Al suo ritorno, Dione lo sconfisse sul campo e lo costrinse all'esilio.

Durante il suo governo, fu detronizzato e poi esiliato a causa degli intrighi portati avanti da Eraclide. Molto presto però ritornò a causa dell'incompetenza del nuovo sovrano Apollocrate, figlio di Dionisio, dopo aver attaccato la roccaforte di Ortigia. Il suo potere durò molto poco, in quanto si inimicò il popolo per la sua condotta tirannica e fu ucciso dall'ateniese Callippo, che lo aveva accompagnato sin dalla spedizione di Zante.

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Predecessore Tiranno di Gela e Siracusa Successore
Dionisio II 357 a.C.-354 a.C. Callippo

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